Harry Potter and the Philosopher’s Stone di J.K. Rowling

Harry Potter and the Philosopher's Stone 1st

Harry Potter and the Philosopher’s Stone – prima edizione, prima stampa

Ok, questa è la premessa: stiamo parlando di un libro che è stato definito il “Santo Graal” del collezionista di libri. Forse si esagera un po’ parlando della prima edizione inglese di Harry Potter, ma viste le cifre esorbitanti a cui viene ancora scambiato non è assurdo pensarlo.
Il prezzo per portarsi a casa questa prima edizione di “Harry Potter and the Philosopher’s Stone“, a oggi, varia tra i $40.000 e $55.000 a seconda delle sue condizioni.
Ma perché vale così tanto?
Facciamo un salto indietro nel tempo, nel 1997 quando l’allora aspirante scrittrice Joanne Rowling (J.K. Rowling è uno pseudonimo) era ancora una sconosciuta.
La tiratura della prima edizione/prima stampa fu di sole 500 copie! Numero molto lontano dai milioni di copie stampate per gli altri libri della saga.
Di queste 500 copie, 300 sono “scomparse” all’interno del sistema bibliotecario del Regno Unito e solo 200 sono arrivate sul mercato.
E per farvi capire quanto all’epoca già 500 copie forse fossero già troppe, c’è una storia – forse la più memorabile – che riguarda un giornalista nel Regno Unito: Nigel Reynolds, che si occupa sul Daily Telegraph della sezione culturale, dopo diverse insistenze si convince a incontrare la signora Rowling mentre cerca di pubblicizzare il suo libro sconosciuto. Si incontrano, prendono un caffè assieme, chiacchierano e alla fine la mamma di Harry Potter  consegna una copia del suo libro sperando che venga letto e recensito favorevolmente. Nigel saluta, si dirige verso il suo ufficio e nel tragitto lo getta nel cestino della spazzatura. Come ha ammesso lui stesso, probabilmente è stato l’errore più costoso della sua carriera. Praticamente 35.000 Euro buttati nell’immondizia.

Bene, ora mettiamo il caso che vi troviate in un mercatino di libri usati, in uno sperduto paesino inglese. O più facilmente su eBay. E buttate l’occhio su una prima edizione di Harry Potter. Prima di metter mano al vostro portafoglio, sappiate che questi sono gli 8 indizi per riconoscere una vera prima edizione di “Harry Potter and the Philosopher’s Stone”:

Partiamo dalla copertina:

Harry Potter e la pietra filosofale 1a edizione inglese

dettaglio della copertina della prima edizione di Harry Potter

Innanzitutto sappiate che esiste sia una prima edizione con la copertina morbida (meno ricercata) e una con la copertina rigida (ma senza sovraccoperta!)
Indizio #1: sul fronte, in basso, c’è un fascetta nera che riporta la scritta: “A terrific read and a stunning first novel” Wendy Cooling

 

La cosiddetta “Copyright page

Harry Potter 1st copyright

la “copyright page” contiene tutti i dettagli dell’edizione del libro

Indizio #2: compare questa sequenza di numeri: 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
Indizio #3: Il nome dell’autrice è scritto per esteso: Joanne Rowling e non J.K.
Indizio #4: Il copyright sul nome dell’illustratore del retrocopertina è: Thomas Taylor1997 senza spazi tra Taylor and 1997!!!

 

Pagina interna:

Harry Potter pg 53

dettaglio della pagina 53 della prima edizione di Harry Potter

Indizio #5: a pagina 53, nell’elenco degli “Other Equipment” è ripetuto due volte “1 wand”

 

Retro copertina:
Indizio #6: La parola “Philosopher’s” è scritta erroneamente “Philospher’s” (manca la “o”)
Indizio #7: Le parole “Witchcraft and Wizardry” sono invertite e stampate come “Wizardry and Witchcraft”
Indizio #8: Errore conosciuto anche come “The young and the old wizard”: L’illustrazione sul retro del libro è quella di un giovane mago (Dumbleldore/Silente) che fuma una pipa poi sostituta con quella di un mago più anziano dalla barba lunga e un accendino in mano.

Harry Potter back1

differenze tra i due retro copertina: “The young and the old wizard”

Ah, un’ultima cosa:
qualsiasi edizione abbiate di Harry Potter se è autografata dalla signora Rowling ha comunque il suo valore. Fino all’uscita di “Harry Potter e doni della morte” la Rowling firmava più frequentemente i suoi libri, ma da questo libro in poi, le apparizioni pubbliche sono diminuite e nelle poche occasioni di incontro è diventata sua abitudine applicare sul libro, accanto alla firma, un piccolo ologramma adesivo per accreditarne la veridicità.


L’incipit:

«Mr. and Mrs. Dursley, of number four, Privet Drive, were proud to say that they were perfectly normal, thank you very much. They were the last people you’d expect to be involved in anything strange or mysterious, because they just didn’t hold with such nonsense.»
(J.K. Rowling)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Bloomsbury Publishing Plc
Prezzo originale: 4.99 Sterline
Pagine: 223


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Va’, metti una sentinella (Go set a watchman) di Harper Lee

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Immagina di avere finalmente tra le mani il seguito di uno dei libri più amati al mondo.
Lo hai atteso per 55 anni. Era infatti il 1960 quando uscì “Il buio oltre la siepe” (“To kill a mockingbird” titolo originale), libro capolavoro dell’allora esordiente trentaquattrenne Harper Lee. (L’autrice, recentemente scomparsa, diede l’ok per la pubblicazione dopo che il manoscritto fu ritrovato in una cassetta di sicurezza dove era stato erroneamente archiviato e pensato perso per sempre.)
Magari sei tra quelli che si negano agli amici per non essere disturbati perché vuoi goderti il tuo nuovo acquisto. Ti immergi nella lettura, arrivi intorno a pagina 252 e… qualcosa non torna.
Prosegui, arrivi a pagina 261… 265… 268, 272 e 277 ma non riesci più a capire bene la trama perché i dialoghi non funzionano più… e sei al finale!
E certo che non ti ritrovi più… mancano righe! frasi intere, numeri di pagine… dialoghi…
Solo allora scopri di avere in mano una copia sbagliata! E non sei il solo. Anche altri utenti iniziano a protestare, fai una veloce ricerca su Google e non solo non sei l’unico sfortunato ma, anzi, a dire il vero, siete un bel po’… soprattutto se hai comprato il libro su Amazon.

Poche ore dopo esce un articolo sul Guardian:

A number of the first 25,000 copies of Harper Lee’s new novel Go Set a Watchman are missing paragraphs and sentences from the final pages – with many readers complaining it has tainted their reading of the book. It is unknown how many of the books purchased are missing the pieces of text.

The novel, a sequel to Lee’s 1960 debut, To Kill a Mockingbird, sold more than 105,000 copies in the UK on its first day of release. According to publisher Penguin Random House, the misprint occurred after an error at the printers resulted in six pages towards the end of the UK edition having missing lines.

In a statement the publisher added: “Due to an error in the printing process a limited number of copies of Harper Lee’s Go Set a Watchman are faulty. Replacement copies are currently being printed and the situation will be resolved swiftly.”

(potete leggere l’articolo completo qui The Guardian – Harper Lee)

C’è stato, quindi, un errore durante la stampa del romanzo e, come riportato dal tabloid inglese, 25 mila copie sono affette da questo problema per un totale di 6 pagine a libro. Gli utenti iniziano a protestare e Amazon, che sembra essere il distributore più colpito, decide di sostituire gratuitamente le copie in possesso dei clienti.
Ma durante il fine settimana la società ha deciso di assicurarsi che i lettori desiderosi riescano a finire il libro e decide di addirittura di inviare loro via email le righe mancanti. L’oggetto della mail recita: Missing lines from Go Set a Watchman – Please only open after reaching page 252.’ e avvisava sul potenziale spoiler sul finale del libro.

Sui siti specializzati in vendita di libri rari iniziano ad apparire le prime copie difettose. Un utente ne acquista una copia per 988 Sterline (circa 1.280 Euro)!
A parte questo caso, le copie poco dopo iniziano a scendere di prezzo. Ma comunque al momento il prezzo medio è sui 150/200 sterline (195/260 euro) e molto probabilmente con il tempo il valore potrebbe salire.

 

Harper Lee ci ha lasciato il 19 febbraio scorso all’età di 89 anni. Nel 2007,  fu premiata dal Presidente degli Stati Uniti George W. Bush con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo primo e più famoso romanzo che, secondo la motivazione del premio: «Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre». (fonte: Wikipedia)

Per quanto riguarda la trama, “Va’ metti una sentinella” è un sequel. Scritto e proposto a un editore nel 1957, venne rifiutato. Fu quindi proposto all’autrice di rivedere la storia e di rappresentare Scout, la protagonista come una bambina. La signora Lee lavorò all’idea per altri due anni e alla fine nacque “Il buio oltre la siepe”.
L’uscita del secondo libro ancora ambientato Maycomb in Alabama ha suscitato un aspro dibattito tra i fan. La ventiseienne Jean Louise Finch, la piccola “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ma qualcosa è decisamente cambiato nell’uomo che per molti , ancora oggi, è una delle figure più pure della letteratura americana. (Mi fermo qui per non rovinare la trama a chi non l’avesse ancora letto).

Un’ultima curiosità:
il titolo italiano del primo libro è decisamente diverso da To “Kill a Mockingbird”. Venne infatti tradotto con “Il buio oltre la siepe” parafrasando un passaggio del libro:

Una volta Atticus mi aveva detto: “Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista”. Ebbene, io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura, avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci divideva dalla casa dei Radley, e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la notte più lunga, più terribile… e insieme la più bella di tutta la mia vita.

Il “buio oltre la siepe” rappresenta quindi l’ignoto e la paura che genera il pregiudizio.

Nel testo italiano ci sono tuttavia numerosi riferimenti al titolo originale “uccidere un usignolo” descritta come un’azione crudele e immotivata.

Il problema è che “mockingbird” (nome scientifico Mimas polyglottos), molto diffuso negli Stati Uniti, non è presente in Italia: mancando di un preciso corrispondente è stato tradotto spesso come passero, raramente come usignolo, e – incomprensibilmente – come merlo nell’edizione Feltrinelli in mio possesso tradotta da Amalia D’Agostino Shanze.

La traduzione del titolo del secondo libro invece è rimasto inalterato e fa riferimento a un passo delle Bibbia citato nel libro stesso:

Poiché così mi ha detto il Signore: “Va’, metti una sentinella che annunci quanto vede” (Isaia 21,6)

 

LA COPERTINA (fronte):

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LA COPERTINA (retro):

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LA PAGINA 261: dove manca parte del testo e il numero della pagina.


L’incipit:

«Since Atlanta, she had looked out the dining-car window with a delight almost physical. Over her breakfast coffee, she watched the last of Georgia’s hills recede and the red earth appear, and with it tin-roofed houses set in the middle of swept yards, and in the yards the inevitable verbena grew, surrounded by whitewashed tires. She grinned when she saw her first TV antenna atop an unpainted Negro house; as they multiplied, her joy rose.»
(Harper Lee)

Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice: William Heinemann: London
Prezzo originale: 18.99 Sterline
Pagine: 278


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Hapworth 16, 1924 di J.D. Salinger

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Jerome David Salinger (l’autore de “Il giovane Holden“), il fratello del sindaco di Milano Pisapia, una giovane neo-laureata di Siena e un libro che non dovrebbe esistere.
Questi sono alcuni degli incredibili ingredienti che costituiscono la storia di un libro che è inutile cercare nelle librerie. Esiste certo, ma non esiste. O meglio no​n​ dovrebbe esistere.

Stiamo parlando di Salinger, lo stesso autore che diede alle stampe oltre a “Il giovane Holden”, “Nove storie”, “Franny and Zooey”, “Alzate l’architrave, carpentieri​”​ e ​”​Seymour. Introduzione” e nient’altro, pur avendo continuato a scrivere in gran segreto tutta la vita anche dopo aver deciso di isolarsi dal mondo.
Hapworth 16, 1924” è uscito come racconto sul New Yorker il 19 giugno 1965 e mai più ristampato per volontà di Salinger.
Hepworth 16 è il nome del campo estivo dove i fratelli Seymour e Buddy Glass, protagonisti indimenticati dei racconti di Salinger, passano le loro estati e da dove Seymour scrive questa lettera.

Per i fan dello scrittore americano, la pubblicazione di questo racconto è come il tassello mancante di un puzzle per capire il mondo di Salinger e dei protagonisti dei suoi libri. Nel 1988, il titolare della casa editrice Orchises Press, Roger Lathbury, scrive a Salinger proponendogli la pubblicazione e per qualche tempo la trattativa sembra filare liscia. La risposta di Salinger arriva dopo 8… anni! Siamo nel 1996, ma è un sì. Roger Lathbury è un uomo fortunato. Da sconosciuto editore di poesie all’improvviso diventa il futuro editore del più famoso scrittore americano vivente. Un “nuovo” libro di Salinger è sempre una scommessa vinta. Ma l’editore commette una ingenuità: si lascia scappare la notizia e Salinger ferma tutto. Brutalmente.

Intorno al 1997, una trentina di anni dopo quindi, una allora sconosciuta studentessa universitaria Simona Megherini fa un gran bel lavoro: decise che la sua tesi di laurea sarebbe stata la traduzione integrale in italiano di quelle 30mila parole.
Arriva poi una giornalista, Maria Grazia Rosa Rosso che propone alla casa editrice Eldonejo (di un tale Giovanni Vittorio Pisapia) di pubblicare “Hapworth 16, 1924”. E lo fanno uscire con qualche mese di anticipo rispetto all’annuncio della stampa dell’edizione americana.

C’è per​ò​ un piccolo, piccolissimo problema: la casa editrice Eldonejo non detiene i diritti per la pubblicazione del libro! In Italia, i diritti sulle opere di Salinger sono in mano alla Einaudi. Una disattenzione? Nell’ambiente editoriale se ne dubita​,​ visto che Pisapia fa apporre la dicitura all’interno: “Le edizioni Eldonejo rimangono a disposizione per ogni adempimento relativo ai diritti d’autore.”.
Quello che succede è scontato: la casa editrice torinese fa causa alla Eldonejo e impone l’immediato ritiro dalle librerie del racconto, cosa che avviene in breve tempo. La vicenda giudiziaria si conclude senza condanne. La casa editrice milanese e Simona Megherini si salvano perché​,​ nella prefazione del volume, vengono riportati gli stessi argomenti trattati nella tesi di laurea e il volume ​viene ritenuto “testo accademico”.
In tutto questo​,​ la giornalista Maria Grazia Rosa Rosso nega che l’Einaudi abbia acquistato i diritti del libro, “ha solo un’opzione” dice, ma tant’è.
Delle 2.000 copie stampate​,​ molte sono andate disperse, alcune buttate ma alcune rientrano nel mercato librario a prezzi esorbitanti. E non ​sto scherzando. Copie del libro sono state vendute su eBay a circa 400 Euro.

Oggi, al momento in cui scrivo il prezzo​,​ oscilla tra i 70 e i 300 euro. Niente male per un libro che non dovrebbe esistere.01032016-154511-servizio fotografico senza titolo


L’incipit:

«Alcune osservazioni prima di cominciare, le più schiette e semplici possibili: prima di tutto mi chiamo Buddy Glass, e per gran parte della mia vita, con ogni probabilità per tutti i quarantasei anni trascorsi, mi sono sentito impiantato, installato con cura, e di quanto in quanto acceso allo scopo di gettare un po’ di luce sulla breve e reticolata vita del mio defunto fratello maggiore Seymour Glass, che morì suicida, scegliendo così di porre fine alla sua esistenza, nel lontano 1948 quando aveva trentun anni.»
(J.D. Salinger)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Eldonejo
Prezzo originale: 25.000 Lire
Pagine: 152


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