A 60 anni dalla scomparsa di Umberto Saba

Il 25 agosto di sessanta anni fa ci lasciava uno dei più grandi poeti italiani: Umberto Saba.

Operò tra gli uomini poeta” riporta una targa nella strada dove, ancora oggi, c’è la sua piccola biblioteca antiquaria.

Questo post è un piccolissimo omaggio all’immensità di Saba come poeta, romanziere, librario, marito, padre, uomo e tanto, tanto altro ancora.

A Trieste, nell’ormai lontano 2003, venne allestita una mostra molto bella, poi integralmente riportata nel web che potete trovare cliccando qui. Il sito è una fantastica miniera di informazioni con bellissime e rare fotografie sul grande poeta triestino.

Qui sotto vi lasciamo la poesia “Avevo” scritta nel 1944, uno degli anni più critici del Novecento. Saba, in quegli anni, era costretto a vivere un umiliante esodo semiclandestino a causa delle sue origini ebraiche. In questa poesia ritroviamo gli affetti più cari del poeta: la moglie, la figlia, la sua città natale, la sua bottega antiquaria e sua madre.

Buona lettura!

Rara edizione del Canzoniere di Umberto Saba numerata e autografata.

Avevo

Da una burrasca ignobile approdato
a questa casa ospitale, m’affaccio
– liberamente alfine – alla finestra.
Guardo nel cielo nuvole passare,
biancheggiare lo spicchio della luna,
Palazzo Pitti di fronte. E mi volgo
vane antiche domande: Perché, madre,
m’hai messo al mondo? Che ci faccio adesso
che sono vecchio, che tutto s’innova,
che il passato è macerie, che alla prova
impari mi trovai di spaventose
vicende? Viene meno anche la fede
nella morte, che tutto essa risolva.

Avevo il mondo per me; avevo luoghi
del mondo dove mi salvavo. Tanta
luce in quelli ho veduto che, a momenti,
ero una luce io stesso. Ricordi,
tu dei miei giovani amici il più caro,
tu quasi un figlio per me, che non pure
so dove sei, né se più sei, che a volte
prigioniero ti penso nella terra
squallida, in mano al nemico? Vergogna
mi prende allora di quel poco cibo,
dell’ospitale provvisorio tetto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una famiglia, una compagna;
la buona, la meravigliosa Lina.
È viva ancora, ma al riposo inclina
più che i suoi anni impongano. Ed un’ansia
pietà mi prende di vederla ancora,
in non sue case affaccendata, il fuoco
alimentare a scarse legna. D’altri
tempi al ricordo doloroso il cuore
si stringe, come ad un rimorso, in petto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una bambina, oggi una donna.
Di me vedevo in lei la miglior parte.
Tempo funesto anche trovava l’arte
di staccarla da me, che la radice
vede in me dei suoi mali, né più l’occhio
mi volge, azzurro, con l’usato affetto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una città bella tra i monti
rocciosi e il mare luminoso. Mia
perché vi nacqui, più che d’altri mia
che la scoprivo fanciullo, ed adulto
per sempre a Italia la sposai col canto

Vivere si doveva. Ed io per tanto
scelsi fra i mali il più degno: fu il piccolo
d’antichi libri raro negozietto
Tutto mi portò via il fascista inetto
ed il tedesco lurco.

Avevo un cimitero ove mia madre
riposa, e i vecchi di mia madre. Bello
come un giardino; e quante volte in quello
mi rifugiavo col pensiero! Oscuri
esigli e lunghi, atre’ vicende, dubbio
quel giardino mi mostrano e quel letto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
– anche la tomba – ed il tedesco lurco.

Umberto Saba

Prime edizioni di "Trieste e una donna" e "Il piccolo Berto". In primo piano: ricevuta postale scritta a mano di Umberto Saba.

Prime edizioni di “Trieste e una donna” e “Il piccolo Berto”. In primo piano: ricevuta postale scritta a mano di Umberto Saba.


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Il bottino di Cartoomics 2017

Ed eccoci di rientro dalla grande avventura targata Cartoomics!

Tra gli acquisti: “La terra dei figli di Gipi”, “Storie di un’attesa” di Sergio Algozzino e “Sputa tre volte” di Davide Reviati.

Giunta alla sua 24a edizione, questa manifestazione nel 2016 ha raggiunto i 75.000 visitatori in tre giorni ed è diventata, nel corso degli anni, un must tra gli amanti del genere fumetto. I numeri di quest’anno potrebbero essere addirittura superiori.

Non solo fumetti ovviamente, ma anche incontri, anteprime, premiazioni, ecc…

Disegno con dedica di Gipi sul volume “La terra de figli”, edizione Coconino Press.

Bellissima illustrazione di Stefano Turconi sul nuovo volume edito da Bao Publishing “Orlando curioso” scritto da Teresa Radice.

Per ovvie ragioni, considerando il fumetto una forma di letteratura con pari dignità di un romanzo (basti pensare ad autori/autrici come Tiziano Sclavi, GiPi, Paco Roca, ZeroCalcare, Cyril Pedrosa, la coppia Turconi-Radice, Lorenzo Ceccotti, Igort, Scott McCloud e Brian K. Vaughan per citarne alcuni), non potevamo non caricarci di libri e andare a caccia di dediche e sketch che renderanno i volumi della nostra biblioteca sì più rari, ma anche più nostri.

Tre giorni quindi passando dallo stand di un editore all’altro. Realtà piccole, medie e grandi, tutte con tantissima affluenza. Le nostre mete preferite: lo stand di BaoPublishing (che quest’anno ha portato in Italia, in esclusiva, gli autori della serie di successo “The Wicked + The Divine”, Kieron Gillen, Jamie McKelvie oltre ai nostrani Turconi-Radice, Japoco Paliaga e French Carlomagno), lo stand della Bonelli (con una parata di autori di classe: Angelo Stano e Gigi Cavenago per citarne due), quello di Tunué (con la presentazione del volume “Il Piccolo Caronte” di Sergio Algozzino e Deborah Allo) e lo stand della Panini Comics che quest’anno ha festeggiato il Maestro Cavazzano e i suoi 50 anni di carriera nella scuderia Disney. Coconino  Press ha invece fatto il pienone con GiPi e Davide Reviati.

Nell’articolo, una raccolta di autografi e dediche che abbiamo conquistato con tanta pazienza!

Acquisti: Numero uno di “The Wicked + The Divine” con autografo degli autori e l’edizione speciale del numero Topolino in edicola con la storia che celebra il ritorno del Maestro Cavazzano “Topo Maltese”.

Disegno e dedica di Davide Reviati sul volume “Sputa tre volte”. Edizione Coconino Press.

Volume che festeggia i 30 anni dell’Indagatore dell’incubo, numero 1 originale di Dylan Dog e due volumi con le copertine di Angelo Stano.

Autografo del Maestro Angelo Stano, sul numero uno originale di Dylan Dog uscito nel 1986!

Illustrazione con acquarello di Sergio Algozzino sul volume edito da Tunué “Dieci giorni da Beatle”.

Altri acquisti: “Orlando curioso” di Stefano Turconi e Teresa Radice, “Dieci giorni da Beatles” di Sergio Algozzino e il volume a tiratura limitata presentato da Bao Publishing “The Wicked + The Divine” di McKelvie e Cowles.

Autografi e dediche di autori Bonelli per Dylan Dog: Angelo Stano, Claudio Chiaverotti, Tito Faraci e Pasquale Ruju. Illustrazione di Gigi Cavenago.


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Incontro con… Simone Cristicchi

Come già successo la scorsa estate con l’incontro con il duo di autori Turconi e Radice ospiti a Trieste, La Biblioteca che vorrei vi invita a conoscere un altro autore di spicco.

Simone Cristicchi, attore, cantante e scrittore, presenterà il suo ultimo libro “Il secondo figlio di dio” nella città che gli ha conferito la cittadinanza onoraria: Trieste.

Alcuni dei libri scritti da Simone Cristicchi: “Dialoghi incivili”, “Magazzino 18” e “Il secondo figlio di dio”.

L’autore ci parlerà dell’incredibile storia di David Lazzaretti, mistico ed eretico cristiano, riportando alla luce una vicenda meravigliosa e coinvolgente, intrisa di utopia e spiritualità, sporca di sangue e misteri ancora da chiarire.

David Lazzaretti nacque nel 1834 ad Arcidosso, sul Monte Amiata, in una Toscana matrigna e madre, terra di indigenza e sfruttamento, più vicina al Medioevo che al Rinascimento. Barrocciaio per necessità, fin da ragazzo venne assalito da febbri e visioni mistiche che lo portarono a elaborare un personalissimo percorso spirituale nel seno della chiesa cattolica. Il simbolo della sua misteriosa missione era formato da due C contrapposte con la croce nel mezzo, come l’annuncio di un nuovo Cristo in arrivo.
La sua predicazione richiamò migliaia di persone tra la Toscana e la Sabina, organizzati in una convivenza armoniosa che richiamava le prime comunità cristiane, in cui solidarietà, uguaglianza e istruzione erano le fondamenta, e il lavoro in comune un mezzo per elevare lo spirito. 
Se da una parte fu perseguitato dalla Legge e considerato un pazzo sovversivo, dall’altra l’ ”Uomo del mistero” conquistò seguaci e protettori tra nobili intellettuali e alti prelati godendo del sostegno sia di Don Giovanni Bosco che del pontefice Pio IX. 
Ma il suo messianesimo misero in allerta sia la Chiesa di Roma che il neonato Stato Italiano, i quali per la prima volta si trovarono in accordo. Il 18 agosto del 1878, la pallottola di un carabiniere pose fine alla sua esistenza.

L’appuntamento è quindi per sabato 4 marzo, alle ore 11:30 presso il prestigioso Caffè San Marco di Trieste.

Qui l’evento Facebook per maggiori informazioni:
Evento Facebook: Simone Cristicchi all’Antico Caffè San Marco


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Un anno senza Umberto Eco

È già passato un anno da quando Umberto Eco ci ha lasciati.

Onestamente, non pensiamo di poter aggiungere niente sulla sua immensa figura con parole che, essendo esse stesse limitate, non potrebbero mai esprimere la nostra stima e ammirazione.

Di lui rimangono i suoi scritti. Grandi fari nel mare della confusione di questi anni. Rileggere Eco è capire il mondo. Iniziare a leggere Eco dovrebbe essere un piccolo grande passo che ciascuno dovrebbe compiere per “non viver come bruti“.

Ovunque lui sia, probabilmente, ora ci sorride beffardo.
Con quel sorriso di chi ha capito tanto ma davvero tanto.

Autografo di Umberto Eco su edizione economica de “Il Nome della Rosa”. A fianco la sua ultima raccolta di scritti uscita postuma.

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Chi è Robert Galbraith?

Scrisse un tale William Shakespeare:

“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” (Giulietta: atto II, scena II)

Probabilmente sì. Il profumo e le caratteristiche di qualcosa o qualcuno anche sotto mentite spoglie rimangono le stesse.
Ma per qualcuno, giocare ad essere un’altra persona può essere oltre che divertente (immaginare le reazione dei suoi più cari amici) anche liberatorio.

È successo, come spesso succede nella storia della letteratura, anche a una scrittrice che, dopo aver venduto più di 535 milioni di copie dei suoi libri (ma il numero è destinato a crescere ulteriormente proprio questa settimana*), ha deciso di liberarsi delle pressioni e di cominciare da capo.

“Ho scelto Robert, perché è uno dei nomi da uomo che preferisco, inoltre Robert Kennedy è stato uno dei miei eroi e perché, per fortuna, non lo avevo ancora usato per uno dei personaggi della serie di Harry Potter o per “Il seggio vacante”.
Galbraith, invece, è nato per un motivo un po’ strano. Quando ero una bambina, volevo davvero essere chiamata ‘Ella Galbraith’, e non ho idea del perché. Non sapevo nemmeno se il cognome esisteva, perché non riesco a ricordare di aver mai incontrato nessuno con questo cognome.  Sia come sia, il nome ha avuto un fascino su di me. In realtà avevo pensato di chiamarmi L. A. Galbraith, ma per ragioni abbastanza ovvie ho deciso che le iniziali erano una cattiva idea.” (tratto dal sito robert-galbraith.com)

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith

Il primo libro di Robert Galbraith esce nel Regno Unito il 4 aprile 2013 per la Sphere Books e si intitola “The Cuckoo0’s Calling” (in Italiano “Il richiamo del cuculo” uscirà il 4 novembre dello stesso anno) e la prima edizione ha una tiratura di sole 1500 copie. In fondo, stiamo parlando di un esordiente.
La trama è quella di un giallo: l’investigatore privato – e veterano di guerra rimasto ferito –  Cormoran Strike viene ingaggiato per indagare sul presunto suicidio di una modella.

Quello che salta all’occhio agli editori e lettori è che questo Galbraith scrive bene. Scrive molto bene. E lo recensiscono con lodi. Lo scrittore Peter James al ‘Sunday Times’ dice perfino che aveva “pensato che fosse stato scritto da uno scrittore molto maturo e non da un esordiente”. Ma nel mondo dell’editoria non sbanca. È però sempre il quotidiano britannico che vuole vederci chiaro. Assume perfino un esperto di informatica per analizzare il linguaggio di Galbraith sostenendo che al netto di alcune parole, hai una altissima percentuale di probabilità di riconoscere, quello che lui definisce, il “DNA” dello scrittore.

La copertina della prima edizione inglese del libro "The Cuckoo's Calling" di Robert Galbraith

La copertina della prima edizione inglese del libro “The Cuckoo’s Calling” di Robert Galbraith

Ma ancora si brancola nel buio, fino a quando qualcuno commette un errore.
Sono le 23:34 di mercoledì 10 luglio 2013 e la giornalista India Knight twitta ai suoi 95mila follower che si sta godendo la lettura di un nuovo romanzo. Seguono un paio di commenti e alle 00:07 una follower @JudeCallegari commenta con un tweet bomba:

@JudeCallegari: “scritto da J.K. Rowling”

la ricostruzione di quello che è segue è più o meno:

@indiaknight: “Eh?”

@JudeCallegari: “È il suo pseudonimo […]”

@indiaknight: “Sul serio? Come lo sai?”

@JudeCallegari:“Sul serio. Un amico lavora per l’editore.”

Ma chi è Jude (Judith) Callegari? È un’amica di famiglia di Chris Gossage. Gossage è un avvocato britannico che rappresenta gli interessi di una cliente piuttosto importante: J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter.

Da qui in poi la notizia fa il giro del mondo. La signora Judith Callegari cancella il suo profilo Twitter. Amazon ha annunciato che dopo la notizia sulla reale identità dell’autore, le vendite sono aumentate nella sola mattinata di oggi di circa il 500.000%. [Fonte: La stampa.it]

Dalla 4709esima posizione in classifica su Amazon il libro arriva al numero 1. Dalle 1500 copie iniziali ne vengono prontamente stampate altre 140.000 per poi superare abbondantemente il milione.

Il commento di J.K. Rowling fu che “solo un ristretto numero di persone erano a conoscenza del mio pseudonimo e che non è  stato piacevole chiedersi per giorni come una donna che fino a quel momento non aveva mai sentito nominare prima aveva scoperto che molti dei suoi più vecchi amici non sapevano”.

L'interno della copertina della prima edizione a confronto con l'edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

L’interno della copertina della prima edizione a confronto con l’edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

Rowling decide di fare causa allo studio legale. Christopher Gossage e Judith Callegari vengono multati per 1000 Sterline dalla Solicitors Regulation Authority  per violazione della riservatezza. Queste mille sterline, assieme ai proventi delle vendite del libro, vengono dati in beneficenza al The Soldiers’ Charity. Un bel gesto senza dubbio.

Questa è la storia.
A “The Cuckoo0’s Calling” seguono altri due libri altrettanto belli: “The Silkworm” (in italiano: “Il baco da seta“) e il più recente “Career of Evil” (“La via del male“) editi in Italia dalla Salani Editrice, che vedono sempre Cormoran Strike e la sua assistente Robin Ellacott come protagonisti.
J.K. Rowling continua a utilizzare lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Ma c’è ancora qualcosa da dire, su quelle copie della prima edizione di “The Cuckoo’s Calling”.

In un articolo precedente (che potete trovare qui) vi ho parlato di una libreria di Londra specializzata nella vendita di prime edizioni o di libri autografati. Bene, il proprietario di questo bellissimo negozio ha comprato prima che venisse rivelato la reale identità di Robert Galbraith, 250 copie del romanzo firmato dall’autore. Le ha ordinate sulla fiducia dopo aver letto il manoscritto.

Ha, quindi, iniziato a venderle come sempre al prezzo di copertina, cioè 16,99 £. E anche dopo l’uscita della notizia ha deciso di continuare a vendere le restanti copie al prezzo iniziale trattenendosi solo 4 copie per sé e per il suo staff.

Ora, chiariamo un particolare: stiamo parlando di libri autografi dall’autrice di Harry Potter. E come sempre, in questi casi, si tratta di materiale molto ricercato tra i collezionisti.

Le copie autografate (250 in tutto) della primissima edizione sono rimbalzate su tutti i negozi di aste online e su eBay. Il prezzo è attualmente intorno ai 4.500 Euro.

Delle restanti 1250 copie non autografe attualmente in circolazione, il prezzo medio è intorno ai 1.000-1.200 Euro.

La ristampa della prima edizione (vedi più in basso come riconoscerla) ha un valore intorno ai 100-150 Euro per una tiratura di 140mila copie.

La pagina dei crediti della prima edizione del libro "The Cuckoo's Calling".

La pagina dei crediti della prima edizione del libro “The Cuckoo’s Calling”.

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro "The Cuckoo's Calling". Si riconosce per la scritta "Reprinted 2013 (twice)".

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro “The Cuckoo’s Calling”. Si riconosce per la scritta “Reprinted 2013 (twice)”.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

L'ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall'autrice.

L’ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall’autrice.

*mentre scrivo è uscito l’ottava libro della saga di Harry Potter (Harry Potter and the cursed child) che ha già battuto tutti i record di prevendita su Amazon e Barnes&Noble.


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Garth Risk Hallberg a Milano presenta “Città in fiamme”

Ho pensato di aggiornare questa pagina anche raccontando di eventi in Italia o all’estero,grazie ai quali è possibile espandere la propria biblioteca personale con edizioni interessanti. E credo che questo post parli di un bel libro che non dovrebbe mancare sui vostri scaffali.

Santeria Social Club in attesa di Garth Risk Hallberg.

Santeria Social Club in attesa di Garth Risk Hallberg

Martedì 29 marzo, alle 19 a Milano, al Santeria Social Club, c’è stato il tanto atteso incontro con lo scrittore americano Garth Risk Hallberg.

Per chi non lo conoscesse Hallberg è un trentaseienne critico letterario e ora scrittore nato a Grenville.

Per la terza volta nel nostro Paese, ma alla prima come autore, era qui per presentare “Città in fiamme” invitato dalla Mondadori che ha acquistato i diritti ha tradotto e pubblicato il libro in Italia.

Nelle ultime settimane si è parlato molto di questo libro definito “il nuovo romanzo americano“. Ha fatto scalpore il fatto che Hallberg fosse stato pagato in anticipo con  ben 2 milioni di dollari (sì, avete letto bene) per la pubblicazione.

Come ammesso in diverse interviste, la stesura di questo libro (di quasi mille pagine) è durata più o meno sei anni, iniziata mentre era su un pullman diretto a New York nel 2003.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di Città in fiamme

“Città in fiamme” (City on fire) è un libro potente e prepotente. Curato nella scrittura, non è adatto per una lettura superficiale perché richiede al lettore il suo tempo. Richiede attenzione, ma restituisce, moltiplicato, il tempo che gli si dedica trasformato in bellezza letteraria. Novantaquattro capitoli, nei quali si seguono le vicissitudini dei protagonisti che si muovono e interagiscono sullo sfondo di una New York dell’anno 1976.

È infatti NY la “Città in fiamme”, la città che brucia. Brucia se stessa e brucia di criminalità, di affari sporchi, di musica, di solitudini, di aggressioni, di incendi, di passioni, di denaro e di riscatti sociali e personali.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di Città in fiamme con Paolo Giordano

Gran parte del merito per la possibilità di leggere questo libro nel nostro paese va a Federica Manzon (editor Mondadori e autrice anche lei di due libri tra cui “Di fama e di sventura” che consiglio vivamente). L’impresa l’ha divertita, perché era tantissimo tempo che non si verificava un caso del genere e aggiunge “[…] raccontare New York è la bestia più difficile per tutti gli scrittori, in un periodo difficile e non negli anni d’oro, la New York del black out e della crisi […]”. E sembra che alla fine Hallberg ci sia riuscito, con questo suo primo romanzo.

Se diventerà un classico, lo scopriremo nei prossimi anni. Tutti però sono concordi che è un libro che va letto e che ripaga per tutto il tempo che gli si dedica.

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro

Infine, un plauso alla Mondadori, per aver distribuito gratuitamente ai presenti durante la serata un po’ di merchandising legato al libro come una borsa di tela rossa con il layout della copertina del libro da un lato e il nome della band “Ex Post Facto” sull’altro, e un’agendina in tema.

Merchandising Mondadori. In alto a destra l'edizione inglese del libro

Merchandising Mondadori.
In alto a destra l’edizione inglese del libro

Dedica di Garth Risk Hallberg

Dedica di Garth Risk Hallberg

Autografo di Garth Risk Hallberg sull'edizione inglese di "City on fire"

Autografo di Garth Risk Hallberg sull’edizione inglese di “City on fire”

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Le ceneri di Angela (Angela’s ashes) di Frank McCourt

Frank McCourt è uno dei miei autori favoriti. E “Le ceneri di Angela” (“Angela’s ashes” titolo originale) è il suo capolavoro.
Francis McCourt nasce a New York dal padre Malachy, nordirlandese di religione presbiteriana e dalla madre Angela (di cui il titolo) irlandese di religione cattolica.
Ancora bambino, fa ritorno con i genitori e fratellini in Irlanda, più precisamente a Limerick.
Da qui prendono vita le sue (dis)avventure che nel suo libro-capolavoro vengono raccontate in prima persona attraverso gli occhi di lui bambino. La scrittura è improntata sull’ironia anche davanti alle tragedie più grandi (dalla povertà, al padre alcolista, dalla morte di tre fratelli per gli effetti della denutrizione, alla febbre tifoide, al comportamento madre religio­sa e stanca che si lamenta accanto al caminet­to, dai preti arroganti, ai maestri di scuola prepo­tenti, agli inglesi…) e il libro avrà così tanto successo che nel 1997 vincerà il prestigioso premio Pulitzer e il National Book Critics Circle.
Nel 1999 il romanzo verrà portato sul grande schermo dal regista Alan Parker.

Nel 1997 “Le ceneri di Angela” viene pubblicato in Italia dalla casa editrice Adelphi.
McCourt, scriverà altri due libri: “Che paese, l’America (1999) (titolo originale: ‘Tis, pubblicato in Italia da Adelphi nel 2003), in cui racconta il seguito della sua vita in una New York proletaria del secondo dopoguerra ed “Ehi, prof!” (2005) (titolo originale: Teacher Man, pubblicato in Italia nella collana Fabula di Adelphi nel 2006), dove una volta diventato professore racconta le difficoltà del mestiere.

Sfortunatamente dal 19 luglio 2009 Frank non è più con noi.
Rimane questo libro capolavoro che vi consiglio di leggere anche senza cercare la prima edizione.
Una prima edizione che ha visto crescere il suo valore negli anni.
Per riconoscerla dovete fare attenzione ad alcuni particolari:

LA COPERTINA (FRONTE)
01032016-153031-McCourt

LA PAGINA DEL COPYRIGHT
La linea numerica riporta “1 3 5 7 9 10 8 6 4 2”.
01032016-154629-McCourt

LA SOPRACCOPERTA
O “dust jacket” riporta il prezzo di $23.00 sulla prima stampa.
Il prezzo è stato poi cambiato per la seconda stampa in $24.00 fino a diventare $25.00 per le successive ristampe.
01032016-153555-McCourt

IL LIBRO SENZA LA SOPRACCOPERTA
01032016-154016-McCourt

LA COPERTINA (RETRO)
01032016-153755-McCourt
La prima stampa del libro riporta il codice 09962250.
La seconda stampa 09962350 mentre sulle successive dovreste trovare 09962450.
Inoltre, sulla prima stampa della prima edizione trovate scritto il numero 52300 in piccolo sopra il codice a barre.
Il codice ISBN rimane sempre lo stesso 0-684-87435-0.

LA VERSIONE AUTOGRAFATA
01032016-153710-McCourt

 


L’incipit:

«Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni…
E poi, tutta quell’umidità.»
(Frank McCourt)

Anno di pubblicazione: 1996
Casa editrice: Scribner
Prezzo originale: 23 dollari
Pagine: 364


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