La storia infinita di Michael Ende

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è uno degli incipit più innovativi mai scritti per un romanzo d’avventura.

Prima pagina della prima edizione del libro "La storia infinta" di Michael Ende, 1981.

Prima pagina della prima edizione del libro “La storia infinta” di Michael Ende, 1981.

Chi ha qualche anno sulle spalle lo riconoscerà immediatamente. È così infatti che inizia uno dei libri più amati dai tanti, tantissimi lettori de “La storia infinita” di Michael Ende (1929-1995).

La prima edizione del libro "La storia infinta" di Michael Ende, 1981. Edito da Longanesi.

La prima edizione del libro “La storia infinta” di Michael Ende, 1981. Edito da Longanesi.

La copertina in tela della prima edizione de "La storia infinita" di Michael Ende.

La copertina in tela della prima edizione de “La storia infinita” di Michael Ende.

Vediamo di riassumere velocemente la storia di questo romanzo.

Siamo nel 1977, nei pressi di Stoccarda, e un editore – un certo signor Hansjörg Weitbrecht – incoraggia lo scrittore Michael Ende a scrivere un nuovo romanzo da poter dare alle stampe entro la fine dell’anno. Ende inizia a lavorare su questa idea “di un bambino che leggendo una storia si ritrova all’interno della storia stessa”. L’editore si dice entusiasta e approva.

Dopo qualche mese Weitbrecht contatta ripetutamente l’autore per chiedergli quando finalmente consegnerà il racconto, avendo lui già scelto la carta, la tipografia, ecc…

Quello che succede è che lo scrittore, rendendosi conto che un racconto breve non è fattibile, deve richiamare il suo editore e comunicargli che la data di uscita del libro dovrà essere posticipata perché il bambino protagonista del suo racconto “si rifiuta categoricamente di lasciare Fantàsia (il mondo magico presente nel libro) e non gli rimane altra scelta di seguire il suo personaggio nel prosieguo  delle sue avventure”

La stesura si allunga notevolmente e solo nel 1979, dopo circa tre anni di scrittura e riscrittura, Ende riesce a completare la storia trovando finalmente l’escamotage per fare uscire Bastiano (Bastian nel film che conosciamo) dal mondo magico. Inoltre, sempre secondo Ende, la storia ha preso una piega tale da non essere più adatta a una pubblicazione tradizionale “ma gli appare chiaro che si deve confezionare come un vero e proprio libro di magia: con copertina in cuoio e bottoni in madreperla e ottone”.

L’editore impallidisce per i possibili costi. Dopo una trattativa, editore e scrittore trovano un accordo: rilegatura in seta, stampa a due colori e 26 capilettera (uno per ciascuno dei 26  capitoli che iniziano con altrettante lettere dell’alfabeto tedesco), realizzati dall’artista Roswitha Quadflieg.

La stampa a inchiostro a due colori, continuamente incrociata, è davvero un’idea innovativa, che non serve solo a conferire al libro quell’aspetto “magico”, ma diventa l’espediente che aiuta il lettore a riconoscere in quale mondo sta proseguendo la storia: il colore rosso per il testo ambientato nel mondo degli umani e quello verde acqua per le parti ambientate a Fantàsia.

Il libro è un successo e dalla prima stampa di sole 20.000 copie, si passa rapidamente a quella di 200 mila. Nel 1980 diventa ufficialmente un bestseller, rimanendo in classifica per 332 settimane (di cui 113 al primo posto!). Seguono altre 15 ristampe e si sfiora così il milione di copie vendute in 3 anni. Tradotto in più di 40 paesi, vincendo premi e riconoscimenti, gli esemplari venduti diventano 10 milioni.

L’edizione italiana

Sull’onda del successo, nel 1981 “La storia infinita” arriva finalmente anche in Italia. Grazie alla casa editrice Longanesi & C. che lo pubblica nella collana La gaja scienza. “La traduzione viene affidata ad Amina Pandolfi, mentre i capilettera sono frutto dell’opera di Antonio Basoli. L’edizione presenta una copertina rigida ricoperta di seta rossa e il testo bicolore.”

Due tipi di inchiostri sono stati utilizzati nel libro per dividere meglio i fatti che accadevano nel Regno di Fantasia e quelli nella realtà.

Due tipi di inchiostri sono stati utilizzati nel libro per dividere meglio i fatti che accadevano nel Regno di Fantasia e quelli nella realtà.

Un'altra illustrazione originale di Antonio Basoli per i capolettera di ogni capitolo.

Un’altra illustrazione originale di Antonio Basoli per i capolettera di ogni capitolo.

La prima edizione italiana del libro è piuttosto rara, ormai oggetto di collezionismo. Su eBay o nei mercatini difficilmente la troverete in buone condizioni sotto i 100-150 Euro.
Il consiglio, prima di fare una proposta di acquisto, è di fare attenzione all’ultima pagina del libro dove sono riportati i crediti.
La prima edizione riporta questa scritta:

FINITO DI STAMPARE
NEL MESE DI OTTOBRE 1981
PER CONTO DELLA LONGANESI & C.
DALLA AGEL S.R.L. DI MILANO
PRINTED IN ITALY

e nessun riferimento all’edizione un paio di righe sopra.

Pagina dei crediti nella prima edizione del libro. L'anno riportato è il 1981 e non sono annotate ristampe.

Pagina dei crediti nella prima edizione del libro. L’anno riportato è il 1981 e non sono annotate ristampe.

Concludiamo con la storia delle ristampe del libro in Italia:
nel 1988 arriva la casa editrice TEA a ripubblicare il libro mantenendo la traduzione e i capilettera della versione Longanesi. Il testo però viene stampato in inchiostro monocromatico nero ricorrendo al corsivo per differenziare le due parti.

La Corbaccio invece pubblica la sua prima versione de La storia infinita nel 2002 riprendono la grafica delle edizioni precedenti, reintroducendo i colori d’inchiostro rosso e verde acqua.

“La storia infinita” Michael Ende, prima edizione italiana, 1981.

 


L’incipit:

«otairauqitnA
ilodnairoC odarroC olraC eralotiT

Questa scritta stava sulla porta a vetri di una botteguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro dall’interno del locale in penombra.
Fuori era una fredda, grigia giornata novembrina e pioveva a catinelle. Le gocce di pioggia correvano giù lungo il vetro, sopra gli svolazzi delle lettere. Tutto ciò che si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un muro macchiato di pioggia dall’altro lato della strada.
D’improvviso la porta venne spalancata con tanta violenza che un piccolo grappolo di campanellini d’ottone sospeso sul battente cominciò a tintinnare tutto eccitato e ci volle un bel po’ prima che si rimettesse tranquillo

(Michael Ende)

Anno di pubblicazione: I edizione ottobre 1981
Casa editrice: Longanesi & C.
Prezzo originale: 14.000 Lire
Pagine: 446


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A 60 anni dalla scomparsa di Umberto Saba

Il 25 agosto di sessanta anni fa ci lasciava uno dei più grandi poeti italiani: Umberto Saba.

Operò tra gli uomini poeta” riporta una targa nella strada dove, ancora oggi, c’è la sua piccola biblioteca antiquaria.

Questo post è un piccolissimo omaggio all’immensità di Saba come poeta, romanziere, librario, marito, padre, uomo e tanto, tanto altro ancora.

A Trieste, nell’ormai lontano 2003, venne allestita una mostra molto bella, poi integralmente riportata nel web che potete trovare cliccando qui. Il sito è una fantastica miniera di informazioni con bellissime e rare fotografie sul grande poeta triestino.

Qui sotto vi lasciamo la poesia “Avevo” scritta nel 1944, uno degli anni più critici del Novecento. Saba, in quegli anni, era costretto a vivere un umiliante esodo semiclandestino a causa delle sue origini ebraiche. In questa poesia ritroviamo gli affetti più cari del poeta: la moglie, la figlia, la sua città natale, la sua bottega antiquaria e sua madre.

Buona lettura!

Rara edizione del Canzoniere di Umberto Saba numerata e autografata.

Avevo

Da una burrasca ignobile approdato
a questa casa ospitale, m’affaccio
– liberamente alfine – alla finestra.
Guardo nel cielo nuvole passare,
biancheggiare lo spicchio della luna,
Palazzo Pitti di fronte. E mi volgo
vane antiche domande: Perché, madre,
m’hai messo al mondo? Che ci faccio adesso
che sono vecchio, che tutto s’innova,
che il passato è macerie, che alla prova
impari mi trovai di spaventose
vicende? Viene meno anche la fede
nella morte, che tutto essa risolva.

Avevo il mondo per me; avevo luoghi
del mondo dove mi salvavo. Tanta
luce in quelli ho veduto che, a momenti,
ero una luce io stesso. Ricordi,
tu dei miei giovani amici il più caro,
tu quasi un figlio per me, che non pure
so dove sei, né se più sei, che a volte
prigioniero ti penso nella terra
squallida, in mano al nemico? Vergogna
mi prende allora di quel poco cibo,
dell’ospitale provvisorio tetto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una famiglia, una compagna;
la buona, la meravigliosa Lina.
È viva ancora, ma al riposo inclina
più che i suoi anni impongano. Ed un’ansia
pietà mi prende di vederla ancora,
in non sue case affaccendata, il fuoco
alimentare a scarse legna. D’altri
tempi al ricordo doloroso il cuore
si stringe, come ad un rimorso, in petto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una bambina, oggi una donna.
Di me vedevo in lei la miglior parte.
Tempo funesto anche trovava l’arte
di staccarla da me, che la radice
vede in me dei suoi mali, né più l’occhio
mi volge, azzurro, con l’usato affetto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
ed il tedesco lurco.

Avevo una città bella tra i monti
rocciosi e il mare luminoso. Mia
perché vi nacqui, più che d’altri mia
che la scoprivo fanciullo, ed adulto
per sempre a Italia la sposai col canto

Vivere si doveva. Ed io per tanto
scelsi fra i mali il più degno: fu il piccolo
d’antichi libri raro negozietto
Tutto mi portò via il fascista inetto
ed il tedesco lurco.

Avevo un cimitero ove mia madre
riposa, e i vecchi di mia madre. Bello
come un giardino; e quante volte in quello
mi rifugiavo col pensiero! Oscuri
esigli e lunghi, atre’ vicende, dubbio
quel giardino mi mostrano e quel letto.
Tutto mi portò via il fascista abbietto
– anche la tomba – ed il tedesco lurco.

Umberto Saba

Prime edizioni di "Trieste e una donna" e "Il piccolo Berto". In primo piano: ricevuta postale scritta a mano di Umberto Saba.

Prime edizioni di “Trieste e una donna” e “Il piccolo Berto”. In primo piano: ricevuta postale scritta a mano di Umberto Saba.


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Ennesimo errore, ennesima rarità: Raffaello segreto

Di recente sembra che gli errori da parte della case editrici nostrane si siano moltiplicati.

Einaudi, per esempio, qualche tempo fa, sbagliò la foto dell’autore in copertina; la Feltrinelli il nome dell’autore e ora tocca alla casa editrice Sperling & Kupfer che, assieme alla Piemme, cura la collana Pickwich con autori del calibro di Sveva Casati Modignani, Stephen King, Michael Connelly, Nicholas Sparks, ecc…

Il libro in oggetto è una edizione economica di un libro già uscito nell’ottobre 2015 e ripubblicato il 28 marzo scorso che si intitola “Raffaello segreto“. Si tratta di un bel saggio in cui lo scrittore e storico dell’arte Costantino D’Orazio racconta e celebra il genio del pittore e architetto rinascimentale ripercorrendone la vita e le opere.

“Raffaello segreto” edizione Pickwick. L’esterno della copia con errore è identico alla versione corretta ora nelle librerie.

Il libro è stato molto apprezzato dai lettori, forte anche dei due libri precedente dello stesso autore, “Leonardo segreto” e “Caravaggio segreto”, e di una scrittura chiara e appassionata.

Vi parlo di questo libro in quanto con l’uscita dell’edizione economica, la Sperling & Kupfer ha fatto confusione con il contenuto delle pagine interne: l’inserto a colori, con le tavole di Raffaello che aiutano il lettore ad apprezzare ancora di più il genio di Urbino, contiene disegni di Leonardo Da Vinci!

Un errore di impaginazione certamente dovuto all’esistenza del precedente volume “Leonardo segreto” in cui era contenuto. Probabilmente, quello che è successo è che sia stato copiato in toto l’inserto di Leonardo nel volume di Raffaello.

Ovviamente, il libro è stato prontamente ritirato da tutte le librerie.

Il valore? troppo presto per dirlo, ma si tratta comunque di una chicca per gli appassionati del genere.

Pagina dei crediti del libro “Raffaello segreto” di Costantino D’Orazio.

Pagine interne errate. Le tavole riproducono le opere di Leonardo Da Vinci e non di Raffaello.

Altre pagine interne errate. Le tavole riproducono le opere di Leonardo Da Vinci e non di Raffaello.


L’incipit:

«RAFFAELLO Sanzio “non visse da pittore, ma da principe”.»
(Costantino D’Orazio)

Anno di pubblicazione: I edizione Pickwick marzo 2017
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Prezzo originale: 9,90 Euro
Pagine: 197


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E anche Feltrinelli sbaglia una copertina

Dopo Einaudi, anche la Feltrinelli commette un passo falso.
Se la casa editrice di Torino sbagliò la foto di John Fante in copertina di un suo libro, Feltrinelli sbaglia il nome dell’autore Amos Oz, sulla copertina della sua ultima opera, chiamandolo Amoz (con la z) Oz.

Copertina del libro di Amos Oz con errore di stampa. Il nome dell’autore ha una “z” al posto di una “s”.

Una distrazione non da poco, tale da dover ritirare tempestivamente tutte le copie dal mercato e condannarle al macero. E non crediamo siano poche essendo Oz (all’anagrafe Amos Klausner)  un autore abbastanza famoso.

Ovviamente non è chiara la dinamica per la quale nessuno in Feltrinelli sia accorto del refuso fino a quando il libro non è stato consegnato alle librerie.

E, a differenza della casa editrice Einaudi, che ha sfruttato con ironia l’errore commesso, la casa editrice milanese ha preferito lasciare passare l’accaduto senza clamore e pochi sono i quotidiani sui quali è apparsa la notizia.

I collezionisti si sono messi subito alla ricerca di queste copie. Qualcuno su eBay, sfruttando la recente notizia, ha già messo in vendita il libro a 50 € e già venduto, ma per il momento il consiglio è di cercarlo in quelle piccole librerie dove il libro non è stato rispedito alla casa editrice come richiesto.

L’errore riguarda solo la copertina, sul dorso il nome è riportato correttamente: Amos Oz.

L’incipit:

«Polonia, inizio dell’inverno, 1939
Un insegnante ebreo di nome Pomerantz fuggì dai tedeschi e si nascose nei boschi. Era un uomo tozzo con due occhi minuscoli e le mascelle spesse, quasi sardoniche. Sembrava la spia della commedia americana.»

(Amos Oz)

Anno di pubblicazione: 2017
Casa editrice: Feltrinelli
Prezzo originale: 16 Euro
Pagine: 197


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Chi è Robert Galbraith?

Scrisse un tale William Shakespeare:

“Che cosa c’è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.” (Giulietta: atto II, scena II)

Probabilmente sì. Il profumo e le caratteristiche di qualcosa o qualcuno anche sotto mentite spoglie rimangono le stesse.
Ma per qualcuno, giocare ad essere un’altra persona può essere oltre che divertente (immaginare le reazione dei suoi più cari amici) anche liberatorio.

È successo, come spesso succede nella storia della letteratura, anche a una scrittrice che, dopo aver venduto più di 535 milioni di copie dei suoi libri (ma il numero è destinato a crescere ulteriormente proprio questa settimana*), ha deciso di liberarsi delle pressioni e di cominciare da capo.

“Ho scelto Robert, perché è uno dei nomi da uomo che preferisco, inoltre Robert Kennedy è stato uno dei miei eroi e perché, per fortuna, non lo avevo ancora usato per uno dei personaggi della serie di Harry Potter o per “Il seggio vacante”.
Galbraith, invece, è nato per un motivo un po’ strano. Quando ero una bambina, volevo davvero essere chiamata ‘Ella Galbraith’, e non ho idea del perché. Non sapevo nemmeno se il cognome esisteva, perché non riesco a ricordare di aver mai incontrato nessuno con questo cognome.  Sia come sia, il nome ha avuto un fascino su di me. In realtà avevo pensato di chiamarmi L. A. Galbraith, ma per ragioni abbastanza ovvie ho deciso che le iniziali erano una cattiva idea.” (tratto dal sito robert-galbraith.com)

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith

I tre romanzi firmati da Robert Galbraith

Il primo libro di Robert Galbraith esce nel Regno Unito il 4 aprile 2013 per la Sphere Books e si intitola “The Cuckoo0’s Calling” (in Italiano “Il richiamo del cuculo” uscirà il 4 novembre dello stesso anno) e la prima edizione ha una tiratura di sole 1500 copie. In fondo, stiamo parlando di un esordiente.
La trama è quella di un giallo: l’investigatore privato – e veterano di guerra rimasto ferito –  Cormoran Strike viene ingaggiato per indagare sul presunto suicidio di una modella.

Quello che salta all’occhio agli editori e lettori è che questo Galbraith scrive bene. Scrive molto bene. E lo recensiscono con lodi. Lo scrittore Peter James al ‘Sunday Times’ dice perfino che aveva “pensato che fosse stato scritto da uno scrittore molto maturo e non da un esordiente”. Ma nel mondo dell’editoria non sbanca. È però sempre il quotidiano britannico che vuole vederci chiaro. Assume perfino un esperto di informatica per analizzare il linguaggio di Galbraith sostenendo che al netto di alcune parole, hai una altissima percentuale di probabilità di riconoscere, quello che lui definisce, il “DNA” dello scrittore.

La copertina della prima edizione inglese del libro "The Cuckoo's Calling" di Robert Galbraith

La copertina della prima edizione inglese del libro “The Cuckoo’s Calling” di Robert Galbraith

Ma ancora si brancola nel buio, fino a quando qualcuno commette un errore.
Sono le 23:34 di mercoledì 10 luglio 2013 e la giornalista India Knight twitta ai suoi 95mila follower che si sta godendo la lettura di un nuovo romanzo. Seguono un paio di commenti e alle 00:07 una follower @JudeCallegari commenta con un tweet bomba:

@JudeCallegari: “scritto da J.K. Rowling”

la ricostruzione di quello che è segue è più o meno:

@indiaknight: “Eh?”

@JudeCallegari: “È il suo pseudonimo […]”

@indiaknight: “Sul serio? Come lo sai?”

@JudeCallegari:“Sul serio. Un amico lavora per l’editore.”

Ma chi è Jude (Judith) Callegari? È un’amica di famiglia di Chris Gossage. Gossage è un avvocato britannico che rappresenta gli interessi di una cliente piuttosto importante: J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter.

Da qui in poi la notizia fa il giro del mondo. La signora Judith Callegari cancella il suo profilo Twitter. Amazon ha annunciato che dopo la notizia sulla reale identità dell’autore, le vendite sono aumentate nella sola mattinata di oggi di circa il 500.000%. [Fonte: La stampa.it]

Dalla 4709esima posizione in classifica su Amazon il libro arriva al numero 1. Dalle 1500 copie iniziali ne vengono prontamente stampate altre 140.000 per poi superare abbondantemente il milione.

Il commento di J.K. Rowling fu che “solo un ristretto numero di persone erano a conoscenza del mio pseudonimo e che non è  stato piacevole chiedersi per giorni come una donna che fino a quel momento non aveva mai sentito nominare prima aveva scoperto che molti dei suoi più vecchi amici non sapevano”.

L'interno della copertina della prima edizione a confronto con l'edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

L’interno della copertina della prima edizione a confronto con l’edizione ristampata dopo lo svelamento del pseudonimo.

Rowling decide di fare causa allo studio legale. Christopher Gossage e Judith Callegari vengono multati per 1000 Sterline dalla Solicitors Regulation Authority  per violazione della riservatezza. Queste mille sterline, assieme ai proventi delle vendite del libro, vengono dati in beneficenza al The Soldiers’ Charity. Un bel gesto senza dubbio.

Questa è la storia.
A “The Cuckoo0’s Calling” seguono altri due libri altrettanto belli: “The Silkworm” (in italiano: “Il baco da seta“) e il più recente “Career of Evil” (“La via del male“) editi in Italia dalla Salani Editrice, che vedono sempre Cormoran Strike e la sua assistente Robin Ellacott come protagonisti.
J.K. Rowling continua a utilizzare lo pseudonimo di Robert Galbraith.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Retro copertine diverse per la prima edizione e la ristampa.

Ma c’è ancora qualcosa da dire, su quelle copie della prima edizione di “The Cuckoo’s Calling”.

In un articolo precedente (che potete trovare qui) vi ho parlato di una libreria di Londra specializzata nella vendita di prime edizioni o di libri autografati. Bene, il proprietario di questo bellissimo negozio ha comprato prima che venisse rivelato la reale identità di Robert Galbraith, 250 copie del romanzo firmato dall’autore. Le ha ordinate sulla fiducia dopo aver letto il manoscritto.

Ha, quindi, iniziato a venderle come sempre al prezzo di copertina, cioè 16,99 £. E anche dopo l’uscita della notizia ha deciso di continuare a vendere le restanti copie al prezzo iniziale trattenendosi solo 4 copie per sé e per il suo staff.

Ora, chiariamo un particolare: stiamo parlando di libri autografi dall’autrice di Harry Potter. E come sempre, in questi casi, si tratta di materiale molto ricercato tra i collezionisti.

Le copie autografate (250 in tutto) della primissima edizione sono rimbalzate su tutti i negozi di aste online e su eBay. Il prezzo è attualmente intorno ai 4.500 Euro.

Delle restanti 1250 copie non autografe attualmente in circolazione, il prezzo medio è intorno ai 1.000-1.200 Euro.

La ristampa della prima edizione (vedi più in basso come riconoscerla) ha un valore intorno ai 100-150 Euro per una tiratura di 140mila copie.

La pagina dei crediti della prima edizione del libro "The Cuckoo's Calling".

La pagina dei crediti della prima edizione del libro “The Cuckoo’s Calling”.

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro "The Cuckoo's Calling". Si riconosce per la scritta "Reprinted 2013 (twice)".

La pagina dei crediti della prima ristampa del libro “The Cuckoo’s Calling”. Si riconosce per la scritta “Reprinted 2013 (twice)”.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

Autografo di J.K. Rowling con lo pseudonimo Robert Galbraith.

L'ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall'autrice.

L’ologramma di J.K. Rowling che certifica le copie firmate dall’autrice.

*mentre scrivo è uscito l’ottava libro della saga di Harry Potter (Harry Potter and the cursed child) che ha già battuto tutti i record di prevendita su Amazon e Barnes&Noble.


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Imprimatur, il libro censurato in Italia

Prime edizioni di Imprimatur a confronto: a sinistra edizione Mondadori (fuori catalogo) e a destra la nuova edizione Baldini & Castoldi

ESISTE LA CENSURA?

Può un libro edito da una delle più importanti case editrici italiane, pubblicato in almeno quarantacinque paesi, tradotto in oltre venti lingue con una tiratura mondiale di almeno due milioni di copie, sparire dagli scaffali delle librerie italiane dopo aver avuto un discreto successo anche nel nostro paese (circa 9 mila copie e quarto posto in classifica dei libri più venduti)?
Sembra di sì.
È successo con il libro “Imprimatur”, un romanzo giallo a sfondo storico, ambientato nella Roma del 1683 a opera di Rita Monaldi e Francesco Sorti, romani al loro esordio come scrittori. Lei filologa classica, lui musicologo.
Iniziamo dalla trama per capire cosa può essere successo:

“Roma, settembre 1683. In una locanda nel cuore della Città Santa la morte improvvisa di un viaggiatore semina il panico: veleno o peste? Per paura del contagio, gli ospiti vengono rinchiusi in quarantena nelle loro stanze. Tra essi c’è l’abate Atto Melani, ex cantante castrato e ora agente segreto del Re Sole, deciso a scoprire cosa si celi dietro a quella strana morte.”

E ora chiariamo subito una cosa: non siamo davanti a degli autori alla “Dan Brown”. Qui, il romanzo fila via per circa 700 pagine, senza cadere mai nella fantasia storica. Tutti i fatti raccontati che fanno da sfondo alle avventure dei protagonisti (e i protagonisti stessi) sono realmente esistiti e documentati.

Ogni fatto raccontato, in una trama di fantasia, nasce da accurate e rigorose ricerche storiche fatte dagli scrittori negli Archivi segreti vaticani e nell’Archivio di Stato a Roma. E cosa esce da questa ricerca? cosa viene messo in discussione? presto detto: la figura di Papa Innocenzo XI.
E il ritratto di Papa Odescalchi non è dei più lusinghieri. Sostanzialmente gli viene attribuita la colpa di aver alla fine finanziato la rivoluzione protestante in Inghilterra per scopri di lucro.

Qualcuno nello Stato pontificio sa che Papa Innocenzo XI non è totalmente al riparo dalle indiscrezioni che macchiano la sua immagine pubblica. Infatti, la santificazione di questo Papa continua ad avere degli intoppi: morto nel 1689 la beatificazione si blocca più volte e ci si riesce solo nel 1956. E proprio quando nel 2001 il Vaticano riprende in mano il processo di santificazione esce questo libro sulla chiacchierata figura di questo papa. Certo, è un romanzo di fantasia, ma gli autori sottolineano la veridicità delle fonti e sono disposti a indicare la posizione dei documenti.

Cosa succede quindi?
A Papa Giovanni Paolo II non resta altro che ripiegare sulla beatificazione di Marco d’Aviano, un sottoposto di Innocenzo XI a Vienna.
E, nonostante la seconda ristampa, la Mondadori ritira il libro dal mercato. Nega che ci siano stati pressioni. Può darsi che sia così, ma da quel momento i libri di Monaldi e Sorti diventato materiale da maneggiare con cura e nessun editore in Italia si fa avanti né la ripubblicazione del primo romanzo né per i seguenti. E si che all’estero i loro libri vendono eccome!

Facendo le dovute proporzioni, è un po’ come se Dan Brown non pubblicasse negli Stati Uniti o Ken Follett in Gran Bretagna. Il caso di Francesco Sorti e Rita Monaldi, autori italiani di «gialli» a sfondo storico scritti (ovviamente) nella loro madre lingua e pubblicati (e questo è un po’ meno ovvio) in 60 Paesi e 26 lingue diverse, ma non nel loro Paese, è di quelli che dovrebbe far riflettere l’editoria italiana.
Corriere della Sera, 23 giugno 2013

16042016-111755-Imprimatur

Le retro copertine delle edizioni di Imprimatur (Mondadori a sinistra, Baldini & Castoldi a destra)

IL SUCCESSO INTERNAZIONALE
Il Daily Telegraph, il Times, il Times Literary Supplement, l’Independent (solo per citare alcuni quotidiani del Regno Unito) si dichiarano entusiasti del lavoro della coppia Monaldi e Sorti.
Si sprecano parole di lode. La preparazione storica e la narrazione degli eventi è ineccepibile dicono. Non ci si annoia pur essendo un libro molto erudito. “Allievi che superano il Maestro” dicono di loro citando Umberto Eco e i riferimenti al successo de “Il nome della rosa”. Vengono invitati in tutti i maggiori Festival letterali mondiali e vengono trattati come delle star. Per le loro accurate ricerche vengono riconosciuti come storici e trattati come tali.

Le diverse dimensioni del libro, Baldini & Castoldi ha puntato un formato più grande di qualche cm

Le diverse dimensioni del libro, Baldini & Castoldi ha puntato un formato più grande di qualche cm

BALDINI & CASTOLDI
Il mercato dell’editoria non è cieco. Le classifiche europee si conoscono. Monaldi e Sorti scrivono in Italiano ma è l’editore olandese che si prende cura di loro. Siamo davanti al paradosso: gli autori scrivono best sellers in una lingua di un Paese dove i loro romanzi non escono.
Dopo la Mondadori, e dopo numerosi tentativi da parte di Sorti di tornare a essere pubblicati in Italia ormai è chiaro che nessun editore è interessato ai loro libri.
Passano 12 anni e solo nel dicembre 2014, arriva una email da parte dell’ufficio della Baldini&Castoldi, per conto del nuovo direttore Corrado Melasso.
È sua volontà, infatti, riportare in patria, almeno letterariamente i due scrittori. Melasso confida di aver “divorato Imprimatur quando aveva diciassette anni”.

“Da quel lontano 2002 ha sempre desiderato leggere in italiano il seguito, e l’incipit di Secretum – pubblicato in esclusiva su MicroMega – ha fatto sanguinare ancora la vecchia ferita. Melluso vuole ora tutta la produzione dei due transfughi”
(postfazione di Stefano Berni per Imprimatur edito da Baldini e Castoldi)

I due autori, usciti da questo embargo durato più di 12 anni, oggi continuano a vivere e a scrivere a Vienna. Come riportato dalla biografia sul sito della casa editrice: “hanno pubblicato finora nove libri, bestsellers internazionali, di cui cinque romanzi con protagonista Atto Melani: Imprimatur, Secretum, Veritas, Mysterium e Dissimulatio.” I primi tre disponibili, finalmente, di nuovo in Italia.

Un vero esperto di Imprimatur, rimane indubbiamente Stefano Berni, autore di diverse pubblicazioni su libri rari e introvabili tra cui “Il caso Imprimatur“.

Tornando al libro, la prima edizione Mondadori è davvero piuttosto introvabile. Appare e scompare su eBay a un prezzo medio di 70/100 euro. Se la cercate,  fate attenzione che non si tratti di una seconda edizione.

Dettaglio della prima edizione di Imprimatur della Mondadori nella pagina copyright

Dettaglio della prima edizione di Imprimatur della Mondadori nella pagina copyright

Edizione Mondadori del risvolto della copertina

Edizione Mondadori del risvolto della copertina


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Cecil Court Road a Londra: la via dei libri rari

Ingresso di Cecil Court Road da St Martin's Ln

Ingresso di Cecil Court Road da St Martin’s Ln

Se c’è una cosa bella dietro alle passioni e che queste ti fanno muovere. Il motivo è che spesso le cose belle non vengono da te, ma sei tu che ci devi andare almeno un po’ incontro.

Nel caso dei libri, adoro perdermi nelle librerie. E quando sono all’estero è lo stesso. Forse peggio. Nel corso degli anni ne ho trovate di bellissime. Da Milano a Buenos Aires, da Trieste a Valencia, da Roma a Londra.

Ed è proprio da Londra che vi scrivo, nella città che più mi fa sentire a casa, nella quale ho trovato – per la quantità e qualità delle librerie – un grande rispetto per la letteratura, per gli autori e per i libri.

Qui le prime edizioni (quelle belle con la copertina rigida e sopraccoperta per intenderci), più che altrove, durano in vendita che meno da noi in Italia. Nel giro di qualche mese vengono soppiantate da edizioni economiche ma senza per questo calare nelle vendite. Anzi, molto spesso aumentano di molto costando di meno ed essendo quindi più appetibili. In alcuni casi addirittura il libro esce contemporaneamente sia in edizione hardcover che economica.

Vetrina del negozio Marchpane, in Cecil Court Road, con edizioni autografate di Harry Potter

Vetrina del negozio Marchpane, in Cecil Court Road, con edizioni autografate di Harry Potter

In più gli inglesi hanno capito che con la vendita di libri puoi fare molti soldi. Questo spiega i numerosi mercatini, i negozi di libri usati e quelli specializzati in prime edizioni.

E a tal proposito, esiste a Londra una via che è davvero un piccolo gioiello per noi collezionisti.
La via si chiama Cecil Court, ed è a pochissimi passi da Trafalgar Square.
È una via non lunghissima, ma fitta di librerie specializzate in libri rari e, ahimè, spesso anche costosi.

Ingresso di Cecil Court da Charing Cross Road

Ingresso di Cecil Court da Charing Cross Road

Se vi capitasse di passare da queste parti, guardate le vetrine ed entrare per curiosare. Potrete accarezzare le prime edizioni autografate di Agatha Christie, di Arthur Conan Doyle, di J.K. Rowling ma non solo: anche le ultime uscite (spesso autografate) che chissà, un giorno potrebbero ​rivelarsi un ottimo investimento.

Vetrina del negozio Goldsboro Books, in cima prime edizioni dei libri di George R.R. Martin

Edizione autografata di Harry Potter e prima edizione di un libro di Agatha Christie

Edizione autografata di Harry Potter e prima edizione di un libro di Agatha Christie

Ecco un piccolo elenco delle librerie, che secondo me, vale la pena entrare:
Goldsboro Books è la mia preferita!
Marchpane è qui che dovete venire se vi piacciono le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie​”​! ​Ne ​hanno tantissime edizioni differenti
Peter Ellis
Natalie Galustian Rare Books
– Pleasures of Past Times qui tantissima memorabilia, soprattuto musicale!
Watkins Books qui troverete sopratutto libri di esoterismo e pure un uomo che vi leggerà i tarocchi in vetrina
– Tindley & Chapman
– Stephen Poole Fine Books
– Nigel Williams Rare Books
e molte altre… e tutto questo in una sola, piccola, via!

Vetrina del negozio Marchapane in Cecil Court Road

Vetrina del negozio Marchapane in Cecil Court Road

Lo Hobbit e libro autografo di Lou Reed

Lo Hobbit e libro autografo di Lou Reed

Vetrina dedicata a Julius Verne

Vetrina dedicata a Julius Verne

Pleasures of Past Times è una libreria specializzata in memorabilia, sopratutto musicale

Pleasures of Past Times è una libreria specializzata in memorabilia, sopratutto musicale

In vetrina da Pleasures of Past Times prime edizioni dei libri di John Lennon

In vetrina da Pleasures of Past Times prime edizioni dei libri di John Lennon

Prima edizione inglese di "Il giovane Holden" di J.D. Salinger

Prima edizione inglese di “Il giovane Holden” di J.D. Salinger

 

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Harry Potter and the Philosopher’s Stone di J.K. Rowling

Harry Potter and the Philosopher's Stone 1st

Harry Potter and the Philosopher’s Stone – prima edizione, prima stampa

Ok, questa è la premessa: stiamo parlando di un libro che è stato definito il “Santo Graal” del collezionista di libri. Forse si esagera un po’ parlando della prima edizione inglese di Harry Potter, ma viste le cifre esorbitanti a cui viene ancora scambiato non è assurdo pensarlo.
Il prezzo per portarsi a casa questa prima edizione di “Harry Potter and the Philosopher’s Stone“, a oggi, varia tra i $40.000 e $55.000 a seconda delle sue condizioni.
Ma perché vale così tanto?
Facciamo un salto indietro nel tempo, nel 1997 quando l’allora aspirante scrittrice Joanne Rowling (J.K. Rowling è uno pseudonimo) era ancora una sconosciuta.
La tiratura della prima edizione/prima stampa fu di sole 500 copie! Numero molto lontano dai milioni di copie stampate per gli altri libri della saga.
Di queste 500 copie, 300 sono “scomparse” all’interno del sistema bibliotecario del Regno Unito e solo 200 sono arrivate sul mercato.
E per farvi capire quanto all’epoca già 500 copie forse fossero già troppe, c’è una storia – forse la più memorabile – che riguarda un giornalista nel Regno Unito: Nigel Reynolds, che si occupa sul Daily Telegraph della sezione culturale, dopo diverse insistenze si convince a incontrare la signora Rowling mentre cerca di pubblicizzare il suo libro sconosciuto. Si incontrano, prendono un caffè assieme, chiacchierano e alla fine la mamma di Harry Potter  consegna una copia del suo libro sperando che venga letto e recensito favorevolmente. Nigel saluta, si dirige verso il suo ufficio e nel tragitto lo getta nel cestino della spazzatura. Come ha ammesso lui stesso, probabilmente è stato l’errore più costoso della sua carriera. Praticamente 35.000 Euro buttati nell’immondizia.

Bene, ora mettiamo il caso che vi troviate in un mercatino di libri usati, in uno sperduto paesino inglese. O più facilmente su eBay. E buttate l’occhio su una prima edizione di Harry Potter. Prima di metter mano al vostro portafoglio, sappiate che questi sono gli 8 indizi per riconoscere una vera prima edizione di “Harry Potter and the Philosopher’s Stone”:

Partiamo dalla copertina:

Harry Potter e la pietra filosofale 1a edizione inglese

dettaglio della copertina della prima edizione di Harry Potter

Innanzitutto sappiate che esiste sia una prima edizione con la copertina morbida (meno ricercata) e una con la copertina rigida (ma senza sovraccoperta!)
Indizio #1: sul fronte, in basso, c’è un fascetta nera che riporta la scritta: “A terrific read and a stunning first novel” Wendy Cooling

 

La cosiddetta “Copyright page

Harry Potter 1st copyright

la “copyright page” contiene tutti i dettagli dell’edizione del libro

Indizio #2: compare questa sequenza di numeri: 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1
Indizio #3: Il nome dell’autrice è scritto per esteso: Joanne Rowling e non J.K.
Indizio #4: Il copyright sul nome dell’illustratore del retrocopertina è: Thomas Taylor1997 senza spazi tra Taylor and 1997!!!

 

Pagina interna:

Harry Potter pg 53

dettaglio della pagina 53 della prima edizione di Harry Potter

Indizio #5: a pagina 53, nell’elenco degli “Other Equipment” è ripetuto due volte “1 wand”

 

Retro copertina:
Indizio #6: La parola “Philosopher’s” è scritta erroneamente “Philospher’s” (manca la “o”)
Indizio #7: Le parole “Witchcraft and Wizardry” sono invertite e stampate come “Wizardry and Witchcraft”
Indizio #8: Errore conosciuto anche come “The young and the old wizard”: L’illustrazione sul retro del libro è quella di un giovane mago (Dumbleldore/Silente) che fuma una pipa poi sostituta con quella di un mago più anziano dalla barba lunga e un accendino in mano.

Harry Potter back1

differenze tra i due retro copertina: “The young and the old wizard”

Ah, un’ultima cosa:
qualsiasi edizione abbiate di Harry Potter se è autografata dalla signora Rowling ha comunque il suo valore. Fino all’uscita di “Harry Potter e doni della morte” la Rowling firmava più frequentemente i suoi libri, ma da questo libro in poi, le apparizioni pubbliche sono diminuite e nelle poche occasioni di incontro è diventata sua abitudine applicare sul libro, accanto alla firma, un piccolo ologramma adesivo per accreditarne la veridicità.


L’incipit:

«Mr. and Mrs. Dursley, of number four, Privet Drive, were proud to say that they were perfectly normal, thank you very much. They were the last people you’d expect to be involved in anything strange or mysterious, because they just didn’t hold with such nonsense.»
(J.K. Rowling)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Bloomsbury Publishing Plc
Prezzo originale: 4.99 Sterline
Pagine: 223


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Va’, metti una sentinella (Go set a watchman) di Harper Lee

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Immagina di avere finalmente tra le mani il seguito di uno dei libri più amati al mondo.
Lo hai atteso per 55 anni. Era infatti il 1960 quando uscì “Il buio oltre la siepe” (“To kill a mockingbird” titolo originale), libro capolavoro dell’allora esordiente trentaquattrenne Harper Lee. (L’autrice, recentemente scomparsa, diede l’ok per la pubblicazione dopo che il manoscritto fu ritrovato in una cassetta di sicurezza dove era stato erroneamente archiviato e pensato perso per sempre.)
Magari sei tra quelli che si negano agli amici per non essere disturbati perché vuoi goderti il tuo nuovo acquisto. Ti immergi nella lettura, arrivi intorno a pagina 252 e… qualcosa non torna.
Prosegui, arrivi a pagina 261… 265… 268, 272 e 277 ma non riesci più a capire bene la trama perché i dialoghi non funzionano più… e sei al finale!
E certo che non ti ritrovi più… mancano righe! frasi intere, numeri di pagine… dialoghi…
Solo allora scopri di avere in mano una copia sbagliata! E non sei il solo. Anche altri utenti iniziano a protestare, fai una veloce ricerca su Google e non solo non sei l’unico sfortunato ma, anzi, a dire il vero, siete un bel po’… soprattutto se hai comprato il libro su Amazon.

Poche ore dopo esce un articolo sul Guardian:

A number of the first 25,000 copies of Harper Lee’s new novel Go Set a Watchman are missing paragraphs and sentences from the final pages – with many readers complaining it has tainted their reading of the book. It is unknown how many of the books purchased are missing the pieces of text.

The novel, a sequel to Lee’s 1960 debut, To Kill a Mockingbird, sold more than 105,000 copies in the UK on its first day of release. According to publisher Penguin Random House, the misprint occurred after an error at the printers resulted in six pages towards the end of the UK edition having missing lines.

In a statement the publisher added: “Due to an error in the printing process a limited number of copies of Harper Lee’s Go Set a Watchman are faulty. Replacement copies are currently being printed and the situation will be resolved swiftly.”

(potete leggere l’articolo completo qui The Guardian – Harper Lee)

C’è stato, quindi, un errore durante la stampa del romanzo e, come riportato dal tabloid inglese, 25 mila copie sono affette da questo problema per un totale di 6 pagine a libro. Gli utenti iniziano a protestare e Amazon, che sembra essere il distributore più colpito, decide di sostituire gratuitamente le copie in possesso dei clienti.
Ma durante il fine settimana la società ha deciso di assicurarsi che i lettori desiderosi riescano a finire il libro e decide di addirittura di inviare loro via email le righe mancanti. L’oggetto della mail recita: Missing lines from Go Set a Watchman – Please only open after reaching page 252.’ e avvisava sul potenziale spoiler sul finale del libro.

Sui siti specializzati in vendita di libri rari iniziano ad apparire le prime copie difettose. Un utente ne acquista una copia per 988 Sterline (circa 1.280 Euro)!
A parte questo caso, le copie poco dopo iniziano a scendere di prezzo. Ma comunque al momento il prezzo medio è sui 150/200 sterline (195/260 euro) e molto probabilmente con il tempo il valore potrebbe salire.

 

Harper Lee ci ha lasciato il 19 febbraio scorso all’età di 89 anni. Nel 2007,  fu premiata dal Presidente degli Stati Uniti George W. Bush con la più alta onorificenza civile statunitense, la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo primo e più famoso romanzo che, secondo la motivazione del premio: «Ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre». (fonte: Wikipedia)

Per quanto riguarda la trama, “Va’ metti una sentinella” è un sequel. Scritto e proposto a un editore nel 1957, venne rifiutato. Fu quindi proposto all’autrice di rivedere la storia e di rappresentare Scout, la protagonista come una bambina. La signora Lee lavorò all’idea per altri due anni e alla fine nacque “Il buio oltre la siepe”.
L’uscita del secondo libro ancora ambientato Maycomb in Alabama ha suscitato un aspro dibattito tra i fan. La ventiseienne Jean Louise Finch, la piccola “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ma qualcosa è decisamente cambiato nell’uomo che per molti , ancora oggi, è una delle figure più pure della letteratura americana. (Mi fermo qui per non rovinare la trama a chi non l’avesse ancora letto).

Un’ultima curiosità:
il titolo italiano del primo libro è decisamente diverso da To “Kill a Mockingbird”. Venne infatti tradotto con “Il buio oltre la siepe” parafrasando un passaggio del libro:

Una volta Atticus mi aveva detto: “Non riuscirai mai a capire una persona se non cerchi di metterti nei suoi panni, se non cerchi di vedere le cose dal suo punto di vista”. Ebbene, io quella notte capii quello che voleva dire. Adesso che il buio non ci faceva più paura, avremmo potuto oltrepassare la siepe che ci divideva dalla casa dei Radley, e guardare la città e le cose dalla loro veranda. Accadde tutto in una notte, la notte più lunga, più terribile… e insieme la più bella di tutta la mia vita.

Il “buio oltre la siepe” rappresenta quindi l’ignoto e la paura che genera il pregiudizio.

Nel testo italiano ci sono tuttavia numerosi riferimenti al titolo originale “uccidere un usignolo” descritta come un’azione crudele e immotivata.

Il problema è che “mockingbird” (nome scientifico Mimas polyglottos), molto diffuso negli Stati Uniti, non è presente in Italia: mancando di un preciso corrispondente è stato tradotto spesso come passero, raramente come usignolo, e – incomprensibilmente – come merlo nell’edizione Feltrinelli in mio possesso tradotta da Amalia D’Agostino Shanze.

La traduzione del titolo del secondo libro invece è rimasto inalterato e fa riferimento a un passo delle Bibbia citato nel libro stesso:

Poiché così mi ha detto il Signore: “Va’, metti una sentinella che annunci quanto vede” (Isaia 21,6)

 

LA COPERTINA (fronte):

01032016-154850-Harper Lee

LA COPERTINA (retro):

01032016-154903-Harper Lee

01032016-154935-Harper Lee

LA PAGINA 261: dove manca parte del testo e il numero della pagina.


L’incipit:

«Since Atlanta, she had looked out the dining-car window with a delight almost physical. Over her breakfast coffee, she watched the last of Georgia’s hills recede and the red earth appear, and with it tin-roofed houses set in the middle of swept yards, and in the yards the inevitable verbena grew, surrounded by whitewashed tires. She grinned when she saw her first TV antenna atop an unpainted Negro house; as they multiplied, her joy rose.»
(Harper Lee)

Anno di pubblicazione: 2015
Casa editrice: William Heinemann: London
Prezzo originale: 18.99 Sterline
Pagine: 278


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Hapworth 16, 1924 di J.D. Salinger

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Jerome David Salinger (l’autore de “Il giovane Holden“), il fratello del sindaco di Milano Pisapia, una giovane neo-laureata di Siena e un libro che non dovrebbe esistere.
Questi sono alcuni degli incredibili ingredienti che costituiscono la storia di un libro che è inutile cercare nelle librerie. Esiste certo, ma non esiste. O meglio no​n​ dovrebbe esistere.

Stiamo parlando di Salinger, lo stesso autore che diede alle stampe oltre a “Il giovane Holden”, “Nove storie”, “Franny and Zooey”, “Alzate l’architrave, carpentieri​”​ e ​”​Seymour. Introduzione” e nient’altro, pur avendo continuato a scrivere in gran segreto tutta la vita anche dopo aver deciso di isolarsi dal mondo.
Hapworth 16, 1924” è uscito come racconto sul New Yorker il 19 giugno 1965 e mai più ristampato per volontà di Salinger.
Hepworth 16 è il nome del campo estivo dove i fratelli Seymour e Buddy Glass, protagonisti indimenticati dei racconti di Salinger, passano le loro estati e da dove Seymour scrive questa lettera.

Per i fan dello scrittore americano, la pubblicazione di questo racconto è come il tassello mancante di un puzzle per capire il mondo di Salinger e dei protagonisti dei suoi libri. Nel 1988, il titolare della casa editrice Orchises Press, Roger Lathbury, scrive a Salinger proponendogli la pubblicazione e per qualche tempo la trattativa sembra filare liscia. La risposta di Salinger arriva dopo 8… anni! Siamo nel 1996, ma è un sì. Roger Lathbury è un uomo fortunato. Da sconosciuto editore di poesie all’improvviso diventa il futuro editore del più famoso scrittore americano vivente. Un “nuovo” libro di Salinger è sempre una scommessa vinta. Ma l’editore commette una ingenuità: si lascia scappare la notizia e Salinger ferma tutto. Brutalmente.

Intorno al 1997, una trentina di anni dopo quindi, una allora sconosciuta studentessa universitaria Simona Megherini fa un gran bel lavoro: decise che la sua tesi di laurea sarebbe stata la traduzione integrale in italiano di quelle 30mila parole.
Arriva poi una giornalista, Maria Grazia Rosa Rosso che propone alla casa editrice Eldonejo (di un tale Giovanni Vittorio Pisapia) di pubblicare “Hapworth 16, 1924”. E lo fanno uscire con qualche mese di anticipo rispetto all’annuncio della stampa dell’edizione americana.

C’è per​ò​ un piccolo, piccolissimo problema: la casa editrice Eldonejo non detiene i diritti per la pubblicazione del libro! In Italia, i diritti sulle opere di Salinger sono in mano alla Einaudi. Una disattenzione? Nell’ambiente editoriale se ne dubita​,​ visto che Pisapia fa apporre la dicitura all’interno: “Le edizioni Eldonejo rimangono a disposizione per ogni adempimento relativo ai diritti d’autore.”.
Quello che succede è scontato: la casa editrice torinese fa causa alla Eldonejo e impone l’immediato ritiro dalle librerie del racconto, cosa che avviene in breve tempo. La vicenda giudiziaria si conclude senza condanne. La casa editrice milanese e Simona Megherini si salvano perché​,​ nella prefazione del volume, vengono riportati gli stessi argomenti trattati nella tesi di laurea e il volume ​viene ritenuto “testo accademico”.
In tutto questo​,​ la giornalista Maria Grazia Rosa Rosso nega che l’Einaudi abbia acquistato i diritti del libro, “ha solo un’opzione” dice, ma tant’è.
Delle 2.000 copie stampate​,​ molte sono andate disperse, alcune buttate ma alcune rientrano nel mercato librario a prezzi esorbitanti. E non ​sto scherzando. Copie del libro sono state vendute su eBay a circa 400 Euro.

Oggi, al momento in cui scrivo il prezzo​,​ oscilla tra i 70 e i 300 euro. Niente male per un libro che non dovrebbe esistere.01032016-154511-servizio fotografico senza titolo


L’incipit:

«Alcune osservazioni prima di cominciare, le più schiette e semplici possibili: prima di tutto mi chiamo Buddy Glass, e per gran parte della mia vita, con ogni probabilità per tutti i quarantasei anni trascorsi, mi sono sentito impiantato, installato con cura, e di quanto in quanto acceso allo scopo di gettare un po’ di luce sulla breve e reticolata vita del mio defunto fratello maggiore Seymour Glass, che morì suicida, scegliendo così di porre fine alla sua esistenza, nel lontano 1948 quando aveva trentun anni.»
(J.D. Salinger)

Anno di pubblicazione: 1997
Casa editrice: Eldonejo
Prezzo originale: 25.000 Lire
Pagine: 152


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