Una curiosità sulle copertine italiane di Harry Potter

Un amico libraio oggi mi ha prestato un vecchio numero della rivista Charta del 2002.
Si tratta di una rivista che tratta prevalentemente di antiquariato e collezionismo libraio.

In questo numero c’è una bella intervista a Serena Riglietti.
Se il nome vi dice poco, il suo lavoro invece non vi sarà passato inosservato.

Vi basterà sapere che, se avete letto uno dei libri della saga di Harry Potter in italiano, avrete avuto tra le mani le sue illustrazioni. Infatti è a lei che, nel 1999, la casa editrice Salani affida il compito di illustrare le copertine dei libri del maghetto inglese.

L’intervista scorre con digressioni sul lavoro di illustratrice di Riglietti (che ricordiamo, oltre a Harry Potter, ha al suo attivo numerose altre pubblicazioni) e sulla sua relazione con il famoso personaggio creato da J.K. Rowling.
Apprezzabile la sincerità con la quale Riglietti afferma che, a volte, la indispone la curiosità che ruota attorno alla sua storia con Harry Potter, definendola freddamente “soltanto professionale”.

Quando iniziò a lavorare alla copertina del primo volume, infatti, le vennero date poche informazioni a riguardo. Questo generò un’incomprensione sulla figura di Harry Potter e portò alla realizzazione di una copertina con alcuni dettagli errati, come per esempio, l’assenza dei famosi occhiali rotondi del protagonista.

La nota più curiosa dell’intervista però è un’altra, e riguarda un piccolo particolare delle copertine dei libri che vanno dal 1999 fino al 2001. Per essere più precisi, il volume II, III e IV della saga. Un particolare a cui non avevo fatto caso fino a oggi.

Le copertine del secondo, terzo e quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling.

Le copertine del secondo, terzo e quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling.

Voi l’avete già notato?
Secondo l’illustratrice “l’attesa per l’uscita del film imponeva una certa segretezza sulla fisionomia di Harry, per questo il maghetto doveva essere disegnato mostrando il profilo.”
E in effetti è così, in tutte e tre le copertine il volto di Harry Potter è nascosto!

La copertina del secondo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e la camera dei segreti".

La copertina del secondo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e la camera dei segreti”.

La copertina del terzo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e il prigioniero di Azkaban".

La copertina del terzo volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”.

La copertina del quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: "Harry Potter e il calice di fuoco".

La copertina del quarto volume della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: “Harry Potter e il calice di fuoco”.

Abbiamo parlato di Harry Potter altre volte su questo blog: se l’argomento ti interessa, ti consiglio quest’altro articolo che spiega come riconoscere la preziosa prima edizione assoluta in inglese.

 

 


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Il jazz visto da un grande fotografo: Roberto Masotti

Esistono persone che abitano dentro la Storia. In questo caso è la Storia della Musica e del Teatro. Nomi noti soprattutto nell’ambiente in cui operano. Stimatissimi dai colleghi e dagli artisti con cui lavorano. Uno di questi nomi è sicuramente il fotografo Roberto Masotti.

Nato a Ravenna nel 1947, trasferitosi a Milano nel 1974, assieme a Silvia Lelli forma la coppia di fotografi ufficiali del Teatro alla Scala di Milano dal 1979 al 1996. Insieme hanno esplorato le performing arts, realizzato una serie di libri, mostre e installazioni di altissimo livello. Davanti ai loro obiettivi sono passati i nomi più importanti del teatro, dello spettacolo e della musica, nazionali e internazionali: da Battiato a Keith Jarrett, da Demetrio Stratos a John Cage, passando per Miles Davis, Frank Zappa, Pina Bausch, Claudio Abbado, Leonard Bernstein, Riccardo Muti, Carla Fracci e molti altri. Fotografie diventate icone, esposte in numerosi allestimenti e divenuti libri fotografici importanti.

Ed eccoci al tema di questo articolo, in cui voglio parlarvi nello specifico di due libri di Roberto Masotti.

I libri fotografici di Roberto Masotti. A sinistra l'ormai introvabile You tourned the tables on me. A destra il nuovo volume da poco uscito: Jazz AREA.

I libri fotografici di Roberto Masotti. A sinistra l’ormai introvabile You tourned the tables on me. A destra il nuovo volume da poco uscito: Jazz AREA.

Il primo, piuttosto ricercato, è senza dubbio il suo lavoro più conosciuto: You tourned the tables on me.
Pubblicato nel dicembre del 1994 il lavoro presentato nel libro, è stato incluso nella mostra Il Secolo del Jazz curata da Daniel Soutif e promossa dal MART di Rovereto. Edito dalla casa editrice Auditorium, ha come “protagonista” un tavolino” trovato e acquistato, in un assolato pomeriggio del maggio 1974, presso un campo di zingari che vivevano alla periferia di Milano (cit). Usato per la prima volta come attrezzo di scena per il primo ritratto, divenne l’elemento in comune per i ritratti a seguire. Il modus operandi per i successivi lavori fu quello di far prendere visione di tutte le immagini precedentemente selezionate al nuovo soggetto coinvolto facendogli poi scegliere liberamente come agire e di quali altri oggetti eventualmente circondarsi.
La tiratura per le librerie fu di mille copie, cui si aggiunse una piccola tiratura numerata di 115 copie senza prezzo di copertina.

Il tavolino protagonista del volume You tourned the tables on me.

Il tavolino protagonista del volume You tourned the tables on me.

Ritratto di Demetrio Stratos degli AREA a opera di Roberto Masotti. Milano, 1976.

Ritratto di Demetrio Stratos degli AREA a opera di Roberto Masotti. Milano, 1976.

Un giovane Brian Eno fotografo a Londra nel 1976 da Roberto Masotti.

Un giovane Brian Eno fotografo a Londra nel 1976 da Roberto Masotti.

Pagina dei crediti della prima edizione data 1994.

Pagina dei crediti della prima edizione data 1994.

Retro copertina del libro You tourned the tables on me di Roberto Masotti.

Retro copertina del libro You tourned the tables on me di Roberto Masotti.

Il secondo volume, invece, è uscito recentemente (2019) e ve ne parlo perché è davvero un libro che, oltre al contenuto, diventerà a breve un piccolo tesoro per i collezionisti del genere. Si intitola Jazz AREA ed è pubblicato dalla casa editrice senese Seipersei, nata nel 2012 come casa editrice indipendente.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Si tratta anche in questo caso di un libro fotografico i cui protagonisti sono nomi del calibro di Miles Davis, Keith Jarrett, Carla Bley, Archie Shepp, Sam Rivers, Cecil Taylor, Charles Mingus, Ornette, ecc… tutti abilmente fotografati creando un’opera editoriale unica, racchiudendo in sé quasi 50 anni di storia di musica jazz internazionale.

Il libro non contiene solamente fotografie, ma anche testi che esprimono l’idea di improvvisazione musicale, di incontri diretti con artisti, in una prospettiva senza dubbio autobiografica di uno dei più grandi fotografi italiani contemporanei.
Ciò che caratterizza il volume però non si limita a questo: in un mondo editoriale di grandi tirature, spesso però poco curate, c’è chi va controcorrente: design, photoediting, grafica, layout, tutto è seguito nei dettagli direttamente dalla casa editrice, per un libro che, nella sua prima edizione, ha una tiratura di sole 500 copie (le prime 100 autografate) in formato 16,5×23,5 cm.
Per la copertina è stata utilizzata una carta sirio black da 140gr e foto e testi sono  stampati con un solo colore: silver.
La rilegatura è brossura con filo refe alla svizzera, il dorso è scoperto e il blocco libro incollato alla terza di copertina.
Il libro è in vendita a 40 euro, fino a esaurimento delle copie.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Jazz AREA di Roberto Masotti.

Una delle prime 100 copie del libro Jazz AREA autografate da Roberto Masotti.

Una delle prime 100 copie del libro Jazz AREA autografate da Roberto Masotti.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Pagine interne del volume Jazz AREA di Roberto Masotti. Edito dalla casa editrice Seipersei.

Un giovane Stefano Bollani ritratto da Roberto Masotti.

Un giovane Stefano Bollani ritratto da Roberto Masotti.

Pagine interno del libro Jazz AREA di Roberto Masotti. "Contrabbasso".

Pagine interno del libro Jazz AREA di Roberto Masotti. “Contrabbasso”.

Rilegatura con brossura filo refe alla svizzera, dorso scoperto, blocco libro incollato alla terza di copertina per il libro Jazz AREA di Roberto Masotti, edito dalla casa editrice Seipersei.

Rilegatura con brossura filo refe alla svizzera, dorso scoperto, blocco libro incollato alla terza di copertina per il libro Jazz AREA di Roberto Masotti, edito dalla casa editrice Seipersei.

 


L’incipit di You tuorned the tables on me:

«E’ stato trovato e acquistato, in un assolato pomeriggio del maggio 1974, presso un campo di zingari che vivevano, alla periferia di Milano, della compravendita di rottami di ferro.»
(Roberto Masotti)

Anno di pubblicazione: dicembre 1994
Casa editrice: Auditorium
Prezzo originale: 30.000 lire
Pagine: 184

 

L’incipit di Jazz AREA

«Scrivevo nel febbraio 1999:
“È dal 1973 che non faccio una mostra sulla musica afroamericana. “Immagini per il jazz” s’inaugurò nell’atrio del Palazzo dei Priori a Perugia giusto per la prima edizione di Umbra Jazz. […]”»
(Roberto Masotti)

Anno di pubblicazione: gennaio 2019
Casa editrice: Seipersei
Prezzo originale: 40 euro
Pagine: 160


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L’edizione russa di Peter Pan illustrata da Miturich

Quando ho aperto questo blog, avevo in mente una serie di volumi che prima o poi avrei voluto avere nella mia libreria (anche per questo ho chiamato così il blog :)).
Piccole gemme, non sempre facili da trovare (sia in buone condizioni, sia a un prezzo onesto), ma sono sempre stato fiducioso che prima o poi ce l’avrei fatta.
Da qualche giorno, infatti, posso finalmente depennare dalla lista dei desideri un libro che sognavo di avere da diversi anni.
Eccolo qui:

Peter Pan, edizione russa del 1971 illustrato da Miturich. Edizione piuttosto rara.

Peter Pan, edizione russa del 1971 illustrato da Miturich. Edizione piuttosto rara.

Non vi sforzate di leggere il titolo a meno che non riusciate leggere il cirillico.
Si tratta di un’edizione russa di un classico dell’infanzia: Peter Pan di J.M. Barrie.

Il libro viene pubblicato a Mosca nel 1971 per le edizioni Iskusstvo. La traduzione dall’inglese è affidata a Boris Zakhoder (uno di quei poeti che, dopo la morte di Stalin, vide nella letteratura per bambini un modo per aggirare la censura che affliggeva in quegli anni altre forme letterarie), mentre le illustrazioni sono dell’artista Mai Miturich, ancora oggi considerato uno dei più bravi illustratori della Russia Sovietica post bellica.

Retro copertina essenziale dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Retro copertina essenziale dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

La bellezza del volume è già intuibile dalla copertina cartonata in tela con stampa dei colori a rilievo in rosso, nero e oro. Ma sono le illustrazioni interne il vero capolavoro di questo libro. Le pennellate di acquarello di Miturich hanno caratterizzato quasi tutta la carriera dell’artista divenendo un suo tratto riconoscibile del suo stile.

La tiratura di questo volume è di 50mila copie, ma è difficile trovarne una in condizioni eccellenti. Molte saranno state buttate negli anni e, inoltre, i libri che sono passati per le mani dei bambini difficilmente superano indenni la prova del tempo: più spesso infatti riportano macchie, disegni o sono totalmente privi delle sopraccoperte (che, se presenti, fanno salire la quotazione del libro. Vedi il post su Il Piccolo Principe di qualche giorno fa.).

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Quanto vale?
Ovviamente la quotazione è variabile ma, a oggi, difficilmente troverete un esemplare a meno di 180 euro.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

 

 


L’incipit:

«[non disponibile]»
(J.M. Barrie)

Anno di pubblicazione: 1971
Casa editrice: Iskusstvo
Prezzo originale: 15 copechi
Pagine: 126
Formato: 17×22 cm


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Il bottino di Cartoomics 2019

“Posso leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni e giorni senza annoiarmi.”
Umberto Eco

Basterebbe questa citazione a riabilitare una volta per tutte il mondo dei fumetti agli occhi di chi pensa che i fumetti siano una cosa per bambini.
E basterebbe entrare in una libreria e recarsi nella sezione chiamata oggi “graphic novel” per trovare dei capolavori assoluti sia in termini di segno grafico che di contenuto.

Autori come Zerocalcare e Gipi, per esempio, sono diventati esempi di narratori di una generazione spesso difficile da comprendere per chi ha meno di 40-50 anni. Disegnatori come Stefano Turconi (assieme a Teresa Radice che si occupa di scrivere le storie) sfornano storie di un livello eccelso, pluripremiati in Italia, ma soprattutto in Francia e da poco entrati anche nel mercato americano. Potrei continuare per ore in difesa della nona arte, citando capolavori e autori che per fortuna godono ogni giorno di crescente successo.

Ma se tutto questo non fosse convincente, allora vi consiglio di visitare una delle tante fiere del fumetto presenti sul nostro territorio. Da LuccaComics, vera mecca per appassionati del genere, passando per il Cartoomics di Milano o il Comicon di Napoli fino ad arrivare a Be Comics di Padova, per esempio.

Lì troverete ogni genere di lettore, dal ragazzino all’uomo anziano, che non ha mai smesso di ritrovarsi nelle storie narrate non solo a parole, ma anche nelle immagini. Per non parlare di collezionisti sfegatati pronti a tirare fuori anche migliaia di euro.

Per quanto mi riguarda, fiere come Cartoomics rappresentano anche l’opportunità di incontrare gli autori di libri che ho letto o che leggerò assieme alla possibilità di tornare a casa con degli autografi e sketch personalizzati accrescendo così anche il valore dei libri stessi.

Quest’anno, però, mi sono limitato solo una toccata e fuga veloce, portando però a casa un piccolo bottino interessante.
Ecco qui un veloce elenco:

  • 3 speciali di Martin Mystère (Bonelli): autografati dal suo creatore Alfredo Castelli
  • 4 Dylan Dog (Bonelli): autografati da Roberto Recchioni (curatore della serie), Angelo Stano (che ha gentilmente realizzato, al volo, una copertina personalizzata del famoso numero 362 con la copertina bianca di Dylan Dog) e Corrado Roi altro maestro indiscusso del fumetto italiano
  • nuove uscite (alcune in anteprima) della casa editrice Bao Publishing: Indomite 2 di Pénelope Bagieu, Stella di Mare di Giulio Macaione (autografato), Murderabilia dello spagnolo Àlvaro Ortiz (autografato), il secondo volume di  Kids with guns di Capitan Artiglio (autografato), il nuovo libro di AlbHey Longo Sfera (autografato), Negativa di Alessandro Baronciani (autografato), Papaya Salad della straordinaria Elisa Macellari (autografato) e Stelle o sparo di Nova (autografato)
  • 2 numeri speciali di Topolino, uno autografato da Silvia Ziche e una copia del PaperSera stampato per l’occasione della fiera
  • e infine – a sorpresa – l’autografo sulla biografia ufficiale di Max Bunker (creatore della serie a fumetti Alan Ford che compie quest’anno 50 anni) e un disegno originale di Dario Perucca.
Fumetti Bonelli: Martin Mystère e Dylan Dog. Sketch di autori Bonelli.

Fumetti Bonelli: Martin Mystère e Dylan Dog. Sketch di autori Bonelli.

Alcuni dei volumi recentemente usciti per Bao Publishing in vendita a Cartoomics.

Alcuni dei volumi recentemente usciti per Bao Publishing in vendita a Cartoomics.

Sketch di Giulio Macaione sul volume "Stella di mare". Bao Publishing.

Sketch di Giulio Macaione sul volume “Stella di mare”. Bao Publishing.

Sketch di Àlvaro Ortiz sul volume "Murderabilia". Bao Publishing.

Sketch di Àlvaro Ortiz sul volume “Murderabilia”. Bao Publishing.

Sketch di Elisa Macellari sul volume "Papaya Salad". Bao Publishing.

Sketch di Elisa Macellari sul volume “Papaya Salad”. Bao Publishing.

Sketch di Capitan Artiglio sul volume "Kids with guns 2". Bao Publishing.

Sketch di Capitan Artiglio sul volume “Kids with guns 2”. Bao Publishing.

Sketch di AlbHey Longo sul volume "Sfera". Bao Publishing.

Sketch di AlbHey Longo sul volume “Sfera”. Bao Publishing.

Sketch di Alessandro Baronciani sul volume "Negativa". Bao Publishing.

Sketch di Alessandro Baronciani sul volume “Negativa”. Bao Publishing.

Edizioni speciali di Topolino.

Edizioni speciali di Topolino.

Biografia autografa di Max Bunker e sketch di Alan Ford disegnato da Dario Perucca.

Biografia autografa di Max Bunker e sketch di Alan Ford disegnato da Dario Perucca.

 

 


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L’estate che sciolse ogni cosa

Ci sono libri molto conosciuti. Ciò, però, non significa che siano anche i più letti.
Ognuno può riportare alla mente diversi esempi: da Il deserto dei tartari al Dottor Zivago, da Guerra e Pace a It o Anna Karenina, ecc…

E poi ci sono libri (ancora) poco conosciuti. Ed è un peccato perché, una volta letti, ti convinci che tutti dovrebbero leggerlo. E quindi inizi a consigliarlo a tutti quelli che ti capitano sotto tiro o a regalarlo per i compleanni di amici e parenti, per esempio.

Di solito in questo blog parliamo di libri già rari, raramente di possibili rarità future, ma questa volta vogliamo fare un azzardo, una piccola scommessa, dedicando un post a quello che un giorno spero diventi un libro ricercato.

L’anno scorso, una delle mie libraie di fiducia* mi ha suggerito un’opera di una scrittrice americana, tale Tiffany McDaniel, dal titolo accattivante: L’estate che sciolse ogni cosa.

Copertina della prima edizione del libro "L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Copertina della prima edizione del libro “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Il libro, ho poi scoperto, gode di ottime recensioni anche online.
Ma perché piace così tanto a tutti quelli che l’hanno letto? Senza dubbio la scrittura di Tiffany McDaniel è bella, lirica e struggente: una perla nel panorama mondiale. E non mi sembra poco.
La storia potrebbe ricordare Stephen King e Neil Gaiman, ma forse più Harpeer Lee.
La voce narrante nel romanzo è del tredicenne Fielding Bliss che, dopo molti anni, ricorda l’estate del 1984, proprio quella del titolo, quella che lo segnò profondamente. L’ambientazione è quella di una tipica cittadina del Sud degli Stati Uniti: Breathed, Ohio. Quello che dà il via a tutta la storia è un annuncio che il padre di Bliss pubblica sul giornale locale, in cui invita il diavolo a visitare Breathed. E il diavolo sembra rispondere, presentandosi nei panni di un ragazzino di colore “dagli occhi verdi come le foglie”. A incontrare per primo Sam (così si farà chiamare il ragazzino) è Fielding, che lo porta con sé a casa.  Nel frattempo, il caldo di quell’estate continua a sciogliere i gelati e i pensieri confondendo le certezze degli abitanti, e “il senso del bene e del male, dell’amore e della sofferenza, della fiducia reciproca e della paura.” (cit.)

Il libro è pubblicato in Italia da una casa editrice piccola ma molto interessante: Edizioni Atlantide.
Nata a fine 2015 da un progetto di Simone Caltabellota (già direttore editoriale di Fazi Editore ), Gianni Miraglia (marketing manager), Flavia Piccinni (responsabile redazione) e Francesco Pedicini (direttore di produzione), la casa editrice romana nella sua presentazione propone 10 titoli all’anno, 999 copie per ciascun volume, e vendita esclusiva nelle librerie indipendenti e in abbonamento. Niente Amazon quindi.

Ogni copia del libro, per ogni stampa, reca il numero del volume da 1 a 999. "L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Ogni copia del libro, per ogni stampa, reca il numero del volume da 1 a 999. “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

I volumi pubblicati, con evidente cura, sono numerati da 1 a 999. Le pagine interne sono stampate su carta Aralda da 85 gr. della cartiera Favini, mentre le copertine sono stampate su cartoncino Chagall Bianco da 260 gr. delle cartiere di Cordenons.
Il progetto grafico delle copertine è affidato a 3centogrammi.

Insomma, finalmente una casa editrice che, oltre al contenuto, tiene in considerazione anche la forma.

Pagina dei crediti con l'indicazione: luglio 2017. "L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Pagina dei crediti con l’indicazione: luglio 2017. “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Il libro di Tiffany McDaniel, mentre sto scrivendo questo articolo, è alla sua sua sesta settima ristampa. E la particolarità molto apprezzabile e da me molto apprezzata della casa editrice è stata quella di cambiare i colori della copertina a seconda dell’edizione. Si passa quindi da un colore crema che caratterizza le edizioni Atlantide, al giallo, al rosa, all’arancione.

Devo ammettere che ci ho messo un bel po’ per recuperare la prima edizione: essendo un titolo al di fuori del grande circuito editoriale le offerte sono assai limitate.

Se tutto andrà bene, questo libro ha tutte le carte in regola per diventare un piccolo classico e la sua prima edizione, chissà, potrebbe accrescerne il valore.

Ultima pagina del libro con indicato il mese e l'anno di stampa. "L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

Ultima pagina del libro con indicato il mese e l’anno di stampa. “L’estate che sciolse ogni cosa” di Tiffany McDaniel. Edizioni di Atlantide, 2017.

 

 

*Loriana Ursich, la responsabile della bellissima libreria all’interno dell’Antico Caffè San Marco di Trieste. 


L’incipit:

«Il caldo arrivò insieme al diavolo. Era l’estate del 1984 e il diavolo era stato invitato. Quel caldo torrido, no. C’era da aspettarselo che arrivassero insieme. Dopo tutto, il caldo non è forse il volto del diavolo? E a chi è mai capitato di uscire di casa senza portarselo dietro?
Era un caldo che non scioglieva soltanto le cose tangibili, come i cubetti di ghiaccio, il cioccolato, i gelati. Ma anche l’intangibile.
La paura, la fede, l’ira, e ogni collaudato modello di buon senso.
Scioglieva l’esistenza della gente, gettandone il futuro in cima al mucchio di terra sulla pala del becchino.
Avevo tredici anni quando è successo tutto.»
(Tiffany McDaniel)

Anno di pubblicazione: luglio 2017
Casa editrice: Atlantide
Prezzo originale: 26 euro
Pagine: 384


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Il piccolo principe, il grande tesoro.

Prima di Harry Potter, solo un altro libro per ragazzi (e adulti) aveva avuto un successo così planetario.
Il protagonista non veniva nemmeno da questo mondo: era il principe di un lontano asteroide abitato solo lui e da una piccola rosa, piuttosto vanitosa, di cui lui si prende cura.

Avrete capito che stiamo parlando de Il Piccolo Principe, protagonista di un racconto dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, che dalla sua pubblicazione ha venduto più di 200 milioni di copie, divenendo una delle opere letterarie più famose del secolo scorso (fonte: historyofthelittleprince). Pensate che, a oggi, il romanzo vanta più di 160 traduzioni in tutto il mondo e più di 700 edizioni!

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

Il libro viene pubblicato per la prima volta il 6 aprile 1943… in lingua inglese (a New York!) dalla casa editrice Reynal & Hitchcock. Questa è una delle curiosità legale al libro: verrebbe da pensare, infatti, che essendo un’opera scritta in francese lo sia anche la prima edizione.

Invece, i lettori francofoni avranno la possibilità di leggere questo libro in lingua originale solo due anni più tardi dalla sua pubblicazione, cioè nel 1945, dopo la scomparsa del suo autore, avvenuta nel Mar Mediterraneo il 31 luglio 1944, in circostanze misteriose.

In Italia, questo capolavoro della letteratura per ragazzi, uscirà solo nel 1949, stampato da Valentino Bompiani e con la traduzione dal francese di Nini Bompiani Bregoli.

La prima edizione italiana ha una copertina color beige mentre la seconda (31 ottobre 1958) è di colore azzurro. Entrambe, al centro, riportano il ritratto del piccolo principe, ideato da Antoine de Saint-Exupéry stesso.
Il libro si caratterizza, inoltre, per la presenza di dieci tavole a colori e disegni dell’autore che intervallano la narrazione. Pensate che recentemente una di queste illustrazioni (quella a pagina 17, per essere precisi), raffigurante l’astronomo turco citato nel romanzo, è stata messa all’asta a Parigi con una stima di vendita che si aggira tra i 400mila e i 500mila euro.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sì, ma quanto vale la prima edizione italiana?
La risposta è “parecchio”.
Ovviamente dipende dalle condizioni del libro, dalla presenza di tutte le pagine, da eventuali strappi o macchie e, soprattutto, dalla presenza o meno della sovraccoperta.
Quest’ultima è una vera discriminante. La ragione è da ricercarsi nel fatto che i libri di questo tipo, quelli per l’infanzia, sono stati spesso molto usati e maneggiati dai bambini e dai ragazzi e quindi è sempre difficile trovare oggi degli esemplari in buone condizioni.
Possiamo però dare delle stime generali: per il libro con sovraccoperta si parla di 1000-1200 euro. Senza, il prezzo scende già a 800. Tutto questo, come dicevo, per un volume in buone condizioni.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Ultima curiosità: nel 2015 sono scaduti i diritti di traduzione e, da quell’anno, sul mercato italiano si sono moltiplicate le traduzioni e diverse case editrici hanno voluto stampare una loro edizione nel tentativo di trarre guadagno dal lavoro dell’aviatore-scrittore francese.
Il diffondersi di milioni di copie di un romanzo rafforza il valore della prima edizione assoluta che diventa sempre più ricercata da un pubblico che cresce ancora di anno in anno.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

 


L’incipit:

«A Leone Werth
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati prima bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»
(Antoine de Saint-Exupéry)

Anno di pubblicazione: novembre 1949
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 900 lire
Pagine: 128


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Vivere nel mondo di Natsume Sōseki

È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.

Questa dichiarazione è contenuta in uno degli incipit più belli che mi sia capitato di leggere e l’ha scritta Natsume Sōseki (夏目 漱石), uno scrittore giapponese vissuto tra 1867 e il 1916. Il titolo del libro è Guanciale d’erba.

La prima edizione del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba". Editoriale Nuova, 1983.

La prima edizione del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”. Editoriale Nuova, 1983.

Di che cosa parla?

Nel libro si racconta di un giovane artista, pittore e poeta, che si incammina per un sentiero di montagna di un piccolo villaggio giapponese. Lungo il cammino, il protagonista incontra altri viandanti, contadini, paesani, nobili a cavallo e ogni specie d’umanità, finché, sorpreso dalla pioggia, trova rifugio in una piccola casa da tè tra i monti.
Qui, dalla dolce voce della vecchia tenutaria, apprende la storia della fanciulla di Nakoi, che ebbe la sfortuna di essere desiderata da due uomini e andare in sposa a quello che lei non amava. Il giorno in cui partì, il suo cavallo si arrestò sotto il ciliegio davanti alla casa da tè, e dei fiori caddero qua e là, come macchie sul suo candido vestito… Come un viandante qualsiasi, col suo guanciale d’erba (insieme, il cuscino di chi va per il mondo e una grande metafora del viaggio di ogni uomo alla ricerca di se stesso), l’artista raccoglie questa e altre meravigliose storie lungo il suo peregrinare, semplicemente per ubbidire al suo modesto e sublime compito: “rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini”. (Fonte: Wikipedia)

Copertina del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba". Editoriale Nuova, 1983.

Copertina del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”. Editoriale Nuova, 1983.

Ve lo dico subito: non aspettatevi colpi di scena e nemmeno una trama ricca di eventi, lo stile è quello nipponico dove spesso il pensiero è più importante del gesto. Il protagonista, infatti, si è dato un solo scopo nella vita: quello, appunto, di “rasserenare il mondo e arricchire il cuore degli uomini”; al lettore rimane “solo” la gioia di affiancarsi al suo lento cammino e assaporare i pensieri che lo accompagnano.

Il libro, pubblicato per la prima volta in Italia nel settembre del 1993 dall’Editoriale Nuova, conta 190 pagine ed è piuttosto difficile da reperire nella sua prima stampa. La carta è pregiata, con una grammatura un po’ più pesante del solito che rende la lettura più piacevole.

Pagina dei crediti con l'indicazione della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba".

Pagina dei crediti con l’indicazione della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”.

Retro copertina della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki "Guanciale d'erba".

Retro copertina della prima edizione del settembre 1993 del libro di Natsume Sōseki “Guanciale d’erba”.

I libri di Natsume Sōseki in Italia sono stati pubblicati da diverse case editrici: Neri Pozza, Lindau, Beat e Marsilio. Tra i titoli più famosi sicuramente Io sono un gattoIl diario della bicicletta e altri racconti e Il cuore delle cose.
Sōseki, che morì nel 1916 a soli 49 anni, è unanimemente considerato e riconosciuto come il più grande scrittore del Giappone moderno e maestro di Yasunari Kawabata e Yukio Mishima.

 

 


L’incipit:

«Salivo per un sentiero di montagna e riflettevo.
Se si usa la ragione il carattere si inasprisce, se si immergono i remi nel sentimento si è travolti. Se si impone il proprio volere ci si sente a disagio. È comunque difficile vivere nel mondo degli uomini.
Quando il malessere di abitarvi s’aggrava, si desidera traslocare in un luogo in cui la vita sia più facile. Quando s’intuisce che abitare è arduo, ovunque ci si trasferisca, inizia la poesia, nasce la pittura.»
(Natsume Sōseki)

Anno di pubblicazione: settembre 1983
Titolo originale: Kusamakura
Casa editrice: Editoriale Nuova
Prezzo originale: non reperito
Pagine: 190


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I ricordi di McCartney e quelli di Harrison

“I libri sono tutto, il libri sono la vita.” Questa frase l’ha pronunciata Inge Feltrinelli.
Potremmo forse dire lo stesso per la musica: “la musica è tutto, la musica è la vita”.
E quando musica e letteratura hanno la fortuna di intrecciarsi, il risultato spesso è un prodotto davvero interessante.

È il caso dei due libri di cui voglio parlare oggi.

Anche se l’anno di pubblicazione è diverso, i traduttori sono diversi e pure lo stile della narrazione, entrambi questi libri raccontano le vite di due leggende della musica contemporanea: Paul McCartney e George Harrison.

Se mi è permesso eviterei, per ovvie ragioni, di introdurre la loro biografia e passerei subito all’oggetto-libro in sé.

Andiamo con ordine, il primo libro a uscire nelle librerie italiane è Paul McCartney: Many Years from Now, la biografia ufficiale e autorizzata di Paul scritta da Barry Miles e pubblicata nell’ottobre 1997 dalla casa editrice Rizzoli con l’aggiunta del sottotitolo: Ricordo di una vita.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Il titolo del libro si rifà a un verso della canzone When I’m Sixty-Four tratta dall’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band:

When I get older losing my hair
Many years from now
Will you still be sending me a Valentine
Birthday greetings bottle of wine […]

Nel libro, narrato in prima persona da Paul, vengono raccontati al giornalista inglese Barry Miles tutti i ricordi della sua vita: quella da bambino nella Liverpool del dopoguerra, gli anni nella swinging London, la carriera nei Beatles, quella solista fino ad arrivare al 1997, anno in cui la Regina Elisabetta II lo nomina Cavaliere facendolo  così divenire Sir Paul McCartney.

Tutto questo libro è frutto di cinque anni di interviste realizzate da Miles ed è un tesoro di aneddoti e curiosità sulla vita di uno dei musicisti più famosi al mondo: si parla sia dell’amicizia con gli altri componenti dei Fab Four sia di come sono nate molte delle sue canzoni. I protagonisti del libro, tirando le somme, risultano essere lui e Lennon, confermando così il dualismo all’interno del gruppo sopratutto nella scrittura delle canzoni.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l'indicazione "Prima edizione: ottobre 1997".

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l’indicazione “Prima edizione: ottobre 1997”.

Tutte queste informazioni scritte nel libro fanno perdonare i numerosi errori di traduzione (e anche di grammatica) presenti nel libro. Come se i due traduttori fossero andati un po’ troppo di fretta e non avessero avuto modo di rileggere (e nemmeno l’editor a questo punto) la versione in italiano.
Esempi? “Un’amalgama” con l’apostrofo (“amalgama” è maschile), “actually” con “attualmente” anziché con “effettivamente”, “Silver Beates” (così, senza la “l”), “What goes on” (il titolo di una canzone dell’album “Rubber Soul”) diventa “What goes in”, sveglie che diventano campane d’allarme e Jimi Hendrix che diventa Jimi Endrix perdendo l’H, ecc…

Il libro non è stato più ristampato, probabilmente a causa del termine dei diritti. E ora si trova solo nei mercatini e online. Il prezzo, mentre scrivo, è variabile: va dai 50 ai 100 euro. Ed è un libro che davvero non può mancare nella vostra biblioteca!

Arriviamo ora al secondo libro.

Si tratta dell’autobiografia dell’ex chitarrista dei Beatles George Harrison, uscita con il titolo I, Me, Mine o I Me Mine, scritta con l’aiuto di Derek Taylor, portavoce dei Fab Four, e pubblicata per la prima volta in lingua inglese il 4 novembre 1980, ma in Italia uscirà la ristampa riveduta e curata dalla moglie Olivia il 13 novembre 2002, un anno dopo la morte di Harrison.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un'elegante stampa a secco del titolo.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un’elegante stampa a secco del titolo.

Anche qui, il titolo è preso in prestito da una sua canzone presente nel disco dei Beatles “Let it Be” del 1970.

La nuova edizione (tradotta e distribuita in Italia sempre da Rizzoli), arricchita da un’introduzione di Olivia Harrison oltre che da pensieri e ricordi di Harrison, raccoglie anche i testi di circa 80 suoi brani (proposte anche nel manoscritto originale) e una cinquantina di foto d’archivio, molte delle quali inedite, il tutto per documentare la vita di un artista sensibile e della sua trasformazione creativa e spirituale avvenuta nel corso della sua vita.

Pagine interne del libro di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

Pagine interne del libro di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Una curiosità: all’uscita del libro, Lennon confidò pubblicamente di essere rimasto molto male per esservi citato raramente (come anche Paul). La ragione è da ricercarsi, con tutta probabilità, in una volontà di Harrison di affrancarsi dall’ingombrante presenza degli ex compagni che spesso non diedero il giusto spazio alle sue composizioni.

Anche questo libro, mai più ristampato, è ricercato dai collezionisti di materiale beatlesiano. Per averne una copia, oggi, si deve pagare almeno 90 euro.

Per concludere, vorrei riportare qui sotto la quarta di copertina, la quale riporta una frase che la dice lunga sulla filosofia di vita del componente dei Beatles considerato il più tranquillo dei quattro. Serenità e tranquillità che gli valse il soprannome di “the quiet Beatle”:

Sono una persona molto umile. Non voglio stare a tempo pieno nell’industria della musica, perché sono un giardiniere. Pianto fiori e li guardo crescere. Non vado ai locali o alle feste. Sto a casa e guardo il fiume che scorre”.
George Harrison

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

 

 


L’incipit:

«Un po’ di storia

Il 28 agosto 1207, re Giovanni emise il decreto che conferiva l’autonomia amministrativa al piccolo villaggio di pescatore di Liverpool. Un secondo decreto, emanato da Enrico III nel 1229, concesse ai mercanti il privilegio di comperare e vendere senza pagare alcuna imposta governativa . Sono questi gli eventi che hanno dato vita al porto di Liverpool. […]»
(Paul McCartney)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 34.000 lire 
Pagine: 482

 

 


L’incipit:

«Le parole di I Me Mine mi erano note già ben prima di quella sera di ottobre del 1974 in cui incontrai di persona l’uomo che le aveva scritte. George e io avevamo parlato al telefono più volte perché io lavoravo a Los Angeles per la sua etichetta discografica, la Dark Horse. Eppure quel primo incontro faccia a faccia, al quale sono seguiti ventisette anni insieme, è vivo nel mio ricordo come quello dell’ultima volta in cui l’ho visto.»
(George Harrison)

Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 25 euro 
Pagine: 398


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L’edizione clandestina di un libro di Louis-Ferdinand Céline

Nel 1937, Louis Ferdinand Auguste Destouches, più noto come Louis-Ferdinand Céline, ritenuto uno dei più influenti scrittori del Novecento e divenuto famoso con il suo libo Viaggio al termine della notte (1932), decise di scrivere un pamphlet.

Per chi non sa cosa sia un pamphlet, si tratta di uno scritto (un opuscolo, un libretto) redatto con intento spesso polemico (a volte satirico) prendendo una posizione contro un tema di attualità, una società, un altro autore. In Francia, nel Settecento, divenne un vero e proprio genere letterario.

Bene, tornando a Céline, l’anno in cui l’autore francese scrive questo libretto è il 1937. Per inquadrare il periodo è bene ricordare che Adolf Hitler è già al governo da 4 anni e la sua propaganda antisemita inizia a circolare anche al di fuori della Germania arrivando anche in Francia.

Ecco quindi nascere Bagattelle per un massacro (“Bagatelles pour un massacre”), nel quale lo scrittore francese conduce una pesante offensiva contro quella che considerava la “razza” ebraica, sostenendo la tesi di un complotto giudaico mondiale finalizzato a dominare il mondo.

L'edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline "Bagattelle per un massacro" del 1965.

L’edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline “Bagattelle per un massacro” del 1965.

Il ritmo collerico e febbrile della narrazione è scandito dall’invettiva contro gli ebrei presenti nei posti di comando e contro gli ariani servili nei loro confronti. Il volume si apre con un dialogo fittizio tra Ferdinand (il narratore) e il collega medico Gutman, in cui il primo racconta di come gli organizzatori dell’Esposizione Universale del 1937 rifiutano di mettere in scena un suo balletto ed è questo rifiuto che scatena un discorso che diviene intenzionalmente antisemita fino all’eccesso.

Perché questo libro interessa a noi collezionisti?

Soprattutto per la sua vicenda editoriale. In Francia, infatti, il libro fu ritirato dal commercio più e più volte a causa dei suoi contenuti antisemiti, nonostante le vendite andassero piuttosto bene: si parla di una tiratura superiore a 80.000 copie.
Il primo ritiro dal commercio partì da una causa intentata ad autore ed editore per diffamazione; dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale fu Céline stesso a opporsi alla ristampa e i testi tradotti dopo il 1945 non furono mai autorizzati.

In Italia invece il caso Bagattelle ha dei percorsi particolari.
Venne tradotto parzialmente la prima volta da Luigi Alessio, noto come Alex Alexis (primo traduttore delle opere celiniane) nel 1938 per la casa editrice Corbaccio, nel cui catalogo rimase fino al 1945.
La traduzione parziale fu dovuta alla censura: le frasi volgari e quelle relative al sesso furono omesse. Come pure quelle con allusioni troppo esplicite all’inferiorità degli ebrei. Infine, secondo il traduttore stesso, la traduzione fu parziale anche per la mancanza di tempo necessario per finire il lavoro.

Dopo di che, nel 1965, fu il momento delle edizioni “clandestine”.
Le edizioni clandestine, come ha spiegato bene il noto cacciatore di libri Simone Berni, non sono esattamente  delle copie pirata. Le copie pirata possono essere considerate al pari di una contraffazione dell’originale, mentre un’edizione clandestina è un’edizione “non autorizzata, stampata e distribuita illegalmente esattamente come l’edizione pirata, però non ha scopo di lucro, è un’edizione di protesta per motivi sociali, politici o ideologici. Ha, per così dire, una giustificazione nobile rispetto alla pirata che nasce solo per rubare guadagni all’edizione originale.” (cit. Simone Berni)

Volete un’esempio di copia pirata? vi invito a rileggere nostro articolo sull’edizione pirata del libro di J.D. Salinger).

A dimostrazione che la stampa di questo volume sia avvenuta più per motivi ideologici che a scopi di lucro, l’editore ha riportato questa frase a fondo libro: “La casa editrice prega i gentili lettori, non possedendo per ora i mezzi adeguati di propaganda, di fare opera di diffusione, consigliando l’acquisto di questo volume”

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Tornando nuovamente a Céline, nel 1976 uscì una traduzione anonima per la casa editrice Aurora e, finalmente, nel 1981, la casa editrice Guanda pubblicò (con la fedele traduzione di Giancarlo Pontiggia) l’opera completa senza tagli.

Tre mesi dopo però, il libro fu fatto nuovamente ritirare dal mercato in seguito alla minaccia del legale della vedova di Céline. Solo nel 2017 la vedova Lucette Almansor autorizzerà una nuova edizione interrotta però in seguito a nuove polemiche.
Nonostante i divieti, nel 2008, la casa editrice Ar ha pubblicato una stampa anastatica dell’edizione Corbaccio (lo dicamo subito, dal valore economico nullo).

Penultima pagina del libro di Céline "Bagattelle per un massacro" edito dalla casa editrice Robespierre con l'indicazione della data di stampa.

Penultima pagina del libro di Céline “Bagattelle per un massacro” edito dalla casa editrice Robespierre con l’indicazione della data di stampa.

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

Fermo restando che la prima edizione del libro (Ed. Carbaccio, 1938) è la più ricercata con un prezzo medio che oscilla tra i 350 e 400 euro (fino a 500 euro se in possesso della fascetta originale), a noi oggi interessa la copia clandestina stampata dalla Robespierre. Il suo fascino consiste nella sua rarità e dal  suo essere circolata fuori dai canali di vendita ufficiali. Il suo prezzo varia dai 100 ai 150 euro. Cifre simili all’edizione Guanda del 1981. Ma comunque tutte destinate a salire.

Qui sotto un piccolo schema che vi aiuterà a districarvi davanti alle diverse edizioni di questo volume.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall'edizione Corbaccio a quella Guanda.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall’edizione Corbaccio a quella Guanda.

 

 


L’incipit:

«Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l’assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato. Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo… Resistevo… E poi un giorno mi sono arreso… Al diavolo!… Però sono un po’ infastidito dalla mia raffinatezza… Cosa si finirà per dire? Pretendere? Insinuare?»
(Louis-Ferdinand Céline)

Anno di pubblicazione: 11 giugno 1965
Casa editrice: Edizioni Robespierre
Prezzo originale: 2.500 lire 
Pagine: 255


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Due figlie e altri animali feroci di Leo Ortolani

Due figlie e altri animali feroci, sottotitolo: Diario di un’adozione internazionale, è un libro scritto nel 2011 da uno dei più famosi fumettisti italiani: Leo Ortolani.

La copertina prima edizione del libro di Leo Ortolani "Due figlie e altri animali feroci", Sperling & Kupfer, 2011.

La copertina prima edizione del libro di Leo Ortolani “Due figlie e altri animali feroci”, Sperling & Kupfer, 2011.

Ortolani, oltre a essere il papà di Rat-Man (uno dei fumetti italiani di maggior successo), è anche papà adottivo di due bambine nate in Colombia: Johanna e Lucy Maria. Quando lui e la moglie sono andati in Sud America a conoscere le bimbe e finalizzare l’adozione, fermandosi lì due mesi, Ortolani aveva l’abitudine di scrivere delle e-mail a parenti e amici per raccontare loro i progressi della vicenda.

L’idea originale era quindi quella di mantenere un ricordo scritto, un diario, in maniera tale che in futuro Johanna e Lucy Mary potessero leggere com’era stata la storia del loro incontro con i genitori e l’inizio della nuova vita in famiglia. Tra i lettori delle sue e-mail, però, c’era anche il suo editor e amico, che capì subito quanto quei resoconti fossero pubblicabili e interessanti anche per il pubblico, in particolare per chi fosse coinvolto in adozioni internazionali.

Ortolani, a quel punto, una volta rientrato in Italia, scrisse un prologo e un epilogo, disegnò circa 24 vignette a corredo dei diversi capitoli e il libro venne pubblicato il 20 settembre 2011 dalla casa editrice Sperling & Kupfer. (Fonte: Wikipedia)

La retro copertina della prima edizione del libro di Leo Ortolani "Due figlie e altri animali feroci", Sperling & Kupfer, 2011.

La retro copertina della prima edizione del libro di Leo Ortolani “Due figlie e altri animali feroci”, Sperling & Kupfer, 2011.

Il libro è delizioso, davvero. Tocca un tema difficile da trattare come l’adozione, con sensibilità, dolcezza e – finalmente – anche con un po’ di ironia, che non guasta quando per c’è da superare quella corsa a ostacoli tutta in salita che fanno le coppie disponibili ad accogliere un/a bambino/a nella loro famiglia. I resoconti di Ortolani fanno ridere, certo, ma fa anche riflettere. Il libro vende anche grazie al passaparola di famiglie adottive che, finalmente, trovano in questo libro un aiuto sincero da affiancare a quelli istituzionali. Queste famiglie, dopo averlo letto, lo consigliano a loro volta.

Inspiegabilmente però la Sperling & Kupfer, nonostante la richiesta, non lo ristampa più. Ed ecco che anche questa volta i canali di vendita come eBay o MareMagnum vengono in aiuto per colmare questo vuoto. E quando si parla di libri andati velocemente esauriti e non più ristampati, si sa, il collezionista rizza le antenne. Il libro, nelle poche volte che compare su siti di libri usati online, ha un prezzo almeno pari al doppio di prezzo di copertina.

La pagina dei crediti e la dedica alle figlie nella prima edizione del libro di Leo Ortolani "Due figlie e altri animali feroci", Sperling & Kupfer, 2011.

La pagina dei crediti e la dedica alle figlie nella prima edizione del libro di Leo Ortolani “Due figlie e altri animali feroci”, Sperling & Kupfer, 2011.

Però una buona notizia per chi vorrebbe leggere questa opera c’è!
Questa settimana Leo Ortolani, tramite i suoi canali social ha dato la notizia della ripubblicazione del libro! La nuova edizione, “con 46 tavole di fumetto e nove anni di famiglia Ottonani in più”, verrà pubblicata da Bao Publishing e arriverà nelle librerie presumibilmente tra aprile e maggio di questo anno.

La buona notizia per i collezionisti, invece, è che una ristampa del genere porta rinnovato interesse per la prima edizione, facendone così lievitare ancora un po’ il valore.

Una delle 24 illustrazioni presenti nella prima edizione del libro di Leo Ortolani "Due figlie e altri animali feroci", Sperling & Kupfer, 2011.

Una delle 24 illustrazioni presenti nella prima edizione del libro di Leo Ortolani “Due figlie e altri animali feroci”, Sperling & Kupfer, 2011.

Ultima nota curiosa: all’uscita del libro ci fu un incidente tipografico spiegato da Ortolani stesso in un post sul suo sito internet (potete leggerlo interamente qui).
Cosa successe? In pratica vennero stampate circa 400/430 copie fallate a causa della ripetizione, alternativamente, di due blocchi di pagine (dopo la pagina 122, si ripartiva da pagina 27). Si pensa che queste copie siano state presumibilmente distribuite in Lombardia e in Veneto. La casa editrice si mosse tempestivamente per il ritiro e la sostituzione delle copie difettate. Alcuni però hanno preferito conservarle e probabilmente – se collezionisti –  hanno fatto bene.

 

 


L’incipit:

«C’è un particolare, all’inizio di questa storia, che ricordo solo io.
Siamo in macchina, sto guidando, a fianco c’è Caterina, mia moglie, dietro ci sono la sorella di Caterina e suo marito, siamo giovani e belli, e ridiamo e scherziamo, e a un certo momento sento la mia voce che dice: «A me l’adozione non interessa».
Dieci anni dopo, mi sveglio in un fosso senza un rene e con due figlie colombiane.»
(Leo Ortolani)

Anno di pubblicazione: 2011
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo originale: 16,50 euro 
Pagine: 183


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