Incontro con… Simone Cristicchi

Come già successo la scorsa estate con l’incontro con il duo di autori Turconi e Radice ospiti a Trieste, La Biblioteca che vorrei vi invita a conoscere un altro autore di spicco.

Simone Cristicchi, attore, cantante e scrittore, presenterà il suo ultimo libro “Il secondo figlio di dio” nella città che gli ha conferito la cittadinanza onoraria: Trieste.

Alcuni dei libri scritti da Simone Cristicchi: "Dialoghi incivili", "Magazzino 18" e "Il secondo figlio di dio".

Alcuni dei libri scritti da Simone Cristicchi: “Dialoghi incivili”, “Magazzino 18” e “Il secondo figlio di dio”.

L’autore ci parlerà dell’incredibile storia di David Lazzaretti, mistico ed eretico cristiano, riportando alla luce una vicenda meravigliosa e coinvolgente, intrisa di utopia e spiritualità, sporca di sangue e misteri ancora da chiarire.

David Lazzaretti nacque nel 1834 ad Arcidosso, sul Monte Amiata, in una Toscana matrigna e madre, terra di indigenza e sfruttamento, più vicina al Medioevo che al Rinascimento. Barrocciaio per necessità, fin da ragazzo venne assalito da febbri e visioni mistiche che lo portarono a elaborare un personalissimo percorso spirituale nel seno della chiesa cattolica. Il simbolo della sua misteriosa missione era formato da due C contrapposte con la croce nel mezzo, come l’annuncio di un nuovo Cristo in arrivo.
La sua predicazione richiamò migliaia di persone tra la Toscana e la Sabina, organizzati in una convivenza armoniosa che richiamava le prime comunità cristiane, in cui solidarietà, uguaglianza e istruzione erano le fondamenta, e il lavoro in comune un mezzo per elevare lo spirito. 
Se da una parte fu perseguitato dalla Legge e considerato un pazzo sovversivo, dall’altra l’ ”Uomo del mistero” conquistò seguaci e protettori tra nobili intellettuali e alti prelati godendo del sostegno sia di Don Giovanni Bosco che del pontefice Pio IX. 
Ma il suo messianesimo misero in allerta sia la Chiesa di Roma che il neonato Stato Italiano, i quali per la prima volta si trovarono in accordo. Il 18 agosto del 1878, la pallottola di un carabiniere pose fine alla sua esistenza.

L’appuntamento è quindi per sabato 4 marzo, alle ore 11:30 presso il prestigioso Caffè San Marco di Trieste.

Qui l’evento Facebook per maggiori informazioni:
Evento Facebook: Simone Cristicchi all’Antico Caffè San Marco

 

 


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Un anno senza Umberto Eco

È già passato un anno da quando Umberto Eco ci ha lasciati.

Onestamente, non pensiamo di poter aggiungere niente sulla sua immensa figura con parole che, essendo esse stesse limitate, non potrebbero mai esprimere la nostra stima e ammirazione.

Di lui rimangono i suoi scritti. Grandi fari nel mare della confusione di questi anni. Rileggere Eco è capire il mondo. Iniziare a leggere Eco dovrebbe essere un piccolo grande passo che ciascuno dovrebbe compiere per “non viver come bruti“.

Ovunque lui sia, probabilmente, ora ci sorride beffardo.
Con quel sorriso di chi ha capito tanto ma davvero tanto.

Autografo di Umberto Eco su edizione economica de "Il Nome della Rosa". A fianco la sua ultima raccolta di scritti uscita postuma.

Autografo di Umberto Eco su edizione economica de “Il Nome della Rosa”. A fianco la sua ultima raccolta di scritti uscita postuma.

 

 


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Chi è Robert Galbraith?

Scrisse un tale William Shakespeare:

“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” (Giulietta: atto II, scena II)

Probabilmente sì. Il profumo e le caratteristiche di qualcosa o qualcuno anche sotto mentite spoglie rimangono le stesse.
Ma per qualcuno, giocare ad essere un’altra persona può essere oltre che divertente (immaginare le reazione dei suoi più cari amici) anche liberatorio.

È successo, come spesso succede nella storia della letteratura, anche a una scrittrice che, dopo aver venduto più di 535 milioni di copie dei suoi libri (ma il numero è destinato a crescere ulteriormente proprio questa settimana*), ha deciso di liberarsi delle pressioni e di cominciare da capo.

“Ho scelto Robert, perché è uno dei nomi da uomo che preferisco, inoltre Robert Kennedy è stato uno dei miei eroi e perché, per fortuna, non lo avevo ancora usato per uno dei personaggi della serie di Harry Potter o per “Il seggio vacante”.
Galbraith, invece, è nato per un motivo un po’ strano. Quando ero una bambina, volevo davvero essere chiamata ‘Ella Galbraith’, e non ho idea del perché. Non sapevo nemmeno se il cognome esisteva, perché non riesco a ricordare di aver mai incontrato nessuno con questo cognome.  Sia come sia, il nome ha avuto un fascino su di me. In realtà avevo pensato di chiamarmi L. A. Galbraith, ma per ragioni abbastanza ovvie ho deciso che le iniziali erano una cattiva idea.” (tratto dal sito robert-galbraith.com)

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith.

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith.

Il primo libro di Robert Galbraith esce nel Regno Unito il 4 aprile 2013 per la Sphere Books e si intitola “The Cuckoo0’s Calling” (in Italiano “Il richiamo del cuculo” uscirà il 4 novembre dello stesso anno) e la prima edizione ha una tiratura di sole 1500 copie. In fondo, stiamo parlando di un esordiente.
La trama è quella di un giallo: l’investigatore privato – e veterano di guerra rimasto ferito –  Cormoran Strike viene ingaggiato per indagare sul presunto suicidio di una modella.

Quello che salta all’occhio agli editori e lettori è che questo Galbraith scrive bene. Scrive molto bene. E lo recensiscono con lodi. Lo scrittore Peter James al ‘Sunday Times’ dice perfino che aveva “pensato che fosse stato scritto da uno scrittore molto maturo e non da un esordiente”. Ma nel mondo dell’editoria non sbanca. È però sempre il quotidiano britannico che vuole vederci chiaro. Assume perfino un esperto di informatica per analizzare il linguaggio di Galbraith sostenendo che al netto di alcune parole, hai una altissima percentuale di probabilità di riconoscere, quello che lui definisce, il “DNA” dello scrittore.

La copertina della prima edizione inglese del libro "The Cuckoo's Calling" di Robert Galbraith.

La copertina della prima edizione inglese del libro “The Cuckoo’s Calling” di Robert Galbraith.

Ma ancora si brancola nel buio, fino a quando qualcuno commette un errore.
Sono le 23:34 di mercoledì 10 luglio 2013 e la giornalista India Knight twitta ai suoi 95mila follower che si sta godendo la lettura di un nuovo romanzo. Seguono un paio di commenti e alle 00:07 una follower @JudeCallegari commenta con un tweet bomba:

@JudeCallegari: “scritto da J.K. Rowling”

la ricostruzione di quello che è segue è più o meno:

@indiaknight: “Eh?”

@JudeCallegari: “È il suo pseudonimo […]”

@indiaknight: “Sul serio? Come lo sai?”

@JudeCallegari:“Sul serio. Un amico lavora per l’editore.”

Ma chi è Jude (Judith) Callegari? È un’amica di famiglia di Chris Gossage. Gossage è un avvocato britannico che rappresenta gli interessi di una cliente piuttosto importante: J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter.

Da qui in poi la notizia fa il giro del mondo. La signora Judith Callegari cancella il suo profilo Twitter. Amazon ha annunciato che dopo la notizia sulla reale identità dell’autore, le vendite sono aumentate nella sola mattinata di oggi di circa il 500.000%. [Fonte: La stampa.it]

Dalla 4709esima posizione in classifica su Amazon il libro arriva al numero 1. Dalle 1500 copie iniziali ne vengono prontamente stampate altre 140.000 per poi superare abbondantemente il milione.

Il commento di J.K. Rowling fu che “solo un ristretto numero di persone erano a conoscenza del mio pseudonimo e che non è  stato piacevole chiedersi per giorni come una donna che fino a quel momento non aveva mai sentito nominare prima aveva scoperto che molti dei suoi più vecchi amici non sapevano”.

L'interno della copertina della prima edizione a confronto con l'edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

L’interno della copertina della prima edizione a confronto con l’edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

Rowling decide di fare causa allo studio legale. Christopher Gossage e Judith Callegari vengono multati per 1000 Sterline dalla Solicitors Regulation Authority  per violazione della riservatezza. Queste mille sterline, assieme ai proventi delle vendite del libro, vengono dati in beneficenza al The Soldiers’ Charity. Un bel gesto senza dubbio.

Questa è la storia.
A “The Cuckoo0’s Calling” seguono altri due libri altrettanto belli: “The Silkworm” (in italiano: “Il baco da seta“) e il più recente “Career of Evil” (“La via del male“) editi in Italia dalla Salani Editrice, che vedono sempre Cormoran Strike e la sua assistente Robin Ellacott come protagonisti.
J.K. Rowling continua a utilizzare lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Ma c’è ancora qualcosa da dire, su quelle copie della prima edizione di “The Cuckoo’s Calling”.

In un articolo precedente (che potete trovare qui) vi ho parlato di una libreria di Londra specializzata nella vendita di prime edizioni o di libri autografati. Bene, il proprietario di questo bellissimo negozio ha comprato prima che venisse rivelato la reale identità di Robert Galbraith, 250 copie del romanzo firmato dall’autore. Le ha ordinate sulla fiducia dopo aver letto il manoscritto.

Ha, quindi, iniziato a venderle come sempre al prezzo di copertina, cioè 16,99 £. E anche dopo l’uscita della notizia ha deciso di continuare a vendere le restanti copie al prezzo iniziale trattenendosi solo 4 copie per sé e per il suo staff.

Ora, chiariamo un particolare: stiamo parlando di libri autografi dall’autrice di Harry Potter. E come sempre, in questi casi, si tratta di materiale molto ricercato tra i collezionisti.

Le copie autografate (250 in tutto) della primissima edizione sono rimbalzate su tutti i negozi di aste online e su eBay. Il prezzo è attualmente intorno ai 4.500 Euro.

Delle restanti 1250 copie non autografe attualmente in circolazione, il prezzo medio è intorno ai 1.000-1.200 Euro.

La ristampa della prima edizione (vedi più in basso come riconoscerla) ha un valore intorno ai 100-150 Euro per una tiratura di 140mila copie.

La pagina dei crediti della prima edizione del libro "The Cuckoo's Calling".

La pagina dei crediti della prima edizione del libro “The Cuckoo’s Calling”.

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro "The Cuckoo's Calling". Si riconosce per la scritta "Reprinted 2013 (twice)".

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro “The Cuckoo’s Calling”. Si riconosce per la scritta “Reprinted 2013 (twice)”.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

L'ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall'autrice.

L’ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall’autrice.

*mentre scrivo è uscito l’ottava libro della saga di Harry Potter (Harry Potter and the cursed child) che ha già battuto tutti i record di prevendita su Amazon e Barnes&Noble.

 

 


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Garth Risk Hallberg a Milano presenta “Città in fiamme”

Ho pensato di aggiornare questa pagina anche raccontando di eventi in Italia o all’estero,grazie ai quali è possibile espandere la propria biblioteca personale con edizioni interessanti. E credo che questo post parli di un bel libro che non dovrebbe mancare sui vostri scaffali.

Santeria Social Club (Milano) in attesa di Garth Risk Hallberg.

Santeria Social Club (Milano) in attesa di Garth Risk Hallberg.

Martedì 29 marzo, alle 19 a Milano, al Santeria Social Club, c’è stato il tanto atteso incontro con lo scrittore americano Garth Risk Hallberg.

Per chi non lo conoscesse Hallberg è un trentaseienne critico letterario e ora scrittore nato a Grenville.

Per la terza volta nel nostro Paese, ma alla prima come autore, era qui per presentare “Città in fiamme” invitato dalla Mondadori che ha acquistato i diritti ha tradotto e pubblicato il libro in Italia.

Nelle ultime settimane si è parlato molto di questo libro definito “il nuovo romanzo americano“. Ha fatto scalpore il fatto che Hallberg fosse stato pagato in anticipo con  ben 2 milioni di dollari (sì, avete letto bene) per la pubblicazione.

Come ammesso in diverse interviste, la stesura di questo libro (di quasi mille pagine) è durata più o meno sei anni, iniziata mentre era su un pullman diretto a New York nel 2003.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di "Città in fiamme".

Garth Risk Hallberg parla della stesura di “Città in fiamme”.

“Città in fiamme” (City on fire) è un libro potente e prepotente. Curato nella scrittura, non è adatto per una lettura superficiale perché richiede al lettore il suo tempo. Richiede attenzione, ma restituisce, moltiplicato, il tempo che gli si dedica trasformato in bellezza letteraria. Novantaquattro capitoli, nei quali si seguono le vicissitudini dei protagonisti che si muovono e interagiscono sullo sfondo di una New York dell’anno 1976.

È infatti NY la “Città in fiamme”, la città che brucia. Brucia se stessa e brucia di criminalità, di affari sporchi, di musica, di solitudini, di aggressioni, di incendi, di passioni, di denaro e di riscatti sociali e personali.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di "Città in fiamme" con Paolo Giordano.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di “Città in fiamme” con Paolo Giordano.

Gran parte del merito per la possibilità di leggere questo libro nel nostro paese va a Federica Manzon (editor Mondadori e autrice anche lei di due libri tra cui “Di fama e di sventura” che consiglio vivamente). L’impresa l’ha divertita, perché era tantissimo tempo che non si verificava un caso del genere e aggiunge “[…] raccontare New York è la bestia più difficile per tutti gli scrittori, in un periodo difficile e non negli anni d’oro, la New York del black out e della crisi […]”. E sembra che alla fine Hallberg ci sia riuscito, con questo suo primo romanzo.

Se diventerà un classico, lo scopriremo nei prossimi anni. Tutti però sono concordi che è un libro che va letto e che ripaga per tutto il tempo che gli si dedica.

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro.

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro.

Infine, un plauso alla Mondadori, per aver distribuito gratuitamente ai presenti durante la serata un po’ di merchandising legato al libro come una borsa di tela rossa con il layout della copertina del libro da un lato e il nome della band “Ex Post Facto” sull’altro, e un’agendina in tema.

Merchandising Mondadori. In alto a destra l'edizione inglese del libro.

Merchandising Mondadori. In alto a destra l’edizione inglese del libro.

Dedica di Garth Risk Hallberg sull'edizione italiana di "Città in fiamme".

Dedica di Garth Risk Hallberg sull’edizione italiana di “Città in fiamme”.

Autografo di Garth Risk Hallberg sull'edizione inglese di "City on fire"

Autografo di Garth Risk Hallberg sull’edizione inglese di “City on fire”

 

 


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Le ceneri di Angela (Angela’s ashes) di Frank McCourt

Frank McCourt è uno dei miei autori favoriti. E “Le ceneri di Angela” (“Angela’s ashes” titolo originale) è il suo capolavoro.
Francis McCourt nasce a New York dal padre Malachy, nordirlandese di religione presbiteriana e dalla madre Angela (di cui il titolo) irlandese di religione cattolica.
Ancora bambino, fa ritorno con i genitori e fratellini in Irlanda, più precisamente a Limerick.
Da qui prendono vita le sue (dis)avventure che nel suo libro-capolavoro vengono raccontate in prima persona attraverso gli occhi di lui bambino. La scrittura è improntata sull’ironia anche davanti alle tragedie più grandi (dalla povertà, al padre alcolista, dalla morte di tre fratelli per gli effetti della denutrizione, alla febbre tifoide, al comportamento madre religio­sa e stanca che si lamenta accanto al caminet­to, dai preti arroganti, ai maestri di scuola prepo­tenti, agli inglesi…) e il libro avrà così tanto successo che nel 1997 vincerà il prestigioso premio Pulitzer e il National Book Critics Circle.
Nel 1999 il romanzo verrà portato sul grande schermo dal regista Alan Parker.

Nel 1997 “Le ceneri di Angela” viene pubblicato in Italia dalla casa editrice Adelphi.
McCourt, scriverà altri due libri: “Che paese, l’America (1999) (titolo originale: ‘Tis, pubblicato in Italia da Adelphi nel 2003), in cui racconta il seguito della sua vita in una New York proletaria del secondo dopoguerra ed “Ehi, prof!” (2005) (titolo originale: Teacher Man, pubblicato in Italia nella collana Fabula di Adelphi nel 2006), dove una volta diventato professore racconta le difficoltà del mestiere.

Sfortunatamente dal 19 luglio 2009 Frank non è più con noi.
Rimane questo libro capolavoro che vi consiglio di leggere anche senza cercare la prima edizione.
Una prima edizione che ha visto crescere il suo valore negli anni.
Per riconoscerla dovete fare attenzione ad alcuni particolari:

La copertina della prima edizione del libro di Frank McCourt "Angela's Ashes".

La copertina della prima edizione del libro di Frank McCourt “Angela’s Ashes”.

La pagina dei crediti del libro di Frank McCourt "Angela's Ashes". La linea numerica riporta "1 3 5 7 9 10 8 6 4 2".

La pagina dei crediti del libro di Frank McCourt “Angela’s Ashes”. La linea numerica riporta “1 3 5 7 9 10 8 6 4 2”.

LA SOPRACCOPERTA
O “dust jacket” riporta il prezzo di $23.00 sulla prima stampa.
Il prezzo è stato poi cambiato per la seconda stampa in $24.00 fino a diventare $25.00 per le successive ristampe.

L'aletta sinistra della copertina del libro di Frank McCourt "Angela's Ashes".

L’aletta sinistra della copertina del libro di Frank McCourt “Angela’s Ashes”.

Il libro di Frank McCourt "Angela's Ashes" senza la copertina.

Il libro di Frank McCourt “Angela’s Ashes” senza la copertina.

Il retro della copertina del libro di Frank McCourt "Angela's Ashes".

Il retro della copertina del libro di Frank McCourt “Angela’s Ashes”.

La prima stampa del libro riporta il codice 09962250.
La seconda stampa 09962350 mentre sulle successive dovreste trovare 09962450.
Inoltre, sulla prima stampa della prima edizione trovate scritto il numero 52300 in piccolo sopra il codice a barre.
Il codice ISBN rimane sempre lo stesso 0-684-87435-0.

Autografo di Frank McCourt sulla prima edizione di "Angela's Ashes".

Autografo di Frank McCourt sulla prima edizione di “Angela’s Ashes”.

 

 


L’incipit:

«Era meglio se i miei restavano a New York dove si erano conosciuti e sposati e dove sono nato io. Invece se ne tornarono in Irlanda che io avevo quattro anni, mio fratello Malachy tre, i gemelli Oliver e Eugene appena uno e mia sorella Margaret era già morta e sepolta.
Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto. Ma un’infanzia infelice irlandese è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora.
Gente che si vanta o si lamenta delle tribolazioni patite nei primi anni di vita se ne trova dappertutto, ma niente regge il confronto con la versione irlandese: la povertà; il padre alcolizzato chiacchierone e buono a nulla; la madre pia e derelitta che geme accanto al fuoco; i preti boriosi; i maestri arroganti; gli inglesi e le cose tremende che ci hanno fatto per ottocento lunghi anni…
E poi, tutta quell’umidità.»
(Frank McCourt)

Anno di pubblicazione: 1996
Casa editrice: Scribner
Prezzo originale: 23 dollari
Pagine: 364


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