Hapworth 16, 1924 di J.D. Salinger

La copertina dell'edizione italiana pirata di J.D. Salinger "Hapworth 16, 1924".

La copertina dell’edizione italiana pirata di J.D. Salinger “Hapworth 16, 1924”.

Jerome David Salinger (l’autore de “Il giovane Holden“), il fratello del sindaco di Milano Pisapia, una giovane neo-laureata di Siena e un libro che non dovrebbe esistere.
Questi sono alcuni degli incredibili ingredienti che costituiscono la storia di un libro che è inutile cercare nelle librerie. Esiste certo, ma non esiste. O meglio no​n​ dovrebbe esistere.

Stiamo parlando di Salinger, lo stesso autore che diede alle stampe oltre a “Il giovane Holden”, “Nove storie”, “Franny and Zooey”, “Alzate l’architrave, carpentieri​”​ e ​”​Seymour. Introduzione” e nient’altro, pur avendo continuato a scrivere in gran segreto tutta la vita anche dopo aver deciso di isolarsi dal mondo.
Hapworth 16, 1924” è uscito come racconto sul New Yorker il 19 giugno 1965 e mai più ristampato per volontà di Salinger.
Hepworth 16 è il nome del campo estivo dove i fratelli Seymour e Buddy Glass, protagonisti indimenticati dei racconti di Salinger, passano le loro estati e da dove Seymour scrive questa lettera.

Per i fan dello scrittore americano, la pubblicazione di questo racconto è come il tassello mancante di un puzzle per capire il mondo di Salinger e dei protagonisti dei suoi libri. Nel 1988, il titolare della casa editrice Orchises Press, Roger Lathbury, scrive a Salinger proponendogli la pubblicazione e per qualche tempo la trattativa sembra filare liscia. La risposta di Salinger arriva dopo 8… anni!
Siamo nel 1996, ma è un sì. Roger Lathbury è un uomo fortunato. Da sconosciuto editore di poesie all’improvviso diventa il futuro editore del più famoso scrittore americano vivente. Un “nuovo” libro di Salinger è sempre una scommessa vinta. Ma l’editore commette una ingenuità: si lascia scappare la notizia e Salinger ferma tutto. Brutalmente.

Intorno al 1997, una trentina di anni dopo quindi, una allora sconosciuta studentessa universitaria Simona Megherini fa un gran bel lavoro: decise che la sua tesi di laurea sarebbe stata la traduzione integrale in italiano di quelle 30mila parole.
Arriva poi una giornalista, Maria Grazia Rosa Rosso che propone alla casa editrice Eldonejo (di un tale Giovanni Vittorio Pisapia) di pubblicare “Hapworth 16, 1924”. E lo fanno uscire con qualche mese di anticipo rispetto all’annuncio della stampa dell’edizione americana.

C’è per​ò​ un piccolo, piccolissimo problema: la casa editrice Eldonejo non detiene i diritti per la pubblicazione del libro! In Italia, i diritti sulle opere di Salinger sono in mano alla Einaudi. Una disattenzione? Nell’ambiente editoriale se ne dubita​,​ visto che Pisapia fa apporre la dicitura all’interno: “Le edizioni Eldonejo rimangono a disposizione per ogni adempimento relativo ai diritti d’autore.”.
Quello che succede è scontato: la casa editrice torinese fa causa alla Eldonejo e impone l’immediato ritiro dalle librerie del racconto, cosa che avviene in breve tempo. La vicenda giudiziaria si conclude senza condanne. La casa editrice milanese e Simona Megherini si salvano perché​,​ nella prefazione del volume, vengono riportati gli stessi argomenti trattati nella tesi di laurea e il volume ​viene ritenuto “testo accademico”.
In tutto questo​,​ la giornalista Maria Grazia Rosa Rosso nega che l’Einaudi abbia acquistato i diritti del libro, “ha solo un’opzione” dice, ma tant’è.
Delle 2.000 copie stampate​,​ molte sono andate disperse, alcune buttate ma alcune rientrano nel mercato librario a prezzi esorbitanti. E non ​sto scherzando. Copie del libro sono state vendute su eBay a circa 400 Euro.

Retro copertina dell'edizione italiana pirata di J.D. Salinger "Hapworth 16, 1924".

Retro copertina dell’edizione italiana pirata di J.D. Salinger “Hapworth 16, 1924”.

Oggi, al momento in cui scrivo il prezzo​,​ oscilla tra i 70 e i 300 euro. Niente male per un libro che non dovrebbe esistere.

 

 


L’incipit:

«Alcune osservazioni prima di cominciare, le più schiette e semplici possibili: prima di tutto mi chiamo Buddy Glass, e per gran parte della mia vita, con ogni probabilità per tutti i quarantasei anni trascorsi, mi sono sentito impiantato, installato con cura, e di quanto in quanto acceso allo scopo di gettare un po’ di luce sulla breve e reticolata vita del mio defunto fratello maggiore Seymour Glass, che morì suicida, scegliendo così di porre fine alla sua esistenza, nel lontano 1948 quando aveva trentun anni.»
(J.D. Salinger)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Eldonejo
Prezzo originale: 25.000 Lire
Pagine: 152

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