I diary di Murakami

Due piccoli gioielli per i fan dello scrittore giapponese da sempre in odore di Nobel.

E questa volta non sono libri scritti da Haruki Murakami, ma il frutto di due iniziative delle case editrici inglesi Vintage Publishing e Harvill Secker che hanno deciso di pubblicare nel 2009 e nel 2020 delle agende (diary in inglese) per passare assieme un anno intero con lo scrittore giapponese, scoprendo, giorno dopo giorno, la bellezza delle sue edizioni inglesi vecchie e nuove, citazioni, “compleanni” con le date di uscite dei suoi romanzi, fotografie e illustrazioni che accompagnano tutto ciò che riguarda Murakami. Un vero e proprio viaggio nel suo mondo.

"Murakami Diary 2009" a confronto con "Murakami Diary 2020".

“Murakami Diary 2009” a confronto con “Murakami Diary 2020”.

L’edizione più difficile da recuperare, ovviamente,  è quella del 2009. Di dimensioni più piccole (14,9×10,9×14 cm) rispetto all’edizione del 2020, con le sue 176 pagine e i suoi 196 grammi di peso, il volume è scomparso dai negozi online e dal sito dell’editore da diverso tempo. D’altra parte, 11 anni non sono pochi.

L’elemento di difficoltà aggiuntivo è che si tratta di volumi sui quali i possessori, se li hanno comprati con lo scopo per il quale sono nati (cioè di agende), hanno scritto e li hanno portati con sé nei loro spostamenti, cosa che, ovviamente, comporta un’usura del volume che fa perdere il valore per un collezionista. Fortunatamente il venditore dal quale l’ho comprata ne aveva ancora una copia in magazzino che quindi non è passata per le mani di qualche fruitore.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2009" edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2009” edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2009" edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2009” edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2009" edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2009” edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2009" edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2009” edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2009" edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2009” edito dalla Vintage Publishing. 176 pagine.

Stessa fortuna per l’edizione del 2020, più facile da reperire online, anche se uscita nell’agosto del 2019, con le sue 128 pagine e i suoi 422 grammi di peso, dovuti in parte alla copertina cartonata. Copertina che presenta degli elementi circolari che nelle versioni inglesi dei romanzi di Murakami diventa un elemento distintivo, con un forte richiamo grafico a quello dei fuochi d’artificio così come venivano illustrati  in Giappone all’inizio del secolo scorso. Le dimensioni del volume sono 15,2 x 1,8 x 21,6 cm.

Suzanne Dean è la direttrice creativa del progetto che, con la designer del libro Rosie Palmer, ha curato l’edizione 2020 in modo maniacale. La parte del leone, nemmeno a dirlo, la fanno le illustrazioni grafiche di Noma Bar, grafico ufficiale delle edizioni anglosassone di Murakami, ma non solo.

I lavori di Noma Bar (vero nome Avinoam Bar, designer e illustratore israeliano), sono caratterizzati da un abilissimo utilizzo degli spazi, riuscendo a costruire immagini nascoste con illusioni secondarie che appaiono solo dopo aver osservato una sua illustrazione con la dovuta attenzione. Uno stile simile alla scrittura di Murakami dove spesso c’è, vicino a ciò che viene narrato, uno spazio nascosto, autonomo, che agisce indipendente da quello che succede al protagonista e che rimane per sempre in un secondo piano, invisibile ma presente.

Frontespizio del volume "Murakami Diary 2020" edito dalla Harvill Secker. 128 pagine.

Frontespizio del volume “Murakami Diary 2020” edito dalla Harvill Secker. 128 pagine.

Pagina iniziale dell'agenda "Murakami Diary 2020" edito dalla Harvill Secker. 128 pagine.

Pagina iniziale dell’agenda “Murakami Diary 2020” edito dalla Harvill Secker. 128 pagine.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2020" pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2020” pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2020" pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2020” pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2020" pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2020” pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume "Murakami Diary 2020" pubblicato dalla Harvill Secker.

Pagine interne del volume “Murakami Diary 2020” pubblicato dalla Harvill Secker.

Dettaglio di una pagina interna del volume "Murakami Diary 2020" pubblicato dalla Harvill Secker.

Dettaglio di una pagina interna del volume “Murakami Diary 2020” pubblicato dalla Harvill Secker.

Online, le poche copie del diario/agenda del 2009 ancora disponibili hanno raggiunto cifre superiori alle centinaia di euro (due librerie statunitensi lo vendono a 800/900 euro!). E non è escluso che, fra qualche anno, anche l’edizione 2020 possa raggiungere tale valore.

Indubbiamente un collezionista dei libri Murakami non può farseli scappare.

Retro dei due volumi "Murakami Diary 2009" e "Murakami Diary 2020".

Retro dei due volumi “Murakami Diary 2009” e “Murakami Diary 2020”.

Ti interessa Haruki Murakami? leggi anche:
Un’edizione sconosciuta de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami
Nel segno della pecora, il primo libro di Murakami in italiano

 

 

Supporta questo blog: se devi fare degli acquisti su AbeBooks, entra nel sito cliccando sull’immagine qui sotto:


Murakami Diary 2009
Anno di pubblicazione: 07 agosto 2008
Casa editrice: Vintage Publishing
Prezzo originale: £ 10,20
Pagine: 176
Murakami Diary 2020
Anno di pubblicazione: 08 agosto 2019
Casa editrice: Harvill Secker
Prezzo originale: £ 14,99
Pagine: 128

Un’edizione speciale di Ogni angelo è tremendo di Susanna Tamaro

Se esiste una scrittrice in Italia che non è mai stata totalmente capita dai suoi connazionali questa è sicuramente Susanna Tamaro.

Dotata di una personalità complessa e profonda, all’apparenza fragile ma dal carattere volitivo, dopo il successo editoriale di Va’ dove ti porta il cuore ha vissuto una sorta di caccia alle streghe da parte dei media italiani per via della difficile catalogazione del suo lavoro, spesso frainteso, della sua personalità e per via di alcune su prese di posizione (per esempio come quella antiabortista) che vennero strumentalizzate da più fazioni politiche e religiose per puro opportunismo.

Edizione speciale in 100 esemplari di "Ogni angelo è tremendo" di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Edizione speciale in 100 esemplari di “Ogni angelo è tremendo” di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Autrice di oltre 30 libri tra romanzi, saggi e innumerevoli articoli sui quotidiani italiani e stranieri, conosciuta in tutto il mondo (solo Va’ dove ti porta il cuore vendette più di 14 milioni di copie) oggi vive ritirata dalla vita pubblica, nella sua casa di campagna vicino Orvieto, dopo che nel 2018 ha raccontato pubblicamente di essere affetta dalla Sindrome di Asperger che non le permette più di sostenere la pressione che le provocano gli incontri pubblici.

Triestina, nata nel 1957 e pronipote di Italo Svevo, durante la sua lunga carriera ha visto pubblicare i suoi romanzi da più case editrici: dagli esordi in Marsilio è poi passata attraverso Mondadori, Rizzoli, Salani, Giunti, Solferino, Nave di Teseo e Bompiani, per citarne alcune.

E proprio quest’ultima casa editrice, la Bompiani, ha pubblicato nel 2013 Ogni angelo è tremendo. Una sorta di autobiografia con tratti di romanzo di formazione che sfocia in un inno alla vita nonostante le difficoltà che la protagonista/scrittrice ha incontrato fin da quando era bambina.

Recentemente però è apparsa in commercio un’edizione speciale che la Bompiani ha stampato in sole 100 copie numerate inviate come omaggio ad alcuni librai. Questo genere di iniziative non è raro: ricordiamo infatti l’edizione bianca del “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami.

Interessante e davvero originale comunque la veste scelta dalla Bompiani per omaggiare la scrittrice: non una copia con una copertina diversa da quelle in commercio, ma addirittura un’edizione senza la copertina! Infatti il libro, con la sola rilegatura con dorso a vista e con le pagine non separate nella parte superiore, è stato inserito in una scatola di cartone con una semplice etichetta bianca con nome e cognome dell’autrice, titolo e logo Bompiani. Un elastico nero con due spessori diversi serve a chiudere la scatola.

Caratteristica di questa edizione sono le pagine intonse, ancora non separate. "Ogni angelo è tremendo" di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Caratteristica di questa edizione sono le pagine intonse, ancora non separate. “Ogni angelo è tremendo” di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Rilegatura a dorso nudo di questa edizione speciale di "Ogni angelo è tremendo" di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Rilegatura a dorso nudo di questa edizione speciale di “Ogni angelo è tremendo” di Susanna Tamaro. Bompiani, gennaio 2013.

Le uniche indicazioni di stampa sono presenti nell’ultima pagina del volume:

“Di questa edizione speciale
di Ogni angelo è tremendo
sono state stampate nel mese di gennaio 2013
per i tipi della casa editrice Bompiani
100 copie non venali
numerate da 1 a 100
per i signori librai

esemplare n.
x/100″

seguono le indicazioni sulla campagna ambientale sostenuta dalla casa editrice, la tipografia di riferimento (anche in questo caso a cura della pregiata Grafica Veneta) con il mese e l’anno di stampa (gennaio 2013).

Nell'ultima pagina i dati della stampa e il numero dell'esemplare (qui oscurato digitalmente).

Nell’ultima pagina i dati della stampa e il numero dell’esemplare (qui oscurato digitalmente).

Negli anni, a quanto mi risulta, solo una copia è apparsa in vendita online, chi l’ha ricevuta per ora se la tiene stretta.
È sicuramente un libro da collezionare che con il tempo vedrà crescere il suo valore, essendo Susanna Tamaro ormai entrata di fatto tra i grandi scrittori italiani a cavallo tra il XX e il XXI secolo.

 

 



L’incipit:
«Sono nata in uno dei giorni con meno luce dell’anno, nel cuore più profondo della notte.
Soffiava una bora fortissima.
Bora scura, con neve e con ghiaccio. Soffiava ancora quando uscii dal sanatorio. La ripida salita che ci avrebbe condotto a casa era assolutamente impraticabile, così arrivai a destinazione affidata al precario equilibrio dei miei genitori.»
(Susanna Tamaro)
Anno di pubblicazione: gennaio 2013
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 268

Tex l’inesorabile di Claudio Villa

È diventato il caso dell’ultima edizione di Lucca Comics & Games 2019.

Speciale Tex n. 35, noto come il Texone, di Villa e Boselli © Sergio Bonelli Editore, 2019.

Speciale Tex n. 35, noto come il Texone, di Villa e Boselli © Sergio Bonelli Editore, 2019.

Alla fiera internazionale del fumetto e dei giochi della città toscana, ogni anno quasi tutte le case editrici presenti propongono le novità in edizioni variant.

Una edizione variant, per quei pochi che non ne fossero a conoscenza, è una edizione alternativa di un albo di fumetti o di un libro, stampato con copertine differenti e generalmente con una tiratura inferiore, in modo – diciamolo chiaramente – di rendere questa edizione più appetibile ai collezionisti.

Nella scorsa edizione di Lucca Comics & Games, a fare la parte del leone è stata indubbiamente la casa di fumetti Sergio Bonelli che si è presentata con due prodotti piuttosto ghiotti: la Wedding-box di Dylan Dog (in cui Dylan Dog si sposa) e l’ultimo Speciale Tex, noto ai più come il Texone, viste le dimensioni non proprio tascabili, cioè 27,5 x 37 cm.

Le dimensioni a confronto. Sulla sinistra un albo Bonelli classico, a destra le dimensioni maggiori del Texone disegnato da Claudio Villa.

Le dimensioni a confronto. Sulla sinistra un albo Bonelli classico, a destra le dimensioni maggiori del Texone disegnato da Claudio Villa.

Il Texone n. 35, disegnato da un ispiratissimo Claudio Villa, che ricordiamo essere uno tra più apprezzati disegnatori della scuderia Bonelli (copertinista dei primi Dylan Dog e di Tex da molti anni) è, probabilmente, il volume più atteso dai fan del ranger creato da Gian Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini nel 1948.

La gestione, iniziata nel 2002 con la sceneggiatura scritta da Mauro Boselli, ha visto la luce solo 17 anni dopo, a causa principalmente degli innumerevoli impegni di Villa.

Di solito gli Speciali Tex escono a febbraio, ma l’anno scorso, l’occasione per presentare il volume a Lucca è stata troppo ghiotta e quindi il pubblico toscano ha potuto comprare in anteprima l’edizione speciale voluta dalla Bonelli. Edizione che è andata esaurita praticamente subito.

Autografo di Claudio Villa eseguito durante l'edizione 2019 di Lucca Comics.

Autografo di Claudio Villa eseguito durante l’edizione 2019 di Lucca Comics.

All'interno di ogni volume c'è una stampa autografata da Claudio Villa.

All’interno di ogni volume c’è una stampa autografata da Claudio Villa.

Stampata in sole 699 copie numerate, la versione variant del Texone ha una copertina telata marrone su cui sono impressi a caldo il logo di Tex e un primo piano del ranger disegnato da Villa. È inoltre presente all’interno una stampa esclusiva  su carta di pregio, firmata personalmente da Claudio Villa. Tutto questo a soli 64,90 euro. Tanto, dite? Oggi probabilmente fareste carte false per trovarlo a questo prezzo, in quanto le quotazioni su eBay, sono arrivate a quattro o cinque volte tanto.

Ma la storia non finisce qui, perché la Bonelli è pur sempre un’azienda che deve creare profitto, com’è giusto che sia. E quindi, probabilmente sorpresa anch’essa dal grande successo del albo, decide di riproporlo nuovamente in vendita online.

Però questo volta, visto che le 699 copie sono andate esaurite, ha deciso di ripubblicare l’album (chiamiamola una seconda edizione), con una nuova tiratura di ancora in 699 copie, ma con la copertina telata di colore rosso. Nemmeno il tempo di riflettere un po’ su se acquistarla o meno che anche queste copie finiscono esaurite in pochissimi giorni.
A quel punto – e qui qualche fan e collezionista ha iniziato a innervosirsi – la Bonelli ha capito che forse era il caso di stampare quella che potremmo considerare la terza (e per fortuna ultima) edizione del Texone di Villa. Questa volta in colore blu! E sì, avete indovinato, anche questa esaurita.

Certificazione presente nel volume che indica il numero della copia dell'edizione deluxe a tiratura limitata e numerata di "Tex l'inesorabile".

Certificazione presente nel volume che indica il numero della copia dell’edizione deluxe a tiratura limitata e numerata di “Tex l’inesorabile”.

In molti, moltissimi, hanno comprato le nuove edizioni per pura speculazione come spesso capita nel mondo del collezionismo. Diverse copie infatti sono in vendita online a prezzi non sempre accessibili a seconda dell’edizione ricercata.
La prima edizione, quella con la copertina telata marrone, è ovviamente l’edizione la più desiderata con prezzi che in media vanno dai 250 ai 500 euro.

Tenete quindi sott’occhio le varie aste e appena uscisse qualche copia sotto i cento o centocinquanta euro non fatevela sfuggire!

Prima pagina del fumetto "Tex l'inesorabile". Testi di Boselli, disegni di Villa.

Prima pagina del fumetto “Tex l’inesorabile”. Testi di Boselli, disegni di Villa.

Alcune splendide tavole interne, illustrate da Claudio Villa, copertinista di Tex e dei primi Dylan Dog.

Alcune splendide tavole interne, illustrate da Claudio Villa, copertinista di Tex e dei primi Dylan Dog.

Informazioni sulla stampa dell'edizione marrone (la prima tiratura): finito di stampare a ottobre 2019, in occasione di Lucca Comics.

Informazioni sulla stampa dell’edizione marrone (la prima tiratura): finito di stampare a ottobre 2019, in occasione di Lucca Comics.

Dorso del Texone n. 25, edizione speciale numerata © Sergio Bonelli Editorie, 2019.

Dorso del Texone n. 25, edizione speciale numerata © Sergio Bonelli Editorie, 2019.

 

 



L’incipit:«Tucson, Arizona.»
(Mauro Boselli)

Anno di pubblicazione: novembre 2019
Casa editrice: Sergio Bonelli
Prezzo originale: 64,90
Pagine: 240


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Il vecchio del lago, il libro per bambini di Sua Altezza Reale Il Principe di Galles Carlo d’Inghilterra

C’era una volta… anzi, no.
Ci sarà un giorno un Re!
Salirà al trono di ben sedici stati sovrani, risiederà a Londra e il suo nome di battesimo sarà Charles Philip Arthur George Mountbatten-Windsor.

Per ora, però, ci limiteremo a chiamarlo nel modo più familiare con il quale abbiamo imparato a conoscerlo: Principe Carlo d’Inghilterra.

Tra i tanti doveri reali, il Principe erede al trono dell’ex Impero Britannico ha trovato il tempo, qualche anno fa, di dedicarsi alla scrittura di un libro per bambini, dal titolo: The Old Man of Lochnagar. Non è il solo libro scritto da futuro re, ma è il primo e l’unico diretto a un pubblico di bambini. Seguiranno altre pubblicazioni, nel corso degli anni, su argomenti diversi, ma che rifletteranno gli interessi del Principe, tra cui il giardinaggio e l’architettura.

Copertina del libro per bambini scritto da Carlo d'Inghilterra e illustrato da Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Copertina del libro per bambini scritto da Carlo d’Inghilterra e illustrato da Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Uscito nel mondo anglosassone nel novembre del 1980, accompagnato dalle essenziali illustrazioni di Sir Hugh Casson, la trama ruota attorno a un vecchio che vive in una grotta nelle scogliere nei pressi del lago di Corrie, sotto la montagna Lochnagar, in Scozia. La storia nasce nella mente del Principe Carlo anni prima, quando la raccontava ai suoi fratelli più giovani. Tutti i diritti del libro sono andati in beneficienza e anche i premi vinti da questo libro (come quelli ricevuti dalla Frassinelli: il Bancarellino e la Palma d’ Argento del premio Bordighera nel 1987).

L’edizione italiana esce solo cinque anni più tardi, nell’aprile 1985, con il titolo Il vecchio del lago e viene presentato al pubblico italiano dalla Frassinelli in un’edizione cartonata con orientamento orizzontale di colore celeste chiaro.

Frontespizio de "Il vecchio del lago" di Carlo d'Inghilterra e Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Frontespizio de “Il vecchio del lago” di Carlo d’Inghilterra e Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Pagina interna del libro "Il vecchio del lago" scritto dal Principe Carlo d'Inghilterra.

Pagina interna del libro “Il vecchio del lago” scritto dal Principe Carlo d’Inghilterra.

Il libro è diventato un titolo ricercato, soprattutto in attesa della salita al trono del Principe che, a oggi, è l’erede al trono più longevo della storia delle isole britanniche. Un investimento? Probabilmente sì, come i libri scritti da Obama e altri politici prima di diventare presidenti degli Stati Uniti d’America, per esempio. Quello che è certo è che oggi, il prezzo più basso al quale potete trovare questo libro è 50 euro.

Pagine con i crediti del libro "Il vecchio del lago" scritto dal Principe Carlo d'Inghilterra.

Pagine con i crediti del libro “Il vecchio del lago” scritto dal Principe Carlo d’Inghilterra.

Retrocopertina del libro per bambini scritto da Carlo d'Inghilterra e illustrato da Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Retrocopertina del libro per bambini scritto da Carlo d’Inghilterra e illustrato da Sir Hugh Casson. 1985 © Frassinelli

Lo spessore del volume: appena di appena 46 pagine.

Lo spessore del volume: appena di appena 46 pagine. Prima edizione.

 

 



L’incipit:
«Non molto tempo fa, quando i bambini erano piccoli piccoli e gli uomini avevano ginocchia pelose, a Lochnagar viveva un vecchio. Si era costruito una casa molto comoda in una grotta vicino al lago. La porta era di pelle di daino e la maniglia di corno di cervo: ogni volta che veniva abbassata punzecchiava un gallo cedrone ammaestrato che gracchiava: «Va’ via, va’ via!» Così il vecchio era riuscito a rimanere completamente solo per anni e anni.»
(Carlo d’Inghilterra. Sua Altezza Reale Il principe di Galles)
Anno di pubblicazione: aprile 1985
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo originale: [non disponibile]
Pagine: 48

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Le avventure di Topolino firmate da Cesare Pavese

I numeri 1, si sa, hanno sempre il loro fascino. Se la serie ha poi avuto il successo sperato e diventa longeva, più ci si allontana dagli inizi, più quell’esordio diventa mitico e accresce il suo valore (sia affettivo che economico).

È stato il caso – parlando di fumetti in serie –  di Tex, Dylan Dog o di Diabolik che hanno visto i prezzi dei loro numeri 1 arrivare a cifre a doppio o triplo zero.

Un caso simile è toccato anche alla prima avventura di Topolino.

No, non stiamo parlando del numero 1 che si vede spesso in giro, quello con la copertina rossa e la scritta gialla “Topolino” per intenderci, che negli anni ha avuto diverse ristampe (alcune fatte davvero bene che hanno confuso più lettori nel corso degli anni).

Oggi parliamo, invece, della prima apparizione da protagonista in Italia del topolino più famoso del mondo, pubblicata dalla casa editrice Frassinelli Tipografo-Editore di Torino, dal titolo: Le avventure di Topolino n. 1 e Le avventure di Topolino n. 2.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Partiamo dall’inizio, ovvero dai primi Anni Trenta del secolo scorso:

Franco Antonicelli, figura di spicco nell’editoria dell’epoca, nel 1932 divenne direttore della collana “Biblioteca Europea” per l’editore Frassineli. Fu per merito suo che arrivarono in Italia i romanzi di giganti come Franz Kafka, James Joyce, Herman Melville e… Topolino di Walt Disney, curando due volumi di cui la casa editrice aveva appena acquistato i diritti.

Ecco quindi apparire in Italia:
– Le avventure di Topolino (Mickey Mouse). Storielle e illustrazioni dello studio Walter Disney. I Pionieri; I militi del fuoco (Vol.1)

e il seguito
Il Mistero del Gorilla, La festa del compleanno (Vol.2).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Prima pagina del primo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del primo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Franco Antonicelli, che come dicevamo curò di persona la nascita dei due libretti, per l’occasione si firmò con lo pseudonimo di Antony e decise di affidare la traduzione a un amico (che fu suo studente al Liceo d’Azeglio di Torino durante le sue supplenze), un certo Cesare Pavese!

Pavese, in quegli anni impegnato in diversi lavori di traduzione, considerando il lavoro offertogli da Antonicelli troppo frivolo, chiederà all’editore, per quel “pudore, discutibile di letterato”* di non comparire nei crediti del libretto.

I due libretti, che misurano 217×157 mm, hanno le copertine, rispettivamente, color crema e color verde acqua e hanno 38 pagine ciascuno. Inoltre, del primo volume c’è stata sicuramente una ristampa (che si riconosce per la scritta II edizione all’interno).

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.1", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.1”, Frassinelli.

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.2", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.2”, Frassinelli.

La volontà di pubblicare il terzo volume delle avventure di Topolino (cosa poi mai avvenuta per una causa legale sui diritti di Micky Mouse con un altro editore italiano) è chiara dall’annuncio nell’ultima pagina del secondo volume dove si invita, nel caso fosse piaciuta anche la seconda storia, a comprare il terzo episodio, contattando l’Editore Carlo Frassinelli in via Riberi n. 2 a Torino.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Valore:
Queste due edizioni sono particolarmente rare e piuttosto costose, appaiono ripetutamente in aste importanti, e i prezzi superano abitualmente i mille euro per il primo volume e poco meno per il secondo. Esistono però – e qui siamo di fronte a pochissimi esemplari – delle copie che conservano ancora l’introvabile sovraccoperta trasparente della Frassinelli con indicato il titolo e il prezzo. In questo ultimo caso, gli esemplari possono raggiungere cifre quattro o cinque volte superiori alle precedenti.

Pagina interna del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagina interna del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Alcune note:
– le copie fotografate in questo articolo arrivano dalla Libreria Antiquaria Drogheria 28 che ringrazio sentitamente!
– a questo indirizzo potete trovare uno studio approfondito sul lavoro realizzato da Cesare Pavese su questi due volumetti di Topolino. L’articolo è davvero una preziosa raccolta di informazioni e curiosità. Da leggere! Grazie ancora a Simone Volpato per il consiglio.

 

*parole di Zavattini, direttore dal 1936 delle testate Disney della Mondadori.

 

 



L’incipit:

«Michi con Minni
si è messo in cammino.
Va verso Occidente
ma non per piacere:
vuol fare fortuna
lontano o vicino,
e, come vedete,
diventa pioniere.»
(trad. di Cesare Pavese)

Anno di pubblicazione: 1933
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo originale: 5 Lire
Pagine: 38


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Un’edizione sconosciuta de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami

All’inizio, il titolo questo post avrebbe dovuto essere “piccole variazioni (o piccole sfumature) di Haruki Murakami”, dove, per “variazioni” o “sfumature” il riferimento è ai colori della copertina di uno degli ultimi libri dello scrittore giapponese da sempre in odore di Nobel.

Il 12 novembre 2019, la casa editrice Einaudi ha annunciato un’uscita editoriale dal sapore più di omaggio ai fan di Murakami che di operazione commerciale. Si tratta, infatti, di una nuova edizione del romanzo L’assassinio del Commendatore, caratterizzato da una vistosa copertina rossa, uscito pochi mesi prima in due volumi separati (come era successo in Giappone) e qui pubblicati, per la prima volta, in uno unico, per di più arricchito dalle meravigliose illustrazioni di Noma Bar, che da qualche anno è l’autore ufficiale delle nuove copertine dei romanzi di Murakami in Italia e nel mondo.

"L'assassinio del Commendatore" in edizione speciale, caratterizzato da una vistosa copertina rossa e una versione mai uscita in commercio con la copertina bianca.

“L’assassinio del Commendatore” in edizione speciale, caratterizzato da una vistosa copertina rossa e una versione mai uscita in commercio con la copertina bianca.

All’uscita di questo volume, Einaudi si è espressa chiaramente: si tratta di una edizione speciale che, probabilmente, non verrà ristampata “se non in caso di sollevazione popolare” (cit.). Detto questo, il libro è stato stampato in svariate decine di migliaia di copie, distribuito in tutte le librerie italiane e venduto a 30 euro, quindi, per il momento, non è ancora un pezzo che si può definire raro.

L'edizione speciale de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

L’edizione speciale de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Pagine interne dell'edizione speciale de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Pagine interne dell’edizione speciale de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Recentemente però ho scoperto una edizione particolare, sconosciuta al pubblico, a tiratura – questa volta sì – davvero limitata e data in omaggio dalla casa editrice torinese solo ad amici e librai di fiducia.

L’edizione si differenza da quella in commercio sostanzialmente per il colore della copertina, che non è più rossa ma bianca e ha una grafica diversa: cambia il carattere di stampa, il logo della casa editrice Einaudi, non riporta il prezzo (trattandosi appunto di un omaggio) e, nell’aletta anteriore, è presenta la scritta “Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi”.

Eccola, nelle immagini qui sotto.

A fianco dell'edizione destinata al pubblico (copertina rossa) ecco l'edizione con la copertina bianca distribuita da Einaudi come omaggio a un pubblico selezionato.

A fianco dell’edizione destinata al pubblico (copertina rossa) ecco l’edizione con la copertina bianca distribuita da Einaudi come omaggio a un pubblico selezionato.

L'edizione de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami distribuita da Einaudi a collaboratori e amici.

L’edizione de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami distribuita da Einaudi a collaboratori e amici.

Il retro delle edizioni 2019 de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami.

Il retro delle edizioni 2019 de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami.

L'unica indicazione dell'edizione è presente nell'aletta anteriore della sovraccoperta e recita "Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi".

L’unica indicazione dell’edizione è presente nell’aletta anteriore della sovraccoperta e recita “Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi”.

Al momento non è dato di sapere quale sia stata la tiratura di questa edizione. Presumibilmente non dovrebbe essere superiore alle mille copie, più probabile intorno alle cinquecento, ma sono solo supposizioni.
Possiamo però dire che chi (come il sottoscritto) colleziona le opere di Murakami in italiano, da Natale scorso ha un nuovo oggetto del desiderio da recuperare e inserire nella propria personale biblioteca.

Ecco tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de "L'assassinio del Commendatore" di Haruki Murakami.

Ecco tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami.

I dorsi di tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de "L'assassinio del Commendatore" di Haruki Murakami.

I dorsi di tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami.

 

 



L’incipit:

«Dal maggio di quell’anno fino all’inizio dell’anno seguente vissi in montagna, all’imbocco di una stretta valle. L’estate a fondo valle pioveva senza sosta, ma sulle alture di solito faceva bel tempo. Questo grazie al vento che soffiava da sud, dal mare. Il vento portava nuvole gonfie d’acqua che si abbattevano sulla valle e ne risalivano i versanti scaricando la pioggia di cui erano gonfie. Dato che la casa in cui vivevo si trovava proprio su un crinale, succedeva spesso che nel giardino davanti splendesse il sole, mentre sul retro pioveva a dirotto. All’inizio mi pareva molto strano, ma col tempo mi ci ero abituato, anzi, finii per trovarlo normale.»
(Haruki Murakami)

Anno di pubblicazione: novembre/dicembre 2019
Casa editrice: Einaudi
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 844


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“A Mariuccia”, la tenera dedica di Giani Stuparich su un libro di Virgilio Giotti.

Spesso, spulciando tra i libri usati, ci si imbatte in qualche esemplare che porta con sé una dedica a una persona cara.

Come diceva Troisi nel “Il Postino”, una dedica rende quella copia del libro un esemplare unico. E quando la tieni in mano, capisci che ha avuto una sua storia, a volte distante da quella ufficiale, che va semplicemente dall’autore al lettore.

Recentemente, con l’acquisto di un libretto di poesie dello scrittore triestino Virgilio Giotti, ho trovato una copia che recava una bella e significativa dedica.
Caprizzi, Canzonette e Stòrie (Edizioni di Solaria, Firenze, 1928), splendida raccolta di poesie, riportava una dedica non di Giotti ma di Giani Stuparich, altro scrittore triestino, a una sua cara amica.

Copertina del libro di poesie di Virgilio Giotti "Caprizzi canzonete e stòrie". Prima edizione, luglio 1928. Tiratura 350 esemplari.

Copertina del libro di poesie di Virgilio Giotti “Caprizzi canzonete e stòrie”. Prima edizione, luglio 1928. Tiratura 350 esemplari.

La dedica recita così:

A Mariuccia
nel giorno del suo compleanno
per consuetudine d’amicizia e per quell’affetto
che resta sempre vivo, mentre gli anni
passano.
Gianni Stuparich
Trieste ott. 1928

Dedica di Giani (Giovanni) Stuparich a Maria Prebil.

Dedica di Giani (Giovanni) Stuparich a Maria Prebil.

Essendo l’autore della dedica un personaggio noto, il voler sapere chi fosse questa Mariuccia a cui Stuparich aveva regalato il libro con un dedica così personale è diventato un interrogativo molto interessante.

È chiaro, dalla parole utilizzate da Stuparich, che i due avessero un rapporto duraturo nel tempo e che non fosse una persona estranea al suo giro di affetti.

Chiedendo aiuto a Simone Volpato, titolare della bellissima Libreria Antiquaria Drogheria 28, che si è prodigato con il sottoscritto nella ricerca della soluzione a questo piccolo mistero, siamo giunti all’ipotesi più attendibile su chi fosse questa signora.

Dobbiamo però fare una salto indietro nel tempo, a qualche anno prima del 1928, anno della dedica.

Siamo nel 1908, a Trieste, e proprio in quell’anno il governo austriaco promuove una legge che permette alle ragazze che frequentano il ginnasio assieme ai maschi di potersi iscrivere all’Università. L’unica ragazza in città a farlo è Maria Prebil, di origine boema.
È lei a ispirare a Stuparich il personaggio di Edda Marty nel romanzo Un anno di scuola. Quella Edda che “camminava leggera nel mondo”, quella Edda che quando arrivò “tutti s’innamorarono di lei. Ognuno a modo suo.”

Nella vita reale e non letteraria, Maria fu nel 1909-1910 compagna di classe di Stuparich, ovviamente, ma anche di Umberto Nordio e Ruggero Timeus, con i quali sostenne e superò l’esame finale per entrare all’Università.

Ma Maria fu, soprattutto, l’amore giovanile di Giani. Un amore che non dimenticò mai e che quasi vent’anni divenne solo più discreto con questa bellissima dedica sul libro di Virgilio Giotti.
Negli anni a venire, Maria divenne una stimatissima pediatra, lavorando tra Vienna e Milano.
Purtroppo, di lei non si trovano documenti fotografici online, solo una voce nell’annuario del Ginnasio Superiore Comunale “Dante Alighieri” di Trieste pubblicato per il primo cinquantenario dell’istituto.  A pagina 112 e 113 infatti, tra gli alunni dell’anno 1909-1910 ecco il suo nome: “Prebil Maria da Trieste, studentessa di medicina a Vienna.”

Un’ultima curiosità: Nel 1977 la RAI trasmise la miniserie televisiva tratta dal romanzo di Stuparich spostando la storia di Maria/Edda qualche anno più avanti, nel 1913/1914 in modo che la cena di maturità della classe coincidesse con la notizia dell’assassinio dell’Arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este a Sarajevo.

Pagina interna del volume "Caprizzi canzonete e stòrie" di Virgilio Giotti. Ed. Solaria, 1928.

Pagina interna del volume “Caprizzi canzonete e stòrie” di Virgilio Giotti. Ed. Solaria, 1928.

Per quanto riguarda i dettagli editoriali, sappiamo che la prima edizione di questo libro ha avuto una prima tiratura di 300 copie, numerate dall’1 al 300, e di una seconda tiratura di 50 fuori serie e fuori commercio, riservate al servizio stampa (come la presente).

Indicazioni della tiratura della prima edizione "Caprizzi canzonete e stòrie" di Virgilio Giotti.

Indicazioni della tiratura della prima edizione “Caprizzi canzonete e stòrie” di Virgilio Giotti.

Copertina dorso del libro di poesie di Virgilio Giotti "Caprizzi canzonete e stòrie". Prima edizione, luglio 1928.

Copertina dorso del libro di poesie di Virgilio Giotti “Caprizzi canzonete e stòrie”. Prima edizione, luglio 1928.

 

 



L’incipit:

«Dei purziteri
ne le vetrine,
xe verduline
le ulive za;»
(Virgilio Giotti)

Anno di pubblicazione: 1928
Casa editrice: Solaria
Prezzo originale: sconosciuto
Pagine: 100


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Un’edizione particolare della trilogia di Stieg Larsson

Dell’affascinante trilogia dei romanzi di Millenium e del suo sfortunato ideatore Stieg Larsson avevamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa.

La trilogia, che vede protagonisti Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e in Italia si sono susseguite le ristampe a cura della casa editrice Marsilio che detiene i diritti delle opere di Larsson e ora del suo successore David Lagercrantz.

Torno a parlare di questa serie di romanzi perché, qualche anno anno fa, l’11 novembre 2009 per essere precisi, la casa editrice veneziana aveva realizzato anche una affascinante ed elegante versione dark della trilogia, racchiudendo i tre volumi (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta)  in un cofanetto. Un totale di circa 2150 pagine, ciascuno con una nuova nuova grafica e una copertina in acetato per conferirne protezione e prestigio. Una edizione davvero ben curata e forse tra le più belle che abbia visto finora.

Ve ne parlo perché, recentemente, in un negozio di libri usati, sono incappato in una edizione personalizzata del cofanetto.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Nella parte superiore del contenitore è ben visibile il logo della Grafica Veneta, un’azienda che nel settore della stampa di libri è ben conosciuta, in Italia e all’estero, per la sua rapidità di stampa e consegna. E, ovviamente, è anche la tipografia incaricata della stampa di questa trilogia e di moltissimi altri libri italiani e stranieri (come Harry Potter per la Salani per capirci).
Oltre che sulla testata del cofanetto, il logo è anche visibile sul dorso dei libri nella parte in basso. Quasi una sorta di etichetta.

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Già a occhio si capisce che non è un prodotto destinato al mercato. Probabilmente un test interno? O un prototipo? O un omaggio ai clienti della tipografia?
A quel punto, non trovando nessuna informazione su questo cofanetto marchiato in internet, ho deciso di contattare direttamente la Grafica Veneta, che gentilmente e rapidamente ha risposto a tutte le mie domande, confermandomi che nel 2010, d’accordo con l’editore Marsilio, Grafica Veneta promosse per i propri clienti questo cofanetto. La tiratura sarebbe stata di nemmeno mille copie.

Quindi nemmeno tanto male trovarne uno. In condizioni perfette, per giunta.

Difficile dare un valore a questo prodotto, non essendo mai entrato nel mercato. Possiamo comunque dire che è una rarità che potrebbe interessare certamente i fan del compianto Larsson, come il sottoscritto.

Trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

 

 


L’incipit:

«Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno – fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d’ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell’attesa stava bevendo un caffè. Quest’anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.»
(Stieg Larsson)

Anno di pubblicazione: 2009/2010
Casa editrice: Marsilio
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 2150


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Poema a fumetti di Dino Buzzati, lo strano caso della seconda edizione

A volte, una casa editrice può cambiare le sue consuetudini e le regole non scritte dell’editoria.

Una di queste regole vuole che, abitualmente, le prime edizioni dei libri escano in una versione con copertina rigida e sovraccoperta – insomma, più elegante – per poi passare, con il corso delle ristampe, a un formato più economico in brossura con copertina morbida.

Succede di rado, ma è successo, che questa regola venga invertita. Ed è quello che è successo con un libro molto famoso che si intitola Poema a fumetti del sempre compianto Dino Buzzati.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Vediamo di che libro si tratta.

Poema a fumetti, oggi, si può ormai considerare una delle prime graphic novel mai realizzate in Italia, ma quando uscì nel 1969 fu una delle opere più sperimentali di questo scrittore e artista poliedrico, nato nel bellunese nel 1906 e scomparso a Milano nel 1972.  Talmente poliedrico che, oltre a essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento, fu anche giornalista, drammaturgo, scenografo, pittore e poeta.

L’idea del fumetto ispirato al mito di Orfeo ed Euridice nacque nella mente di Buzzati già nel 1965 con il titolo La dolce morte, ma, troppo in anticipo di anni sui gusti dei suoi contemporanei, non riesce a convincere la casa editrice della bontà della pubblicazione. Deluso e amareggiato, affida il manoscritto alla moglie con il desiderio che non venga pubblicato per almeno vent’anni.

Ma la giovane moglie, Almerina Antoniazzi, sposata quasi in segreto nel 1966 a causa della notevole differenza di età (lei aveva 25 anni e Buzzati 60), crede fermamente nella qualità del lavoro del marito e insiste presso la Mondadori affinché il libro venga stampato. Ce la farà, ma l’editore insiste per un titolo meno lugubre e così si passerà da La dolce morte al più didascalico Poema a fumetti.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Alla pubblicazione del volume, la critica si dividerà su questo lavoro così originale, a metà strada tra letteratura e pittura, che all’inizio – con le sue 208 tavole a colori che richiamano lavori di artisti visivi tra i più famosi e una storia antica raccontata in chiave pop – non sarà capito dai più perché di difficile catalogazione. È un fumetto? no, non ci sono i balloon e manca la sequenza temporale classica del fumetto. È un romanzo? e allora perché tutte queste illustrazioni? A chi è diretto? il contenuto è troppo libertino per i giovani e troppo “leggero” per gli adulti.

Buzzati stesso, in una intervista al Corriere della Sera dell’8 febbraio 1970, disse a proposito:

Sapevo in partenza che Poema a fumetti, libro fatto più di disegni che di parole, rischiava di avere, anche da parte dei critici, strane accoglienze. […] Parecchi mi hanno rimproverato l’eccessiva frequenza, nelle pagine, di ragazze nude disegnate con accento libertino. Io l’ho fatto per tre motivi: primo, la nudità mi sembra il costume più adatto nel mondo dei più; secondo, disegnare dei nudi è più gradevole e stimolante che disegnare delle persone vestite (almeno per me); terzo – e qui direte che mi do la zappa sui piedi, ma perché essere ipocrita? – pensavo che l’ingrediente fosse producente agli occhi del pubblico.

Il libro, 50 anni dopo, ristampa dopo ristampa, troverà finalmente la sua collocazione nelle libreria e nelle biblioteche in un nuovo genere che, inconsapevolmente, lui stesso ha creato: quello delle graphic novel.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Poema a fumetti, nella sua prima tiratura, esce nel settembre del 1969 con una copertina morbida. Diventa subito un successo e vende numerose copie, tanto da richiedere una seconda ristampa due mesi dopo, a novembre.

Quello che la casa editrice decide di fare però è bizzarro, come dicevamo all’inizio dell’articolo: decide di ristamparlo con una copertina rigida e una sovraccoperta simile a quella della prima edizione (fatta eccezione per una cornice puntinata attorno all’illustrazione) e con un “errore” non da poco: nella pagina che riporta le informazioni del volume si legge “I edizione settembre 1969“, senza dubbio un ottimo modo per confondere tutti.

Negli anni, ciò comporterà una costante confusione ogni volta che si troverà un annuncio del libro in vendita, perché molti di questi annunci riporteranno come prima edizione la seconda.

Ora, sapete anche voi che non esiste una prima edizione con la copertina rigida. Inoltre, basterà leggere la data in fondo al testo nella seconda aletta presente nella sovraccoperta: “novembre 1969” per esserne certi.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l'unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l’unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

In conclusione, questa seconda edizione, in tiratura minore rispetto alla prima, sparisce negli anni dai mercatini e dalle librerie. Tanto che anche online se ne trovano solo pochi esemplari.

E qui, scatta un cortocircuito interessante per i collezionisti: abbiamo una prima edizione, in copertina morbida, “comune ma ricercata” (cit. da Gambetti Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento Italiano) e una seconda edizione, più elegante con copertina rilegata, di più difficile reperibilità. Quale delle due ha più valore?

A oggi, è una domanda difficile a cui rispondere. Il paradosso per me è stato recuperare una copia della prima edizione a 10 euro (mediamente il prezzo si aggira sui 60-80 euro) e una seconda edizione a 60 euro (valore attuale di mercato dai 40 ai 120).

Probabilmente, a questo punto, 50 anni sono ancora troppo pochi per decretare quale dei due volumi, nel tempo, acquisterà più valore. Quindi, diamoci appuntamento fra… 25 anni per riparlarne.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

 

 



L’incipit:

«In Via Saterna nella città vecchia. Esiste una villa con grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede il muro di cinta e il culmine della casetta del custode.»
(Dino Buzzati)

Anno di pubblicazione: settembre 1969 I edizione
Anno di pubblicazione: novembre 1969 II edizione
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Prezzo originale: 12.000 Lire
Pagine: 222


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Lo Hobbit illustrato è già una rarità

Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (sottotitolo originale: There and back again) o, più semplicemente, Lo Hobbit, è uno dei romanzi di genere fantasy più conosciuti al mondo, a opera del geniale John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973).

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pubblicato per la prima volta in lingua inglese il 21 settembre 1937, nacque nelle intenzioni del suo autore come una fiaba per bambini. Ed è un bambino di 10 anni, Rayner Unwin, figlio dell’editore Stanley Unwein, a consigliarne proprio al padre la pubblicazione. La recensione del bambino, poi pagata con uno scellino, fu questa:

«Bilbo Baggins era un Hobbit che viveva in una caverna Hobbit e non aveva mai avventure. Un giorno lo stregone Gandalf lo persuade a partire. Ha delle eccitanti avventure con orchi e mannari. Alla fine arrivano alla Montagna Solitaria; Smaug, il drago che vi abita è ucciso e dopo una terrificante battaglia ritorna a casa – ricco!!
Questo libro con l’aiuto di mappe non richiede nessuna illustrazione è buono e può interessare bambini dai 5 ai 9 anni»

Tutto sommato, niente male.

Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

La prima edizione ebbe una tiratura di sole 1.500 copie e avvenne appunto nel settembre del 1937 andando esaurita in due mesi, ma la contingenza pre-bellica causò anche una scarsità di carta che rallentò inevitabilmente la crescita di vendite.

Negli anni a seguire uscirono altre versioni de Lo Hobbit (1951, 1966 e 1978) con correzioni di nomi e dettagli tra cui il più importante: la storia del recupero dell’anello da parte di Bilbo Baggins che non avviene come un furto ai danni di Gollum ma come vittoria a una gara di indovinelli.
La bravura di Tolkien è stata anche sapere gestire questi due episodi differenti ne Il Signore degli anelli dove il mago Gandalf citerà questi fatti come due diversi racconti fatti da Bilbo in momenti differenti.

Veniamo ora a una delle ultime edizioni italiane dal titolo Lo Hobbit Un viaggio inaspettato, uscita recentemente ma che è già diventata oggetto di desiderio da parte di diversi collezionisti.

Si tratta di una edizione Bompiani dell’ottobre 2013. La casa editrice milanese al momento detiene i diritti di tutte le opere di J.R.R. Tolkien e ha la rara capacità e bravura di rinnovare il proprio catalogo con nuove e accattivanti edizioni.

Pagina dei crediti de Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina dei crediti de Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Il libro ha una copertina di tela raffigurante Bilbo Baggins intento a riposare sotto un albero e delle decorazioni di foglie e animali color oro. Tutte le illustrazioni interne sono state affidate a Jemima Catlin:  inglese, classe 1986, è stata scelta direttamente da Christopher Tolkien, il figlio di J.R.R. Tolkien, per arricchire questa versione de Lo Hobbit con le sue 150 illustrazioni.

I disegni sono fortemente diversi da quelli che siamo stati abituati a vedere negli ultimi anni, anche a seguito delle trasposizioni cinematografiche de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Nelle dichiarazioni della casa editrice inglese Harper Collins, si è voluta infatti riproporre al pubblico Lo Hobbit nella sua intenzione originale, ovvero quella appartenente alla letteratura per bambini e ragazzi. Riportando il libro alla sua “innocenza originaria”, a detta del curatore David Brawn. Quindi  ad atmosfere decisamente meno cupe e meno spaventose. Intento decisamente riuscito, visto che le  le illustrazioni della Catlin sono quanto di più lontano si potesse pensare rispetto all’immaginario creato al cinema.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Per concludere, è comunque interessante notare come la versione inglese del 12 settembre 2013, praticamente identica a quella italiana, non sia altrettanto ricercata e costosa. La ragione risiede forse nel fatto che da qualche anno la versione italiana (a quanto mi risulta stampata solo per tre volte) non sia sul mercato.

Il valore? Mediamente le copie in vendita vanno dai 150 ai 220 euro, ma ovviamente questi sono i prezzi che si trovano su eBay e sono da prendere con le pinze perché rappresentano il prezzo voluto dal venditore e non il reale prezzo di mercato (che comunque è ormai superiore ai 100 euro).

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Retro copertina de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Retro copertina de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

 

 



L’incipit:

«Questa è una storia di tanto tempo fa. A quel tempo gli idiomi e le lettere dell’alfabeto erano molto diversi da quelli dei nostri giorni. Per rappresentare quegli idiomi si è usata la nostra lingua.
Le rune erano lettere antiche originariamente ottenute intagliando o graffiando legno, pietre o metalli, ed erano pertanto sottili e angolose. Al tempo di questa storia soltanto i nani ne facevano uso regolare, specialmente per documenti privati o segreti.»
(J.R.R. Tolkien)

Anno di pubblicazione: ottobre 2013
Titolo originale: The Hobbit: There and back again
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 25 euro
Pagine: 80


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Nel segno della pecora, il primo libro di Murakami in italiano

Haruki Murakami (Kyoto, 1949) è senza ombra di dubbio lo scrittore contemporaneo giapponese più famoso del mondo.

Il suo stile è decisamente unico, non classificabile, in bilico tra la letteratura giapponese e quella mondiale, con elementi di realismo magico che ha fatto di lui uno scrittore acclamato da pubblico e critica, tradotto in più di cinquanta Paesi.

Si avvicina alla scrittura relativamente tardi: prima, infatti, gestiva assieme alla moglie (sua prima lettrice) un piccolo locale dove si ascoltava musica jazz tutto il giorno (sua grande passione assieme alla corsa, tanto che scriverà due libri su questi temi).

羊をめぐる冒険 Hitsuji o meguru bōken (1982), è il terzo romanzo di Murakami, ma è il primo tradotto in italiano. I primi due, “Ascolta la canzone del vento” e “Il flipper del ’73” verranno pubblicati solo nel 2016 da Einaudi.

Esce nel 1992 per la Longanesi & C. di Milano con il titolo Sotto il segno della pecora, con la traduzione da un’edizione inglese del 1989 a cura di Anna Rusconi.

Sotto il segno della pecora, il primo libro di Haruki Murakami in italiano. Longanesi, 1992.

Sotto il segno della pecora, il primo libro di Haruki Murakami in italiano. Longanesi, 1992.

La trama vede un trentenne che lavora come pubblicitario, appena lasciato dalla moglie perché lo trova “noioso”, trascinato via dalla sua tranquilla e monotona esistenza e gettato in una serie di eventi e compiti affidati da un potente uomo politico chiamato “Il Boss” (nelle edizioni Einaudi verrà chiamato “Il Maestro”) con lo scopo di trovare una pecora che lo ossessiona.
Il compito viene affidato a lui perché è stato lui a postare su una newsletter un’insignificante foto di un gregge di pecore tra le quali anche quella che interessa al Boss: una pecora bianca con una macchia a forma di stella sulla groppa
La foto gli era stata precedentemente spedita da un amico, “Il Ratto” (nelle edizioni Einaudi: “Il Sorcio”) e l’unico elemento per completare la ricerca sembra essere il panorama alle spalle del gregge che si rivelerà essere una località sull’isola di Hokkaidō.

Pagina interna con indicato il mese e l'anno di stampa. Sotto il segno della pecora, Longanesi, 1992.

Pagina interna con indicato il mese e l’anno di stampa. Sotto il segno della pecora, Longanesi, 1992.

Non sappiamo quanto abbia venduto il libro in Italia. Di certo è che dovremmo aspettare ancora diversi anni prima di apprezzare altre opere di Murakami nel nostro Paese e prima che venga riconosciuto come autore di culto.

È Feltrinelli, nel 1993, a pubblicare il suo romanzo più famoso, ノルウェイの森 Noruwei no mori (Norwegian Wood), con la misteriosa traduzione del titolo in Tokyo Blues.
Nel 2002 sarà la Baldini e Castoldi a fare uscire una sua raccolta di racconti La fine del mondo e il paese delle meraviglie,
È però negli anni successivi che i libri di Murakami approdano definitivamente nel catalogo Einaudi e gli italiani conosceranno le sue opere più iconiche come After Dark, 1Q84 e gli ultimissimi due volumi di L’assassino del commendatore più le ristampe dei lavori precedenti.

Per concludere, a proposito del primo libro italiano di Murakami, nel 2010, la Giulio Einaudi Editore, affiderà una nuova traduzione del testo (questa volta dal giapponese!) alla traduttrice storica di Murakami in Italia Antonietta Pastore e cambierà il titolo da Sotto il segno della pecoraNel segno della pecora.

A confronto la prima edizione Longanesi e l'edizione Einaudi del 2010. Da notare anche il cambio del titolo.

A confronto la prima edizione Longanesi e l’edizione Einaudi del 2010. Da notare anche il cambio del titolo.

L’edizione Longanesi sta iniziando a essere piuttosto ricercata e il prezzo sta pian piano salendo a sfiorare gli 80-100 euro, se in buone condizioni.

 



L’incipit:

«Era un breve annuncio sul giornale del mattino, un paragrafo soltanto. Un amico nel telefono e me lo lesse. Niente di speciale. Una cosa così avrebbe potuto scriverla un giornalista alle prime armi, appena uscito dall’università, giusto per esercitarsi un po’.»
(Haruki Murakami)

Anno di pubblicazione: settembre 1992
Titolo originale: Hitsuji o meguru bōken
Casa editrice: Longanesi & C.
Prezzo originale: 29.500 Lire
Pagine: 80


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