Un’edizione particolare della trilogia di Stieg Larsson

Dell’affascinante trilogia dei romanzi di Millenium e del suo sfortunato ideatore Stieg Larsson avevamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa.

La trilogia, che vede protagonisti Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e in Italia si sono susseguite le ristampe a cura della casa editrice Marsilio che detiene i diritti delle opere di Larsson e ora del suo successore David Lagercrantz.

Torno a parlare di questa serie di romanzi perché, qualche anno anno fa, l’11 novembre 2009 per essere precisi, la casa editrice veneziana aveva realizzato anche una affascinante ed elegante versione dark della trilogia, racchiudendo i tre volumi (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta)  in un cofanetto. Un totale di circa 2150 pagine, ciascuno con una nuova nuova grafica e una copertina in acetato per conferirne protezione e prestigio. Una edizione davvero ben curata e forse tra le più belle che abbia visto finora.

Ve ne parlo perché, recentemente, in un negozio di libri usati, sono incappato in una edizione personalizzata del cofanetto.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Nella parte superiore del contenitore è ben visibile il logo della Grafica Veneta, un’azienda che nel settore della stampa di libri è ben conosciuta, in Italia e all’estero, per la sua rapidità di stampa e consegna. E, ovviamente, è anche la tipografia incaricata della stampa di questa trilogia e di moltissimi altri libri italiani e stranieri (come Harry Potter per la Salani per capirci).
Oltre che sulla testata del cofanetto, il logo è anche visibile sul dorso dei libri nella parte in basso. Quasi una sorta di etichetta.

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Già a occhio si capisce che non è un prodotto destinato al mercato. Probabilmente un test interno? O un prototipo? O un omaggio ai clienti della tipografia?
A quel punto, non trovando nessuna informazione su questo cofanetto marchiato in internet, ho deciso di contattare direttamente la Grafica Veneta, che gentilmente e rapidamente ha risposto a tutte le mie domande, confermandomi che nel 2010, d’accordo con l’editore Marsilio, Grafica Veneta promosse per i propri clienti questo cofanetto. La tiratura sarebbe stata di nemmeno mille copie.

Quindi nemmeno tanto male trovarne uno. In condizioni perfette, per giunta.

Difficile dare un valore a questo prodotto, non essendo mai entrato nel mercato. Possiamo comunque dire che è una rarità che potrebbe interessare certamente i fan del compianto Larsson, come il sottoscritto.

Trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

 

 


L’incipit:

«Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno – fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d’ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell’attesa stava bevendo un caffè. Quest’anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.»
(Stieg Larsson)

Anno di pubblicazione: 2009/2010
Casa editrice: Marsilio
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 2150


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Poema a fumetti di Dino Buzzati, lo strano caso della seconda edizione

A volte, una casa editrice può cambiare le sue consuetudini e le regole non scritte dell’editoria.

Una di queste regole vuole che, abitualmente, le prime edizioni dei libri escano in una versione con copertina rigida e sovraccoperta – insomma, più elegante – per poi passare, con il corso delle ristampe, a un formato più economico in brossura con copertina morbida.

Succede di rado, ma è successo, che questa regola venga invertita. Ed è quello che è successo con un libro molto famoso che si intitola Poema a fumetti del sempre compianto Dino Buzzati.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Vediamo di che libro si tratta.

Poema a fumetti, oggi, si può ormai considerare una delle prime graphic novel mai realizzate in Italia, ma quando uscì nel 1969 fu una delle opere più sperimentali di questo scrittore e artista poliedrico, nato nel bellunese nel 1906 e scomparso a Milano nel 1972.  Talmente poliedrico che, oltre a essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento, fu anche giornalista, drammaturgo, scenografo, pittore e poeta.

L’idea del fumetto ispirato al mito di Orfeo ed Euridice nacque nella mente di Buzzati già nel 1965 con il titolo La dolce morte, ma, troppo in anticipo di anni sui gusti dei suoi contemporanei, non riesce a convincere la casa editrice della bontà della pubblicazione. Deluso e amareggiato, affida il manoscritto alla moglie con il desiderio che non venga pubblicato per almeno vent’anni.

Ma la giovane moglie, Almerina Antoniazzi, sposata quasi in segreto nel 1966 a causa della notevole differenza di età (lei aveva 25 anni e Buzzati 60), crede fermamente nella qualità del lavoro del marito e insiste presso la Mondadori affinché il libro venga stampato. Ce la farà, ma l’editore insiste per un titolo meno lugubre e così si passerà da La dolce morte al più didascalico Poema a fumetti.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Alla pubblicazione del volume, la critica si dividerà su questo lavoro così originale, a metà strada tra letteratura e pittura, che all’inizio – con le sue 208 tavole a colori che richiamano lavori di artisti visivi tra i più famosi e una storia antica raccontata in chiave pop – non sarà capito dai più perché di difficile catalogazione. È un fumetto? no, non ci sono i balloon e manca la sequenza temporale classica del fumetto. È un romanzo? e allora perché tutte queste illustrazioni? A chi è diretto? il contenuto è troppo libertino per i giovani e troppo “leggero” per gli adulti.

Buzzati stesso, in una intervista al Corriere della Sera dell’8 febbraio 1970, disse a proposito:

Sapevo in partenza che Poema a fumetti, libro fatto più di disegni che di parole, rischiava di avere, anche da parte dei critici, strane accoglienze. […] Parecchi mi hanno rimproverato l’eccessiva frequenza, nelle pagine, di ragazze nude disegnate con accento libertino. Io l’ho fatto per tre motivi: primo, la nudità mi sembra il costume più adatto nel mondo dei più; secondo, disegnare dei nudi è più gradevole e stimolante che disegnare delle persone vestite (almeno per me); terzo – e qui direte che mi do la zappa sui piedi, ma perché essere ipocrita? – pensavo che l’ingrediente fosse producente agli occhi del pubblico.

Il libro, 50 anni dopo, ristampa dopo ristampa, troverà finalmente la sua collocazione nelle libreria e nelle biblioteche in un nuovo genere che, inconsapevolmente, lui stesso ha creato: quello delle graphic novel.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Poema a fumetti, nella sua prima tiratura, esce nel settembre del 1969 con una copertina morbida. Diventa subito un successo e vende numerose copie, tanto da richiedere una seconda ristampa due mesi dopo, a novembre.

Quello che la casa editrice decide di fare però è bizzarro, come dicevamo all’inizio dell’articolo: decide di ristamparlo con una copertina rigida e una sovraccoperta simile a quella della prima edizione (fatta eccezione per una cornice puntinata attorno all’illustrazione) e con un “errore” non da poco: nella pagina che riporta le informazioni del volume si legge “I edizione settembre 1969“, senza dubbio un ottimo modo per confondere tutti.

Negli anni, ciò comporterà una costante confusione ogni volta che si troverà un annuncio del libro in vendita, perché molti di questi annunci riporteranno come prima edizione la seconda.

Ora, sapete anche voi che non esiste una prima edizione con la copertina rigida. Inoltre, basterà leggere la data in fondo al testo nella seconda aletta presente nella sovraccoperta: “novembre 1969” per esserne certi.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l'unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l’unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

In conclusione, questa seconda edizione, in tiratura minore rispetto alla prima, sparisce negli anni dai mercatini e dalle librerie. Tanto che anche online se ne trovano solo pochi esemplari.

E qui, scatta un cortocircuito interessante per i collezionisti: abbiamo una prima edizione, in copertina morbida, “comune ma ricercata” (cit. da Gambetti Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento Italiano) e una seconda edizione, più elegante con copertina rilegata, di più difficile reperibilità. Quale delle due ha più valore?

A oggi, è una domanda difficile a cui rispondere. Il paradosso per me è stato recuperare una copia della prima edizione a 10 euro (mediamente il prezzo si aggira sui 60-80 euro) e una seconda edizione a 60 euro (valore attuale di mercato dai 40 ai 120).

Probabilmente, a questo punto, 50 anni sono ancora troppo pochi per decretare quale dei due volumi, nel tempo, acquisterà più valore. Quindi, diamoci appuntamento fra… 25 anni per riparlarne.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

 

 


L’incipit:

«In Via Saterna nella città vecchia. Esiste una villa con grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede il muro di cinta e il culmine della casetta del custode.»
(Dino Buzzati)

Anno di pubblicazione: settembre 1969 I edizione
Anno di pubblicazione: novembre 1969 II edizione
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Prezzo originale: 12.000 Lire
Pagine: 222


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Lo Hobbit illustrato è già una rarità

Lo Hobbit o la riconquista del tesoro (sottotitolo originale: There and back again) o, più semplicemente, Lo Hobbit, è uno dei romanzi di genere fantasy più conosciuti al mondo, a opera del geniale John Ronald Reuel Tolkien (1892-1973).

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pubblicato per la prima volta in lingua inglese il 21 settembre 1937, nacque nelle intenzioni del suo autore come una fiaba per bambini. Ed è un bambino di 10 anni, Rayner Unwin, figlio dell’editore Stanley Unwein, a consigliarne proprio al padre la pubblicazione. La recensione del bambino, poi pagata con uno scellino, fu questa:

«Bilbo Baggins era un Hobbit che viveva in una caverna Hobbit e non aveva mai avventure. Un giorno lo stregone Gandalf lo persuade a partire. Ha delle eccitanti avventure con orchi e mannari. Alla fine arrivano alla Montagna Solitaria; Smaug, il drago che vi abita è ucciso e dopo una terrificante battaglia ritorna a casa – ricco!!
Questo libro con l’aiuto di mappe non richiede nessuna illustrazione è buono e può interessare bambini dai 5 ai 9 anni»

Tutto sommato, niente male.

Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

La prima edizione ebbe una tiratura di sole 1.500 copie e avvenne appunto nel settembre del 1937 andando esaurita in due mesi, ma la contingenza pre-bellica causò anche una scarsità di carta che rallentò inevitabilmente la crescita di vendite.

Negli anni a seguire uscirono altre versioni de Lo Hobbit (1951, 1966 e 1978) con correzioni di nomi e dettagli tra cui il più importante: la storia del recupero dell’anello da parte di Bilbo Baggins che non avviene come un furto ai danni di Gollum ma come vittoria a una gara di indovinelli.
La bravura di Tolkien è stata anche sapere gestire questi due episodi differenti ne Il Signore degli anelli dove il mago Gandalf citerà questi fatti come due diversi racconti fatti da Bilbo in momenti differenti.

Veniamo ora a una delle ultime edizioni italiane dal titolo Lo Hobbit Un viaggio inaspettato, uscita recentemente ma che è già diventata oggetto di desiderio da parte di diversi collezionisti.

Si tratta di una edizione Bompiani dell’ottobre 2013. La casa editrice milanese al momento detiene i diritti di tutte le opere di J.R.R. Tolkien e ha la rara capacità e bravura di rinnovare il proprio catalogo con nuove e accattivanti edizioni.

Pagina dei crediti de Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina dei crediti de Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Il libro ha una copertina di tela raffigurante Bilbo Baggins intento a riposare sotto un albero e delle decorazioni di foglie e animali color oro. Tutte le illustrazioni interne sono state affidate a Jemima Catlin:  inglese, classe 1986, è stata scelta direttamente da Christopher Tolkien, il figlio di J.R.R. Tolkien, per arricchire questa versione de Lo Hobbit con le sue 150 illustrazioni.

I disegni sono fortemente diversi da quelli che siamo stati abituati a vedere negli ultimi anni, anche a seguito delle trasposizioni cinematografiche de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Nelle dichiarazioni della casa editrice inglese Harper Collins, si è voluta infatti riproporre al pubblico Lo Hobbit nella sua intenzione originale, ovvero quella appartenente alla letteratura per bambini e ragazzi. Riportando il libro alla sua “innocenza originaria”, a detta del curatore David Brawn. Quindi  ad atmosfere decisamente meno cupe e meno spaventose. Intento decisamente riuscito, visto che le  le illustrazioni della Catlin sono quanto di più lontano si potesse pensare rispetto all’immaginario creato al cinema.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Pagina interna de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Per concludere, è comunque interessante notare come la versione inglese del 12 settembre 2013, praticamente identica a quella italiana, non sia altrettanto ricercata e costosa. La ragione risiede forse nel fatto che da qualche anno la versione italiana (a quanto mi risulta stampata solo per tre volte) non sia sul mercato.

Il valore? Mediamente le copie in vendita vanno dai 150 ai 220 euro, ma ovviamente questi sono i prezzi che si trovano su eBay e sono da prendere con le pinze perché rappresentano il prezzo voluto dal venditore e non il reale prezzo di mercato (che comunque è ormai superiore ai 100 euro).

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Lo Hobbit illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Retro copertina de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

Retro copertina de Lo Hobbit di J.R.R Tolkien illustrato da Jemima Catlin, 1a edizione, Bompiani ottobre 2013.

 

 


L’incipit:

«Questa è una storia di tanto tempo fa. A quel tempo gli idiomi e le lettere dell’alfabeto erano molto diversi da quelli dei nostri giorni. Per rappresentare quegli idiomi si è usata la nostra lingua.
Le rune erano lettere antiche originariamente ottenute intagliando o graffiando legno, pietre o metalli, ed erano pertanto sottili e angolose. Al tempo di questa storia soltanto i nani ne facevano uso regolare, specialmente per documenti privati o segreti.»
(J.R.R. Tolkien)

Anno di pubblicazione: ottobre 2013
Titolo originale: The Hobbit: There and back again
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 25 euro
Pagine: 80


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Nel segno della pecora, il primo libro di Murakami in italiano

Haruki Murakami (Kyoto, 1949) è senza ombra di dubbio lo scrittore contemporaneo giapponese più famoso del mondo.

Il suo stile è decisamente unico, non classificabile, in bilico tra la letteratura giapponese e quella mondiale, con elementi di realismo magico che ha fatto di lui uno scrittore acclamato da pubblico e critica, tradotto in più di cinquanta Paesi.

Si avvicina alla scrittura relativamente tardi: prima, infatti, gestiva assieme alla moglie (sua prima lettrice) un piccolo locale dove si ascoltava musica jazz tutto il giorno (sua grande passione assieme alla corsa, tanto che scriverà due libri su questi temi).

羊をめぐる冒険 Hitsuji o meguru bōken (1982), è il terzo romanzo di Murakami, ma è il primo tradotto in italiano. I primi due, “Ascolta la canzone del vento” e “Il flipper del ’73” verranno pubblicati solo nel 2016 da Einaudi.

Esce nel 1992 per la Longanesi & C. di Milano con il titolo Sotto il segno della pecora, con la traduzione da un’edizione inglese del 1989 a cura di Anna Rusconi.

Sotto il segno della pecora, il primo libro di Haruki Murakami in italiano. Longanesi, 1992.

Sotto il segno della pecora, il primo libro di Haruki Murakami in italiano. Longanesi, 1992.

La trama vede un trentenne che lavora come pubblicitario, appena lasciato dalla moglie perché lo trova “noioso”, trascinato via dalla sua tranquilla e monotona esistenza e gettato in una serie di eventi e compiti affidati da un potente uomo politico chiamato “Il Boss” (nelle edizioni Einaudi verrà chiamato “Il Maestro”) con lo scopo di trovare una pecora che lo ossessiona.
Il compito viene affidato a lui perché è stato lui a postare su una newsletter un’insignificante foto di un gregge di pecore tra le quali anche quella che interessa al Boss: una pecora bianca con una macchia a forma di stella sulla groppa
La foto gli era stata precedentemente spedita da un amico, “Il Ratto” (nelle edizioni Einaudi: “Il Sorcio”) e l’unico elemento per completare la ricerca sembra essere il panorama alle spalle del gregge che si rivelerà essere una località sull’isola di Hokkaidō.

Pagina interna con indicato il mese e l'anno di stampa. Sotto il segno della pecora, Longanesi, 1992.

Pagina interna con indicato il mese e l’anno di stampa. Sotto il segno della pecora, Longanesi, 1992.

Non sappiamo quanto abbia venduto il libro in Italia. Di certo è che dovremmo aspettare ancora diversi anni prima di apprezzare altre opere di Murakami nel nostro Paese e prima che venga riconosciuto come autore di culto.

È Feltrinelli, nel 1993, a pubblicare il suo romanzo più famoso, ノルウェイの森 Noruwei no mori (Norwegian Wood), con la misteriosa traduzione del titolo in Tokyo Blues.
Nel 2002 sarà la Baldini e Castoldi a fare uscire una sua raccolta di racconti La fine del mondo e il paese delle meraviglie,
È però negli anni successivi che i libri di Murakami approdano definitivamente nel catalogo Einaudi e gli italiani conosceranno le sue opere più iconiche come After Dark, 1Q84 e gli ultimissimi due volumi di L’assassino del commendatore più le ristampe dei lavori precedenti.

Per concludere, a proposito del primo libro italiano di Murakami, nel 2010, la Giulio Einaudi Editore, affiderà una nuova traduzione del testo (questa volta dal giapponese!) alla traduttrice storica di Murakami in Italia Antonietta Pastore e cambierà il titolo da Sotto il segno della pecoraNel segno della pecora.

A confronto la prima edizione Longanesi e l'edizione Einaudi del 2010. Da notare anche il cambio del titolo.

A confronto la prima edizione Longanesi e l’edizione Einaudi del 2010. Da notare anche il cambio del titolo.

L’edizione Longanesi sta iniziando a essere piuttosto ricercata e il prezzo sta pian piano salendo a sfiorare gli 80-100 euro, se in buone condizioni.

 

 


L’incipit:

«Era un breve annuncio sul giornale del mattino, un paragrafo soltanto. Un amico nel telefono e me lo lesse. Niente di speciale. Una cosa così avrebbe potuto scriverla un giornalista alle prime armi, appena uscito dall’università, giusto per esercitarsi un po’.»
(Haruki Murakami)

Anno di pubblicazione: settembre 1992
Titolo originale: Hitsuji o meguru bōken
Casa editrice: Longanesi & C.
Prezzo originale: 29.500 Lire
Pagine: 80


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I giovani di J.D. Salinger: ennesimo libro ritirato dal mercato

Succede tutto intorno alla fine di dicembre dello scorso anno, con un bell’avviso apparso a tutta pagina sui quotidiani Corriere della Sera e Repubblica e sui siti web ibs.it, Amazon.it e ilsaggiatore.com.

L’avviso riporta la sentenza (di un processo durato tre anni) da parte del Tribunale di Milano che, oltre a multare per una considerevole somma di denaro (più di 35mila euro) la casa editrice Il Saggiatore, vieta la diffusione e la vendita di un loro libro pubblicato qualche anno prima, nel marzo 2015, da titolo I giovani. Tre racconti con la traduzione di Delfina Vezzoli (traduttrice italiana di Kurt Vonnegut, Don DeLillo scomparsa nel 2017).

La copertina del libro di J.D. Salinger "I giovani. Tre racconti." Pubblicato in Italia nel 2015 e mandato al macero nel 2017.

La copertina del libro di J.D. Salinger “I giovani. Tre racconti.” Pubblicato in Italia nel 2015 e mandato al macero nel 2017.

La causa è stata vinta da Colleen O’Neill, terza moglie e vedova di J.D. Salinger, e dal loro figlio, Matthew Robert Salinger, contro il Gruppo Editoriale Il Saggiatore, riuscendo così a inibire e vietare alla casa editrice italiana qualsiasi utilizzazione del volume, sia cartaceo sia in e-book.

Ma come è successo che la casa editrice professionale come Il Saggiatore sia finita in questo pasticcio?

Rivediamo i passaggi principali della storia:

nel 2014, la casa editrice americana Devault-Graves Agency scoprì che tre racconti di Salinger, già pubblicati singolarmente tra il 1940 e il 1944, I giovani (The Young Folks, 1940), Va’ da Eddie (Go See Eddie, 1940) e Una volta alla settimana (Once a Week Won’t Kill You, 1944) erano tornate di dominio pubblico dopo che il copyright non era stato rinnovato e decise quindi di ripubblicarle in una piccola nuova raccolta intitolata Three Early Stories, realizzando così quello che si potrebbe definire il primo libro di Salinger pubblicato legalmente da più di 50 anni.

Indicazione della traduttrice Delfina Vezzoli nel libro di J.D. Salinger "I giovani. Tre racconti." Pubblicato in Italia nel 2015 e mandato al macero nel 2017.

Indicazione della traduttrice Delfina Vezzoli nel libro di J.D. Salinger “I giovani. Tre racconti.” Pubblicato in Italia nel 2015 e mandato al macero nel 2017.

L’errore commesso però dalla Devault-Graves fu di credere che se un’opera americana era di pubblico dominio negli Stati Uniti, allora lo era automaticamente anche in tutti gli Stati in cui si applica la regola della durata più breve: tale automatismo, infatti, non è scontato.

Se per quanto riguarda il mercato americano gli eredi di Salinger non potevano opporsi alla pubblicazione, quello che fecero fu denunciare la casa editrice americana di rivendere i diritti all’estero perché convinti di poterlo fare.

Questo ha fatto sì che gli eredi di Salinger abbiano contestato alla casa editrice Il Saggiatore la pubblicazione in italiano e il 21 dicembre 2017 il Tribunale di Milano ha dato loro ragione.

Tutta questa storia conferma l’ostinata volontà di Salinger e dei suoi eredi di proteggere la sua opera anche dopo la sua morte. Si vocifera ormai da molti anni di inediti (d’altra parte, a detta di quei pochi che lo hanno frequentato negli anni di volontario isolamento dal mondo, Salinger ha continuato a scrivere per altri moltissimi anni) che prima o poi dovrebbero vedere la luce (nella peggiore delle ipotesi nel 2080 cioè 70 anni dopo la morte dello scrittore).
In Italia già qualche anno fa un altro libro di Salinger, Hapworth 16, 1924 finì ritirato e al macero (per poi riapparire nel mercato del libro usato) perché nemmeno quella volta furono  rispettati i diritti di autore. Potete leggere la storia qui.

Il libro, che quando è uscito è passato anche un po’ inosservato (pure dal sottoscritto che per recuperarne una copia ha dovuto cercarla nei mercatini per un bel po’), oggi è ovviamente ricercato sia dai fan di Salinger che da numerosi collezionisti.
Per una copia ben conservata il prezzo su eBay è di circa 100 euro.

Pagina del copyright. J.D. Salinger "I giovani. Tre racconti.".

Pagina del copyright. J.D. Salinger “I giovani. Tre racconti.”.

Che cosa c’è in questi racconti?
Nel primo, intitolato The young folks e pubblicato sulla rivista letteraria Story nel 1940 da un J.D. Salinger ventunenne, i protagonisti sono due ragazzi dell’alta società newyorkese. In Go see Eddie, uscito nello stesso anno e sulla rivista universitaria The University of Kansas City Review, il personaggio maschile, sgradevole, cerca di spingere una giovane donna ad andare a trovare un uomo di nome Eddie. Infine, Once a week won’t kill you uscì anch’esso su Story, ma nel 1944, quando ormai Salinger stava per finire la sua carriera militare; parla di un ragazzo che annuncia alla propria zia di essere in procinto di partire per la guerra.

Pagina con le indicazioni di future ristampe mai avvenute. J.D. Salinger "I giovani. Tre racconti.".

Pagina con le indicazioni di future ristampe mai avvenute. J.D. Salinger “I giovani. Tre racconti.”.

Nella stessa immagine i due libri di Salinger che hanno infranto di diritti d'autore e quindi ritirati e condannati al macero.

Nella stessa immagine i due libri di Salinger che hanno infranto di diritti d’autore e quindi ritirati e condannati al macero.

 

 


L’incipit:

«Verso le undici, Lucillle Henderson, appurato che la sua festa stava veleggiando all’altezza giusta, e graziata da un sorriso di Jack Delroy, si costrinse a guardare in direzione di Edna Phillips, che dalle otto era seduta sulla grossa poltrona rossa a fumare una sigaretta dopo l’altra e a gorgheggiare saluti, con uno sguardo radioso che i ragazzi non si degnavano di cogliere.»
(J.D. Salinger)

Anno di pubblicazione: marzo 2015
Titolo originale: Three Early Stories
Casa editrice: Il Saggiatore
Prezzo originale: 12 euro
Pagine: 80


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J.K. Rowling ha autografato anche la versione italiana di un suo libro

Succede di rado, ma succede.
Succede che una scrittrice come J.K. Rowling autografi ufficialmente anche libri non in inglese.

Prime edizioni inglesi e italiane dei libri di Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling).

Prime edizioni inglesi e italiane dei libri di Robert Galbraith (pseudonimo di J.K. Rowling).

Anzi, al momento non se ne avevano proprio notizie. Qualche settimana fa, però, la casa editrice Salani, detentrice dei diritti della scrittrice inglese in Italia, insieme alla scrittrice più ricca al mondo, ha voluto fare un regalo ai fan del nostro Paese.

In un concorso tramite Instagram che consisteva nel postare delle immagini che evocassero atmosfere di mistero presenti nel nuovo libro della Rowling (pubblicato con l’ormai famoso pseudonimo di Robert Galbraith), sono state messe in palio 9 copie autografate di Bianco letale, con tanto di adesivo olografico che certifica l’originalità della provenienza.

L'autografo di Robert Galbraith (pseudonimo della scrittrice inglese J.K. Rowling) sull'edizione italiana di Bianco Letale.

L’autografo di Robert Galbraith (pseudonimo della scrittrice inglese J.K. Rowling) sull’edizione italiana di Bianco Letale.

Bollino olografico di autenticità applicato in presenza di un autografo originale di J.K. Rowling.

Bollino olografico di autenticità applicato in presenza di un autografo originale di J.K. Rowling.

L’autografo non è stato apposto sulla pagina del libro, ma su un adesivo apposito poi incollato nel libro.

Questa modalità non è nuova. Capita infatti che sia molto più comodo per tutti (casa editrice e autore) far viaggiare una busta con qualche adesivo che copie di libri evidentemente più ingombranti e pesanti.

Ciò ne diminuisce il valore?

I collezionisti puri preferiscono le firme apposte direttamente sulle prime pagine del libro, ma tenendo presente l’eccezionalità di queste copie, probabilmente non sarà questo il caso.

È giusto presumere che, oltre alle 9 copie regalate, qualcuno alla Salani abbia voluto conservarsene qualcuna. Il numero esatto dunque non possiamo saperlo.
I lettori in possesso di una copia autografata non sembrano avere intenzione di venderla. Infatti, a oggi, non è apparsa su nessuna sito di vendite online.

 

 


L’incipit:

«Se i cigni avessero nuotato fianco a fianco sul lago verde scuro, quella sarebbe stata la foto perfetta, il coronamento della sua carriera di fotografo di matrimoni.
Era poco propenso a far spostare la coppia, comunque, perché la morbida luce filtrata dalle chiome degli alberi donava un’aria da angelo preraffaellita alla sposa dai lunghi riccioli biondo rame e sottolineava gli zigomi scolpiti del marito. Non avrebbe saputo dire da quanto tempo non gli capitava di fotografare una coppia così bella. Non c’era nessun bisogno di ricorrere ai trucchi del mestiere con i novelli coniugi Cunliffe, nessun bisogno di scegliere per la signora un’angolazione che nascondesse i rotoli di ciccia sulla schiena (lei era, semmai, appena troppo esile, ma la resa fotografica non ne avrebbe risentito), nessun bisogno di suggerire allo sposo di ‘farne anche una con la bocca chiusa’, dal momento che i denti del signor Cunliffe erano perfettamente dritti e bianchi. L’unica cosa da nascondere, e che si poteva ritoccare una volta scelte le foto definitive, era la brutta cicatrice viola-bluastra, con i segni dei punti di sutura ancora visibili, che solcava l’avambraccio della sposa.»
(Robert Galbraith)

Anno di pubblicazione: 4 febbraio 2019
Casa editrice: Salani Editore
Prezzo originale: 24 euro
Pagine: 784


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L’edizione russa di Peter Pan illustrata da Miturich

Quando ho aperto questo blog, avevo in mente una serie di volumi che prima o poi avrei voluto avere nella mia libreria (anche per questo ho chiamato così il blog :)).
Piccole gemme, non sempre facili da trovare (sia in buone condizioni, sia a un prezzo onesto), ma sono sempre stato fiducioso che prima o poi ce l’avrei fatta.
Da qualche giorno, infatti, posso finalmente depennare dalla lista dei desideri un libro che sognavo di avere da diversi anni.
Eccolo qui:

Peter Pan, edizione russa del 1971 illustrato da Miturich. Edizione piuttosto rara.

Peter Pan, edizione russa del 1971 illustrato da Miturich. Edizione piuttosto rara.

Non vi sforzate di leggere il titolo a meno che non riusciate leggere il cirillico.
Si tratta di un’edizione russa di un classico dell’infanzia: Peter Pan di J.M. Barrie.

Il libro viene pubblicato a Mosca nel 1971 per le edizioni Iskusstvo. La traduzione dall’inglese è affidata a Boris Zakhoder (uno di quei poeti che, dopo la morte di Stalin, vide nella letteratura per bambini un modo per aggirare la censura che affliggeva in quegli anni altre forme letterarie), mentre le illustrazioni sono dell’artista Mai Miturich, ancora oggi considerato uno dei più bravi illustratori della Russia Sovietica post bellica.

Retro copertina essenziale dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Retro copertina essenziale dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

La bellezza del volume è già intuibile dalla copertina cartonata in tela con stampa dei colori a rilievo in rosso, nero e oro. Ma sono le illustrazioni interne il vero capolavoro di questo libro. Le pennellate di acquarello di Miturich hanno caratterizzato quasi tutta la carriera dell’artista divenendo un suo tratto riconoscibile del suo stile.

La tiratura di questo volume è di 50mila copie, ma è difficile trovarne una in condizioni eccellenti. Molte saranno state buttate negli anni e, inoltre, i libri che sono passati per le mani dei bambini difficilmente superano indenni la prova del tempo: più spesso infatti riportano macchie, disegni o sono totalmente privi delle sopraccoperte (che, se presenti, fanno salire la quotazione del libro. Vedi il post su Il Piccolo Principe di qualche giorno fa.).

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Quanto vale?
Ovviamente la quotazione è variabile ma, a oggi, difficilmente troverete un esemplare a meno di 180 euro.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell'edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

Pagine interne dell’edizione russa di Peter Pan (1971), illustrato da Miturich. Testo in cirillico.

 

 


L’incipit:

«[non disponibile]»
(J.M. Barrie)

Anno di pubblicazione: 1971
Casa editrice: Iskusstvo
Prezzo originale: 15 copechi
Pagine: 126
Formato: 17×22 cm


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Il piccolo principe, il grande tesoro.

Prima di Harry Potter, solo un altro libro per ragazzi (e adulti) aveva avuto un successo così planetario.
Il protagonista non veniva nemmeno da questo mondo: era il principe di un lontano asteroide abitato solo lui e da una piccola rosa, piuttosto vanitosa, di cui lui si prende cura.

Avrete capito che stiamo parlando de Il Piccolo Principe, protagonista di un racconto dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupéry, che dalla sua pubblicazione ha venduto più di 200 milioni di copie, divenendo una delle opere letterarie più famose del secolo scorso (fonte: historyofthelittleprince). Pensate che, a oggi, il romanzo vanta più di 160 traduzioni in tutto il mondo e più di 700 edizioni!

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

La copertina della prima edizione italiana de Il piccolo principe. Bompiani, 1949.

Il libro viene pubblicato per la prima volta il 6 aprile 1943… in lingua inglese (a New York!) dalla casa editrice Reynal & Hitchcock. Questa è una delle curiosità legale al libro: verrebbe da pensare, infatti, che essendo un’opera scritta in francese lo sia anche la prima edizione.

Invece, i lettori francofoni avranno la possibilità di leggere questo libro in lingua originale solo due anni più tardi dalla sua pubblicazione, cioè nel 1945, dopo la scomparsa del suo autore, avvenuta nel Mar Mediterraneo il 31 luglio 1944, in circostanze misteriose.

In Italia, questo capolavoro della letteratura per ragazzi, uscirà solo nel 1949, stampato da Valentino Bompiani e con la traduzione dal francese di Nini Bompiani Bregoli.

La prima edizione italiana ha una copertina color beige mentre la seconda (31 ottobre 1958) è di colore azzurro. Entrambe, al centro, riportano il ritratto del piccolo principe, ideato da Antoine de Saint-Exupéry stesso.
Il libro si caratterizza, inoltre, per la presenza di dieci tavole a colori e disegni dell’autore che intervallano la narrazione. Pensate che recentemente una di queste illustrazioni (quella a pagina 17, per essere precisi), raffigurante l’astronomo turco citato nel romanzo, è stata messa all’asta a Parigi con una stima di vendita che si aggira tra i 400mila e i 500mila euro.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sotto la copertina, la prima edizione italiana de Il Piccolo Principe è colore beige.

Sì, ma quanto vale la prima edizione italiana?
La risposta è “parecchio”.
Ovviamente dipende dalle condizioni del libro, dalla presenza di tutte le pagine, da eventuali strappi o macchie e, soprattutto, dalla presenza o meno della sovraccoperta.
Quest’ultima è una vera discriminante. La ragione è da ricercarsi nel fatto che i libri di questo tipo, quelli per l’infanzia, sono stati spesso molto usati e maneggiati dai bambini e dai ragazzi e quindi è sempre difficile trovare oggi degli esemplari in buone condizioni.
Possiamo però dare delle stime generali: per il libro con sovraccoperta si parla di 1000-1200 euro. Senza, il prezzo scende già a 800. Tutto questo, come dicevo, per un volume in buone condizioni.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle prime pagine, la prima illustrazione e la pagina che riporta la data 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Nelle ultime pagine la data di stampa del volume: 22 novembre 1949.

Ultima curiosità: nel 2015 sono scaduti i diritti di traduzione e, da quell’anno, sul mercato italiano si sono moltiplicate le traduzioni e diverse case editrici hanno voluto stampare una loro edizione nel tentativo di trarre guadagno dal lavoro dell’aviatore-scrittore francese.
Il diffondersi di milioni di copie di un romanzo rafforza il valore della prima edizione assoluta che diventa sempre più ricercata da un pubblico che cresce ancora di anno in anno.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Una delle dieci tavole a colori presente nella prima edizione de Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

Risvolto della copertina della prima edizione del libro Il Piccolo Principe. Bompiani, 1949.

 

 


L’incipit:

«A Leone Werth
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati prima bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»
(Antoine de Saint-Exupéry)

Anno di pubblicazione: novembre 1949
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 900 lire
Pagine: 128


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I ricordi di McCartney e quelli di Harrison

“I libri sono tutto, il libri sono la vita.” Questa frase l’ha pronunciata Inge Feltrinelli.
Potremmo forse dire lo stesso per la musica: “la musica è tutto, la musica è la vita”.
E quando musica e letteratura hanno la fortuna di intrecciarsi, il risultato spesso è un prodotto davvero interessante.

È il caso dei due libri di cui voglio parlare oggi.

Anche se l’anno di pubblicazione è diverso, i traduttori sono diversi e pure lo stile della narrazione, entrambi questi libri raccontano le vite di due leggende della musica contemporanea: Paul McCartney e George Harrison.

Se mi è permesso eviterei, per ovvie ragioni, di introdurre la loro biografia e passerei subito all’oggetto-libro in sé.

Andiamo con ordine, il primo libro a uscire nelle librerie italiane è Paul McCartney: Many Years from Now, la biografia ufficiale e autorizzata di Paul scritta da Barry Miles e pubblicata nell’ottobre 1997 dalla casa editrice Rizzoli con l’aggiunta del sottotitolo: Ricordo di una vita.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

La copertina della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Il titolo del libro si rifà a un verso della canzone When I’m Sixty-Four tratta dall’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band:

When I get older losing my hair
Many years from now
Will you still be sending me a Valentine
Birthday greetings bottle of wine […]

Nel libro, narrato in prima persona da Paul, vengono raccontati al giornalista inglese Barry Miles tutti i ricordi della sua vita: quella da bambino nella Liverpool del dopoguerra, gli anni nella swinging London, la carriera nei Beatles, quella solista fino ad arrivare al 1997, anno in cui la Regina Elisabetta II lo nomina Cavaliere facendolo  così divenire Sir Paul McCartney.

Tutto questo libro è frutto di cinque anni di interviste realizzate da Miles ed è un tesoro di aneddoti e curiosità sulla vita di uno dei musicisti più famosi al mondo: si parla sia dell’amicizia con gli altri componenti dei Fab Four sia di come sono nate molte delle sue canzoni. I protagonisti del libro, tirando le somme, risultano essere lui e Lennon, confermando così il dualismo all’interno del gruppo sopratutto nella scrittura delle canzoni.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney "Many years from now - Ricordo di una vita", Rizzoli 1997.

Pagine interne della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney “Many years from now – Ricordo di una vita”, Rizzoli 1997.

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l'indicazione "Prima edizione: ottobre 1997".

Pagina dei crediti della prima edizione italiana della biografia di Paul McCartney con l’indicazione “Prima edizione: ottobre 1997”.

Tutte queste informazioni scritte nel libro fanno perdonare i numerosi errori di traduzione (e anche di grammatica) presenti nel libro. Come se i due traduttori fossero andati un po’ troppo di fretta e non avessero avuto modo di rileggere (e nemmeno l’editor a questo punto) la versione in italiano.
Esempi? “Un’amalgama” con l’apostrofo (“amalgama” è maschile), “actually” con “attualmente” anziché con “effettivamente”, “Silver Beates” (così, senza la “l”), “What goes on” (il titolo di una canzone dell’album “Rubber Soul”) diventa “What goes in”, sveglie che diventano campane d’allarme e Jimi Hendrix che diventa Jimi Endrix perdendo l’H, ecc…

Il libro non è stato più ristampato, probabilmente a causa del termine dei diritti. E ora si trova solo nei mercatini e online. Il prezzo, mentre scrivo, è variabile: va dai 50 ai 100 euro. Ed è un libro che davvero non può mancare nella vostra biblioteca!

Arriviamo ora al secondo libro.

Si tratta dell’autobiografia dell’ex chitarrista dei Beatles George Harrison, uscita con il titolo I, Me, Mine o I Me Mine, scritta con l’aiuto di Derek Taylor, portavoce dei Fab Four, e pubblicata per la prima volta in lingua inglese il 4 novembre 1980, ma in Italia uscirà la ristampa riveduta e curata dalla moglie Olivia il 13 novembre 2002, un anno dopo la morte di Harrison.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La prima (e unica) edizione della biografia di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un'elegante stampa a secco del titolo.

Rimossa la copertina il libro si presenta con un’elegante stampa a secco del titolo.

Anche qui, il titolo è preso in prestito da una sua canzone presente nel disco dei Beatles “Let it Be” del 1970.

La nuova edizione (tradotta e distribuita in Italia sempre da Rizzoli), arricchita da un’introduzione di Olivia Harrison oltre che da pensieri e ricordi di Harrison, raccoglie anche i testi di circa 80 suoi brani (proposte anche nel manoscritto originale) e una cinquantina di foto d’archivio, molte delle quali inedite, il tutto per documentare la vita di un artista sensibile e della sua trasformazione creativa e spirituale avvenuta nel corso della sua vita.

Pagine interne del libro di George Harrison "I Me Mine", Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

Pagine interne del libro di George Harrison “I Me Mine”, Rizzoli, 2002, con riportati i manoscritti originali delle sue canzoni più famose.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

La curiosa dedica ai giardinieri scritta da George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. "I Me Mine", Rizzoli, 2002.

Pagina interna con fotografie inedite. George Harrison. “I Me Mine”, Rizzoli, 2002.

Una curiosità: all’uscita del libro, Lennon confidò pubblicamente di essere rimasto molto male per esservi citato raramente (come anche Paul). La ragione è da ricercarsi, con tutta probabilità, in una volontà di Harrison di affrancarsi dall’ingombrante presenza degli ex compagni che spesso non diedero il giusto spazio alle sue composizioni.

Anche questo libro, mai più ristampato, è ricercato dai collezionisti di materiale beatlesiano. Per averne una copia, oggi, si deve pagare almeno 90 euro.

Per concludere, vorrei riportare qui sotto la quarta di copertina, la quale riporta una frase che la dice lunga sulla filosofia di vita del componente dei Beatles considerato il più tranquillo dei quattro. Serenità e tranquillità che gli valse il soprannome di “the quiet Beatle”:

Sono una persona molto umile. Non voglio stare a tempo pieno nell’industria della musica, perché sono un giardiniere. Pianto fiori e li guardo crescere. Non vado ai locali o alle feste. Sto a casa e guardo il fiume che scorre”.
George Harrison

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

Retro copertina del libro con una citazione di George Harrison.

 

 


L’incipit:

«Un po’ di storia

Il 28 agosto 1207, re Giovanni emise il decreto che conferiva l’autonomia amministrativa al piccolo villaggio di pescatore di Liverpool. Un secondo decreto, emanato da Enrico III nel 1229, concesse ai mercanti il privilegio di comperare e vendere senza pagare alcuna imposta governativa . Sono questi gli eventi che hanno dato vita al porto di Liverpool. […]»
(Paul McCartney)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 34.000 lire 
Pagine: 482

 

 


L’incipit:

«Le parole di I Me Mine mi erano note già ben prima di quella sera di ottobre del 1974 in cui incontrai di persona l’uomo che le aveva scritte. George e io avevamo parlato al telefono più volte perché io lavoravo a Los Angeles per la sua etichetta discografica, la Dark Horse. Eppure quel primo incontro faccia a faccia, al quale sono seguiti ventisette anni insieme, è vivo nel mio ricordo come quello dell’ultima volta in cui l’ho visto.»
(George Harrison)

Anno di pubblicazione: 2002
Casa editrice: Rizzoli
Prezzo originale: 25 euro 
Pagine: 398


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L’edizione clandestina di un libro di Louis-Ferdinand Céline

Nel 1937, Louis Ferdinand Auguste Destouches, più noto come Louis-Ferdinand Céline, ritenuto uno dei più influenti scrittori del Novecento e divenuto famoso con il suo libo Viaggio al termine della notte (1932), decise di scrivere un pamphlet.

Per chi non sa cosa sia un pamphlet, si tratta di uno scritto (un opuscolo, un libretto) redatto con intento spesso polemico (a volte satirico) prendendo una posizione contro un tema di attualità, una società, un altro autore. In Francia, nel Settecento, divenne un vero e proprio genere letterario.

Bene, tornando a Céline, l’anno in cui l’autore francese scrive questo libretto è il 1937. Per inquadrare il periodo è bene ricordare che Adolf Hitler è già al governo da 4 anni e la sua propaganda antisemita inizia a circolare anche al di fuori della Germania arrivando anche in Francia.

Ecco quindi nascere Bagattelle per un massacro (“Bagatelles pour un massacre”), nel quale lo scrittore francese conduce una pesante offensiva contro quella che considerava la “razza” ebraica, sostenendo la tesi di un complotto giudaico mondiale finalizzato a dominare il mondo.

L'edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline "Bagattelle per un massacro" del 1965.

L’edizione clandestina del libro di Louis-Ferdinand Céline “Bagattelle per un massacro” del 1965.

Il ritmo collerico e febbrile della narrazione è scandito dall’invettiva contro gli ebrei presenti nei posti di comando e contro gli ariani servili nei loro confronti. Il volume si apre con un dialogo fittizio tra Ferdinand (il narratore) e il collega medico Gutman, in cui il primo racconta di come gli organizzatori dell’Esposizione Universale del 1937 rifiutano di mettere in scena un suo balletto ed è questo rifiuto che scatena un discorso che diviene intenzionalmente antisemita fino all’eccesso.

Perché questo libro interessa a noi collezionisti?

Soprattutto per la sua vicenda editoriale. In Francia, infatti, il libro fu ritirato dal commercio più e più volte a causa dei suoi contenuti antisemiti, nonostante le vendite andassero piuttosto bene: si parla di una tiratura superiore a 80.000 copie.
Il primo ritiro dal commercio partì da una causa intentata ad autore ed editore per diffamazione; dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale fu Céline stesso a opporsi alla ristampa e i testi tradotti dopo il 1945 non furono mai autorizzati.

In Italia invece il caso Bagattelle ha dei percorsi particolari.
Venne tradotto parzialmente la prima volta da Luigi Alessio, noto come Alex Alexis (primo traduttore delle opere celiniane) nel 1938 per la casa editrice Corbaccio, nel cui catalogo rimase fino al 1945.
La traduzione parziale fu dovuta alla censura: le frasi volgari e quelle relative al sesso furono omesse. Come pure quelle con allusioni troppo esplicite all’inferiorità degli ebrei. Infine, secondo il traduttore stesso, la traduzione fu parziale anche per la mancanza di tempo necessario per finire il lavoro.

Dopo di che, nel 1965, fu il momento delle edizioni “clandestine”.
Le edizioni clandestine, come ha spiegato bene il noto cacciatore di libri Simone Berni, non sono esattamente  delle copie pirata. Le copie pirata possono essere considerate al pari di una contraffazione dell’originale, mentre un’edizione clandestina è un’edizione “non autorizzata, stampata e distribuita illegalmente esattamente come l’edizione pirata, però non ha scopo di lucro, è un’edizione di protesta per motivi sociali, politici o ideologici. Ha, per così dire, una giustificazione nobile rispetto alla pirata che nasce solo per rubare guadagni all’edizione originale.” (cit. Simone Berni)

Volete un’esempio di copia pirata? vi invito a rileggere nostro articolo sull’edizione pirata del libro di J.D. Salinger).

A dimostrazione che la stampa di questo volume sia avvenuta più per motivi ideologici che a scopi di lucro, l’editore ha riportato questa frase a fondo libro: “La casa editrice prega i gentili lettori, non possedendo per ora i mezzi adeguati di propaganda, di fare opera di diffusione, consigliando l’acquisto di questo volume”

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Interessante nota finale al libro sulla mancanza di mezzi adeguati di propaganda del volume.

Tornando nuovamente a Céline, nel 1976 uscì una traduzione anonima per la casa editrice Aurora e, finalmente, nel 1981, la casa editrice Guanda pubblicò (con la fedele traduzione di Giancarlo Pontiggia) l’opera completa senza tagli.

Tre mesi dopo però, il libro fu fatto nuovamente ritirare dal mercato in seguito alla minaccia del legale della vedova di Céline. Solo nel 2017 la vedova Lucette Almansor autorizzerà una nuova edizione interrotta però in seguito a nuove polemiche.
Nonostante i divieti, nel 2008, la casa editrice Ar ha pubblicato una stampa anastatica dell’edizione Corbaccio (lo dicamo subito, dal valore economico nullo).

Penultima pagina del libro di Céline "Bagattelle per un massacro" edito dalla casa editrice Robespierre con l'indicazione della data di stampa.

Penultima pagina del libro di Céline “Bagattelle per un massacro” edito dalla casa editrice Robespierre con l’indicazione della data di stampa.

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

La casa editrice Robespierre ha affidato la traduzione a un misterioso G.M.C..

Fermo restando che la prima edizione del libro (Ed. Carbaccio, 1938) è la più ricercata con un prezzo medio che oscilla tra i 350 e 400 euro (fino a 500 euro se in possesso della fascetta originale), a noi oggi interessa la copia clandestina stampata dalla Robespierre. Il suo fascino consiste nella sua rarità e dal  suo essere circolata fuori dai canali di vendita ufficiali. Il suo prezzo varia dai 100 ai 150 euro. Cifre simili all’edizione Guanda del 1981. Ma comunque tutte destinate a salire.

Qui sotto un piccolo schema che vi aiuterà a districarvi davanti alle diverse edizioni di questo volume.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall'edizione Corbaccio a quella Guanda.

Tutte le edizioni di Bagattelle per un massacro di Céline. Dall’edizione Corbaccio a quella Guanda.

 

 


L’incipit:

«Il mondo è pieno di gente che si dice raffinata e che poi non è, ve l’assicuro, raffinata neanche tanto così. Io, servitor vostro, credo davvero di esserlo, un raffinato! Sputato! Autenticamente raffinato. Fino a poco tempo fa, facevo fatica ad ammetterlo… Resistevo… E poi un giorno mi sono arreso… Al diavolo!… Però sono un po’ infastidito dalla mia raffinatezza… Cosa si finirà per dire? Pretendere? Insinuare?»
(Louis-Ferdinand Céline)

Anno di pubblicazione: 11 giugno 1965
Casa editrice: Edizioni Robespierre
Prezzo originale: 2.500 lire 
Pagine: 255


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