Un’edizione speciale di Klara e il sole di Kazuo Ishiguro con la copertina nera

Klara e il Sole (Klara and the Sun) è l’ottavo romanzo dello scrittore nippo-britannico Kazuo Ishiguro uscito nelle librerie italiane l’11 maggio scorso.

A sinistra l'edizione in commercio, a destra - una delle 1.000 copie di "Klara e il sole" di Ishiguro con la copertina nera fuori commercio.

A sinistra l’edizione in commercio, a destra una delle 1.000 copie di “Klara e il sole” di Ishiguro con la copertina nera fuori commercio.

Si tratta del primo romanzo dopo il conferimento del Premio Nobel per la Letteratura avvenuto nel 2017 e l’aspettativa era alta, sia presso i suoi lettori sia presso le case editrici di tutto il mondo che prima dell’uscita del libro hanno organizzato una vera e propria massiccia campagna pubblicitaria online e cartacea.

Klara il Sole è un romanzo delicato ma potente: narra la storia di Klara, un androide (o una androide), costruito – come i suoi simili – con uno solo scopo: rendere felice il bambino o la bambina che la sceglierà. E a sceglierla sarà la quattordicenne Josie, “una ragazzina vivace e sensibile, ma afflitta da un male oscuro che minaccia di compromettere le sue prospettive future“. Il compito che spetta a Klara non sarà facile ma la cosa più importante che dovrà imparare è come funziona il cuore umano, con tutte le sue sfumature. Riuscirà un robot a farlo?

L'edizione speciale, non in vendita, de "Klara e il sole" di Kazuo Ishiguro. È presente anche una sovraccoperta trasparente qui rimossa per una migliore resa fotografica del volume.

L’edizione speciale, non in vendita, de “Klara e il sole” di Kazuo Ishiguro. È presente anche una sovraccoperta trasparente qui rimossa per una migliore resa fotografica del volume.

In Italia il libro è stato pubblicato dalla casa editrice torinese Einaudi che per l’occasione ha messo in vendita la stessa copertina con tre tonalità di  colore differenti che ricordano le tonalità che assume il cielo nel corso delle diverse ore della giornata. Il richiamo è all’importanza che il sole e i suo i raggi ricoprono per Klara.

Tornando all’edizione speciale, anche in questo caso, come per il libro di Haruki Murakami Killing Commendatore, Einaudi ha distribuito ai suoi librai di fiducia una copia omaggio fuori commercio, stampata in soli 1000 esemplari.

L’edizione, a differenza di quella uscita nelle librerie, non ha la sovraccoperta bianca come nel classico stile Einaudi, ma ne ha una in acetato trasparente attraverso la quale si vede una copertina molto elegante di colore nero.

Le differenze continuano sul retro del volume, mentre il dorso è – escludendo il colore – sostanzialmente uguale.

Retro delle due edizioni di "Klara e il sole". A sinistra l'edizione in commercio, a destra -l'edizione distribuita solo ad alcuni librai.

Retro delle due edizioni di “Klara e il sole”. A sinistra l’edizione in commercio, a destra -l’edizione distribuita solo ad alcuni librai.

Dorsi delle copertine a confronto. L'edizione con la copertina nera e l'edizione con la sovraccoperta bianca.

Dorsi delle copertine a confronto. L’edizione con la copertina nera e l’edizione con la sovraccoperta bianca.

Un’ulteriore differenza tra i due volumi è presente nelle ultime pagine: nelle copie destinate alla vendita vengono elencate le future ristampe del volume, dato ovviamente mancante nel volume speciale che non verrà ristampato, trattandosi di un omaggio una tantum agli Amici del libro Einaudi.

Nell’ultima pagina del volume con la copertina nera, invece dell’elenco delle future ristampe, è presente la numerazione della propria copia.

Nel volume con la copertina nera, non è presente nessun dato di futura ristampa come invece è presente nelle copie in commercio.

Nel volume con la copertina nera, non è presente nessun dato di futura ristampa come invece è presente nelle copie in commercio.

Dettaglio con il numero della copie stampate di questa edizione fuori commercio de "Klara e il sole" di Kazuo Ishiguro.

Dettaglio con il numero della copie stampate di questa edizione fuori commercio de “Klara e il sole” di Kazuo Ishiguro.

Infine c’è da segnalare che, per un breve periodo, sono apparse online sul sito Feltrinelli alcune copie autografate del volume andate immediatamente esaurite.
Autografi di scrittori stranieri su libri tradotti in italiano sono sempre una rarità da considerare per un collezionista, particolare che ne aumenta di molto il valore.

Autografo di Kazuo Ishiguro sul libro "Klara e il sole" messe in vendita da Feltrinelli.

Autografo di Kazuo Ishiguro sul libro “Klara e il sole” messe in vendita da Feltrinelli.

 

 

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L’incipit:
«Quando eravamo nuove, Rosa e io stavamo a metà-negozio, sul lato del tavolo delle riviste, e vedevamo piú di mezza vetrina. Perciò potevamo guardare fuori: i lavoratori di ufficio che andavano di fretta, i taxi, i runner, i turisti, Mendicante e il suo cane, la parte bassa del Palazzo RPO. Dopo un periodo di assestamento, Direttrice ci permise di spostarci direttamente dietro la vetrina e a quel punto vedemmo quanto era alto il Palazzo RPO. E se ci trovavamo lí all’ora giusta, vedevamo il Sole in cammino attraversare le cime degli edifici, dal nostro lato a quello del Palazzo RPO.»
(Kazuo Ishiguro)

Anno di pubblicazione: 11 maggio 2021
Casa editrice: Einaudi Editore
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 276

Santi e briganti nel Tibet ignoto di Giuseppe Tucci

Giuseppe Vincenzo Tucci, nato Macerata il 5 giugno 1894 e morto a San Polo dei Cavalieri il 5 aprile 1984, fu indubbiamente molte cose nella sua vita come ci ricorda Wikipedia: orientalista, esploratore, archeologo, storico delle religioni e del Buddhismo.

Personaggio ancora oggi studiato e discusso soprattutto per la sua adesione al Fascismo, oggi viene alleggerito da questa colpa in quanto si ritiene che la sua adesione probabilmente scattò più per opportunità che per vero interesse politico in quanto dal regime si fece finanziare le sue esplorazioni in Asia. Nonostante questa precisazione, Tucci viene ancora oggi soprannominato, in modo provocatorio, “l’esploratore del Duce”.

Durante la sua vita era unanimemente considerato il più grande tibetologo del mondo ed è per questo motivo che uno dei suoi libri più famosi, Santi e briganti nel Tibet ignoto, è ancora oggi considerato un volume imprescindibile per chi ama la letteratura di viaggio e di antropologia.

Copertina del libro di Giuseppe Tucci "Santi e briganti nel Tibet ignoto". Editore Ulrico Hoepli.

Copertina del libro di Giuseppe Tucci “Santi e briganti nel Tibet ignoto”. Editore Ulrico Hoepli.

Frontespizio con carta velina del volume "Santi e briganti nel Tibet ignoto". Editore Ulrico Hoepli.

Frontespizio con carta velina del volume “Santi e briganti nel Tibet ignoto”. Editore Ulrico Hoepli.

Frontespizio del volume "Santi e briganti nel Tibet ignoto". Editore Ulrico Hoepli.

Frontespizio del volume “Santi e briganti nel Tibet ignoto”. Editore Ulrico Hoepli.

Aprendo il libro si nota la bellezza del frontespizio che, come si vede dalla foto sopra, è separato dalla prima fotografia da una leggera velina che aumenta l’eleganza del volume.

Il libro, oggi fuori commercio, fu pubblicato nel 1937 dall’Editore Ulrico Hoepli di Milano con il sottotitolo Diario della spedizione nel Tibet occidentale 1935. Il volume riporta 268 illustrazioni, moltissime fotografie e una mappa completa della spedizione nell’ultima pagina con il tragitto compiuto da Tucci e la sua compagnia sotto gli auspicii della Reale Accademia d’Italia.

Mappa della spedizione presente alla fine del volume.

Mappa della spedizione presente alla fine del volume.

Mappa della spedizione presente alla fine del volume "Santi e briganti nel Tibet ignoto", 1936.

Mappa della spedizione presente alla fine del volume “Santi e briganti nel Tibet ignoto”, 1936.

Una spedizione, come dicevamo, verso il Tibet che parte il 24 maggio 1935 da Almora (a circa 1.600 metri sul livello del mare) e con 41 uomini che si dividono i bagagli di 35 kg l’uno e che si concluderà a Tashigang-Leh il 3 ottobre dello stesso anno.
A chi volesse saperne di più sul contenuto del diario di viaggio e le relative tappe, consiglio questa pagina che riporta una descrizione estesa della spedizione compiuta da Tucci.

Parlando di Tibet, però, a molti verrà in mente un altro studioso ed esploratore: Fosco Maraini. I due scrittori si conoscevamo molto bene, Maraini fu infatti allievo di Tucci, ma i rapporti tra i due non sempre furono idilliaci come succede ancora oggi tra i loro lettori. Molti di questi infatti non perdonano a Maraini di aver parzialmente rinnegato Tucci, senza il quale Maraini non sarebbe diventato quello studioso dell’Asia che oggi conosciamo. I due furono più volte compagni d’avventure (dal 1937 al 1948) e Maraini fu in questo periodo più volte assunto come fotografo di fiducia di Tucci, grazie alle sue capacità tecniche. Maraini, però, a un certo punto si scostò dall’ombra del suo Maestro, scegliendo la cultura giapponese come oggetto di studio, portando il Giappone in Italia grazie anche al suo capolavoro Ore Giapponesi (qui la scheda della prima edizione).

Illustrazioni presenti nelle interne di "Santi e briganti nel Tibet ignoto" di Giuseppe Tucci.

Illustrazioni presenti nelle interne di “Santi e briganti nel Tibet ignoto” di Giuseppe Tucci.

Illustrazioni presenti nelle interne di "Santi e briganti nel Tibet ignoto" di Giuseppe Tucci.

Illustrazioni presenti nelle interne di “Santi e briganti nel Tibet ignoto” di Giuseppe Tucci.

Tornado al volume, è senza dubbio interessante il prezzo del libro all’uscita nelle librerie: 28 Lire ma anche il prezzo di una edizione “legata in tutta tela” a 36 Lire. Oggi corrisponderebbero a circa 32,26  e 41,48 euro.

Prezzo originale del libro con la distinzione tra la legatura in tela assente o presente.

Prezzo originale del libro con la distinzione tra la legatura in tela assente o presente.

E un’ulteriore nota interessante, sempre relativa al prezzo di vendita, è rappresentato da un bollo di aumento del prezzo di copertina del 5%, datato 25 febbraio 1940, applicato nel retro della sovraccoperta. Un piccolo e affascinante documento storico atto ad impreziosire ulteriormente questo bellissimo volume.

Bollo all'interno della sovraccoperta, datato 25 febbraio 1940, con indicato l'aumento del prezzo di copertina del 5%.

Bollo all’interno della sovraccoperta, datato 25 febbraio 1940, con indicato l’aumento del prezzo di copertina del 5%.

Mentre sto scrivendo queste righe, scopro che il prossimo autunno – il 22 ottobre per l’esattezza – la casa editrice Hoepli ripubblicherà il volume a 70 anni di distanza. Medesima copertina, ma arricchita da una prefazione di Giuliano Boccali, esperto di tibetologia e indologia, e da una postfazione di Alice Crisanti, autrice della più importante biografia di Tucci.

Rarità del volume nella prima edizione? alta, libro ricercato e a prezzi che superano i 100 euro.

 

 

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L’incipit:
«L’estate, sempre torrida su queste terre, è insolitamente severa: i giornali recano in prima pagina la paurosa cronaca degli incendi, delle insolazioni e dei disastri causati dal caldo col suo  immancabile corteo di epidemie e di malanni. La Grande Madre, che gli Indù venerano d’un capo all’altro della loro terra, pare trionfi nel suo aspetto più terrifico: sintesi indissolubile di vita e di morte che si avvicendano come i passi della sua cosmica danza, al cui ritmo i mondi dal nulla sorgono e nel nulla svaniscono, essa incombe con la temuta presenza del suo nome; non Durga ma Kali. La terra brucia, tutto ingiallisce come sotto un soffio sterminatore; le bestie ischeletrite cercano invano una magra pastura fra la sterpaglia disseccata. Il treno sembra una gabbia infuocata: corriamo follemente tra vampate torride cui non danno requie né i ventilatore lanciati a tutta forza, né la notte senza brezza.»
(Giuseppe Tucci)

Anno di pubblicazione: 20 novembre 1937
Casa editrice: Editore Ulrico Hoepli – Milano
Prezzo originale: Lire 28 / Legato in tutta tela Lire 36
Pagine:

La Siberia di Anton Čechov

Anton Pavlovič Čechov (1860-1904) fu uno dei più grandi scrittori e drammaturghi russi.
Laureato in medicina, coltivò la passione per la scrittura con una vasta produzione di novelle e racconti umoristici, romanzi e opere teatrali tra cui la celebre opera Il giardino dei ciliegi del 1904.

I suoi racconti, scritti con uno stile semplice, chiaro e pieni di umorismo, rispecchiano l’animo di Čechov e il suo profondo rispetto per la gente umile, costretta a vivere con il dolore e l’inquietudine presenti nella decadente società del tempo.

Senza dubbio, ancora oggi, uno dei suoi libri più interessanti è il resoconto di un viaggio compiuto in prima persona nel 1890 nell’isola di Sakalin, ai confini della Siberia.

Siberia di A. Cechov, Edizione Moneta Editore, 1960. Verrà poi ristampato con il titolo "L'isola di Sachalin".

Siberia di A. Cechov, Edizione Moneta Editore, 1960. Verrà poi ristampato con il titolo “L’isola di Sachalin”.

Frontespizio del volume Siberia di A. Cechov, Edizione Moneta Editore, 1960.

Frontespizio del volume Siberia di A. Cechov, Edizione Moneta Editore, 1960.

Il nome dell’Isola in verità fu – secondo Čechov – un errore di interpretazione di una carta geografica fatta disegnare dall’imperatore giapponese nel 1710 che attribuì a tutta l’isola il nome di una particolare scogliera presente lungo la costa occidentale dell’isola stessa.

Lo scopo dell’autore, in verità, non era di tipo naturalistico, ma umanitario. Messosi in viaggio nonostante la notorietà e le precarie condizioni di salute (i primi effetti di una tubercolosi stavano diventando evidenti), l’intento era quello di visitare l’isola, diventata una prigione, e poter vedere con i suoi occhi le drammatiche condizioni di vita dei prigionieri deportati laggiù. Attraverso la steppa, patendo il freddo e guardando negli occhi la misera, quello che vedrà assomiglierà molto alla realtà dei campi di concentramento che nasceranno in Europa durante il XX secolo.

Nel 1893, il materiale raccolto nei tre mesi di soggiorno sull’isola venne pubblicato in  L’isola di Sachalin, studio sociologico, geografico e psicologico molto ben documentato che porterà all’abrogazione delle punizioni corporali nelle prigioni oggetto della sua denuncia.

Pagine interne del volume Siberia di A. Cechov dove sono presenti anche tabelle relative ai prigionieri dell'Isola di Sachalin.

Pagine interne del volume Siberia di A. Cechov dove sono presenti anche tabelle relative ai prigionieri dell’Isola di Sachalin.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

La prima edizione italiana completa (vi fu una traduzione parziale nel 1906) però ha un titolo differente, più generico e forse più accattivante per il pubblico dell’epoca: si intitola semplicemente Siberia e viene pubblicato da Moneta Editore il 10 dicembre 1960.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

L’impaginazione del volume e della copertina (con colori che ricordano le albe siberiane) viene affidata a Max Huber, la traduzione alla Prof.ssa Sonia Grodsenskaja e la prefazione a Corrado Pizzinelli. All’interno sono anche presenti numerosi inserti con immagini e mappe che danno un tocco decisamente più affascinante al libro.
A caratterizzare questa edizione, poi, c’è un uso degli accenti e dei apostrofi che potrebbe far storcere il naso a molti lettori, ma che crediamo si tratti di una scelta dell’editore (un po’ come la casa editrice Einaudi che – come ci ricorda la Treccani – ha fatta propria una consuetudine minoritaria nelle sue opere a stampa, in base alla quale si adopera l’accento acuto per tutte le vocali considerate chiuse (é, í, ó, ú) e l’accento grave per tutte le vocali aperte (à, è, ò)).

Primo capitolo del libro Siberia di A. Cechov stampato da Moneta Editore. L'uso degli accenti e degli apostrofi è diverso da quello di uso comune.

Primo capitolo del libro Siberia di A. Cechov stampato da Moneta Editore. L’uso degli accenti e degli apostrofi è diverso da quello di uso comune.

Pagine interne con inserti di illustrazioni a colori del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni a colori del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni a colori del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni a colori del volume Siberia di A. Cechov.

http://www.overgroup.eu/corsi-e-congressi/2021/aggiornamenti-in-tema-di-terapia-cardiovascolare/

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

Pagine interne con inserti di illustrazioni del volume Siberia di A. Cechov.

Rarità del volume? Piuttosto alta: ricercato e di difficile reperibilità sono davvero pochissime le copie in circolazione.

 

 

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L’incipit:
««Perchè fa così freddo da voi in Siberia?».
«”E’ la volontà di Dio” risponde il vetturino».
E’ già maggio, in Russia riveriscono i boschi e gli usignoli gorgheggiano, nel Sud già da tempo rifioriscono l’acacia e il lillà, mentre qui, sulla strada che conduce a Tiumen a Tomsk la terra è bruna, i boschi sono nudi, sui laghi si stende un ghiaccio opaco, sulle rive e nei burroni giace ancora la neve…»
(A. Čechov)

Anno di pubblicazione: 1960
Casa editrice: Moneta Editore
Prezzo originale: n.p.
Pagine: 271

Autobiografia di uno yogi, la prima edizione italiana.

A volte si arriva a un libro passando per strade davvero particolari.

Copertina della prima edizione italiana di "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Copertina della prima edizione italiana di “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

In questo caso, tutto ha preso il via cercando su internet una frase in particolare che avevo letto qualche anno fa. La frase, secondo molti, era l’ultima pronunciata da George Harrison, il chitarrista dei Beatles, in punto di morte, ovvero:

Everything else can wait, but the search for God cannot wait.”
“Tutto può attendere, ma non la ricerca di Dio.”

Potrebbe sembrare una frase particolare per un chitarrista rock di fama mondiale, ma è giusto – e forse banale – ricordare che Harrison fu anche il più spirituale dei Beatles: affascinato dalla cultura indiana, per tutta la vita si dedicò alla meditazione e fu lui, nel 1968, a trascinare tutto il gruppo per un periodo in India influenzando notevolmente la musica del gruppo in quegli anni (soprattutto quella del The White AlbumOb-la-di Ob-la-da, Back in the U.S.S.R., Dear Prudence, Blackbird sono alcuni tra i brani scritti in India dai quattro di Liverpool).

Sfogliando però i risultati della ricerca, scopro che questa celebre frase in verità non è stata pronunciata per la prima volta da Harrison, risultando quindi una citazione, ma da Paramahansa Yogananda.

Il nome forse per la pronuncia non immediata, vi dirà poco ma il suo libro più famoso probabilmente vi sarà capitato più volte davanti gli occhi nelle librerie: Autobiografia di uno yogi.

Pagina interna con i ringraziamenti di Paramhansa Yogananda nella prima edizione italiana di "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Pagina interna con i ringraziamenti di Paramhansa Yogananda nella prima edizione italiana di “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

L’autobiografia di questo yogi e guru nato in India ma trasferitosi successivamente negli Stati Uniti uscì sul mercato statunitense  nel 1946 e divenne in poco tempo un best-seller internazionale tradotto in più di 35 lingue. Il suo merito è di essere una delle prime opere a far conoscere al pubblico occidentale la filosofia vedica.
Il libro influenzò molto anche la cultura giovanile degli anni Sessanta e Settanta, compresa la musica pop e rock dell’epoca, basti pensare che il Maestro di Yogananda, Sri Yukteswar, fu inserito nella copertina dell’album dei Beatles “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” (probabilmente grazie a Harrison) e gli Yes realizzano addirittura un concept album ispirato a questa biografia.

Il libro narra la vita materiale e spirituale di Yogananda, ma è anche ricchissimo di elementi di culture di altre religioni come quella ebraica e cristiana, visti attraverso un’interpretazione vedica.

In Italia, la prima edizione completa (cioè con tutti gli scritti inseriti successivamente alla prima edizione americana del 1946) è stata pubblicata nel febbraio 1951 dalla casa editrice romana Astrolabio, nata nel 1944.

La traduzione delle quasi 500 pagine fu affidata a Maria De Sanna, nome presente nella pagina dei crediti, dove viene anche riportato anche un interessante elenco delle otto edizioni precedenti dell’opera stampate all’estero tra il 1949 e il 1950 (Londra, Parigi, Deventer, Praga, Dakshineswar, Copenhagen, Monaco e Buenos Aires).

Frontespizio e pagina dei crediti della prima edizione italiana di "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Frontespizio e pagina dei crediti della prima edizione italiana di “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

Il libro riporta anche un ringraziamento da parte dell’autore, risalente al 1945, e una prefazione di W.Y. Evans-Wentz (antropologo e scrittore americano, pioniere nello studio del buddismo tibetano e noto soprattutto per la pubblicazione della prima traduzione inglese del Libro tibetano dei morti nel 1927).

La prima edizione italiana – che non presenta sopraccoperte, ma solo una copertina in cartoncino marrone chiaro – è piuttosto ricercata e ha un valore, al momento, di circa 100 euro.

Parte dell'indice del volume "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Parte dell’indice del volume “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

Dati di stampa del volume "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Dati di stampa del volume “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

Retrocopertina della prima edizione italiana di "Autobiografia di uno yogi", Roma Astrolabio, 1951.

Retrocopertina della prima edizione italiana di “Autobiografia di uno yogi”, Roma Astrolabio, 1951.

 

 

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L’incipit:
«L’aspetto caratteristico della cultura indiana è sempre stato la ricerca delle verità supreme ed il conseguente rapporto discepolo-guru. La mia via mi condusse verso un saggio che rassomigliava a Cristo, la cui bellissima vita fu scolpita per i secoli a venire. Egli era uno di quei grandi maestri che sono l’unica ricchezza rimasta all’India. Poiché ne sorgono in seno ad ogni generazione, essi hanno salvato il loro paese dal destino di Babilonia e dell’Egitto.»
(Paramahansa Yogananda)

Anno di pubblicazione: 1951
Casa editrice: Astrolabio
Prezzo originale: Lire 2.000
Pagine: 467

La pace come un fiume. Un capolavoro scomparso dal mercato.

“Salutato dalla critica americana come il primo grande classico del nuovo millennio, La pace come un fiume è stato scelto da Amazon come migliore libro in assoluto pubblicato in America nel 2001 ed è già stato tradotto in 12 Paesi.”

Con queste parole la casa editrice Fazi annunciava l’uscita del libro in Italia nel settembre del 2002.

Copertina del libro "La pace come un fiume" di Leif Enger, Fazi Editore, 2002. Prima edizione.

Copertina del libro “La pace come un fiume” di Leif Enger, Fazi Editore, 2002. Prima edizione.

Con la traduzione di Laura Pugno e le sue 359 pagine, il libro sembrava destinato a una folgorante ascesa e permanenza nelle classifiche di vendita italiane, ma – come spesso succede – la qualità non sempre coincide con un alto numero di vendite e con la notorietà (anche se Hollywood ha subito acquisito i diritti cinematografici del romanzo per realizzare un film).

Dati di stampa della prima edizione di "La pace come un fiume" di Leif Enger, Fazi Editore, 2002.

Dati di stampa della prima edizione di “La pace come un fiume” di Leif Enger, Fazi Editore, 2002.

L’autore Leif Enger, qui alla sua prima prova letteraria,

“(…) racconta con commovente maestria le avventure di una famiglia molto speciale nel Minnesota degli anni ’60. Reuben Land ha undici anni e vive con il padre Jeremy e i suoi due fratelli, Davy, più grande, e Swede, più piccola. Reuben è l’unico a credere che il padre, considerato dagli abitanti del posto soltanto un sognatore fallito abbandonato dalla moglie, sia in grado di sovvertire le leggi della natura e compiere dei miracoli. La pacifica vita della famiglia Land un giorno viene improvvisamente spezzata: Davy, il fratello maggiore, per difendere la sorellina Swede uccide due teppisti. Imprigionato in attesa della sentenza, Davy riesce a scappare e diventa così oggetto di una caccia all’uomo. Anche Jeremy, insieme a Reuben e Swede, parte alla ricerca di Davy nel tentativo di arrivare a lui prima della polizia. Nel corso del viaggio attraverso il cuore delle foreste del Minnesota e del Nord Dakota la famiglia Land incontrerà strani personaggi che la aiuteranno nella ricerca e Jeremy mostrerà tutta la forza del proprio amore verso i suoi figli compiendo quelli che agli occhi di Reuben non sono altro che miracoli.”

Retro della copertina del libro "La pace come un fiume" di Leif Enger, Fazi Editore, 2002. Prima edizione.

Retro della copertina del libro “La pace come un fiume” di Leif Enger, Fazi Editore, 2002. Prima edizione.

Anche i maggiori media italiani indicano Enger come uno degli autori esordienti da tenere d’occhio con recensioni del tipo: “La pace come un fiume è uno di quei rari libri che ci fanno capire davvero perché si scrivono e si leggono dei romanzi”.

Come dicevamo, a volte quindi capita che un libro del genere esca nel momento sbagliato o che non riesca ad attivare quel passaparola che lo porta in cresta all’onda dei bestseller (in Italia ovviamente, perché negli Stati Uniti il romanzo ha avuto una sorte decisamente più benevola). Non è affatto da escludere che una ripubblicazione di questo volume non riaccenda l’interesse tra i lettori nostrani.

Recuperare una copia al momento è comunque piuttosto difficile: esaurito praticamente ovunque, è diventato un libro da scovare, da leggere e da conservare gelosamente. Le poche copie sul mercato sono già ricercate da diversi collezionisti e il valore dei volumi sta aumentando.

Prima pagina del libro di Leif Enger "La pace come un fiume", Fazi Editore, settembre 2002.

Prima pagina del libro di Leif Enger “La pace come un fiume”, Fazi Editore, settembre 2002.

Dati della stampa della prima edizione del libro "La pace come un fiume" di Leif Enger, Fazi Editore, 2002.

Dati della stampa della prima edizione del libro “La pace come un fiume” di Leif Enger, Fazi Editore, 2002.

 

 

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L’incipit:
«Sin dal mio primo respiro in questo mondo, tutto ciò che ho sempre voluto sono un buon paio di polmoni e l’aria per riempirli – qualcosa di scontato, potreste ritenere, per un neonato americano del ventesimo secolo. Pensate al vostro primo respiro: un vento sconvolgente che con estrema facilità vi si infila giù per i polmoni, mentre voi siete ancora lì che vi rigirate nelle mani di un medico. Che urlo avete fatto! Non avevate in mente altro che la colazione, e stava per arrivare.
Quando nacqui io da Helen e Jeremiah Land, nel 1951, i miei polmoni rifiutarono di dare il calcio d’avvio.»
(Leif Enger)

Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Fazi Editore
Prezzo originale: 16,50 euro
Pagine: 359

Guns di Stephen King made in Scampia

L’11 gennaio scorso, una notizia curiosa e che poteva assomigliare a una fake news inizia a circolare sui social degli appassionati di libri.

Una piccola casa editrice napoletana pubblica un post su Facebook con la foto di un uomo sorridente, dagli occhi chiari, che regge una piccola lavagna sulla quale è stato scritto con un pennarello rosso “PUBBLICHIAMO STEPHEN KING“. Sembra uno scherzo, ma non lo è.

L'edizione limitata in 1000 esemplari numerati di GUNS di Stephen King pubblicata da Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

L’edizione limitata in 1000 esemplari numerati di GUNS di Stephen King pubblicata da Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

La piccola casa editrice indipendente che fino a poco fa conoscevano in pochi, ovvero la Marotta&Cafiero,  è riuscita ad accalappiarsi i diritti per pubblicare un libro di uno scrittore di fama mondiale da oltre 350 milioni di copie vendute!

La casa editrice, dedicata ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, disabile di 25 anni ucciso per errore a Scampia nel 2004 durante un conflitto a fuoco tra clan, ha già una piccola ma importante storia alle spalle: nata già nel 1959, nel 2010 viene letteralmente donata da Tommaso Marotta e Anna Cafiiero a due ragazzi di 20 anni Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo che da Posillipo la trasferiscono a Scampia.

Copertina dell'edizione limitata in 1000 esemplari numerati di GUNS di Stephen King, Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

Copertina dell’edizione limitata in 1000 esemplari numerati di GUNS di Stephen King, Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

Le loro pubblicazioni si concentrano prevalentemente sull’impegno sociale, politico e ambientale. L’aspetto ecologico è rispettato anche nell’utilizzo di carta riciclata al 100% con un processo di sbiancamento della stessa, senza l’utilizzo del cloro. Anche gli inchiostri per la stampa sono senza piombo a base vegetale e acquosa. Infine, le colle sono senza plastificanti. Il risultato sono libri biodegradabili e che rispettano totalmente il protocollo di Kyoto. Le stamperie sono situate tutte nel territorio vicino Napoli per una stampa a km zero.

Un’ulteriore caratteristica dei volumi pubblicati dalla Marotta&Cafiero è il taglio fisico dei libri: infatti hanno 5 lati realizzati tagliando un angolo perché “per completare un libro c’è bisogno che qualcuno immagini quello che non c’è”.

Pagine interne: infografiche alternate al testo di GUNS di Stephen King.

Pagine interne: infografiche alternate al testo di GUNS di Stephen King.

Tutto questa filosofia ha portato anche a una comunicazione decisamente originale, infatti i libri vengono spediti in una busta di carta con la scritta bene in evidenza: “SPACCIATORI DI LIBRI dove prima si vendeva la droga ora si spacciano libri” e la chiusura, davvero ironica e orgogliosa “editoria terrona Made in Scampia”.

Tornado al volume di Stephen King, l’edizione italiana è la traduzione di un saggio uscito negli Stati Uniti nel 2012 dove il più grande scrittore di thriller e horror al mondo si schiera apertamente contro la violenza armata e l’utilizzo smodato delle armi da fuoco.

Scritto subito dopo la strage alla Sandy Hook Elementary School, in cui morirono 20 bambini, Stephen King discute sull’attuale legislazione americana riguardo il possesso e la vendita di armi da fuoco e tenta di suggerire possibili e necessarie soluzioni.

Pagine dei crediti di GUNS di Stephen King, Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

Pagine dei crediti di GUNS di Stephen King, Marotta&Cafiero Editori, Scampia 2021.

Di particolare interesse per i collezionisti italiani, non solo fan dello scrittore americano, è la prima tiratura del libro, consegnata ai primi mille lettori che lo avessero comprato in prevendita. L’edizione numerata presenta una copertina in tonalità di grigio, con una bandiera americana a brandelli mossa dal vento (l’edizione in vendita nelle librerie riporta invece la fotografia di un proiettile in copertina) e nell’ultima pagina il numero della copia (su 1000) eseguita a mano.

È presto per parlare per un’edizione già ricercata? Non proprio, le copie numerate già apparse su eBay sono state vendute a un prezzo medio di 60 euro.

L'ultima pagina di GUNS di Stephen King con la numerazione fata a mano delle 1000 copie.

L’ultima pagina di GUNS di Stephen King con la numerazione fata a mano delle 1000 copie.

 

 

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L’incipit:
«Ecco come vanno le cose.
Uno, la sparatoria. Pochi di mezza età fra chi preme il grilletto, e praticamente nessun anziano. Qualcuno è giovane; molti sono solo ragazzi. Gli assassini della scuola di Jonesboro, Arkansas, avevano tredici e undici anni.
Due, i primi servizi al telegiornale, accompagnati da infiorettature di musica e drammatiche scritte “ultimʼora” in basso sullo schermo. Nessuno sa realmente che cazzo stia succedendo, ma è eccitante. C’è la foto del luogo; c’è la cartina presa da Google o Bing. La redazione del telegiornale si sta facendo il culo nel tentativo di mettersi in contatto con qualche giornalista locale.»
(Stephen King)

Anno di pubblicazione: 2021
Casa editrice: Marotta&Cafiero
Prezzo originale: 15 euro
Pagine: 109

L’amico di Topolino, quello apocrifo, di Consuelo

Partiamo dall’inizio con una breve cronistoria della prima comparsa di Topolino in Italia.

1930: l’Italia incontra per la prima volta la creatura di Walt Disney grazie alla sua apparizione sul settimanale Torinese L’illustrazione del PopoloLe sue avventure iniziano con il numero 13 del settimanale e si concludono sul numero 51. Inutile dire che questi numeri sono molto ricercati e rappresentano vere rarità per i collezionisti.

1932: l’editore Cappelli pubblica il libro di Annemar Togett “Sua altezza reale il principe Codarello“ che non racconta le avventure di Topolino, ma nel quale – alla conclusione di ogni capitolo – appare una sua immagine. Il volume, oggi, è praticamente introvabile e il suo valore viaggia intorno ai 900-1000 euro, a detta degli esperti.

1933: è la volta della Frassinelli che pubblica due volumi intitolati “Le avventure di Topolino (vol.1)” e “Le avventure di Topolino (vol.2)” con le ormai celebri traduzioni di Cesare Pavese.
Maggiori informazioni su questi due rari volumi, le potete leggere in un nostro post di qualche tempo fa dal titolo: Le avventure di Topolino firmate da Cesare Pavese.

Ma veniamo al libro di cui voglio parlarvi oggi:

1934: esce, nuovamente per l’editore Cappelli, L’amico di Topolino di Consuelo. Consuelo potrebbe essere il vero nome dell’autrice, ma non è dato di saperlo.
Anche in questo caso si ripete lo schema – tanto caro all’editore Cappelli –  del volume precedente Sua altezza reale il principe Codarello, dove illustrazioni di Topolino si trovano alla fine di ogni capitolo di un storia, decisamente non disneyana. Le avventure qui raccontate, infatti, non sono quelle del famoso topo americano, ma di un Topolino apocrifo, tutto italiano, e di un suo amico moscone.

L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Il volume, molto ricercato, con le sue 70 pagine con 9 illustrazioni fuori testo a due colori, rappresenta assieme ai precedenti tentativi lo sbarco di Mickey Mouse in Italia.

In un’epoca in cui il nazionalismo iniziava a far sentire la sua voce, portare al pubblico italiano un personaggio con il nome anglosassone era un problema. E allora tanto valeva inventarsene uno, con più o meno le stesse fattezze seppur con qualche dettaglio differente, come le mani inguantate a cinque dita e non quattro, come l’originale Disney. In questo modo anche i diritti d’autore sono elusi.

L’anno successivo invece, chiariti i diritti di pubblicazione in Italia, inizierà l’avventura di Topolino come lo conosciamo da decenni.

Frontespizio del libro L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Frontespizio del libro L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Prima pagina interna del volume L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Prima pagina interna del volume L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Retro del volume L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Retro del volume L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Questi volumi (pre 1935) quindi rappresentano delle rarità non solo per il loro valore collezionistico ma soprattutto per quello che rappresentano oggi nella storia del fumetto italiano.

Al momento il volume è di difficilissima reperibilità.

 

 

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L’incipit:

«Il moscone si presenta e fa la mia conoscenza.
– Zzzzz…. Zzzzz…. Zzzzz…. Io sono un vecchio moscone nero….
– Nero? Toh, come se ce ne fossero dei bianchi!
– …. Silenzio, non m’interrompere: sono un vecchio moscone nero molto rispettabile. Ho dei leggeri riflessi azzurri sulle ali e mi chiamo Zuzuzui.
– Zuzuzui?!
– Sicuro, Zuzuzui mi chiamo; proprio Zuzuzui: ti par tanto strano il mo nome?»
(Consuelo)

Anno di pubblicazione: 1934
Casa editrice: Tipografia Cappelli
Prezzo originale:  Lire 2
Pagine: 70

Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone 1860-1910

A Lugano, dal 23 ottobre 2010 al 27 febbraio 2011, si svolse una delle più belle mostre sulla fotografia giapponese realizzate tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Il titolo era “Ineffabile perfezione” e il successo di quella mostra produsse un catalogo di rara bellezza oggi molto ricercato dal titolo: Ineffabile perfezione. La fotografia del Giappone. 1860-1910.

Il catalogo della mostra "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910". Prima edizione, 2010, Giunti.

Il catalogo della mostra “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”. Prima edizione, 2010, Giunti.

Dettaglio della copertina con specifica dell'edizione "Giunti Arte Mostre Musei".

Dettaglio della copertina con specifica dell’edizione “Giunti Arte Mostre Musei”.

Il volume, con le sue 320 pagine a colori, raccogliere i capolavori della cosiddetta scuola di Yokohama, la cui caratteristica principale consisteva nell’unire sapientemente la stampa della fotografia su carta albumina con la colorazione ad acquerello realizzata a mano da eccezionali artigiani.

Come ripotato nella scheda:

“Il volume, oltre a presentare tutte le opere esposte, ampiamente illustrate e accuratamente descritte da dettagliate schede tecniche, offre una panoramica unica e approfondita di un’epoca, di una tecnica di rappresentazione (in quel momento assolutamente innovativa), di una società.”

Copertina del volume "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910". Prima edizione, 2010, Giunti.

Copertina del volume “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”. Prima edizione, 2010, Giunti.

Le oltre 300 fotografie, bellissime, pervase da un senso di nostalgia, catturano un mondo che non esiste più, fermandolo per sempre in un momento di ineffabile perfezione che regala al pubblico (dell’epoca ma anche al nostro) un immaginario unico dell’Oriente. È uno sguardo inconfondibile che – come ha sempre fatto – contribuisce a creare un’immagine del Giappone che ancora conserviamo nel nostro modo di immaginarci questo Paese.

Pagina interna con fotografia del monte Fuji. "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagina interna con fotografia del monte Fuji. “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

A tale proposito è interessante riscoprire come questo immaginario non nasce volontariamente in Giappone, ma è opera di un fotografo veneziano (presumibilmente), tale Felice Beato che, arrivato nel Paese del Sol Levante nel 1863, aprì il suo studio e iniziò a produrre ritratti, panorami e vedute cittadine. Alcune scene di vita locale erano costruite ad hoc per affascinare un pubblico occidentale che non poteva entrare nel Paese perché controllato e limitato dallo shōgunato del Periodo Edo.

Francesco Paolo Campione e Marco Fagioli sono i curatori di questo importante catalogo, edito da Giunti e in commercio dal novembre 2010.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Ritratti fotografici presenti nel volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Ritratti fotografici presenti nel volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

Pagine interne del volume edito da Giunti: "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910".

Pagine interne del volume edito da Giunti: “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”.

La particolarità di questo catalogo è che ne esistono due. Molto simili, soprattutto in caso di un acquisto online dove, solitamente, l’utente non può controllare tutti i dettagli del libro. Vediamo le differenze tra due volumi:

a) Editore: Giunti Editore
In commercio dal: 17 novembre 2010
Pagine: 320 p., ill. , Rilegato
ISBN: 9788809763128
48 euro

b) Editore: Giunti GAMM
In commercio dal: 10 novembre 2010
Pagine: 368 p., ill. , Brossura
ISBN: 9788809749948
40 euro

L’edizione con più valore è quella rilegata, la prima, ma in verità moltissimi siti online vendono a un prezzo alto entrambe, spesso non facendo distinzione tra i due volumi.

Dati di stampa della prima edizione del catalogo "Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910". Giunti Editore, 2010.

Dati di stampa della prima edizione del catalogo “Ineffabile Perfezione. La fotografia del Giappone 1960-1910”. Giunti Editore, 2010.

 





Anno di pubblicazione: novembre 2010
Casa editrice: Giunti Editore
Prezzo originale:  Euro 48,00
Pagine: 320

Il mago di Oz, dal film al libro

Di solito accade che un buon libro venga trasposto in un film con grandi aspettative. A volte succede che per sfruttare il successo di un film venga realizzato un libro. E quando questo succede, nella maggior parte dei casi è un disastro. Pochi sono i libri tratti dai film che vengano ricordati o collezionati.

Anche se chi affronta la riscrittura del film per creare un romanzo è dotato di grande talento (vedi Terry Brooks che portò su carta uno dei capolavori di Stephen Spielberg Hook) spesso il successo è limitato, sia nel tempo sia in termini di vendite.

Ovviamente, esistono le eccezioni e una di queste è il libro che vi presento oggi, ovvero Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall’Editrice SAS nel 1949 e tratto dall’omonimo film.

Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall'Editrice SAS nel 1949.

Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall’Editrice SAS nel 1949.

La casa editrice SAS (Società Apostolato Stampa – Edizioni San Paolo), fondata da Don Gabriele Piazzo, su mandato di don Giacomo Alberione, teologo piemontese, in quegli anni si specializzò nella stampa e divulgazione di opere per la famiglia tra cui la Bibbia e il Vangelo, ma anche di libri per ragazzi, con un discreto successo. E fu questa casa editrice ad assicurarsi i diritti per le prime edizioni italiane dei libri di L. Frank Baum (autore appunto dei libri di Oz).

Interno del volume Il mago di Oz, 1949.

Interno del volume Il mago di Oz, 1949.

Tra questi libri, quello già citato, illustrato con le fotografie di scena del film di Victor Fleming con l’indimenticata Judy Garland grazie a un accordo tra la SAS e la casa distributrice del film in Italia, la C.I.A. Distribuzione che non si interruppe dopo l’uscita di questa opera, ma continuò con la pubblicazione dei primi libri scritti da Baum. La bellezza di questi volumi meriterà un post a sé più avanti.

Frontespizio del libro Il mago di Oz, 1949.

Frontespizio del libro Il mago di Oz, 1949.

Il libro, con le sue 152 pagine tra cui spiccano le 32 fotografie tratte dal film, ha un’introduzione a cura dell’autrice che ha il sapore di un saggio in cui vengono analizzate le fiabe in quanto tali e propone un’analisi della trasposizione delle opere di Baum sul palco e poi sul grande schermo in quello che è stato definito uno dei kolossal meglio riusciti nella storia del cinema.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

È sicuramente interessante e degno di nota il lavoro fatto da Berardi nel quale il racconto fiabesco creato da L. Frank Baum s’incontra con quello del regista Fleming creando, a detta della casa editrice, un linguaggio vivace, mordente, pittorico – tutto estro e fantasia.

Il volume è stato per parecchio tempo di difficile reperibilità, probabilmente conservato a casa dei nonni; oggi è più presente sul mercato a prezzi variabili. A oggi il suo valore più comune – se il libro è in perfette condizioni – è sui 100 euro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Concludiamo con una nota: la casa editrice torinese pubblicò anche gli altri primi di libri di Baum, e lo fece dal 1949 fino a metà degli anni Cinquanta. Questi volumi furono: Il mago di Oz (albo a colori per ragazzi), Dorothy e i suoi amici (8 volumetti con i ritratti dei personaggi del film), Nel Regno di Oz, Il ritorno nel regno di OzOzma, regina di Oz, Oz paese incantato.  Tutte edizioni pubblicate in un formato a colori e di lusso.

Aletta sinistra del libro Retro de Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall'Editrice SAS nel 1949.

Aletta sinistra del libro Retro de Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall’Editrice SAS nel 1949.

 

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Pagine interna con una delle 32 fotografie tratte dal film e inserite nel libro.

Retro de Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall'Editrice SAS nel 1949.

Retro de Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall’Editrice SAS nel 1949.

Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall'Editrice SAS nel 1949, visto dall'alto.

Il mago di Oz, nel racconto di Maria Rosaria Berardi, pubblicato dall’Editrice SAS nel 1949, visto dall’alto.

 

 




L’incipit:

«Tutto è grigio nel Kansas
Dorothy cammina per un viottolo solitario. E’ una ragazzetta dalle trecce castane e dagli occhi vivi: è assai graziosa ma in questo momento è imbronciata a causa di Miss Gulch. Perciò Dorothy procede a scatti e serra i libri di scuola sotto il braccio con tanta forza che par voglia stritolarli! La segue Totò. Ma chi è Miss Gulch? e chi è Totò?»
(Maria Rosaria Berardi)
Anno di pubblicazione: 1949
Casa editrice: SAS Editrice S. Paolo
Prezzo originale:  non disponibile
Pagine: 152

Fantozzi: il primo libro di Paolo Villaggio

Paolo Villaggio (1932 – 2017), oltre che attore, comico, sceneggiatore, doppiatore e regista fu anche un prolifico scrittore. Scrisse infatti circa una trentina di libri e molti articoli per diversi giornali.

Tra i libri pubblicati, il primo – e uno dei più famosi – porta il titolo del personaggio che lo ha reso immortale: Fantozzi.

La prima edizione di Fantozzi di Paolo Villaggio, 1971 Rizzoli Editore.

La prima edizione di Fantozzi di Paolo Villaggio, 1971 Rizzoli Editore.

Fantozzi uscì nel 1971 pubblicato da Rizzoli Editore quattro anni prima dell’esordio al cinema. All’interno del volume sono pubblicati una serie di racconti scritti e già pubblicati da Villaggio negli anni precedenti sulla rivista L’Europeo.

Come ci ricorda Wikipedia: “Il libro si divide in quattro capitoli: Fantozzi di primavera, Fantozzi d’estate, Fantozzi d’autunno e Fantozzi d’inverno, che a loro volta contengono una raccolta di capitoletti in cui sono descritte le tragicomiche avventure del ragionier Fantozzi e del suo amico e collega ragionier Fracchia (che verrà sostituito nel terzo libro da Silvio Filini).”

Dati di stampa della prima edizione di Fantozzi di Paolo Villaggio. Prima edizione: agosto 1971.

Dati di stampa della prima edizione di Fantozzi di Paolo Villaggio. Prima edizione: agosto 1971.

Inutile dilungarsi nella descrizione di Fantozzi, il personaggio è ormai entrato nel mito: figlio dell’Italia degli anni del post-boom economico, stereotipo dell’italiano medio costretto a subire ingiustizie da parte di colleghi, capi e vicini di casa, insicuro ma mai disperato, ha raccontato gli italiani e l’Italia nel modo più verosimile possibile.

Il libro diventò presto un bestseller tanto che furono le vendite di questo volume e del suo seguito Il secondo tragico libro di Fantozzi (1974) a convincere Paolo Villaggio a portare le disavventure del ragioniere sul grande schermo, ottenendo un successo senza precedenti.

Copertina del libro, la firma di Villaggio è prestampato.

Copertina del libro, la firma di Villaggio è prestampato.

Dettagli della prima edizione del libro di Paolo Villaggio: Fantozzi, Rizzoli Editore, 1971.

Dettagli della prima edizione del libro di Paolo Villaggio: Fantozzi, Rizzoli Editore, 1971.

Il valore del libro ha subito un aumento alla morte dell’autore che ha scatenato – come succede spesso in questi casi – una caccia al libro. Oggi si riescono a trovare ancora delle copie ma attenzione che sia una prima edizione! Il libro infatti è stato ristampato più di venti volte solo nel primo anno di uscita nelle librerie! Quindi fate attenzione alla data di stampa: agosto 1971.

Una raccolta di alcuni libri della saga di Fantozzi scritti da Paolo Villaggio.

Una raccolta di alcuni libri della saga di Fantozzi scritti da Paolo Villaggio.

 

 




L’incipit:

«In fondo, a Fantozzi, la signorina Silvani, che lavorava su in contabilità, piaceva abbastanza. Non era certo una bellezza, anzi a voler essere un po’ severi era un «mostrino» di gamba corta all’italiana, denti da coniglietto e capelli tinti, ma certo più viva di sua moglie signora Pina, della quale lui odiava la rassegnazione del subire il loro tragico ménage matrimoniale senza speranze, ma soprattutto più giovane.»
(Paolo Villaggio)
Anno di pubblicazione: agosto 1971
Casa editrice: Rizzoli Editore
Prezzo originale:  Lire 2.000
Pagine: 191

Munari: libro illeggibile “N.Y.1”

Chi era Bruno Munari? Una domanda semplice per una risposta complessa.
La Treccani lo definisce “uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo”.

Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967, con biglietto dell'ordine effettuato al MOMA di New York.

Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967, con biglietto dell’ordine effettuato al MOMA di New York.

Artista e designer eclettico, sin dagli esordi negli Anni ’30 fu uno sperimentatore assoluto delle forma e dello spazio, passando senza difficoltà dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al design fino alla didattica, trasformando spesso i libri in libri-oggetto, vere e proprie opere d’arte per adulti e per bambini.

La sua carriera fu talmente ampia e i suoi lavori così importanti che a citarne solo alcuni si farebbe un torto al suo genio.

Bisognerebbe dedicare un post a ogni suo libro e magari, perché no, potrei anche farlo.

Quindi inizierò con uno dei suoi innumerevoli capolavori: il libro illeggibile “N.Y.1”.

Copertina del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Copertina del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

Sì, avete letto bene, libro illeggibile, perché quando nel 1949 Munari progetta per la prima volta questa serie, rinuncia definitivamente alla comunicazione testuale a favore della sola funzione estetica.

È la carta stessa che comunica un messaggio attraverso il formato, il colore, i tagli e la loro alternanza. Un’opera d’arte concettuale ma estremamente pratica e reale.

Questo libro, in particolare, fu realizzato nel 1967 per il Museo di Arte Moderna di New York (MOMA) in occasione della mostra “Twographic designers” con una tiratura dichiarata di 636 esemplari. [Fonte: Giorgio Maffei, Munari. I Libri, cit., p. 123.]

Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

È un libro in cartoncino rosso lucido, con pagine in nero, grigio e in carta velina, con la caratteristica che le pagine interne fanno passare, attraverso un piccolo foro, un filo rosso che finisce nell’ultima pagina. Un filo che è come una passeggiata tra colori e spazi a un ritmo cadenzato da chi sfoglia il libro, senza la necessità di conoscere un linguaggio particolare che non sia altro quello suggerito dai sensi.

Pagine intere con diverse tipologia di carta del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Pagine intere con diverse tipologia di carta del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

Pagina intera con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Pagina intera con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

Pagina intera con il buco e con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Pagina intera con il buco e con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

Pagina intera con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Pagina intera con il filo rosso del volume di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

Oggi i libri di Munari sono vero e proprio oggetto di culto tra appassionati e collezionisti.
Il pubblico che ama Munari è disomogeneo come lo sono i campi artistici nei quali ha operato: così abbiamo i collezionisti dei libri per bambini di Munari, gli estimatori del Munari scultore e i collezionisti delle opere di design.

Pagina con il numero dell'esemplare del libro di Bruno Munari, Libro Illeggibile "N.Y.1" 1967.

Pagina con il numero dell’esemplare del libro di Bruno Munari, Libro Illeggibile “N.Y.1” 1967.

C’è un Munari per tutte le tasche: se una prima edizione può valere diverse migliaia di euro, il suo genio rimane alla portata di tutti grazie alle ristampe della casa editrice Corraini.





L’incipit:
«»
(Bruno Munari)
Anno di pubblicazione: 1967
Casa editrice:
Prezzo originale:  sconosciuto
Pagine: