Le più belle storie blu e oro di Peter Coniglio di Beatrix Potter

Se avete avuto un’infanzia è molto probabile che abbiate sentito almeno una volta nominare Beatrix Potter e una delle sue creature, Peter Coniglio.

Della signora Potter si è detto tanto, tantissimo: nata a Londra nell’estate del 1866, è stata una delle più famose illustratrici e scrittrici di libri per bambini. Amante della natura, i suoi ventiquattro racconti traggono spunto dal mondo degli animali.

Qualche anno fa, la casa editrice milanese Sperling & Kupfer ha fatto uscire due volumi che raccolgono le storie più belle scritte dall’illustratrice inglese.

Si intitolano: Le più belle storie di Peter Coniglio (2011) e Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai (2013).

Copertine a confronto: Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, 2013 (a sx) e Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011 (a dx).

Copertine a confronto: Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, 2013 (a sx) e Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011 (a dx).

Sono entrambi dei cofanetti, di buona fattura, graficamente molto ben curati ed esauriti quasi subito. Tanto che al giorno d’oggi sono fuori commercio e si trovano solo in vendita da privati a prezzi non sempre bassi.

Come riconoscere i due volumi? piuttosto facile se prendiamo in considerazione il colore delle copertine:

Le più belle storie di Peter Coniglio, uscito il 15 novembre 2011 ha un bel colore blu metallizzato e scritte in oro.
Invece Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguaiuscito il 19 novembre 2013 ha una splendida copertina color oro effetto anticato.

Sul retro del cofanetto, vengono riportati i titoli delle storie presenti e la dicitura “L’unica edizione originale e autorizzata”.

Nel cofanetto blu troviamo:

La storia di Peter Coniglio*, La storia di Jemina Anatra de’Stagni*, La storia del Signor Tod, La storia di Timmy Puntappie, La storia di Bland Porcellino, LA storia di Johnny Topo di Città, La storia di Samuel Baffetti*, Il sarto di Gloucester, La storia di Ginger e Cetriolino, La storia del Signor Jeremy Pescatore*. (*storie contenute in entrambi i volumi.)

Il cofanetto blu: Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Il cofanetto blu: Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Nel cofanetto oro:

La storia di Peter Coniglio*, La storia di Benjamin Coniglio, La storia dei Coniglietti Flopsy, La storia di Due Topini Cattivi, La storia di Jemina Anatra de’Stagni*, La storia di Tom Micio, La storia della Micina Moppet, La storia del Signor Jeremy Pescatore*, La storia di Samuel Baffetti*, La storia di Nutkin Scoiattolo e La storia del Coniglietto Cattivo. In più continue delle rare lettere illustrate da Beatrix Potter. (*storie contenute in entrambi i volumi.)

Copertina del cofanetto oro: Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, 2013.

Copertina del cofanetto oro: Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, 2013.

A differenziare i due volumi, c’è la volontà di inserire nel secondo storie “più birichine e anche un po’ pericolose” “disavventure che rischiano di mettere nei guai – anche seri – i protagonisti”. Personaggi furbi che approfittano dell’ingenuità di altri animali, ma a vincere è comunque sempre il lieto fine.

Nessuno dei cofanetti è stato più ristampato ed entrambi sono attualmente dei fuori catalogo e ricercati dagli amanti dei libri per l’infanzia e dai fan della scrittrice.
I prezzi?
Se si è fortunati, si possono trovare ancora a buon costo in qualche mercatino, mentre online i prezzi salgono oltre i 70 euro per l’edizione blu e oltre i 140 per l’edizione oro (anche se più recente). [agg.to all’11 marzo 2020]
È lecito pensare che il loro valore nel tempo sia destinato a crescere.

Pagina dei crediti del libro Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, novembre 2011.

Pagina dei crediti del libro Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, novembre 2011.

Pagina dei crediti del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Pagina dei crediti del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Retro del cofanetto del 2011 che riporta la dicitura "L'unica edizione originale e autorizzata".

Retro del cofanetto del 2011 che riporta la dicitura “L’unica edizione originale e autorizzata”.

Retro del cofanetto del 2013 che riporta la dicitura "L'unica edizione originale e autorizzata".

Retro del cofanetto del 2013 che riporta la dicitura “L’unica edizione originale e autorizzata”.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Pagina interna del volume Le più belle storie di Peter Coniglio, Sperling & Kupfer, 2011.

Frontespizio del volume Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Frontespizio del volume Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Pagine interne del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Pagine interne del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Pagine interne del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Pagine interne del libro Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai, Sperling & Kupfer, novembre 2013.

Il retro copertina dei cofanetti dedicati a Beatrix Potter.

Il retro copertina dei cofanetti dedicati a Beatrix Potter.

 

 


L’incipit di Le più belle storie di Peter Coniglio (2011):

«

»
(Beatrix Potter)

Anno di pubblicazione: novembre 2011
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo originale: euro
Pagine:

 

L’incipit di Le più belle storie di Peter Coniglio combinaguai (2013):

«

»
(Beatrix Potter)

Anno di pubblicazione: novembre 2013
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo originale: euro
Pagine:

 


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La vita di Agatha Christie raccontata da lei stessa

Agatha Mary Clarissa Christie, Lady Mallowan, nata Agatha Mary Clarissa Miller o più semplicemente Agatha Christie è stata indubbiamente una delle scrittrici di gialli e drammaturghe più conosciute del secolo scorso.

Nata in Inghilterra nel 1890, morì, dopo vita di successi, a 85 anni nel 1976. Dalla sua penna sono nati personaggi indimenticabili tra cui Hercule Poirot e Miss Marple che sono entrati nell’immaginario collettivo attraverso i romanzi di cui sono protagonisti e i film che hanno ispirato.

Secondo il Guinness dei primati, la Christie è il romanziere più venduto di tutti i tempi, dietro solo alla Bibbia e alle opere di Shakespeare. Più di due miliardi di copie vendute (di cui la metà in lingua inglese e l’altra in quasi tutte le lingue del mondo). Stiamo parlando di libri conosciuti anche a chi non li ha mai letti, come Assassinio sull’Orient Express, Dieci piccoli indiani, C’è un cadavere in biblioteca, Istantanea di un delitto o Addio Miss Marple.

1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

Un anno dopo la sua morte, nel 1977 uscì la sua autobiografia ufficiale, intitolata semplicemente An autobiography in cui viene narrata la sua affascinante vita privata, dalla sua infanzia ai due matrimoni e alle due guerre mondiali, dalla sua passione per la scrittura fino a quella per l’archeologia che condivise con il suo secondo marito Max Mallowan. Il successo di questo libro fu dettato non solo dagli aneddoti di una vita sicuramente interessante ma quello che piacque molto ai lettori fu lo stile della narrazione che ricordava alcuni dei suoi migliori romanzi gialli.

In Italia il libro uscì nell’ottobre del 1978 per la Arnoldo Mondadori Editore con il titolo La mia vita.
La traduzione fu affidata a Maria Giulia Castagnone, la copertina è color marrone (a differenza di quella inglese in viola) con un ritratto a matita della scrittrice al centro e con la presenza di sette illustrazioni a colori e ventidue in bianco e nero all’interno.

Copertina di tela verde per la 1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

Copertina di tela verde per la 1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

Frontespizio della 1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

Frontespizio della 1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

Pagina dei crediti con l'indicazione della 1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

Pagina dei crediti con l’indicazione della 1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

Con le sue quasi 560 pagine, è un bel libro, ancora piuttosto ricercato nella sua prima edizione (numerose sono state le ristampe, l’ultima nel 2018 in edizione economica).
Nell’ultimo anno, la ricerca di una copia in buono stato di conservazione, cioè senza macchie e con la sovraccopertina integra, è stata lunga, ma terminata con soddisfazione.

Il valore di questa edizione è in costante crescita: l’affetto per la signora del giallo ritorna ciclicamente, spesso in contemporanea con un nuovo adattamento cinematografico. Inoltre, le continue ristampe dei suoi romanzi contribuiscono a far conoscere alle nuove generazioni le avventure degli investigatori nati dalla geniale mente di questa intelligente signora inglese.

Pagina interna con fotografie in bianco e nero nella 1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

Pagina interna con fotografie in bianco e nero nella 1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

Pagina interna con immagini a colori nella 1a edizione dell'autobiografia di Agatha Christie "La mia vita", Mondadori 1978.

Pagina interna con immagini a colori nella 1a edizione dell’autobiografia di Agatha Christie “La mia vita”, Mondadori 1978.

 

 


L’incipit:

«Una delle cose più belle che possono toccare a una persona è un’infanzia felice. La mia lo è stata molto. Avevo una casa e un giardino che amavo, una bambinaia saggia e paziente e due genitori che si volevano bene e che avevano fatto del loro matrimonio e del loro ruolo di educatori un vero successo.»
(Agatha Christie)

Anno di pubblicazione: ottobre 1978
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Prezzo originale: 12.000 lire
Pagine: 559


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Le avventure di Topolino firmate da Cesare Pavese

I numeri 1, si sa, hanno sempre il loro fascino. Se la serie ha poi avuto il successo sperato e diventa longeva, più ci si allontana dagli inizi, più quell’esordio diventa mitico e accresce il suo valore (sia affettivo che economico).

È stato il caso – parlando di fumetti in serie –  di Tex, Dylan Dog o di Diabolik che hanno visto i prezzi dei loro numeri 1 arrivare a cifre a doppio o triplo zero.

Un caso simile è toccato anche alla prima avventura di Topolino.

No, non stiamo parlando del numero 1 che si vede spesso in giro, quello con la copertina rossa e la scritta gialla “Topolino” per intenderci, che negli anni ha avuto diverse ristampe (alcune fatte davvero bene che hanno confuso più lettori nel corso degli anni).

Oggi parliamo, invece, della prima apparizione da protagonista in Italia del topolino più famoso del mondo, pubblicata dalla casa editrice Frassinelli Tipografo-Editore di Torino, dal titolo: Le avventure di Topolino n. 1 e Le avventure di Topolino n. 2.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Partiamo dall’inizio, ovvero dai primi Anni Trenta del secolo scorso:

Franco Antonicelli, figura di spicco nell’editoria dell’epoca, nel 1932 divenne direttore della collana “Biblioteca Europea” per l’editore Frassineli. Fu per merito suo che arrivarono in Italia i romanzi di giganti come Franz Kafka, James Joyce, Herman Melville e… Topolino di Walt Disney, curando due volumi di cui la casa editrice aveva appena acquistato i diritti.

Ecco quindi apparire in Italia:
– Le avventure di Topolino (Mickey Mouse). Storielle e illustrazioni dello studio Walter Disney. I Pionieri; I militi del fuoco (Vol.1)

e il seguito
Il Mistero del Gorilla, La festa del compleanno (Vol.2).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Prima pagina del primo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del primo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Franco Antonicelli, che come dicevamo curò di persona la nascita dei due libretti, per l’occasione si firmò con lo pseudonimo di Antony e decise di affidare la traduzione a un amico (che fu suo studente al Liceo d’Azeglio di Torino durante le sue supplenze), un certo Cesare Pavese!

Pavese, in quegli anni impegnato in diversi lavori di traduzione, considerando il lavoro offertogli da Antonicelli troppo frivolo, chiederà all’editore, per quel “pudore, discutibile di letterato”* di non comparire nei crediti del libretto.

I due libretti, che misurano 217×157 mm, hanno le copertine, rispettivamente, color crema e color verde acqua e hanno 38 pagine ciascuno. Inoltre, del primo volume c’è stata sicuramente una ristampa (che si riconosce per la scritta II edizione all’interno).

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.1", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.1”, Frassinelli.

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.2", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.2”, Frassinelli.

La volontà di pubblicare il terzo volume delle avventure di Topolino (cosa poi mai avvenuta per una causa legale sui diritti di Micky Mouse con un altro editore italiano) è chiara dall’annuncio nell’ultima pagina del secondo volume dove si invita, nel caso fosse piaciuta anche la seconda storia, a comprare il terzo episodio, contattando l’Editore Carlo Frassinelli in via Riberi n. 2 a Torino.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Valore:
Queste due edizioni sono particolarmente rare e piuttosto costose, appaiono ripetutamente in aste importanti, e i prezzi superano abitualmente i mille euro per il primo volume e poco meno per il secondo. Esistono però – e qui siamo di fronte a pochissimi esemplari – delle copie che conservano ancora l’introvabile sovraccoperta trasparente della Frassinelli con indicato il titolo e il prezzo. In questo ultimo caso, gli esemplari possono raggiungere cifre quattro o cinque volte superiori alle precedenti.

Pagina interna del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagina interna del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Alcune note:
– le copie fotografate in questo articolo arrivano dalla Libreria Antiquaria Drogheria 28 che ringrazio sentitamente!
– a questo indirizzo potete trovare uno studio approfondito sul lavoro realizzato da Cesare Pavese su questi due volumetti di Topolino. L’articolo è davvero una preziosa raccolta di informazioni e curiosità. Da leggere! Grazie ancora a Simone Volpato per il consiglio.

 

*parole di Zavattini, direttore dal 1936 delle testate Disney della Mondadori.

 

 


L’incipit:

«Michi con Minni
si è messo in cammino.
Va verso Occidente
ma non per piacere:
vuol fare fortuna
lontano o vicino,
e, come vedete,
diventa pioniere.»
(trad. di Cesare Pavese)

Anno di pubblicazione: 1933
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo originale: 5 Lire
Pagine: 38


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Un’edizione sconosciuta de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami

All’inizio, il titolo questo post avrebbe dovuto essere “piccole variazioni (o piccole sfumature) di Haruki Murakami”, dove, per “variazioni” o “sfumature” il riferimento è ai colori della copertina di uno degli ultimi libri dello scrittore giapponese da sempre in odore di Nobel.

Il 12 novembre 2019, la casa editrice Einaudi ha annunciato un’uscita editoriale dal sapore più di omaggio ai fan di Murakami che di operazione commerciale. Si tratta, infatti, di una nuova edizione del romanzo L’assassinio del Commendatore, caratterizzato da una vistosa copertina rossa, uscito pochi mesi prima in due volumi separati (come era successo in Giappone) e qui pubblicati, per la prima volta, in uno unico, per di più arricchito dalle meravigliose illustrazioni di Noma Bar, che da qualche anno è l’autore ufficiale delle nuove copertine dei romanzi di Murakami in Italia e nel mondo.

"L'assassinio del Commendatore" in edizione speciale, caratterizzato da una vistosa copertina rossa e una versione mai uscita in commercio con la copertina bianca.

“L’assassinio del Commendatore” in edizione speciale, caratterizzato da una vistosa copertina rossa e una versione mai uscita in commercio con la copertina bianca.

All’uscita di questo volume, Einaudi si è espressa chiaramente: si tratta di una edizione speciale che, probabilmente, non verrà ristampata “se non in caso di sollevazione popolare” (cit.). Detto questo, il libro è stato stampato in svariate decine di migliaia di copie, distribuito in tutte le librerie italiane e venduto a 30 euro, quindi, per il momento, non è ancora un pezzo che si può definire raro.

L'edizione speciale de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

L’edizione speciale de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Pagine interne dell'edizione speciale de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Pagine interne dell’edizione speciale de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami, copertina rossa. Einaudi 2019.

Recentemente però ho scoperto una edizione particolare, sconosciuta al pubblico, a tiratura – questa volta sì – davvero limitata e data in omaggio dalla casa editrice torinese solo ad amici e librai di fiducia.

L’edizione si differenza da quella in commercio sostanzialmente per il colore della copertina, che non è più rossa ma bianca e ha una grafica diversa: cambia il carattere di stampa, il logo della casa editrice Einaudi, non riporta il prezzo (trattandosi appunto di un omaggio) e, nell’aletta anteriore, è presenta la scritta “Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi”.

Eccola, nelle immagini qui sotto.

A fianco dell'edizione destinata al pubblico (copertina rossa) ecco l'edizione con la copertina bianca distribuita da Einaudi come omaggio a un pubblico selezionato.

A fianco dell’edizione destinata al pubblico (copertina rossa) ecco l’edizione con la copertina bianca distribuita da Einaudi come omaggio a un pubblico selezionato.

L'edizione de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami distribuita da Einaudi a collaboratori e amici.

L’edizione de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami distribuita da Einaudi a collaboratori e amici.

Il retro delle edizioni 2019 de "L'assassino del Commendatore" di Haruki Murakami.

Il retro delle edizioni 2019 de “L’assassino del Commendatore” di Haruki Murakami.

L'unica indicazione dell'edizione è presente nell'aletta anteriore della sovraccoperta e recita "Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi".

L’unica indicazione dell’edizione è presente nell’aletta anteriore della sovraccoperta e recita “Copia fuori commercio per gli amici del libro Einaudi”.

Al momento non è dato di sapere quale sia stata la tiratura di questa edizione. Presumibilmente non dovrebbe essere superiore alle mille copie, più probabile intorno alle cinquecento, ma sono solo supposizioni.
Possiamo però dire che chi (come il sottoscritto) colleziona le opere di Murakami in italiano, da Natale scorso ha un nuovo oggetto del desiderio da recuperare e inserire nella propria personale biblioteca.

Ecco tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de "L'assassinio del Commendatore" di Haruki Murakami.

Ecco tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami.

I dorsi di tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de "L'assassinio del Commendatore" di Haruki Murakami.

I dorsi di tutte le edizioni fino a oggi pubblicate de “L’assassinio del Commendatore” di Haruki Murakami.

 

 


L’incipit:

«Dal maggio di quell’anno fino all’inizio dell’anno seguente vissi in montagna, all’imbocco di una stretta valle. L’estate a fondo valle pioveva senza sosta, ma sulle alture di solito faceva bel tempo. Questo grazie al vento che soffiava da sud, dal mare. Il vento portava nuvole gonfie d’acqua che si abbattevano sulla valle e ne risalivano i versanti scaricando la pioggia di cui erano gonfie. Dato che la casa in cui vivevo si trovava proprio su un crinale, succedeva spesso che nel giardino davanti splendesse il sole, mentre sul retro pioveva a dirotto. All’inizio mi pareva molto strano, ma col tempo mi ci ero abituato, anzi, finii per trovarlo normale.»
(Haruki Murakami)

Anno di pubblicazione: novembre/dicembre 2019
Casa editrice: Einaudi
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 844


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“A Mariuccia”, la tenera dedica di Giani Stuparich su un libro di Virgilio Giotti.

Spesso, spulciando tra i libri usati, ci si imbatte in qualche esemplare che porta con sé una dedica a una persona cara.

Come diceva Troisi nel “Il Postino”, una dedica rende quella copia del libro un esemplare unico. E quando la tieni in mano, capisci che ha avuto una sua storia, a volte distante da quella ufficiale, che va semplicemente dall’autore al lettore.

Recentemente, con l’acquisto di un libretto di poesie dello scrittore triestino Virgilio Giotti, ho trovato una copia che recava una bella e significativa dedica.
Caprizzi, Canzonette e Stòrie (Edizioni di Solaria, Firenze, 1928), splendida raccolta di poesie, riportava una dedica non di Giotti ma di Giani Stuparich, altro scrittore triestino, a una sua cara amica.

Copertina del libro di poesie di Virgilio Giotti "Caprizzi canzonete e stòrie". Prima edizione, luglio 1928. Tiratura 350 esemplari.

Copertina del libro di poesie di Virgilio Giotti “Caprizzi canzonete e stòrie”. Prima edizione, luglio 1928. Tiratura 350 esemplari.

La dedica recita così:

A Mariuccia
nel giorno del suo compleanno
per consuetudine d’amicizia e per quell’affetto
che resta sempre vivo, mentre gli anni
passano.
Gianni Stuparich
Trieste ott. 1928

Dedica di Giani (Giovanni) Stuparich a Maria Prebil.

Dedica di Giani (Giovanni) Stuparich a Maria Prebil.

Essendo l’autore della dedica un personaggio noto, il voler sapere chi fosse questa Mariuccia a cui Stuparich aveva regalato il libro con un dedica così personale è diventato un interrogativo molto interessante.

È chiaro, dalla parole utilizzate da Stuparich, che i due avessero un rapporto duraturo nel tempo e che non fosse una persona estranea al suo giro di affetti.

Chiedendo aiuto a Simone Volpato, titolare della bellissima Libreria Antiquaria Drogheria 28, che si è prodigato con il sottoscritto nella ricerca della soluzione a questo piccolo mistero, siamo giunti all’ipotesi più attendibile su chi fosse questa signora.

Dobbiamo però fare una salto indietro nel tempo, a qualche anno prima del 1928, anno della dedica.

Siamo nel 1908, a Trieste, e proprio in quell’anno il governo austriaco promuove una legge che permette alle ragazze che frequentano il ginnasio assieme ai maschi di potersi iscrivere all’Università. L’unica ragazza in città a farlo è Maria Prebil, di origine boema.
È lei a ispirare a Stuparich il personaggio di Edda Marty nel romanzo Un anno di scuola. Quella Edda che “camminava leggera nel mondo”, quella Edda che quando arrivò “tutti s’innamorarono di lei. Ognuno a modo suo.”

Nella vita reale e non letteraria, Maria fu nel 1909-1910 compagna di classe di Stuparich, ovviamente, ma anche di Umberto Nordio e Ruggero Timeus, con i quali sostenne e superò l’esame finale per entrare all’Università.

Ma Maria fu, soprattutto, l’amore giovanile di Giani. Un amore che non dimenticò mai e che quasi vent’anni divenne solo più discreto con questa bellissima dedica sul libro di Virgilio Giotti.
Negli anni a venire, Maria divenne una stimatissima pediatra, lavorando tra Vienna e Milano.
Purtroppo, di lei non si trovano documenti fotografici online, solo una voce nell’annuario del Ginnasio Superiore Comunale “Dante Alighieri” di Trieste pubblicato per il primo cinquantenario dell’istituto.  A pagina 112 e 113 infatti, tra gli alunni dell’anno 1909-1910 ecco il suo nome: “Prebil Maria da Trieste, studentessa di medicina a Vienna.”

Un’ultima curiosità: Nel 1977 la RAI trasmise la miniserie televisiva tratta dal romanzo di Stuparich spostando la storia di Maria/Edda qualche anno più avanti, nel 1913/1914 in modo che la cena di maturità della classe coincidesse con la notizia dell’assassinio dell’Arciduca Ferdinando d’Asburgo-Este a Sarajevo.

Pagina interna del volume "Caprizzi canzonete e stòrie" di Virgilio Giotti. Ed. Solaria, 1928.

Pagina interna del volume “Caprizzi canzonete e stòrie” di Virgilio Giotti. Ed. Solaria, 1928.

Per quanto riguarda i dettagli editoriali, sappiamo che la prima edizione di questo libro ha avuto una prima tiratura di 300 copie, numerate dall’1 al 300, e di una seconda tiratura di 50 fuori serie e fuori commercio, riservate al servizio stampa (come la presente).

Indicazioni della tiratura della prima edizione "Caprizzi canzonete e stòrie" di Virgilio Giotti.

Indicazioni della tiratura della prima edizione “Caprizzi canzonete e stòrie” di Virgilio Giotti.

Copertina dorso del libro di poesie di Virgilio Giotti "Caprizzi canzonete e stòrie". Prima edizione, luglio 1928.

Copertina dorso del libro di poesie di Virgilio Giotti “Caprizzi canzonete e stòrie”. Prima edizione, luglio 1928.

 

 


L’incipit:

«Dei purziteri
ne le vetrine,
xe verduline
le ulive za;»
(Virgilio Giotti)

Anno di pubblicazione: 1928
Casa editrice: Solaria
Prezzo originale: sconosciuto
Pagine: 100


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L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón compie 15 anni

Carlos Ruiz Zafón, per alcuni (compreso il sottoscritto), è uno dei migliori scrittori contemporanei. Sicuramente lo scrittore spagnolo più letto dopo Cervantes. 

Nato a Barcellona nel 1964, vive da quasi trent’anni a Los Angeles affiancando per molti anni la sua attività di romanziere a quella di sceneggiatore. 

Nonostante, o forse, proprio perché ne conosce bene i meccanismi, Zafón non permetterà mai che i suoi libri diventino dei film. È stato molto chiaro a proposito in più occasioni:

«Nulla può raccontare una storia con la ricchezza e la profondità di un libro. Adattare [per il cinema] una mia opera sarebbe come tradirla. Se la tocchi esplode. Nessuno può migliorarla perché nessuno sa com’è stata messa insieme. Molti espedienti narrativi sono spinti al limite. Esploderebbe.»

Ciò nonostante, il lavoro da sceneggiatore gli ha permesso di sviluppare uno stile narrativo molto cinematografico. Lo sviluppo della trama e il relazionarsi dei personaggi devono molto al linguaggio cinematografico che tiene incollato il lettore fino all’ultima pagina del romanzo.

Le tre edizioni italiane de L'ombra del vento messe a confronto. A sinistra la prima edizione del 2004, in mezzo l'edizione speciale illustrata del 2005 e a destra la nuova edizione cartonata del 2019.

Le tre edizioni italiane de L’ombra del vento messe a confronto. A sinistra la prima edizione del 2004, in mezzo l’edizione speciale illustrata del 2005 e a destra la nuova edizione cartonata del 2019.

Zafón, che nella prima parte della sua carriera di scrittore ha scritto diversi libri per bambini/ragazzi (come Le luci di settembre, Il palazzo della mezzanotte, Il principe della nebbia e Marina) è riuscito ad arrivare a un successo mondiale tramite il passaparola tra i lettori – prima spagnoli e poi di ogni nazionalità – con quello che viene considerato il suo capolavoro: L’ombra del vento (La sombra del viento in originale). 

Vediamo di cosa parla:

Nel 1945 il giovane protagonista, Daniel Sempere, vive con il padre, proprietario di un modesto negozio di libri usati, a Barcellona. Daniel, che è anche la principale voce narrante del romanzo, si sveglia all’alba del suo undicesimo compleanno angosciato perché non ricorda più il volto della madre, deceduta alla fine della guerra a causa del colera. La stessa mattina, il padre lo porta nel Cimitero dei Libri Dimenticati: una labirintica e gigantesca biblioteca, nella quale vengono conservati migliaia di volumi sottratti all’oblio.

Qui lo invita, secondo tradizione, ad adottare uno dei libri e a promettere di averne cura per tutta la vita. La scelta ricade su L’ombra del vento dello sconosciuto autore Julián Carax. Daniel ne è rapito e legge il libro tutto d’un fiato. Il suo entusiasmo lo porta a cercare altri libri dello stesso autore, ma scopre che quella in suo possesso potrebbe essere l’unica copia sopravvissuta di tutte le opere di Carax. Inoltre Daniel verrà tallonato da un uomo misterioso, dalle fattezze macabre che da anni cerca gli scritti di Carax per darli alle fiamme. Si farà chiamare Laín Coubert, personaggio presente anche nei libri dello scrittore, dove rappresenta il Diavolo in persona.

Tutte le vicende e le ricerche di Daniel si intrecciano con la storia della decadente Barcellona, ferita dalla guerra civile e dal franchismo, raffigurata spesso con toni foschi e sotto una pioggia battente. Daniel inizia a indagare sul mistero riportando alla luce storie di famiglie distrutte, amori fatali e proibiti, infanzie difficili, incondizionata amicizia, lealtà assoluta e follia omicida. Una ricerca che dura un decennio e che accompagna Daniel nella sua crescita, fino a quando diventa un uomo. Tale ricerca mette in evidenza tutta una serie di eventi e circostanze simili a quelli della vita di Carax, fino a scoprirne l’indicibile segreto. (Fonte: Wikipedia)

Le avventure dei protagonisti non finiscono con l’ultima pagina del romanzo. Anzi. 

Zafón, oltre a L’ombra del vento, ha scritto altri 3 libri ambientati nel mondo del Cimitero dei Libri dimenticati e tutti insieme compongono e completano lo stesso universo letterario. Una tetralogia che lo scrittore spagnolo ha descritto come quattro ingressi nello stesso labirinto. Il lettore può scegliere l’ingresso che preferisce, non c’è un ordine di lettura lineare e predefinito. Ma solo alla fine del quarto volume tutto il meccanismo va perfettamente a posto e si rimane incantati dal suo talento di scrittore. 

L'autografo di Carlos Ruiz Zafón sulla prima edizione italiana de "L'ombra del vento". Mondadori, 2004.

L’autografo di Carlos Ruiz Zafón sulla prima edizione italiana de “L’ombra del vento”. Mondadori, 2004.

Moltissimi lettori si sono fermati al primo libro della serie, molti hanno letto anche il secondo volume e ne erano rimasti un po’ delusi o semplicemente spiazzati. Il secondo libro della saga in effetti, non essendo il sequel del primo, sembra estraneo ai fatti narrati nel volume precedente. In verità non è così. Basta una frase nel capitolo finale a svelare la relazione tra i due volumi. 

Zafón, come dicevo, sa cosa scrive e sa come scriverlo. Non ha fretta. Ha potuto permettersi di aspettare e fare aspettare anni  i suoi milioni di lettori pur di strutturare al meglio il suo mondo di fantasia dove tutto combacia e lavora in modo così preciso che ricorda l’interno degli orologi meccanici da lui tanto amati.

I libri di Zafón in Italia sono attualmente pubblicati dalla Mondadori. E qui ne presento tre edizioni uscite negli anni che hanno fatto la storia del romanzo:

  • La prima edizione italiana (con fascetta) autografata del 2004
  • L’edizione ampliata con le immagini del fotografo Francesc Català Roca, di una Barcellona misteriosa come quella presente nel libro del 2005
  • La nuova edizione appena uscita che restituisce un po’ di fascino antico che ben si avvicina ai fatti narrati nel libro.
I tre dorsi delle tre edizioni de "L'ombra del vento" a confronto. Indubbiamente la nuova edizione, in questo caso, ha molto più fascino delle precedenti.

I tre dorsi delle tre edizioni de “L’ombra del vento” a confronto. Indubbiamente la nuova edizione, in questo caso, ha molto più fascino delle precedenti.

La prima edizione italiana de L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2004.

La prima edizione italiana de L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2004.

Copertina dell'edizione illustrata del 2005 de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón.

Copertina dell’edizione illustrata del 2005 de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

Dettagli della copertina della nuova edizione 2019 de "L'ombra del vento" per Oscar Draghi di Mondadori.

Dettagli della copertina della nuova edizione 2019 de “L’ombra del vento” per Oscar Draghi di Mondadori.

La prima edizione, uscita in Italia nel maggio 2004, fa parte della collana di Mondadori “Scrittori italiani e stranieri”, conta 438 pagine e le dimensioni sono quelle classiche del romanzo Mondadori. All’interno non ci sono illustrazioni, costava 18 euro e uscì in Italia due anni dopo il grande successo in Spagna nato dal passaparola tra i suoi lettori.

Pagina dei crediti della prima edizione illustrata de "L'ombra del vento" di novembre 2005.

Pagina dei crediti della prima edizione illustrata de “L’ombra del vento” di novembre 2005.

Un anno dopo esce, sempre per Mondadori, una edizione ampliata del romanzo con le fotografie in bianco e nero del grande fotografo spagnolo Francesc Català Roca (1922-1998): soprannominato il Cartier-Bresson spagnolo, fu un fotografo documentarista che raccontò la Spagna sofferente e massacrata dalla guerra civile interna.
Tra le numerose affascinanti immagini, troviamo a pagina 402 anche la fotografia che fa da copertina al libro, quella di un padre che tiene per mano un bambino immersi in una nebbia mattutina per le strade di Barcellona.
Il volume ha dimensioni maggiori rispetto alla prima edizione, nel risvolto ci sono due mappe di Barcellona all’epoca della narrazione dei fatti e veniva venduto a 25 euro. Indubbiamente una edizione molto bella.

Risvolto della edizione illustrata del 2005 che riporta una cartina di Barcellona.

Risvolto della edizione illustrata del 2005 che riporta una cartina di Barcellona.

Pagina interna dell'edizione illustrata de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón.

Pagina interna dell’edizione illustrata de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

Pagina interna dell'edizione illustrata de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón.

Pagina interna dell’edizione illustrata de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

E ora veniamo all’ultima edizione, uscita nei negozi il 5 novembre scorso, sempre per Mondadori, ma nella collana Oscar Draghi, una sezione della casa editrice che si occupa di pubblicare e ripubblicare, romanzi “in formati e materiali esclusivi di grande impatto, per libri di culto da collezionare” (fonte: sito Mondadori).
La prima cosa che colpisce di questa edizione è l’effetto anticato che la casa editrice milanese ha voluto dare alla copertina rigida del libro. Un’idea davvero ben realizzata, soprattutto al tatto, dove si avvertono le differenze anche di granulosità dei materiali. Le scritte, giallo oro, sono in alcune parti realizzate con foglie d’oro che aiutano nel complesso ad aumentare l’effetto realistico di un libro antico.
Un’edizione che tenta di rendere finalmente giustizia a questo grande romanzo contemporaneo e lo fa in buonissima parte. Le uniche mancanze – a mio parere – riguardano la carta utilizzata (di stampo più economico rispetto ai romanzi di nuova uscita Mondadori) e il loro effetto invecchiato stampato che nelle prime pagine risulta stampato storto nelle prime pagine.
Indubbiamente però è apprezzabile la volontà di dare una ristampa a questo volume. La speranza è quella che la ristampa continui con gli altri tre volumi della tetralogia.

Dorso anticato della copertina della nuova edizione de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Dorso anticato della copertina della nuova edizione de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Risvolto della nuova edizione illustrata del 2019.

Risvolto della nuova edizione illustrata del 2019.

Frontespizio della nuova edizione illustrata. Mondadori, 2019.

Frontespizio della nuova edizione illustrata. Mondadori, 2019.

Pagina dei crediti della nuova versione illustrata. Mondadori, 2019.

Pagina dei crediti della nuova versione illustrata. Mondadori, 2019.

Piccolo difetto di allineamento della stampa con effetto anticato sulle prime pagine della nuova edizione de "L'ombra del vento". Mondadori, 2019.

Piccolo difetto di allineamento della stampa con effetto anticato sulle prime pagine della nuova edizione de “L’ombra del vento”. Mondadori, 2019.

Piccolo difetto di allineamento della stampa con effetto anticato sulle prime pagine della nuova edizione de "L'ombra del vento". Mondadori, 2019.

Piccolo difetto di allineamento della stampa con effetto anticato sulle prime pagine della nuova edizione de “L’ombra del vento”. Mondadori, 2019.

Dettaglio in oro della copertina della nuova edizione de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Dettaglio in oro della copertina della nuova edizione de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Pagina interna dell'edizione illustrata de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón.

Pagina interna dell’edizione illustrata de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón.

Retro copertina della nuova edizione de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Retro copertina della nuova edizione de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Prezzo della nuova edizione de "L'ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Prezzo della nuova edizione de “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafón. Mondadori, 2019.

Ultima nota: su alcuni siti, come ibs.it è stato scritto che la nuova edizione del libro avrebbe avuto una nuova prefazione dell’autore, ma visionando la copia in nostro possesso di questa prefazione non c’è traccia. Forse si trattava di un’idea iniziale poi scartata?

 

 


L’incipit:

«Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano le prime giornate dell’estate del 1945 e noi camminavamo per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Monica in una ghirlanda di rame liquido.
«Daniel, quello che vedrai oggi non devi raccontarlo a nessuno» disse mio padre. «Neppure al tuo amico Toms. A nessuno.»
«Neppure alla mamma?» domandai sottovoce.
Mio padre sospirò, trincerandosi dietro il sorriso dolente che lo seguiva come un’ombra nella vita.
«Ma certo» rispose a capo chino. «Per lei non abbiamo segreti. A lei puoi raccontare tutto.»»
(Carlos Ruiz Zafón)

Anno di pubblicazione: maggio 2004
Casa editrice: Mondadori
Prezzo originale: 18 euro
Pagine: 438


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Un’edizione particolare della trilogia di Stieg Larsson

Dell’affascinante trilogia dei romanzi di Millenium e del suo sfortunato ideatore Stieg Larsson avevamo già avuto modo di parlare qualche tempo fa.

La trilogia, che vede protagonisti Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e in Italia si sono susseguite le ristampe a cura della casa editrice Marsilio che detiene i diritti delle opere di Larsson e ora del suo successore David Lagercrantz.

Torno a parlare di questa serie di romanzi perché, qualche anno anno fa, l’11 novembre 2009 per essere precisi, la casa editrice veneziana aveva realizzato anche una affascinante ed elegante versione dark della trilogia, racchiudendo i tre volumi (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco, La regina dei castelli di carta)  in un cofanetto. Un totale di circa 2150 pagine, ciascuno con una nuova nuova grafica e una copertina in acetato per conferirne protezione e prestigio. Una edizione davvero ben curata e forse tra le più belle che abbia visto finora.

Ve ne parlo perché, recentemente, in un negozio di libri usati, sono incappato in una edizione personalizzata del cofanetto.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Nella parte superiore del contenitore è ben visibile il logo della Grafica Veneta, un’azienda che nel settore della stampa di libri è ben conosciuta, in Italia e all’estero, per la sua rapidità di stampa e consegna. E, ovviamente, è anche la tipografia incaricata della stampa di questa trilogia e di moltissimi altri libri italiani e stranieri (come Harry Potter per la Salani per capirci).
Oltre che sulla testata del cofanetto, il logo è anche visibile sul dorso dei libri nella parte in basso. Quasi una sorta di etichetta.

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Dettaglio del dorso dei libri della trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Già a occhio si capisce che non è un prodotto destinato al mercato. Probabilmente un test interno? O un prototipo? O un omaggio ai clienti della tipografia?
A quel punto, non trovando nessuna informazione su questo cofanetto marchiato in internet, ho deciso di contattare direttamente la Grafica Veneta, che gentilmente e rapidamente ha risposto a tutte le mie domande, confermandomi che nel 2010, d’accordo con l’editore Marsilio, Grafica Veneta promosse per i propri clienti questo cofanetto. La tiratura sarebbe stata di nemmeno mille copie.

Quindi nemmeno tanto male trovarne uno. In condizioni perfette, per giunta.

Difficile dare un valore a questo prodotto, non essendo mai entrato nel mercato. Possiamo comunque dire che è una rarità che potrebbe interessare certamente i fan del compianto Larsson, come il sottoscritto.

Trilogia di Stieg Larsson "Millenium" con il logo personalizzato "Grafica Veneta".

Trilogia di Stieg Larsson “Millenium” con il logo personalizzato “Grafica Veneta”.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Le bellissime sovraccoperte in acetato per la nuova edizione della trilogia di Larsson.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Tutti e tre i volumi sono stati ristampati in questa nuova edizione nel novembre 2009.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson "Millenium". Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

Il cofanetto contenente la trilogia di Stieg Larsson “Millenium”. Si tratta di una edizione speciale riservata ai clienti della Grafica Veneta.

 

 


L’incipit:

«Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno – fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d’ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell’attesa stava bevendo un caffè. Quest’anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.»
(Stieg Larsson)

Anno di pubblicazione: 2009/2010
Casa editrice: Marsilio
Prezzo originale: omaggio
Pagine: 2150


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Di quando Topolino tradì Minni, si sposò con un’altra e alla Disney si scatenò un putiferio

Era l’11 febbraio 1990 e nelle edicole italiane usciva regolarmente il settimanale Topolino n. 1785.

La copertina del numero 1785 di Topolino che contiene la storia, mai più ripubblicata, di Cavazzano e Marconi: Topolino in "Ho sposato una strega". ©WaltDisney 1990.

La copertina del numero 1785 di Topolino che contiene la storia, mai più ripubblicata, di Cavazzano e Marconi: Topolino in “Ho sposato una strega”. ©WaltDisney 1990.

Mancando un giorno a San Valentino, la copertina era ovviamente romantica, con Paperino e Paperina seduti teneramente sopra uno spicchio di luna e castamente abbracciati sotto una scritta “W S. Valentino”, immersi in un tributo di cuori e stelle.

Un numero come tanti, stampato in milioni di copie, ma passato alla Storia (non immediatamente a dire il vero) per quello che fu, a posteriori, un caso editoriale senza precedenti in casa Disney con una storia che non sarebbe mai più stata ristampata, bloccandola dentro i confini nazionali.

La storia incriminata si intitola Topolino in “Ho sposato una strega” ed è stata scritta da Massimo Marconi e disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano. E quella che sembra, a tutti gli effetti, essere una tenera storia d’amore, poche settimane dopo farà molto discutere, creando un polemica che partirà dall’Italia e arriverà fino ai quartieri generali della Disney americana.

Prima pagina della storia: Topolino in "Ho sposato una strega". ©WaltDisney 1990.

Prima pagina della storia: Topolino in “Ho sposato una strega”. ©WaltDisney 1990.

La storia presentata ai lettori è una parodia del celebre film di René Clair interpretato da Fredric March e Veronica Lake (1944) e, brevemente, la trama è questa:

Topolino, dopo una furiosa litigata con Minni (che sparirà velocemente dalla storia partendo per una crociera), decide, a sua volta, di partire in Camper per una vacanza da solo con Pluto. Una sera, in autostrada, dà un passaggio a una bella ragazza di nome Samantha. 
Attaccata verbalmente da un benzinaio che la apostrofa come “strega”, viene difesa da Topolino che poi la accompagna a casa di suo padre, il quale gli spiega che la famiglia non gode di una buona reputazione da quelle parti.
Invitato a restare, Topolino e Samantha, giorno dopo giorno, si innamorano e, un mese dopo, Topolino decide di chiedere la mano di Samantha a suo padre. Quest’ultimo, rimasto molto sorpreso, costringe la figlia a confessare il suo segreto: lei è davvero una strega dotata di poteri magici e lui un mago.
Nonostante lo shock, Topolino vuole comunque sposarla.
Il padre di lei li mette in guardia su come il loro matrimonio potrà essere visto male da molte persone anche a Topolinia, ma alla fine dà il suo benestare, dopo che Samantha promette di rinunciare alla magia.
Trasferitosi nella casa di Topolino dopo il matrimonio, Samantha cerca di non utilizzare la magia, ma di tanto intanto cede e i sospetti su di lei crescono, creando sospetto e avversione a Topolinia. La ragazza, triste, confessa a suo padre che non è riuscita a nascondere i suoi poteri, che non può rinnegare la sua natura e gli chiede aiuto.
A questo punto, il padre di Samantha rivela alla coppia che i due non sono mai stati sposati e che tutto quello che hanno vissuto è frutto di un incantesimo creato da lui per metterli in guardia. Topolino si trova così costretto ad accettare la realtà dei fatti e decide a malincuore di dire addio a Samantha e a suo padre, tornando a casa con una foto ricordo creata dalla bella strega.

L’intento di Massimo Marconi era quello di creare uno piccolo scandalo ma, a sorpresa, nessun giornale all’uscita della storia scrive niente a riguardo. Dovrà sollecitare un po’ i giornali e aspettare che il giornale satirico Cuore se ne esca con quel famoso titolo “Topolino tromba!” affinché la notizia sollevi il polverone desiderato.

L'articolo di Cuore, uscito nel 1990, che faceva riferimento allo scandalo creato dalla storia da poco uscita su Topolino n.1785.

L’articolo di Cuore, uscito nel 1990, che faceva riferimento allo scandalo creato dalla storia da poco uscita su Topolino n.1785.

Rincara la dose di nuovo Marconi durante un’intervista a Repubblica: “Volevo almeno una scena con Topolino e Samantha a letto dopo il matrimonio. Nulla di erotico. Solo loro due che parlano la sera, in intimità. Ma il disegnatore non se l’è sentita. Sono rimasti in poltrona, vedi pagina 22.”.
In un mondo in cui i personaggi Disney “non hanno un passato, non hanno un futuro, non si sposano, non litigano, non divorziano, non muoiono” (cit.) la storia di Marconi-Cavazzano fa infuriare i dirigenti americani.

Pagina interna della storia: Topolino in "Ho sposato una strega" dove Topolino chiede la mano di Samatha. ©WaltDisney 1990.

Pagina interna della storia: Topolino in “Ho sposato una strega” dove Topolino chiede la mano di Samatha. ©WaltDisney 1990.

Il solo sospetto che Topolino abbia fatto sesso con Samantha, una “fiamma” occasionale conosciuta per caso, fa sì che  Michael Eisner, l’allora CEO Disney, chieda a Umberto Virri, direttore generale della Disney italiana, le dimissioni dello storico direttore di “Topolino”, Gaudenzio Capelli (che verranno sì presentate ma poi respinte).

La storia, come dicevo, pur essendo entrata nel cuore di milioni di lettori italiani, non verrà mai più ristampata. Narra la leggenda che le tavole originali siano state date alle fiamme e una silenziosa censura aleggia ancora intorno a questa storia.

Una delle vignette incriminate: Topolino e Samantha in camera da letto. ©WaltDisney 1990.

Una delle vignette incriminate: Topolino e Samantha in camera da letto. ©WaltDisney 1990.

Una delle vignette più commuoventi della storia: l'addio tra Topolino e Samantha. ©WaltDisney 1990.

Una delle vignette più commuoventi della storia: l’addio tra Topolino e Samantha. ©WaltDisney 1990.

Il fumetto, pur essendone state vendute milioni di copie, è ricercato, ma fortunatamente non risulta introvabile. Il prezzo si aggira sulle decine di euro (se in condizioni eccelse) e probabilmente fra qualche anno il suo valore crescerà ancora un po’.

I crediti della storia: Testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano. ©WaltDisney 1990.

I crediti della storia: Testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano. ©WaltDisney 1990.

Per chi volesse leggere il fumetto ma non lo trovasse in vendita, le tavole sono consultabili online su Issuu:

Ultima curiosità:
nella sua unica apparizione, la storia non è stata nemmeno stampata correttamente: infatti le pagine 21 e 22 sono state invertite in stampa. Insomma, una storia unica fino alla fine.

 

 


L’incipit:

«Una mattina, a Topolinia…»
(Massimo Marconi)

Anno di pubblicazione: 11 febbraio 1990
Casa editrice: Walt Disney
Prezzo originale: 2.000 Lire
Pagine: 194


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Poema a fumetti di Dino Buzzati, lo strano caso della seconda edizione

A volte, una casa editrice può cambiare le sue consuetudini e le regole non scritte dell’editoria.

Una di queste regole vuole che, abitualmente, le prime edizioni dei libri escano in una versione con copertina rigida e sovraccoperta – insomma, più elegante – per poi passare, con il corso delle ristampe, a un formato più economico in brossura con copertina morbida.

Succede di rado, ma è successo, che questa regola venga invertita. Ed è quello che è successo con un libro molto famoso che si intitola Poema a fumetti del sempre compianto Dino Buzzati.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

La prima edizione (a sx) e la seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Vediamo di che libro si tratta.

Poema a fumetti, oggi, si può ormai considerare una delle prime graphic novel mai realizzate in Italia, ma quando uscì nel 1969 fu una delle opere più sperimentali di questo scrittore e artista poliedrico, nato nel bellunese nel 1906 e scomparso a Milano nel 1972.  Talmente poliedrico che, oltre a essere considerato uno dei più grandi scrittori del Novecento, fu anche giornalista, drammaturgo, scenografo, pittore e poeta.

L’idea del fumetto ispirato al mito di Orfeo ed Euridice nacque nella mente di Buzzati già nel 1965 con il titolo La dolce morte, ma, troppo in anticipo di anni sui gusti dei suoi contemporanei, non riesce a convincere la casa editrice della bontà della pubblicazione. Deluso e amareggiato, affida il manoscritto alla moglie con il desiderio che non venga pubblicato per almeno vent’anni.

Ma la giovane moglie, Almerina Antoniazzi, sposata quasi in segreto nel 1966 a causa della notevole differenza di età (lei aveva 25 anni e Buzzati 60), crede fermamente nella qualità del lavoro del marito e insiste presso la Mondadori affinché il libro venga stampato. Ce la farà, ma l’editore insiste per un titolo meno lugubre e così si passerà da La dolce morte al più didascalico Poema a fumetti.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Dorso della prima edizione (sopra) e quello della seconda edizione (sotto) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Alla pubblicazione del volume, la critica si dividerà su questo lavoro così originale, a metà strada tra letteratura e pittura, che all’inizio – con le sue 208 tavole a colori che richiamano lavori di artisti visivi tra i più famosi e una storia antica raccontata in chiave pop – non sarà capito dai più perché di difficile catalogazione. È un fumetto? no, non ci sono i balloon e manca la sequenza temporale classica del fumetto. È un romanzo? e allora perché tutte queste illustrazioni? A chi è diretto? il contenuto è troppo libertino per i giovani e troppo “leggero” per gli adulti.

Buzzati stesso, in una intervista al Corriere della Sera dell’8 febbraio 1970, disse a proposito:

Sapevo in partenza che Poema a fumetti, libro fatto più di disegni che di parole, rischiava di avere, anche da parte dei critici, strane accoglienze. […] Parecchi mi hanno rimproverato l’eccessiva frequenza, nelle pagine, di ragazze nude disegnate con accento libertino. Io l’ho fatto per tre motivi: primo, la nudità mi sembra il costume più adatto nel mondo dei più; secondo, disegnare dei nudi è più gradevole e stimolante che disegnare delle persone vestite (almeno per me); terzo – e qui direte che mi do la zappa sui piedi, ma perché essere ipocrita? – pensavo che l’ingrediente fosse producente agli occhi del pubblico.

Il libro, 50 anni dopo, ristampa dopo ristampa, troverà finalmente la sua collocazione nelle libreria e nelle biblioteche in un nuovo genere che, inconsapevolmente, lui stesso ha creato: quello delle graphic novel.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Poema a fumetti, nella sua prima tiratura, esce nel settembre del 1969 con una copertina morbida. Diventa subito un successo e vende numerose copie, tanto da richiedere una seconda ristampa due mesi dopo, a novembre.

Quello che la casa editrice decide di fare però è bizzarro, come dicevamo all’inizio dell’articolo: decide di ristamparlo con una copertina rigida e una sovraccoperta simile a quella della prima edizione (fatta eccezione per una cornice puntinata attorno all’illustrazione) e con un “errore” non da poco: nella pagina che riporta le informazioni del volume si legge “I edizione settembre 1969“, senza dubbio un ottimo modo per confondere tutti.

Negli anni, ciò comporterà una costante confusione ogni volta che si troverà un annuncio del libro in vendita, perché molti di questi annunci riporteranno come prima edizione la seconda.

Ora, sapete anche voi che non esiste una prima edizione con la copertina rigida. Inoltre, basterà leggere la data in fondo al testo nella seconda aletta presente nella sovraccoperta: “novembre 1969” per esserne certi.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l'unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

Aletta interna della sovraccoperta con uno scritto di Carlo della Corte datato novembre 1969. È l’unico riferimento a una data che ne indica la ristampa.

In conclusione, questa seconda edizione, in tiratura minore rispetto alla prima, sparisce negli anni dai mercatini e dalle librerie. Tanto che anche online se ne trovano solo pochi esemplari.

E qui, scatta un cortocircuito interessante per i collezionisti: abbiamo una prima edizione, in copertina morbida, “comune ma ricercata” (cit. da Gambetti Vezzosi, Rarità bibliografiche del Novecento Italiano) e una seconda edizione, più elegante con copertina rilegata, di più difficile reperibilità. Quale delle due ha più valore?

A oggi, è una domanda difficile a cui rispondere. Il paradosso per me è stato recuperare una copia della prima edizione a 10 euro (mediamente il prezzo si aggira sui 60-80 euro) e una seconda edizione a 60 euro (valore attuale di mercato dai 40 ai 120).

Probabilmente, a questo punto, 50 anni sono ancora troppo pochi per decretare quale dei due volumi, nel tempo, acquisterà più valore. Quindi, diamoci appuntamento fra… 25 anni per riparlarne.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Pagina interna di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati a confronto. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di "Poema a fumetti" di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

Retro copertina della prima edizione (a sx) e della seconda edizione (a dx) di “Poema a fumetti” di Dino Buzzati. Mondadori, 1969.

 

 


L’incipit:

«In Via Saterna nella città vecchia. Esiste una villa con grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede il muro di cinta e il culmine della casetta del custode.»
(Dino Buzzati)

Anno di pubblicazione: settembre 1969 I edizione
Anno di pubblicazione: novembre 1969 II edizione
Casa editrice: Arnoldo Mondadori Editore
Prezzo originale: 12.000 Lire
Pagine: 222


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Il ritorno de Il Piccolo Principe a 70 anni dalla prima edizione

Qualcuno di voi si ricorderà del mio post sulla prima edizione de Il Piccolo Principe dal titolo Il Piccolo Principe, il grande tesoro (chi volesse rinfrescarsi la memoria lo trova qui).

Ora posso dire che quello è stato un post fortunato: aver rintracciato quella rara prima edizione del libro di Antoine de Saint-Exupéry, averne scritto la storia, ha aiutato questo piccolo blog a farsi conoscere un po’ di più e lo ha portato a un risultato bellissimo e inaspettato.

Quale? questo che vedete nella foto qui sotto:

Le copertine delle due edizioni de "Il Piccolo Principe" a confronto. A sinistra la prima edizione del 1949, a destra la nuova edizione fatta uscire per festeggiare i 70 anni dall'uscita nelle librerie.

Le copertine delle due edizioni de “Il Piccolo Principe” a confronto. A sinistra la prima edizione del 1949, a destra la nuova edizione fatta uscire per festeggiare i 70 anni dall’uscita nelle librerie.

Quest’estate, infatti, ho portato quella copia ha fatto un gita a Milano per farsi bella e per concedersi ai grafici della casa editrice Bompiani che hanno fatto diventare la sua copertina – dopo una cura di bellezza – la copertina della nuova edizione!

Quest’anno, per i pochi che ancora non lo sapessero, Bompiani festeggia i suoi 90 anni e, tra le varie iniziative, sta ristampando in edizioni speciali alcuni dei libri che hanno fatto la storia della casa editrice milanese. Tra questi titoli, ecco quindi la riproduzione fedele della prima, rara e ricercata edizione de Il Piccolo Principe del 1949.

Il libro, con tanto di fascetta che ne celebra l’anniversario, è un volume molto ben curato.: sovraccoperta, che come dicevamo, è l’esatta riproduzione dell’originale, come pure la copertina rigida color beige che riporta l’illustrazione del Piccolo Principe.
La carta scelta rende giustizia a questa edizione, permettendone una comoda lettura.  La stampa sia del testo che delle illustrazioni originali dell’epoca vengono ancora più apprezzate nelle sue dimensioni del volume di 24×17 cm.

Particolare dei dorsi delle due edizioni de "Il Piccolo Principe". Sotto la prima edizione del 1949, sopra la nuova edizione 2019.

Particolare dei dorsi delle due edizioni de “Il Piccolo Principe”. Sotto la prima edizione del 1949, sopra la nuova edizione 2019.

Copertina rigida per entrambe le edizioni. L'unica differenza sta nella stampa a pressione presente nella prima edizione del 1949.

Copertina rigida per entrambe le edizioni. L’unica differenza sta nella stampa a pressione presente nella prima edizione del 1949.

Questa versione “anniversario”, a mio parere la migliore in commercio (ricordiamo infatti che nel 2015 sono scaduti i diritti del libro e ora chiunque può pubblicare la propria edizione), è un regalo da farsi e da fare.
Pensato sia per un pubblico adulto che per ragazzi, non è detto che nei prossimi anni (se Bompiani deciderà di farne una edizione limitata all’anno in corso) possa assumere anche un valore anche tra i collezionisti.

Il prezzo popolare, di soli 10 euro, è sicuramente una scelta commerciale che invoglia l’acquisto.

Alette interne del volume a confronto: stesso carattere tipografico, stesso testo e stessa impaginazione.

Alette interne del volume a confronto: stesso carattere tipografico, stesso testo e stessa impaginazione.

Pagina dei crediti della nuova edizione con riferimenti a siti web e alla "Prima edizione anniversario: settembre 2019".

Pagina dei crediti della nuova edizione con riferimenti a siti web e alla “Prima edizione anniversario: settembre 2019”.

 

 


L’incipit:

«A Leone Werth
Domando perdono ai bambini di aver dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati prima bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica:
A Leone Werth
quando era un bambino»
(Antoine de Saint-Exupéry)

Anno di pubblicazione: settembre 2019
Casa editrice: Bompiani
Prezzo originale: 10,00 euro
Pagine: 123


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