Poema a fumetti di Dino Buzzati, lo strano caso della seconda edizione

A volte, una casa editrice può cambiare le sue consuetudini e le regole non scritte dell’editoria.

Una di queste regole vuole che, abitualmente, le prime edizioni dei libri escano in una versione con copertina rigida e sovraccoperta – insomma, più elegante – per poi passare, con il corso delle ristampe, a un formato più economico in brossura con copertina morbida.

Succede di rado, ma è successo, che questa regola venga invertita. Ed è quello che è successo con un libro molto famoso che si intitola Poema a fumetti del sempre compianto Dino Buzzati.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Vediamo di che libro si tratta.

Poema a fumetti, oggi, si può ormai considerare una delle prime graphic novel mai realizzate in Italia, ma quando uscì nel 1969 fu una delle opere più sperimentali di questo scrittore e artista poliedrico, nato nel bellunese nel 1906 e scomparso a Milano nel 1972.  Talmente poliedrico che, oltre a essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento, fu anche giornalista, drammaturgo, scenografo, pittore e poeta.

L’idea del fumetto ispirato al mito di Orfeo ed Euridice nacque nella mente di Buzzati già nel 1965 con il titolo La dolce morte, ma, troppo in anticipo di anni sui gusti dei suoi contemporanei, non riesce a convincere la casa editrice della bontà della pubblicazione. Deluso e amareggiato, affida il manoscritto alla moglie con il desiderio che non venga pubblicato per almeno vent’anni.

Ma la giovane moglie, Almerina Antoniazzi, sposata quasi in segreto nel 1966 a causa della notevole differenza di età (lei aveva 25 anni e Buzzati 60), crede fermamente nella qualità del lavoro del marito e insiste presso la Mondadori affinché il libro venga stampato. Ce la farà, ma l’editore insiste per un titolo meno lugubre e così si passerà da La dolce morte al più didascalico Poema a fumetti.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Alla pubblicazione del volume, la critica si dividerà su questo lavoro così originale, a metà strada tra letteratura e pittura, che all’inizio – con le sue 208 tavole a colori che richiamano lavori di artisti visivi tra i più famosi e una storia antica raccontata in chiave pop – non sarà capito dai più perché di difficile catalogazione. È un fumetto? no, non ci sono i balloon e manca la sequenza temporale classica del fumetto. È un romanzo? e allora perché tutte queste illustrazioni? A chi è diretto? il contenuto è troppo libertino per i giovani e troppo “leggero” per gli adulti.

Buzzati stesso, in una intervista al Corriere della Sera dell’8 febbraio 1970, disse a proposito:

Sapevo in partenza che Poema a fumetti, libro fatto più di disegni che di parole, rischiava di avere, anche da parte dei critici, strane accoglienze. […] Parecchi mi hanno rimproverato l’eccessiva frequenza, nelle pagine, di ragazze nude disegnate con accento libertino. Io l’ho fatto per tre motivi: primo, la nudità mi sembra il costume più adatto nel mondo dei più; secondo, disegnare dei nudi è più gradevole e stimolante che disegnare delle persone vestite (almeno per me); terzo – e qui direte che mi do la zappa sui piedi, ma perché essere ipocrita? – pensavo che l’ingrediente fosse producente agli occhi del pubblico.

Il libro, 50 anni dopo, ristampa dopo ristampa, troverà finalmente la sua collocazione nelle libreria e nelle biblioteche in un nuovo genere che, inconsapevolmente, lui stesso ha creato: quello delle graphic novel.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Poema a fumetti, nella sua prima tiratura, esce nel settembre del 1969 con una copertina morbida. Diventa subito un successo e vende numerose copie, tanto da richiedere una seconda ristampa due mesi dopo, a novembre.

Quello che la casa editrice decide di fare però è bizzarro, come dicevamo all’inizio dell’articolo: decide di ristamparlo con una copertina rigida e una sovraccoperta simile a quella della prima edizione (fatta eccezione per una cornice puntinata attorno all’illustrazione) e con un “errore” non da poco: nella pagina che riporta le informazioni del volume si legge “I edizione settembre 1969“, senza dubbio un ottimo modo per confondere tutti.

Negli anni, ciò comporterà una costante confusione ogni volta che si troverà un annuncio del libro in vendita, perché molti di questi annunci riporteranno come prima edizione la seconda.

Ora, sapete anche voi che non esiste una prima edizione con la copertina rigida. Inoltre, basterà leggere la data in fondo al testo nella seconda aletta presente nella sovraccoperta: “novembre 1969” per esserne certi.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l'unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l’unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

In conclusione, questa seconda edizione, in tiratura minore rispetto alla prima, sparisce negli anni dai mercatini e dalle librerie. Tanto che anche online se ne trovano solo pochi esemplari.

E qui, scatta un cortocircuito interessante per i collezionisti: abbiamo una prima edizione, in copertina morbida, “comune ma ricercata” (cit. da Gambetti Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento Italiano) e una seconda edizione, più elegante con copertina rilegata, di più difficile reperibilità. Quale delle due ha più valore?

A oggi, è una domanda difficile a cui rispondere. Il paradosso per me è stato recuperare una copia della prima edizione a 10 euro (mediamente il prezzo si aggira sui 60-80 euro) e una seconda edizione a 60 euro (valore attuale di mercato dai 40 ai 120).

Probabilmente, a questo punto, 50 anni sono ancora troppo pochi per decretare quale dei due volumi, nel tempo, acquisterà più valore. Quindi, diamoci appuntamento fra… 25 anni per riparlarne.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

 

 


L’incipit:

«In Via Saterna nella città vecchia. Esiste una villa con grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede il muro di cinta e il culmine della casetta del custode.»
(Dino Buzzati)

Anno di pubblicazione: settembre 1969 I edizione
Anno di pubblicazione: novembre 1969 II edizione
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Prezzo originale: 12.000 Lire
Pagine: 222


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