Il bottino al Bologna Children’s Book Fair 2019

Si è chiusa il 4 aprile scorso la 56esima edizione della Bologna Children’s Book Fair, o se preferite Fiera del Libro per Ragazzi, che si è confermata essere la più importante manifestazione internazionale dedicata ai libri per l’infanzia.
Evento di riferimento per chi lavora nel campo dell’editoria, con il suo pubblico che quest’anno ha raggiunto le 28.946 le presenze, rappresenta soprattutto l’evento più importante a livello mondiale per lo scambio dei diritti editoriali.
Quest’anno gli espositori sono stati ben 1.442 provenienti da oltre 80 Paesi.

Anno dopo anno, la fiera è diventata il punto di riferimento per editori, illustratori, distributori e autori, ma anche per insegnanti e le tante figure che ruotano al mondo dell’editoria.

Alcuni degli acquisti alla Fiera del libro per ragazzi d Bologna e tantissimo materiale informativo.

Alcuni degli acquisti alla Fiera del libro per ragazzi d Bologna e tantissimo materiale informativo.

Anche questa volta non è mancata l’occasione di portarsi a casa qualche libro speciale e fare qualche incontro con autori decisamente interessanti. Qualche nome?
– l’illustratrice inglese Emma Shoard, ospitata dalle Edizioni Uovonero, vincitrice del Premio Orbil 2019 e finalista al Premio Andersen con il libro Il pavee e la ragazza;
– l’illustratrice Eva Sánchez Gómez, ospite dello stand Edizioni Corsare, con il suo commovente lavoro Dimenticare Berni;
– la traduttrice e illustratrice Daniela Iride Murgia con la delicata storia I fiori della piccola Ida, Edizioni Corsare, 2018;
– la famosa artista visuale Květa Pacovská, 92 anni a luglio prossimo, il cui il lavoro di una vita è stato caratterizzato dall’uso di forme geometriche e colori vibranti, specialmente il rosso;
– l’illustratice Irene Penazzi, con il suo affascinante silent book d’esordio Nel mio giardino il mondo pubblicato da Terre di Mezzo Editore.

"Il pavee e la ragazza" di Siobhan Dowd con le illustrazioni di Emma Shoard. VINCITORE PREMIO ORBIL 2019 e FINALISTA PREMIO ANDERSEN 2019. Uovonero, 2019.

“Il pavee e la ragazza” di Siobhan Dowd con le illustrazioni di Emma Shoard. VINCITORE PREMIO ORBIL 2019 e FINALISTA PREMIO ANDERSEN 2019. Uovonero, 2019.

Dedica di Emma Shoard. "Il pavee e la ragazza". Uovonero, 2019.

Dedica di Emma Shoard. “Il pavee e la ragazza”. Uovonero, 2019.

Copertina del libro "Dimenticare Berni" dell'illustratrice spagnola Eva Sánchez Gómez. Edizioni Corsare, 2019.

Copertina del libro “Dimenticare Berni” dell’illustratrice spagnola Eva Sánchez Gómez. Edizioni Corsare, 2019.

Dedica di Eva Sánchez Gómez sul libro "Dimenticare Berni". Edizioni Corsare, 2019.

Dedica di Eva Sánchez Gómez sul libro “Dimenticare Berni”. Edizioni Corsare, 2019.

Pagina interna del libro "Dimenticare Berni" dell'illustratrice spagnola Eva Sánchez Gómez. Edizioni Corsare, 2019.

Pagina interna del libro “Dimenticare Berni” dell’illustratrice spagnola Eva Sánchez Gómez. Edizioni Corsare, 2019.

"I fiori della piccola Ida" con la traduzione e le illustrazioni di Daniela Iride Murgia. Edizioni Corsare, 2018.

“I fiori della piccola Ida” con la traduzione e le illustrazioni di Daniela Iride Murgia. Edizioni Corsare, 2018.

Una delle bellissime illustrazioni di Daniela Iride Murgia presenti nel libro "I fiori della piccola Ida". Edizioni Corsare, 2018.

Una delle bellissime illustrazioni di Daniela Iride Murgia presenti nel libro “I fiori della piccola Ida”. Edizioni Corsare, 2018.

Libro d'esordio di Irene Penazzi per Terre di mezzo. L'albo illustrato senza parole si intitola "Nel mio giardino il mondo".

Libro d’esordio di Irene Penazzi per Terre di mezzo. L’albo illustrato senza parole si intitola “Nel mio giardino il mondo”.

Pagine interne del libro d'esordio di Irene Penazzi: "Nel mio giardino il mondo".

Pagine interne del libro d’esordio di Irene Penazzi: “Nel mio giardino il mondo”.

Due libri dell'artista Květa Pacovská., 91 anni: Hansel & Gretel e Cappuccetto Rosso.

Due libri dell’artista Květa Pacovská., 91 anni: Hansel & Gretel e Cappuccetto Rosso.

Dedica dell'artista cecoslovacca Květa Pacovská.

Dedica dell’artista cecoslovacca Květa Pacovská.

Pagine interne del libro di Květa Pacovská "Hansel & Gretel".

Pagine interne del libro di Květa Pacovská “Hansel & Gretel”.

Dedica sul libro Cappuccetto Rosso di Květa Pacovská.

Dedica sul libro Cappuccetto Rosso di Květa Pacovská.

I Paesi ospiti hanno offerto davvero il meglio di sé nella proposta dei loro migliori autori.
Sicuramente, uno degli stand più importanti anche quest’anno si è confermato quello coreano.
Il paese asiatico ha proposto, oltre ai libri più tradizionali, anche alcune edizioni di pregio, curiose e poetiche. Ma di questo vi parlerò in un altro articolo, con più calma.

 

 


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Di fate e di streghe

Negli anni Ottanta e Novanta di libri di genere fantasy ne circolavano parecchi di meno rispetto a oggi.
Ciononostante, o forse proprio per questo, i pochi volumi esistenti erano realizzati con più cura dalle case editrici: dimensioni più grandi, buona carta, attenzione alla stampa.

Tra queste sicuramente la Rizzoli che nel corso degli Anni di quei decenni pubblicò una serie di volumi (tra cui il già citato Libro degli Gnomi) tutti molto ben realizzati.

Recentemente, ho avuto la fortuna di acquistare in una bancarella due volumi simili come argomento:
Fate di Froud e Lee, a cura di David Larkin, e Streghe di Erica Jong, con le illustrazioni di Joseph A. Smith.

Le prime edizioni del libro "Fate" di Froud-Lee e "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli.

Le prime edizioni del libro “Fate” di Froud-Lee e “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli.

Il primo libro è uscito in Italia nel 1979 ed è stato a tutti gli effetti un best seller (tant’è che nel 2003 ne è stata pubblicata un’edizione speciale – con più pagine e disegni inediti – per festeggiarne i 25 anni).
Gli illustratori si chiamano Brian Froud e Alan  Lee. Al grande pubblico forse questi nomi non diranno molto, ma per gli amanti del genere Fantasy sono dei veri miti viventi.
Inglesi, nati entrambi nel 1947, entrambi pittori e illustratori, Froud è anche stato – con il suo lavoro – concept artist per il film fantasy del 1986 Labyrinth con David Bowie. Mentre Lee è stato il primo illustratore de Il signore degli anelli di J.R.R. Tolkien e nel 2004 ha vinto il premio Oscar per la migliore scenografia per l’adattamento cinematografico di Peter Jackson.

Il libro è una sorta di enciclopedia di creature magiche, le faeries appunto, e, quando uscì, contribuì a creare un nuovo immaginario collettivo per i lettori dell’epoca fino ad allora abituati a una nebulosa descrizione di queste creature. La bravura di Lee e Froud fu di dare un soffio vitale a questi disegni attraverso  le loro matite, tempere e acquarelli. Non più dolci disegni di fatine in stile disneyano, ma creature recuperate dalle leggende nordiche, esseri scontrosi, sensibili, irascibili, vagabondi, capricciosi, maligni, deformi e maliziosi da cui stare alla larga.

Risvolto di copertina della prima edizione del libro "Fate" di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Risvolto di copertina della prima edizione del libro “Fate” di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Illustrazioni interne della prima edizione del libro "Fate" di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Illustrazioni interne della prima edizione del libro “Fate” di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Pagine interne della prima edizione del libro "Fate" di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Pagine interne della prima edizione del libro “Fate” di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Pagina dei crediti della prima edizione del libro "Fate" di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Pagina dei crediti della prima edizione del libro “Fate” di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Il libro della Rizzoli, con le sue dimensioni di 21,5×31 cm e le sue 185 illustrazioni (di cui 147 “a quattro colori”) si chiude con un’appendice molto simpatica: invece delle biografie dei due autori, sono state inserite delle fotografie in cui – facendo attenzione – si possono vedere dei folletti che spiano i due illustratori al lavoro in mezzo a un bosco e una dichiarazione di entrambi che ne assicurano l’autenticità.
L’idea di queste fotografie ricalca il celebre episodio conosciuto come “le fate di Cottingley” del 1917: due bambine, abitanti del piccolo villaggio inglese di Bradford, si fotografarono assieme a delle piccole sagome di cartone rappresentanti delle fate e le spacciarono per vere. All’epoca, queste fotografie fecero molto parlare di loro. La stampa arrivò fino al punto di coinvolgere perfino Sir Arthur Conan Doyle (il padre di Sherlock Holmes) che, dopo un primo momento di scetticismo, si convinse pure lui dell’autenticità delle fotografie.

Appendice al libro che introduce la documentazione fotografica sull'esistenza delle fate.

Appendice al libro che introduce la documentazione fotografica sull’esistenza delle fate.

La documentazione fotografica che testimonierebbe l'esistenza di creature magiche alle spalle degli autori.

La documentazione fotografica che testimonierebbe l’esistenza di creature magiche alle spalle degli autori.

Il libro, oggi, in Italia è ristampato in edizioni più economiche rispetto alla prima edizione e con un font diverso per quanto riguarda i testi scritti in matita, ora decisamente più marcati e di più facile lettura. La prima edizione si differenza inoltre dalla seconda dello stesso periodo per il colore della copertina sotto la sovraccoperta (color perla la prima, verde la seconda). Entrambe, comunque, riportano una sovrastampa color oro di due folletti che stanno giocando.

Stampa in vernice dorata sulla copertina rigida della prima edizione del libro "Fate" di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

Stampa in vernice dorata sulla copertina rigida della prima edizione del libro “Fate” di Froud-Lee. Rizzoli, 1979.

La prima edizione a confronto con una edizione economica successiva: differenti le dimensioni ma differenti anche i caratteri tipografici.

La prima edizione a confronto con una edizione economica successiva: differenti le dimensioni ma differenti anche i caratteri tipografici.

Confronto dei caratteri tipografici utilizzati per la prima edizione e una più recente. Il nuovo carattere aumenta la leggibilità dei testi che simulano la scritta a mano.

Confronto dei caratteri tipografici utilizzati per la prima edizione e una più recente. Il nuovo carattere aumenta la leggibilità dei testi che simulano la scritta a mano.

Streghe, invece, è opera della scrittrice americana Erica Jong (New York, 1942) con la collaborazione dell’illustratore Joseph A. Smith.
Anche questo libro ebbe un buon successo, complice la carriera letteraria della Jong che, a partire dal suo primo romanzo Paura di volare, dove la protagonista femminile scardinava un mondo maschilista, creò un vero e proprio caso.
La prosa del libro è accattivante, a differenza del libro precedente: qui le illustrazioni vanno di pari passo con i testi e a volte lasciano loro spazio. La Jong indaga sia sulla realtà storica che sugli archetipi delle streghe: sopravvissute agli atti di stregoneria, spesso capri espiatori, nel mezzo di uno scontro tra Chiesa e Stato dove era forte la prevalenza maschile, guaritrici naturali, creatrici di pozioni d’amore e di formule magiche.
La domanda che si pone la scrittrice nel libro è fondamentalmente: chi erano le streghe in fondo? Eretiche o guaritrici? Adoratrici di dei pagai, o soltanto donne che non avevano paura di volare?

Avvertimento al lettore nella prima pagina del libro "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Avvertimento al lettore nella prima pagina del libro “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Pagine interne alla prima edizione del libro "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Pagine interne alla prima edizione del libro “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Dettaglio di una pagina interna della prima edizione del libro "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Dettaglio di una pagina interna della prima edizione del libro “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Alcune pagine del libro si aprono per permettere al lettore una completa visione delle stupende illustrazioni interne. "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Alcune pagine del libro si aprono per permettere al lettore una completa visione delle stupende illustrazioni interne. “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Streghe si conclude con una commovente dedica, sotto forma di poesia, intitolata “Per tutte coloro che son morte“:

“Per tutte coloro che sono morte denudate, rasate, rapate.
Per tutte coloro che hanno invocato invano la grande Dea
solo per aver la lingua strappata alla radice.
Per tutte coloro che sono state trafitte, torturate, spezzate sulla ruota
per i peccati dei loro Inquisitori.
Per tutte coloro la cui bellezza suscitò il furore dei torturatori;
per tutte coloro cui la bruttezza fu condanna.
Per tutte coloro che non eran belle né brutte, ma solo donne orgogliose.
Per tutte le abili dita spezzate dalla morsa.
Per tutte le braccia morbide strappate dall’alveolo.
Per tutti i seni in boccio dilaniati da pinze incandescenti.
per tutte le levatrici uccise per il peccato
di aver fatto nascere l’uomo in un mondo imperfetto.
Per tutte quelle streghe, mie sorelle,
che respiravano più liberamente avvolte dalle fiamme,
sapendo, mentre abbandonavano le spoglie femminili,
e la carne bruciata cadeva come frutta nelle fiamme,
che solo la morte le avrebbe mondate del peccato
per cui morivano il peccato di esser nata donna,
che è più della somma delle parti di un corpo femminile.”

Dedica conclusiva del libro "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Dedica conclusiva del libro “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Il libro, pubblicato anch’esso dalla Rizzoli nel settembre del 1983, nella sua prima edizione ha le dimensioni di 24×30,5 cm e, a differenza di Fate, non è più in commercio. Per trovare una copia rimangono solo i mercatini e i siti online.
La valutazione per la sua prima edizione oscilla dagli 80 ai 120 euro.

Prima edizione del libro "Streghe" di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

Prima edizione del libro “Streghe” di Erica Jong. Rizzoli, 1983.

 


L’incipit di Fate:

«Il termine fata deriva dall’antico ‘faunce o fatuce’ che nella mitologia pagana indicava le compagne dei fauni, creature dotate del potere di predire il futuro e di soprassedere agli eventi umani. La denominazione fata deriva anche da ‘fatica’, parola che nel medioevo fu sinonimo di ‘donna selvatica’ cioè di donna dei boschi, delle acque e, in genere, del mondo naturale.»
(Brian Froud e Alan  Lee)

Anno di pubblicazione: 1979
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 19.000 lire
Pagine: [non disponibile]

 

L’incipit di Streghe:

«Se non avete mai desiderato che un incantesimo costringesse qualcuno ad amarvi,
non avete mai desiderato una bacchetta magica,
non avete mai desiderato un mantello che vi rendesse invisibili,
non vi siete mai chiesti come facciano le streghe a volare.»
(Erica Jong)

Anno di pubblicazione: settembre 1983
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: [non disponibile]
Pagine: 174


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Una curiosità sulle copertine italiane di Harry Potter

Un amico libraio oggi mi ha prestato un vecchio numero della rivista Charta del 2002.
Si tratta di una rivista che tratta prevalentemente di antiquariato e collezionismo libraio.

In questo numero c’è una bella intervista a Serena Riglietti.
Se il nome vi dice poco, il suo lavoro invece non vi sarà passato inosservato.

Vi basterà sapere che, se avete letto uno dei libri della saga di Harry Potter in italiano, avrete avuto tra le mani le sue illustrazioni. Infatti è a lei che, nel 1999, la casa editrice Salani affida il compito di illustrare le copertine dei libri del maghetto inglese.

L’intervista scorre con digressioni sul lavoro di illustratrice di Riglietti (che ricordiamo, oltre a Harry Potter, ha al suo attivo numerose altre pubblicazioni) e sulla sua relazione con il famoso personaggio creato da J.K. Rowling.
Apprezzabile la sincerità con la quale Riglietti afferma che, a volte, la indispone la curiosità che ruota attorno alla sua storia con Harry Potter, definendola freddamente “soltanto professionale”.

Quando iniziò a lavorare alla copertina del primo volume, infatti, le vennero date poche informazioni a riguardo. Questo generò un’incomprensione sulla figura di Harry Potter e portò alla realizzazione di una copertina con alcuni dettagli errati, come per esempio, l’assenza dei famosi occhiali rotondi del protagonista.

La nota più curiosa dell’intervista però è un’altra, e riguarda un piccolo particolare delle copertine dei libri che vanno dal 1999 fino al 2001. Per essere più precisi, il volume II, III e IV della saga. Un particolare a cui non avevo fatto caso fino a oggi.

Le copertine del secondo, terzo e quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling.

Le copertine del secondo, terzo e quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling.

Voi l’avete già notato?
Secondo l’illustratrice “l’attesa per l’uscita del film imponeva una certa segretezza sulla fisionomia di Harry, per questo il maghetto doveva essere disegnato mostrando il profilo.”
E in effetti è così, in tutte e tre le copertine il volto di Harry Potter è nascosto!

La copertina del secondo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e la camera dei segreti".

La copertina del secondo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e la camera dei segreti”.

La copertina del terzo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban".

La copertina del terzo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”.

La copertina del quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e il calice di fuoco".

La copertina del quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e il calice di fuoco”.

Abbiamo parlato di Harry Potter altre volte su questo blog: se l’argomento ti interessa, ti consiglio quest’altro articolo che spiega come riconoscere la preziosa prima edizione assoluta in inglese.

 

 


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Il jazz visto da un grande fotografo: Roberto Masotti

Esistono persone che abitano dentro la Storia. In questo caso è la Storia della Musica e del Teatro. Nomi noti soprattutto nell’ambiente in cui operano. Stimatissimi dai colleghi e dagli artisti con cui lavorano. Uno di questi nomi è sicuramente il fotografo Roberto Masotti.

Nato a Ravenna nel 1947, trasferitosi a Milano nel 1974, assieme a Silvia Lelli forma la coppia di fotografi ufficiali del Teatro alla Scala di Milano dal 1979 al 1996. Insieme hanno esplorato le performing arts, realizzato una serie di libri, mostre e installazioni di altissimo livello. Davanti ai loro obiettivi sono passati i nomi più importanti del teatro, dello spettacolo e della musica, nazionali e internazionali: da Battiato a Keith Jarrett, da Demetrio Stratos a John Cage, passando per Miles Davis, Frank Zappa, Pina Bausch, Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Riccardo Muti, Carla Fracci e molti altri. Fotografie diventate icone, esposte in numerosi allestimenti e divenuti libri fotografici importanti.

Ed eccoci al tema di questo articolo, in cui voglio parlarvi nello specifico di due libri di Roberto Masotti.

I libri fotografici di Roberto Masotti. A sinistra l'ormai introvabile You tourned the tables on me. A destra il nuovo volume da poco uscito: Jazz AREA.

I libri fotografici di Roberto Masotti. A sinistra l’ormai introvabile You tourned the tables on me. A destra il nuovo volume da poco uscito: Jazz AREA.

Il primo, piuttosto ricercato, è senza dubbio il suo lavoro più conosciuto: You tourned the tables on me.
Pubblicato nel dicembre del 1994 il lavoro presentato nel libro, è stato incluso nella mostra Il Secolo del Jazz curata da Daniel Soutif e promossa dal MART di Rovereto. Edito dalla casa editrice Auditorium, ha come “protagonista” un tavolino” trovato e acquistato, in un assolato pomeriggio del maggio 1974, presso un campo di zingari che vivevano alla periferia di Milano (cit). Usato per la prima volta come attrezzo di scena per il primo ritratto, divenne l’elemento in comune per i ritratti a seguire. Il modus operandi per i successivi lavori fu quello di far prendere visione di tutte le immagini precedentemente selezionate al nuovo soggetto coinvolto facendogli poi scegliere liberamente come agire e di quali altri oggetti eventualmente circondarsi.
La tiratura per le librerie fu di mille copie, cui si aggiunse una piccola tiratura numerata di 115 copie senza prezzo di copertina.

Il tavolino protagonista del volume You tourned the tables on me.

Il tavolino protagonista del volume You tourned the tables on me.

Ritratto di Demetrio Stratos degli AREA a opera di Roberto Masotti. Milano, 1976.

Ritratto di Demetrio Stratos degli AREA a opera di Roberto Masotti. Milano, 1976.

Un giovane Brian Eno fotografo a Londra nel 1976 da Roberto Masotti.

Un giovane Brian Eno fotografo a Londra nel 1976 da Roberto Masotti.

Pagina dei crediti della prima edizione data 1994.

Pagina dei crediti della prima edizione data 1994.

Retro copertina del libro You tourned the tables on me di Roberto Masotti.

Retro copertina del libro You tourned the tables on me di Roberto Masotti.

Il secondo volume, invece, è uscito recentemente (2019) e ve ne parlo perché è davvero un libro che, oltre al contenuto, diventerà a breve un piccolo tesoro per i collezionisti del genere. Si intitola Jazz AREA ed è pubblicato dalla casa editrice senese Seipersei, nata nel 2012 come casa editrice indipendente.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Si tratta anche in questo caso di un libro fotografico i cui protagonisti sono nomi del calibro di Miles Davis, Keith Jarrett, Carla Bley, Archie Shepp, Sam Rivers, Cecil Taylor, Charles Mingus, Ornette, ecc… tutti abilmente fotografati creando un’opera editoriale unica, racchiudendo in sé quasi 50 anni di storia di musica jazz internazionale.

Il libro non contiene solamente fotografie, ma anche testi che esprimono l’idea di improvvisazione musicale, di incontri diretti con artisti, in una prospettiva senza dubbio autobiografica di uno dei più grandi fotografi italiani contemporanei.
Ciò che caratterizza il volume però non si limita a questo: in un mondo editoriale di grandi tirature, spesso però poco curate, c’è chi va controcorrente: design, photoediting, grafica, layout, tutto è seguito nei dettagli direttamente dalla casa editrice, per un libro che, nella sua prima edizione, ha una tiratura di sole 500 copie (le prime 100 autografate) in formato 16,5×23,5 cm.
Per la copertina è stata utilizzata una carta sirio black da 140gr e foto e testi sono  stampati con un solo colore: silver.
La rilegatura è brossura con filo refe alla svizzera, il dorso è scoperto e il blocco libro incollato alla terza di copertina.
Il libro è in vendita a 40 euro, fino a esaurimento delle copie.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Una delle prime 100 copie del libro Jazz AREA autografate da Roberto Masotti.

Una delle prime 100 copie del libro Jazz AREA autografate da Roberto Masotti.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Un giovane Stefano Bollani ritratto da Roberto Masotti.

Un giovane Stefano Bollani ritratto da Roberto Masotti.

Pagine interno del libro Jazz AREA di Roberto Masotti. "Contrabbasso".

Pagine interno del libro Jazz AREA di Roberto Masotti. “Contrabbasso”.

Rilegatura con brossura filo refe alla svizzera, dorso scoperto, blocco libro incollato alla terza di copertina per il libro Jazz AREA di Roberto Masotti, edito dalla casa editrice Seipersei.

Rilegatura con brossura filo refe alla svizzera, dorso scoperto, blocco libro incollato alla terza di copertina per il libro Jazz AREA di Roberto Masotti, edito dalla casa editrice Seipersei.

 


L’incipit di You tuorned the tables on me:

«E’ stato trovato e acquistato, in un assolato pomeriggio del maggio 1974, presso un campo di zingari che vivevano, alla periferia di Milano, della compravendita di rottami di ferro.»
(Roberto Masotti)

Anno di pubblicazione: dicembre 1994
Casa editrice: Auditorium
Prezzo originale: 30.000 lire
Pagine: 184

 

L’incipit di Jazz AREA

«Scrivevo nel febbraio 1999:
“È dal 1973 che non faccio una mostra sulla musica afroamericana. “Immagini per il jazz” s’inaugurò nell’atrio del Palazzo dei Priori a Perugia giusto per la prima edizione di Umbra Jazz. […]”»
(Roberto Masotti)

Anno di pubblicazione: gennaio 2019
Casa editrice: Seipersei
Prezzo originale: 40 euro
Pagine: 160


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