L’amico di Topolino, quello apocrifo, di Consuelo

Partiamo dall’inizio con una breve cronistoria della prima comparsa di Topolino in Italia.

1930: l’Italia incontra per la prima volta la creatura di Walt Disney grazie alla sua apparizione sul settimanale Torinese L’illustrazione del PopoloLe sue avventure iniziano con il numero 13 del settimanale e si concludono sul numero 51. Inutile dire che questi numeri sono molto ricercati e rappresentano vere rarità per i collezionisti.

1932: l’editore Cappelli pubblica il libro di Annemar Togett “Sua altezza reale il principe Codarello“ che non racconta le avventure di Topolino, ma nel quale – alla conclusione di ogni capitolo – appare una sua immagine. Il volume, oggi, è praticamente introvabile e il suo valore viaggia intorno ai 900-1000 euro, a detta degli esperti.

1933: è la volta della Frassinelli che pubblica due volumi intitolati “Le avventure di Topolino (vol.1)” e “Le avventure di Topolino (vol.2)” con le ormai celebri traduzioni di Cesare Pavese.
Maggiori informazioni su questi due rari volumi, le potete leggere in un nostro post di qualche tempo fa dal titolo: Le avventure di Topolino firmate da Cesare Pavese.

Ma veniamo al libro di cui voglio parlarvi oggi:

1934: esce, nuovamente per l’editore Cappelli, L’amico di Topolino di Consuelo. Consuelo potrebbe essere il vero nome dell’autrice, ma non è dato di saperlo.
Anche in questo caso si ripete lo schema – tanto caro all’editore Cappelli –  del volume precedente Sua altezza reale il principe Codarello, dove illustrazioni di Topolino si trovano alla fine di ogni capitolo di un storia, decisamente non disneyana. Le avventure qui raccontate, infatti, non sono quelle del famoso topo americano, ma di un Topolino apocrifo, tutto italiano, e di un suo amico moscone.

L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Il volume, molto ricercato, con le sue 70 pagine con 9 illustrazioni fuori testo a due colori, rappresenta assieme ai precedenti tentativi lo sbarco di Mickey Mouse in Italia.

In un’epoca in cui il nazionalismo iniziava a far sentire la sua voce, portare al pubblico italiano un personaggio con il nome anglosassone era un problema. E allora tanto valeva inventarsene uno, con più o meno le stesse fattezze seppur con qualche dettaglio differente, come le mani inguantate a cinque dita e non quattro, come l’originale Disney. In questo modo anche i diritti d’autore sono elusi.

L’anno successivo invece, chiariti i diritti di pubblicazione in Italia, inizierà l’avventura di Topolino come lo conosciamo da decenni.

Frontespizio del libro L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Frontespizio del libro L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Prima pagina interna del volume L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Prima pagina interna del volume L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una versione nostrana di Topolino, non ufficiale, con cinque dita.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L'amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Una delle immagini di Micky Mouse (Topolino) presenti alla fine dei capitoli di questo volume apocrifo. L’amico di Topolino di Consuelo, 1934 Cappelli.

Retro del volume L'amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Retro del volume L’amico di Topolino di Consuelo, 1934, Cappelli.

Questi volumi (pre 1935) quindi rappresentano delle rarità non solo per il loro valore collezionistico ma soprattutto per quello che rappresentano oggi nella storia del fumetto italiano.

Al momento il volume è di difficilissima reperibilità.

 

 

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L’incipit:

«Il moscone si presenta e fa la mia conoscenza.
– Zzzzz…. Zzzzz…. Zzzzz…. Io sono un vecchio moscone nero….
– Nero? Toh, come se ce ne fossero dei bianchi!
– …. Silenzio, non m’interrompere: sono un vecchio moscone nero molto rispettabile. Ho dei leggeri riflessi azzurri sulle ali e mi chiamo Zuzuzui.
– Zuzuzui?!
– Sicuro, Zuzuzui mi chiamo; proprio Zuzuzui: ti par tanto strano il mo nome?»
(Consuelo)

Anno di pubblicazione: 1934
Casa editrice: Tipografia Cappelli
Prezzo originale:  Lire 2
Pagine: 70

Le avventure di Topolino firmate da Cesare Pavese

I numeri 1, si sa, hanno sempre il loro fascino. Se la serie ha poi avuto il successo sperato e diventa longeva, più ci si allontana dagli inizi, più quell’esordio diventa mitico e accresce il suo valore (sia affettivo che economico).

È stato il caso – parlando di fumetti in serie –  di Tex, Dylan Dog o di Diabolik che hanno visto i prezzi dei loro numeri 1 arrivare a cifre a doppio o triplo zero.

Un caso simile è toccato anche alla prima avventura di Topolino.

No, non stiamo parlando del numero 1 che si vede spesso in giro, quello con la copertina rossa e la scritta gialla “Topolino” per intenderci, che negli anni ha avuto diverse ristampe (alcune fatte davvero bene che hanno confuso più lettori nel corso degli anni).

Oggi parliamo, invece, della prima apparizione da protagonista in Italia del topolino più famoso del mondo, pubblicata dalla casa editrice Frassinelli Tipografo-Editore di Torino, dal titolo: Le avventure di Topolino n. 1 e Le avventure di Topolino n. 2.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra). I testi in inglese sono stati tradotti da Cesare Pavese.

Partiamo dall’inizio, ovvero dai primi Anni Trenta del secolo scorso:

Franco Antonicelli, figura di spicco nell’editoria dell’epoca, nel 1932 divenne direttore della collana “Biblioteca Europea” per l’editore Frassineli. Fu per merito suo che arrivarono in Italia i romanzi di giganti come Franz Kafka, James Joyce, Herman Melville e… Topolino di Walt Disney, curando due volumi di cui la casa editrice aveva appena acquistato i diritti.

Ecco quindi apparire in Italia:
– Le avventure di Topolino (Mickey Mouse). Storielle e illustrazioni dello studio Walter Disney. I Pionieri; I militi del fuoco (Vol.1)

e il seguito
Il Mistero del Gorilla, La festa del compleanno (Vol.2).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Le avventure di Topolino, Frassinelli, 1933. Volume 1 (a sinistra) e volume 2 (a destra).

Prima pagina del primo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del primo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Prima pagina del secondo numero de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Franco Antonicelli, che come dicevamo curò di persona la nascita dei due libretti, per l’occasione si firmò con lo pseudonimo di Antony e decise di affidare la traduzione a un amico (che fu suo studente al Liceo d’Azeglio di Torino durante le sue supplenze), un certo Cesare Pavese!

Pavese, in quegli anni impegnato in diversi lavori di traduzione, considerando il lavoro offertogli da Antonicelli troppo frivolo, chiederà all’editore, per quel “pudore, discutibile di letterato”* di non comparire nei crediti del libretto.

I due libretti, che misurano 217×157 mm, hanno le copertine, rispettivamente, color crema e color verde acqua e hanno 38 pagine ciascuno. Inoltre, del primo volume c’è stata sicuramente una ristampa (che si riconosce per la scritta II edizione all’interno).

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.1", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.1”, Frassinelli.

Frontespizio dell'edizione del 1933 de "Le avventure di Topolino N.2", Frassinelli.

Frontespizio dell’edizione del 1933 de “Le avventure di Topolino N.2”, Frassinelli.

La volontà di pubblicare il terzo volume delle avventure di Topolino (cosa poi mai avvenuta per una causa legale sui diritti di Micky Mouse con un altro editore italiano) è chiara dall’annuncio nell’ultima pagina del secondo volume dove si invita, nel caso fosse piaciuta anche la seconda storia, a comprare il terzo episodio, contattando l’Editore Carlo Frassinelli in via Riberi n. 2 a Torino.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Pubblicità per il terzo volume che non vedrà mai la luce.

Valore:
Queste due edizioni sono particolarmente rare e piuttosto costose, appaiono ripetutamente in aste importanti, e i prezzi superano abitualmente i mille euro per il primo volume e poco meno per il secondo. Esistono però – e qui siamo di fronte a pochissimi esemplari – delle copie che conservano ancora l’introvabile sovraccoperta trasparente della Frassinelli con indicato il titolo e il prezzo. In questo ultimo caso, gli esemplari possono raggiungere cifre quattro o cinque volte superiori alle precedenti.

Pagina interna del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagina interna del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de "Le avventure di Topolino", Frassinelli, 1933.

Pagine interne del primo volume de “Le avventure di Topolino”, Frassinelli, 1933.

Alcune note:
– le copie fotografate in questo articolo arrivano dalla Libreria Antiquaria Drogheria 28 che ringrazio sentitamente!
– a questo indirizzo potete trovare uno studio approfondito sul lavoro realizzato da Cesare Pavese su questi due volumetti di Topolino. L’articolo è davvero una preziosa raccolta di informazioni e curiosità. Da leggere! Grazie ancora a Simone Volpato per il consiglio.

 

*parole di Zavattini, direttore dal 1936 delle testate Disney della Mondadori.

 

 



L’incipit:

«Michi con Minni
si è messo in cammino.
Va verso Occidente
ma non per piacere:
vuol fare fortuna
lontano o vicino,
e, come vedete,
diventa pioniere.»
(trad. di Cesare Pavese)

Anno di pubblicazione: 1933
Casa editrice: Frassinelli
Prezzo originale: 5 Lire
Pagine: 38


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    Di quando Topolino tradì Minni, si sposò con un’altra e alla Disney si scatenò un putiferio

    Era l’11 febbraio 1990 e nelle edicole italiane usciva regolarmente il settimanale Topolino n. 1785.

    La copertina del numero 1785 di Topolino che contiene la storia, mai più ripubblicata, di Cavazzano e Marconi: Topolino in "Ho sposato una strega". ©WaltDisney 1990.

    La copertina del numero 1785 di Topolino che contiene la storia, mai più ripubblicata, di Cavazzano e Marconi: Topolino in “Ho sposato una strega”. ©WaltDisney 1990.

    Mancando un giorno a San Valentino, la copertina era ovviamente romantica, con Paperino e Paperina seduti teneramente sopra uno spicchio di luna e castamente abbracciati sotto una scritta “W S. Valentino”, immersi in un tributo di cuori e stelle.

    Un numero come tanti, stampato in milioni di copie, ma passato alla Storia (non immediatamente a dire il vero) per quello che fu, a posteriori, un caso editoriale senza precedenti in casa Disney con una storia che non sarebbe mai più stata ristampata, bloccandola dentro i confini nazionali.

    La storia incriminata si intitola Topolino in “Ho sposato una strega” ed è stata scritta da Massimo Marconi e disegnata dal Maestro Giorgio Cavazzano. E quella che sembra, a tutti gli effetti, essere una tenera storia d’amore, poche settimane dopo farà molto discutere, creando un polemica che partirà dall’Italia e arriverà fino ai quartieri generali della Disney americana.

    Prima pagina della storia: Topolino in "Ho sposato una strega". ©WaltDisney 1990.

    Prima pagina della storia: Topolino in “Ho sposato una strega”. ©WaltDisney 1990.

    La storia presentata ai lettori è una parodia del celebre film di René Clair interpretato da Fredric March e Veronica Lake (1944) e, brevemente, la trama è questa:

    Topolino, dopo una furiosa litigata con Minni (che sparirà velocemente dalla storia partendo per una crociera), decide, a sua volta, di partire in Camper per una vacanza da solo con Pluto. Una sera, in autostrada, dà un passaggio a una bella ragazza di nome Samantha. 
    Attaccata verbalmente da un benzinaio che la apostrofa come “strega”, viene difesa da Topolino che poi la accompagna a casa di suo padre, il quale gli spiega che la famiglia non gode di una buona reputazione da quelle parti.
    Invitato a restare, Topolino e Samantha, giorno dopo giorno, si innamorano e, un mese dopo, Topolino decide di chiedere la mano di Samantha a suo padre. Quest’ultimo, rimasto molto sorpreso, costringe la figlia a confessare il suo segreto: lei è davvero una strega dotata di poteri magici e lui un mago.
    Nonostante lo shock, Topolino vuole comunque sposarla.
    Il padre di lei li mette in guardia su come il loro matrimonio potrà essere visto male da molte persone anche a Topolinia, ma alla fine dà il suo benestare, dopo che Samantha promette di rinunciare alla magia.
    Trasferitosi nella casa di Topolino dopo il matrimonio, Samantha cerca di non utilizzare la magia, ma di tanto intanto cede e i sospetti su di lei crescono, creando sospetto e avversione a Topolinia. La ragazza, triste, confessa a suo padre che non è riuscita a nascondere i suoi poteri, che non può rinnegare la sua natura e gli chiede aiuto.
    A questo punto, il padre di Samantha rivela alla coppia che i due non sono mai stati sposati e che tutto quello che hanno vissuto è frutto di un incantesimo creato da lui per metterli in guardia. Topolino si trova così costretto ad accettare la realtà dei fatti e decide a malincuore di dire addio a Samantha e a suo padre, tornando a casa con una foto ricordo creata dalla bella strega.

    L’intento di Massimo Marconi era quello di creare uno piccolo scandalo ma, a sorpresa, nessun giornale all’uscita della storia scrive niente a riguardo. Dovrà sollecitare un po’ i giornali e aspettare che il giornale satirico Cuore se ne esca con quel famoso titolo “Topolino tromba!” affinché la notizia sollevi il polverone desiderato.

    L'articolo di Cuore, uscito nel 1990, che faceva riferimento allo scandalo creato dalla storia da poco uscita su Topolino n.1785.

    L’articolo di Cuore, uscito nel 1990, che faceva riferimento allo scandalo creato dalla storia da poco uscita su Topolino n.1785.

    Rincara la dose di nuovo Marconi durante un’intervista a Repubblica: “Volevo almeno una scena con Topolino e Samantha a letto dopo il matrimonio. Nulla di erotico. Solo loro due che parlano la sera, in intimità. Ma il disegnatore non se l’è sentita. Sono rimasti in poltrona, vedi pagina 22.”.
    In un mondo in cui i personaggi Disney “non hanno un passato, non hanno un futuro, non si sposano, non litigano, non divorziano, non muoiono” (cit.) la storia di Marconi-Cavazzano fa infuriare i dirigenti americani.

    Pagina interna della storia: Topolino in "Ho sposato una strega" dove Topolino chiede la mano di Samatha. ©WaltDisney 1990.

    Pagina interna della storia: Topolino in “Ho sposato una strega” dove Topolino chiede la mano di Samatha. ©WaltDisney 1990.

    Il solo sospetto che Topolino abbia fatto sesso con Samantha, una “fiamma” occasionale conosciuta per caso, fa sì che  Michael Eisner, l’allora CEO Disney, chieda a Umberto Virri, direttore generale della Disney italiana, le dimissioni dello storico direttore di “Topolino”, Gaudenzio Capelli (che verranno sì presentate ma poi respinte).

    La storia, come dicevo, pur essendo entrata nel cuore di milioni di lettori italiani, non verrà mai più ristampata. Narra la leggenda che le tavole originali siano state date alle fiamme e una silenziosa censura aleggia ancora intorno a questa storia.

    Una delle vignette incriminate: Topolino e Samantha in camera da letto. ©WaltDisney 1990.

    Una delle vignette incriminate: Topolino e Samantha in camera da letto. ©WaltDisney 1990.

    Una delle vignette più commuoventi della storia: l'addio tra Topolino e Samantha. ©WaltDisney 1990.

    Una delle vignette più commuoventi della storia: l’addio tra Topolino e Samantha. ©WaltDisney 1990.

    Il fumetto, pur essendone state vendute milioni di copie, è ricercato, ma fortunatamente non risulta introvabile. Il prezzo si aggira sulle decine di euro (se in condizioni eccelse) e probabilmente fra qualche anno il suo valore crescerà ancora un po’.

    I crediti della storia: Testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano. ©WaltDisney 1990.

    I crediti della storia: Testo di Massimo Marconi e disegni di Giorgio Cavazzano. ©WaltDisney 1990.

    Per chi volesse leggere il fumetto ma non lo trovasse in vendita, le tavole sono consultabili online su Issuu:

    Ultima curiosità:
    nella sua unica apparizione, la storia non è stata nemmeno stampata correttamente: infatti le pagine 21 e 22 sono state invertite in stampa. Insomma, una storia unica fino alla fine.

     

     



    L’incipit:

    «Una mattina, a Topolinia…»
    (Massimo Marconi)

    Anno di pubblicazione: 11 febbraio 1990
    Casa editrice: Walt Disney
    Prezzo originale: 2.000 Lire
    Pagine: 194


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