Il piccolo principe, il grande tesoro.

Prima di Harry Potter, solo un altro libro per ragazzi (e adulti) aveva avuto un successo così planetario.
Il protagonista non veniva nemmeno da questo mondo: era il principe di un lontano asteroide abitato solo lui e da una piccola rosa, piuttosto vanitosa, di cui lui si prende cura.

Avrete capito che stiamo parlando de Il Piccolo Principe, protagonista di un racconto dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, che dalla sua pubblicazione ha venduto più di 200 milioni di copie, divenendo una delle opere letterarie più famose del secolo scorso (fonte: historyofthelittleprince). Pensate che, a oggi, il romanzo vanta più di 160 traduzioni in tutto il mondo e più di 700 edizioni!

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

Il libro viene pubblicato per la prima volta il 6 aprile 1943… in lingua inglese (a New York!) dalla casa editrice Reynal & Hitchcock. Questa è una delle curiosità legale al libro: verrebbe da pensare, infatti, che essendo un’opera scritta in francese lo sia anche la prima edizione.

Invece, i lettori francofoni avranno la possibilità di leggere questo libro in lingua originale solo due anni più tardi dalla sua pubblicazione, cioè nel 1945, dopo la scomparsa del suo autore, avvenuta nel Mar Mediterraneo il 31 luglio 1944, in circostanze misteriose.

In Italia, questo capolavoro della letteratura per ragazzi, uscirà solo nel 1949, stampato da Valentino Bompiani e con la traduzione dal francese di Nini Bompiani Bregoli.

La prima edizione italiana ha una copertina color beige mentre la seconda (31 ottobre 1958) è di colore azzurro. Entrambe, al centro, riportano il ritratto del piccolo principe, ideato da Antoine de Saint-Exupéry stesso.
Il libro si caratterizza, inoltre, per la presenza di dieci tavole a colori e disegni dell’autore che intervallano la narrazione. Pensate che recentemente una di queste illustrazioni (quella a pagina 17, per essere precisi), raffigurante l’astronomo turco citato nel romanzo, è stata messa all’asta a Parigi con una stima di vendita che si aggira tra i 400mila e i 500mila euro.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sì, ma quanto vale la prima edizione italiana?
La risposta è “parecchio”.
Ovviamente dipende dalle condizioni del libro, dalla presenza di tutte le pagine, da eventuali strappi o macchie e, soprattutto, dalla presenza o meno della sovraccoperta.
Quest’ultima è una vera discriminante. La ragione è da ricercarsi nel fatto che i libri di questo tipo, quelli per l’infanzia, sono stati spesso molto usati e maneggiati dai bambini e dai ragazzi e quindi è sempre difficile trovare oggi degli esemplari in buone condizioni.
Possiamo però dare delle stime generali: per il libro con sovraccoperta si parla di 1000-1200 euro. Senza, il prezzo scende già a 800. Tutto questo, come dicevo, per un volume in buone condizioni.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Ultima curiosità: nel 2015 sono scaduti i diritti di traduzione e, da quell’anno, sul mercato italiano si sono moltiplicate le traduzioni e diverse case editrici hanno voluto stampare una loro edizione nel tentativo di trarre guadagno dal lavoro dell’aviatore-scrittore francese.
Il diffondersi di milioni di copie di un romanzo rafforza il valore della prima edizione assoluta che diventa sempre più ricercata da un pubblico che cresce ancora di anno in anno.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

 


L’incipit:

«A Leone Werth
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati prima bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»
(Antoine de Saint-Exupéry)

Anno di pubblicazione: novembre 1949
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 900 lire
Pagine: 128


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Vivere nel mondo di Natsume Sōseki

È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.

Questa dichiarazione è contenuta in uno degli incipit più belli che mi sia capitato di leggere e l’ha scritta Natsume Sōseki (夏目 漱石), uno scrittore giapponese vissuto tra 1867 e il 1916. Il titolo del libro è Guanciale d’erba.

La prima edizione del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba". Editoriale Nuova, 1983.

La prima edizione del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”. Editoriale Nuova, 1983.

Di che cosa parla?

Nel libro si racconta di un giovane artista, pittore e poeta, che si incammina per un sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, il protagonista incontra altri viandanti, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d’umanità, finché, sorpreso dalla pioggia, trova rifugio in una piccola casa da tè tra i monti.
Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa da tè, e dei fiori caddero qua e là, come macchie sul suo candido vestito… Come un viandante qualsiasi, col suo guanciale d’erba (insieme, il cuscino di chi va per il mondo e una grande metafora del viaggio di ogni uomo alla ricerca di se stesso), l’artista raccoglie questa e altre meravigliose storie lungo il suo peregrinare, semplicemente per ubbidire al suo modesto e sublime compito: “rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini”. (Fonte: Wikipedia)

Copertina del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba". Editoriale Nuova, 1983.

Copertina del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”. Editoriale Nuova, 1983.

Ve lo dico subito: non aspettatevi colpi di scena e nemmeno una trama ricca di eventi, lo stile è quello nipponico dove spesso il pensiero è più importante del gesto. Il protagonista, infatti, si è dato un solo scopo nella vita: quello, appunto, di “rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini”; al lettore rimane “solo” la gioia di affiancarsi al suo lento cammino e assaporare i pensieri che lo accompagnano.

Il libro, pubblicato per la prima volta in Italia nel settembre del 1993 dall’Editoriale Nuova, conta 190 pagine ed è piuttosto difficile da reperire nella sua prima stampa. La carta è pregiata, con una grammatura un po’ più pesante del solito che rende la lettura più piacevole.

Pagina dei crediti con l'indicazione della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba".

Pagina dei crediti con l’indicazione della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”.

Retro copertina della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba".

Retro copertina della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”.

I libri di Natsume Sōseki in Italia sono stati pubblicati da diverse case editrici: Neri Pozza, Lindau, Beat e Marsilio. Tra i titoli più famosi sicuramente Io sono un gattoIl diario della bicicletta e altri racconti e Il cuore delle cose.
Sōseki, che morì nel 1916 a soli 49 anni, è unanimemente considerato e riconosciuto come il più grande scrittore del Giappone moderno e maestro di Yasunari Kawabata e Yukio Mishima.

 

 


L’incipit:

«Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo.
Se si usa la ragione il carattere si inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se si impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.
Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura.»
(Natsume Sōseki)

Anno di pubblicazione: settembre 1983
Titolo originale: Kusamakura
Casa editrice: Editoriale Nuova
Prezzo originale: non reperito
Pagine: 190


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I ricordi di McCartney e quelli di Harrison

“I libri sono tutto, il libri sono la vita.” Questa frase l’ha pronunciata Inge Feltrinelli.
Potremmo forse dire lo stesso per la musica: “la musica è tutto, la musica è la vita”.
E quando musica e letteratura hanno la fortuna di intrecciarsi, il risultato spesso è un prodotto davvero interessante.

È il caso dei due libri di cui voglio parlare oggi.

Anche se l’anno di pubblicazione è diverso, i traduttori sono diversi e pure lo stile della narrazione, entrambi questi libri raccontano le vite di due leggende della musica contemporanea: Paul McCartney e George Harrison.

Se mi è permesso eviterei, per ovvie ragioni, di introdurre la loro biografia e passerei subito all’oggetto-libro in sé.

Andiamo con ordine, il primo libro a uscire nelle librerie italiane è Paul McCartney: Many Years from Now, la biografia ufficiale e autorizzata di Paul scritta da Barry Miles e pubblicata nell’ottobre 1997 dalla casa editrice Rizzoli con l’aggiunta del sottotitolo: Ricordo di una vita.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Il titolo del libro si rifà a un verso della canzone When I’m Sixty-Four tratta dall’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band:

When I get older losing my hair
Many years from now
Will you still be sending me a Valentine
Birthday greetings bottle of wine […]

Nel libro, narrato in prima persona da Paul, vengono raccontati al giornalista inglese Barry Miles tutti i ricordi della sua vita: quella da bambino nella Liverpool del dopoguerra, gli anni nella swinging London, la carriera nei Beatles, quella solista fino ad arrivare al 1997, anno in cui la Regina Elisabetta II lo nomina Cavaliere facendolo  così divenire Sir Paul McCartney.

Tutto questo libro è frutto di cinque anni di interviste realizzate da Miles ed è un tesoro di aneddoti e curiosità sulla vita di uno dei musicisti più famosi al mondo: si parla sia dell’amicizia con gli altri componenti dei Fab Four sia di come sono nate molte delle sue canzoni. I protagonisti del libro, tirando le somme, risultano essere lui e Lennon, confermando così il dualismo all’interno del gruppo sopratutto nella scrittura delle canzoni.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l'indicazione "Prima edizione: ottobre 1997".

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l’indicazione “Prima edizione: ottobre 1997”.

Tutte queste informazioni scritte nel libro fanno perdonare i numerosi errori di traduzione (e anche di grammatica) presenti nel libro. Come se i due traduttori fossero andati un po’ troppo di fretta e non avessero avuto modo di rileggere (e nemmeno l’editor a questo punto) la versione in italiano.
Esempi? “Un’amalgama” con l’apostrofo (“amalgama” è maschile), “actually” con “attualmente” anziché con “effettivamente”, “Silver Beates” (così, senza la “l”), “What goes on” (il titolo di una canzone dell’album “Rubber Soul”) diventa “What goes in”, sveglie che diventano campane d’allarme e Jimi Hendrix che diventa Jimi Endrix perdendo l’H, ecc…

Il libro non è stato più ristampato, probabilmente a causa del termine dei diritti. E ora si trova solo nei mercatini e online. Il prezzo, mentre scrivo, è variabile: va dai 50 ai 100 euro. Ed è un libro che davvero non può mancare nella vostra biblioteca!

Arriviamo ora al secondo libro.

Si tratta dell’autobiografia dell’ex chitarrista dei Beatles George Harrison, uscita con il titolo I, Me, Mine o I Me Mine, scritta con l’aiuto di Derek Taylor, portavoce dei Fab Four, e pubblicata per la prima volta in lingua inglese il 4 novembre 1980, ma in Italia uscirà la ristampa riveduta e curata dalla moglie Olivia il 13 novembre 2002, un anno dopo la morte di Harrison.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un'elegante stampa a secco del titolo.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un’elegante stampa a secco del titolo.

Anche qui, il titolo è preso in prestito da una sua canzone presente nel disco dei Beatles “Let it Be” del 1970.

La nuova edizione (tradotta e distribuita in Italia sempre da Rizzoli), arricchita da un’introduzione di Olivia Harrison oltre che da pensieri e ricordi di Harrison, raccoglie anche i testi di circa 80 suoi brani (proposte anche nel manoscritto originale) e una cinquantina di foto d’archivio, molte delle quali inedite, il tutto per documentare la vita di un artista sensibile e della sua trasformazione creativa e spirituale avvenuta nel corso della sua vita.

Pagine interne del libro di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

Pagine interne del libro di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Una curiosità: all’uscita del libro, Lennon confidò pubblicamente di essere rimasto molto male per esservi citato raramente (come anche Paul). La ragione è da ricercarsi, con tutta probabilità, in una volontà di Harrison di affrancarsi dall’ingombrante presenza degli ex compagni che spesso non diedero il giusto spazio alle sue composizioni.

Anche questo libro, mai più ristampato, è ricercato dai collezionisti di materiale beatlesiano. Per averne una copia, oggi, si deve pagare almeno 90 euro.

Per concludere, vorrei riportare qui sotto la quarta di copertina, la quale riporta una frase che la dice lunga sulla filosofia di vita del componente dei Beatles considerato il più tranquillo dei quattro. Serenità e tranquillità che gli valse il soprannome di “the quiet Beatle”:

Sono una persona molto umile. Non voglio stare a tempo pieno nell’industria della musica, perché sono un giardiniere. Pianto fiori e li guardo crescere. Non vado ai locali o alle feste. Sto a casa e guardo il fiume che scorre”.
George Harrison

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

 

 


L’incipit:

«Un po’ di storia

Il 28 agosto 1207, re Giovanni emise il decreto che conferiva l’autonomia amministrativa al piccolo villaggio di pescatore di Liverpool. Un secondo decreto, emanato da Enrico III nel 1229, concesse ai mercanti il privilegio di comperare e vendere senza pagare alcuna imposta governativa . Sono questi gli eventi che hanno dato vita al porto di Liverpool. […]»
(Paul McCartney)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 34.000 lire 
Pagine: 482

 

 


L’incipit:

«Le parole di I Me Mine mi erano note già ben prima di quella sera di ottobre del 1974 in cui incontrai di persona l’uomo che le aveva scritte. George e io avevamo parlato al telefono più volte perché io lavoravo a Los Angeles per la sua etichetta discografica, la Dark Horse. Eppure quel primo incontro faccia a faccia, al quale sono seguiti ventisette anni insieme, è vivo nel mio ricordo come quello dell’ultima volta in cui l’ho visto.»
(George Harrison)

Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 25 euro 
Pagine: 398


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L’edizione clandestina di un libro di Louis-Ferdinand Céline

Nel 1937, Louis Ferdinand Auguste Destouches, più noto come Louis-Ferdinand Céline, ritenuto uno dei più influenti scrittori del Novecento e divenuto famoso con il suo libo Viaggio al termine della notte (1932), decise di scrivere un pamphlet.

Per chi non sa cosa sia un pamphlet, si tratta di uno scritto (un opuscolo, un libretto) redatto con intento spesso polemico (a volte satirico) prendendo una posizione contro un tema di attualità, una società, un altro autore. In Francia, nel Settecento, divenne un vero e proprio genere letterario.

Bene, tornando a Céline, l’anno in cui l’autore francese scrive questo libretto è il 1937. Per inquadrare il periodo è bene ricordare che Adolf Hitler è già al governo da 4 anni e la sua propaganda antisemita inizia a circolare anche al di fuori della Germania arrivando anche in Francia.

Ecco quindi nascere Bagattelle per un massacro (“Bagatelles pour un massacre”), nel quale lo scrittore francese conduce una pesante offensiva contro quella che considerava la “razza” ebraica, sostenendo la tesi di un complotto giudaico mondiale finalizzato a dominare il mondo.

L'edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline "Bagattelle per un massacro" del 1965.

L’edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline “Bagattelle per un massacro” del 1965.

Il ritmo collerico e febbrile della narrazione è scandito dall’invettiva contro gli ebrei presenti nei posti di comando e contro gli ariani servili nei loro confronti. Il volume si apre con un dialogo fittizio tra Ferdinand (il narratore) e il collega medico Gutman, in cui il primo racconta di come gli organizzatori dell’Esposizione Universale del 1937 rifiutano di mettere in scena un suo balletto ed è questo rifiuto che scatena un discorso che diviene intenzionalmente antisemita fino all’eccesso.

Perché questo libro interessa a noi collezionisti?

Soprattutto per la sua vicenda editoriale. In Francia, infatti, il libro fu ritirato dal commercio più e più volte a causa dei suoi contenuti antisemiti, nonostante le vendite andassero piuttosto bene: si parla di una tiratura superiore a 80.000 copie.
Il primo ritiro dal commercio partì da una causa intentata ad autore ed editore per diffamazione; dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale fu Céline stesso a opporsi alla ristampa e i testi tradotti dopo il 1945 non furono mai autorizzati.

In Italia invece il caso Bagattelle ha dei percorsi particolari.
Venne tradotto parzialmente la prima volta da Luigi Alessio, noto come Alex Alexis (primo traduttore delle opere celiniane) nel 1938 per la casa editrice Corbaccio, nel cui catalogo rimase fino al 1945.
La traduzione parziale fu dovuta alla censura: le frasi volgari e quelle relative al sesso furono omesse. Come pure quelle con allusioni troppo esplicite all’inferiorità degli ebrei. Infine, secondo il traduttore stesso, la traduzione fu parziale anche per la mancanza di tempo necessario per finire il lavoro.

Dopo di che, nel 1965, fu il momento delle edizioni “clandestine”.
Le edizioni clandestine, come ha spiegato bene il noto cacciatore di libri Simone Berni, non sono esattamente  delle copie pirata. Le copie pirata possono essere considerate al pari di una contraffazione dell’originale, mentre un’edizione clandestina è un’edizione “non autorizzata, stampata e distribuita illegalmente esattamente come l’edizione pirata, però non ha scopo di lucro, è un’edizione di protesta per motivi sociali, politici o ideologici. Ha, per così dire, una giustificazione nobile rispetto alla pirata che nasce solo per rubare guadagni all’edizione originale.” (cit. Simone Berni)

Volete un’esempio di copia pirata? vi invito a rileggere nostro articolo sull’edizione pirata del libro di J.D. Salinger).

A dimostrazione che la stampa di questo volume sia avvenuta più per motivi ideologici che a scopi di lucro, l’editore ha riportato questa frase a fondo libro: “La casa editrice prega i gentili lettori, non possedendo per ora i mezzi adeguati di propaganda, di fare opera di diffusione, consigliando l’acquisto di questo volume”

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Tornando nuovamente a Céline, nel 1976 uscì una traduzione anonima per la casa editrice Aurora e, finalmente, nel 1981, la casa editrice Guanda pubblicò (con la fedele traduzione di Giancarlo Pontiggia) l’opera completa senza tagli.

Tre mesi dopo però, il libro fu fatto nuovamente ritirare dal mercato in seguito alla minaccia del legale della vedova di Céline. Solo nel 2017 la vedova Lucette Almansor autorizzerà una nuova edizione interrotta però in seguito a nuove polemiche.
Nonostante i divieti, nel 2008, la casa editrice Ar ha pubblicato una stampa anastatica dell’edizione Corbaccio (lo dicamo subito, dal valore economico nullo).

Penultima pagina del libro di Céline "Bagattelle per un massacro" edito dalla casa editrice Robespierre con l'indicazione della data di stampa.

Penultima pagina del libro di Céline “Bagattelle per un massacro” edito dalla casa editrice Robespierre con l’indicazione della data di stampa.

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

Fermo restando che la prima edizione del libro (Ed. Carbaccio, 1938) è la più ricercata con un prezzo medio che oscilla tra i 350 e 400 euro (fino a 500 euro se in possesso della fascetta originale), a noi oggi interessa la copia clandestina stampata dalla Robespierre. Il suo fascino consiste nella sua rarità e dal  suo essere circolata fuori dai canali di vendita ufficiali. Il suo prezzo varia dai 100 ai 150 euro. Cifre simili all’edizione Guanda del 1981. Ma comunque tutte destinate a salire.

Qui sotto un piccolo schema che vi aiuterà a districarvi davanti alle diverse edizioni di questo volume.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall'edizione Corbaccio a quella Guanda.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall’edizione Corbaccio a quella Guanda.

 

 


L’incipit:

«Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l’assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato. Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo… Resistevo… E poi un giorno mi sono arreso… Al diavolo!… Però sono un po’ infastidito dalla mia raffinatezza… Cosa si finirà per dire? Pretendere? Insinuare?»
(Louis-Ferdinand Céline)

Anno di pubblicazione: 11 giugno 1965
Casa editrice: Edizioni Robespierre
Prezzo originale: 2.500 lire 
Pagine: 255


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