Garth Risk Hallberg a Milano presenta “Città in fiamme”

Ho pensato di aggiornare questa pagina anche raccontando di eventi in Italia o all’estero,grazie ai quali è possibile espandere la propria biblioteca personale con edizioni interessanti. E credo che questo post parli di un bel libro che non dovrebbe mancare sui vostri scaffali.

Santeria Social Club in attesa di Garth Risk Hallberg.

Santeria Social Club in attesa di Garth Risk Hallberg

Martedì 29 marzo, alle 19 a Milano, al Santeria Social Club, c’è stato il tanto atteso incontro con lo scrittore americano Garth Risk Hallberg.

Per chi non lo conoscesse Hallberg è un trentaseienne critico letterario e ora scrittore nato a Grenville.

Per la terza volta nel nostro Paese, ma alla prima come autore, era qui per presentare “Città in fiamme” invitato dalla Mondadori che ha acquistato i diritti ha tradotto e pubblicato il libro in Italia.

Nelle ultime settimane si è parlato molto di questo libro definito “il nuovo romanzo americano“. Ha fatto scalpore il fatto che Hallberg fosse stato pagato in anticipo con  ben 2 milioni di dollari (sì, avete letto bene) per la pubblicazione.

Come ammesso in diverse interviste, la stesura di questo libro (di quasi mille pagine) è durata più o meno sei anni, iniziata mentre era su un pullman diretto a New York nel 2003.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di Città in fiamme

“Città in fiamme” (City on fire) è un libro potente e prepotente. Curato nella scrittura, non è adatto per una lettura superficiale perché richiede al lettore il suo tempo. Richiede attenzione, ma restituisce, moltiplicato, il tempo che gli si dedica trasformato in bellezza letteraria. Novantaquattro capitoli, nei quali si seguono le vicissitudini dei protagonisti che si muovono e interagiscono sullo sfondo di una New York dell’anno 1976.

È infatti NY la “Città in fiamme”, la città che brucia. Brucia se stessa e brucia di criminalità, di affari sporchi, di musica, di solitudini, di aggressioni, di incendi, di passioni, di denaro e di riscatti sociali e personali.

Garth Risk Hallberg parla della stesura di Città in fiamme con Paolo Giordano

Gran parte del merito per la possibilità di leggere questo libro nel nostro paese va a Federica Manzon (editor Mondadori e autrice anche lei di due libri tra cui “Di fama e di sventura” che consiglio vivamente). L’impresa l’ha divertita, perché era tantissimo tempo che non si verificava un caso del genere e aggiunge “[…] raccontare New York è la bestia più difficile per tutti gli scrittori, in un periodo difficile e non negli anni d’oro, la New York del black out e della crisi […]”. E sembra che alla fine Hallberg ci sia riuscito, con questo suo primo romanzo.

Se diventerà un classico, lo scopriremo nei prossimi anni. Tutti però sono concordi che è un libro che va letto e che ripaga per tutto il tempo che gli si dedica.

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro

Garth Risk Hallberg firma le copie del suo libro

Infine, un plauso alla Mondadori, per aver distribuito gratuitamente ai presenti durante la serata un po’ di merchandising legato al libro come una borsa di tela rossa con il layout della copertina del libro da un lato e il nome della band “Ex Post Facto” sull’altro, e un’agendina in tema.

Merchandising Mondadori. In alto a destra l'edizione inglese del libro

Merchandising Mondadori.
In alto a destra l’edizione inglese del libro

Dedica di Garth Risk Hallberg

Dedica di Garth Risk Hallberg

Autografo di Garth Risk Hallberg sull'edizione inglese di "City on fire"

Autografo di Garth Risk Hallberg sull’edizione inglese di “City on fire”

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Prime edizioni. Cosa sono e perché hanno valore.

Prime edizioni

Prime edizioni di Harry Potter, Il Grande Gatsby, Ulisse e Il giovane Holden.

Può sembrare banale dirlo, ma la prima edizione di un libro è semplicemente la prima stampa di un libro, la prima tiratura.
Quando un libro viene pubblicato per la prima volta, l’editore decide il numero di copie da immettere sul mercato (numero assolutamente variabile a seconda dell’autore da promuovere) anche per capire la reazione del pubblico.
A volte parliamo di poche centinaia di copie, a volte di migliaia, altre volte parliamo di numeri molto più importanti (per esempio: “il quarto volume della serie, Harry Potter e il Calice di Fuoco fu pubblicato l’8 luglio del 2000 con una prima tiratura record di 1 milione di copie per il Regno Unito.” – Fonte: http://www.jkrowling.com/it_IT/).

Ovviamente, per l’essere umano, tutto ciò che è limitato a pochi esemplari è oggetto di desiderio. Qualsiasi collezionista vuole possedere qualcosa di raro, accessibile solo a lui per godimento personale, oppure semplicemente, per poterci lucrare sopra.

E i libri non fanno eccezione. Ci sono persone che spendono cifre altissime per potersi accaparrare alcune edizioni rare (o le superstiti che si trovano in commercio). Qui gli esempi non si contano più: una società inglese, quest’anno (2015), riporta dei prezzi di riferimento per la prima edizione di The Great Gatsby di Francis Scott Fitzgerald del 1925: 246.636 sterline (350mila euro!); seguono  The Hobbit di J.R.R. Tolkien del 1937 a 65.420 sterline (circa 92mila euro) e Ulysses di James Joyce classe 1922, stimata 24.557 sterline (sui 35mila euro). (Fonte: http://www.ilpost.it/2015/11/19/prime-edizioni-900-che-valgono-di-piu/). Per non parlare poi delle prime edizioni di Harry Potter o del Giovane Holden (titolo originale The Catcher in the rye) di J.D. Salinger.

Che cosa influisce sul valore di un libro
Teniamo però in considerazione una cosa importante: le prime edizioni sono materia viva. Nel senso che cambiano aspetto, ma sopratutto valore con il tempo e con lo spazio.
Per quanto riguarda lo spazio: esistono prime edizioni americane, inglesi e poi per ogni Paese dove il libro viene pubblicato. Una prima edizione italiana di Umberto Eco può avere più valore qui da noi che in Inghilterra (anche se non è detto).
Per quanto riguarda il tempo: alcune prime edizioni sono come il vino, con il tempo acquisiscono valore e pregio, ma dipende anche dall’offerta e se, alla fine, troviamo un acquirente disposto a pagare quella cifra per comprarlo. Esistono le mode: se al cinema il film tratto dal libro ha un discreto successo anche il libro verrà visto con altri occhi.
Infine, lo stato di conservazione è tutto: bastano dei piccolissimi strappi, segni di umidità, dediche degli autori personalizzate, appunti di lettori precedenti a far calare drasticamente la quotazione del libro.

Come verificare di possedere una prima edizione?
Come tutte le prime volte,  basta allenare un po’ lo sguardo e farsi aiutare da chi ne sa di più (anche internet può andare bene, a patto di riuscire a filtrare i risultati). Ogni casa editrice, italiana o straniera, usa diverse modalità per identificare la loro prima edizione.

La prima cosa da fare, e la più semplice, è quella di aprire il libro e andare a controllare nella pagina dove vengono riportati i diritti di autore se compare  la scritta “prima edizione”.
Altra modalità di ricerca, è quella di verificare la sequenza numerica che ultimamente piace a molti editore inserire:
generalmente tra 1 e 10, compaiono anche essi nella pagina dei diritti d’autore.

I numeri possono essere in ordine crescente o decrescente o a volte possono non avere nessun ordine ben definito, dipende dall’editore. Per esempio:

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
1 3 5 7 9 10 8 6 4 2

significa che sono tutte delle prime edizioni

E le ristampe?
Ovviamente, inutile dirlo, le cose non sono sempre così semplici. Esistono le ristampe! Sì, avete capito bene la ristampa della prima edizione! Argh… cosa significa? Che se è una terza ristampa della prima edizione non ha valore? beh, non è detto. Ce l’ha, ma non come l’agognata prima edizione/prima ristampa.
Questo spiega anche l’oscillazione dei prezzi di prime edizioni che trovate su eBay per capirci. A una prima occhiata, sembrano tutte uguali, poi vai a leggere i dettagli e scopri che sì, è una una prima edizione, ma magari 17esima ristampa.

Una degli ultimi suggerimenti è controllare, in assenza di una serie numerica, se è presente l’anno di stampa. Anche qui, è sempre meglio informarsi sull’anno di pubblicazione del libro e fare una ricerca in tal senso.

Insomma, per concludere, si tratta di sentirsi un po’ Indiana Jones, perdersi nella selva oscura di questo inferno (soprattutto economico) e riemergere con il Santo Graal delle prime edizioni con il perenne sogno di averlo trovato abbandonato su qualche scaffale di qualche libreria di periferia a pochi euro. Un po’ difficile a essere sinceri, ma, alla fine, anche vincere alla lotteria è difficile, ma qualcuno che vince c’è.

Alla prossima,
Massimo.

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